Ecco, il giorno dell’Eterno viene: giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, per fare della terra un deserto e sterminare da essa i peccatori” (Is.13:9).

Quando aprirà il primo dei sette sigilli, Gesù uscirà sopra un cavallo bianco come vincitore e rapirà la sua sposa, ma uscirà allo stesso modo, per la seconda volta, per vincere, quando giudicherà tutti nella Valle di Giosafat, seguito dalla sua Chiesa o sposa, anch’essi vestiti di lino fino, bianco e risplendente (Ap.19:14), sopra dei cavalli bianchi.

Quando aprirà il secondo sigillo, toglierà lo Spirito Santo dalla terra e non vi sarà più pace, così gli uomini si uccideranno l’un l’altro (vedi Ap.6).

Alla fine dei sette anni, dopo la grande tribolazione (regno satanico), Gesù apparirà nel cielo sopra un cavallo bianco (segno di vittoria) visibile a tutti gli eserciti schierati contro il Re dei re, il Signore dei signori e la sua sposa. La Chiesa (il suo esercito) sarà vestita con vesti di lino fino, bianco e risplendente e seguirà Gesù nel cielo sopra dei cavalli bianchi (Ap.19:14).

Nello stesso tempo, tutti quelli che avranno rinnegato Gesù, si troveranno confusi e, perduta ogni speranza di vita, saranno uccisi da Gesù, che ha nella sua bocca la spada a doppio taglio: un taglio per la salvezza (Grazia), che sarà passata, l’altro taglio per la vendetta (l’ira di Dio) nella guerra, dove “Il giusto si rallegrerà nel vedere la vendetta; si laverà i piedi nel sangue dell’empio” (Sal.58:10; Is.59:17; Ger 46:10).

Negli ultimi sette anni, l’ira di Dio si abbatterà su tutti i disubbidienti e sarà terribile, perché subiranno tutte le piaghe apocalittiche.

Sette anni di grandi disastri:

prima i sigilli per tutti i popoli gentili;

poi le trombe per Israele e i regni vicini.

Seguirà il regno satanico di tre anni e mezzo (ultimi), dove saranno versate dagli angeli addetti, le piaghe delle coppe: ”Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette  coppe d’oro, piene dell’ira di Dio, che vive nei secoli dei secoli” (Ap.15:7). Queste piaghe colpiranno la terra durante la grande tribolazione, quando dominerà in modo assoluto Satana con i suoi due uomini, indicati come bestie per la grande ferocia con cui regneranno.

L’uomo, a cui Satana darà il suo potere, regno e autorità, è rappresentato come il figlio della perdizione, l’avversario, che sarà la bestia, proveniente dal mare (Ap.13:1-10), cioè dai popoli e nazioni (Ap.17:15).

Regnerà insieme alla seconda bestia (uomo), che verrà dalla terra, cioè da Israele e che imiterà Gesù, facendo miracoli e prodigi però falsi per sedurre il mondo intero. Alla fine, il residuo delle tribù di Israele, scelto per vivere (Is.4:3), vedrà Gesù apparire nel cielo, insieme alla sua Chiesa, per far giustizia di tutti gli empi e degli increduli e per dare inizio al Suo regno millenario.

In molte profezie, riguardanti il giorno dell’ira di Dio, che terminerà con la guerra di Armagheddon, è solo riportato come il giorno del Signore, dell’Eterno o di vendetta, dell’ira di Dio (Mich.5:15; Is.13:6-9), “Ecco, il giorno dell’Eterno viene: giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, per fare della terra un deserto e sterminare da essa i peccatori”. Sarà questo l’ultimo giorno dell’esistenza degli empi, che saranno giudicati e vinti da Gesù nella grande guerra, che si terrà nella Valle di Giosafat, più conosciuta come Armagheddon (Gioele 1:15; 2:11-14-31; 3:12; Ap.16:16).

Durante l’apertura dei sigilli e il suono delle trombe, ovvero nei primi tre anni e mezzo, esploderà una guerra, dove alcune nazioni del nord, rispetto a Gerusalemme, guidate da un capo, presidente o re, andranno contro il Sud (Dan.11:13-20), ossia contro i popoli mussulmani ed Ebrei: “Allora il re del nord verrà, innalzerà un terrapieno e si impadronirà di una città fortificata (Gerusalemme). Le forze del sud non potranno resistergli; neppure le truppe scelte avranno la forza di resistere” (Dan.11:15).

Questo presidente precederà di poco la venuta dell’empio, della bestia (regno satanico, Ap.13).

Il condottiero o re del nord avrà la devastazione in suo potere, perciò nessuno gli potrà resistere e, alla fine, egli farà un patto di pace con molti, ma esso sarà annullato dalla venuta dell’empio, l’uomo spregevole (Dan.11:21), che riceverà da Satana regno, potere e grande autorità (Ap.13:2) per dominare per il tempo di 1260 giorni, tre anni e mezzo, insieme al suo aiutante, l’anticristo, che farà grandi prodigi e miracoli, ma falsi.

Le settanta settimane rivelate dall’angelo al profeta Daniele (Dan.9:24) sono tutte per il popolo Israelita. Tra poco inizierà l’ultima settimana e così si compiranno tutte le profezie e visioni. Quando il periodo delle settanta settimane si concluderà, inizierà allora il millennio di pace e sicurezza per Israele. Infatti, un residuo preso da tutte le tribù d’Israele sarà salvato negli ultimi sette anni (una settimana) e vivrà nella nuova Gerusalemme del millennio, come annunciato in molte profezie (Dan.12:1; 11:32-35; Is.4:3; 46:17; Gioe.2:32). Un altro residuo, dei santi del popolo Ebreo, sarà invece dato nelle mani di Satana, che li ucciderà (Ap.13:7) per essere purificati e imbiancati (Dan.11:35).

Per i gentili, il periodo della Grazia terminerà con la chiusura del tempo dell’ultima chiesa di Laodicea. La Grazia, iniziata dopo Giovanni Battista (Mt.11:12), durerà per tutto il tempo delle sette chiese.

Apertura dei sigilli.

Gesù aprirà i sette sigilli, uno per volta, all’inizio dei primi tre anni e mezzo, degli ultimi sette anni.  Sappiamo che nessuno, tranne Gesù, fu trovato degno di aprire i sigilli del libro scritto di dentro e di fuori (Ap.5:1), perché Egli ha dato la sua vita per tutti quelli che hanno creduto in Lui: “Allora uno degli anziani mi disse: -Non piangere; ecco, il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli-… perché sei stato immolato, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione” (Ap.5:5-9). Egli è “…il Santo, il Verace, colui che ha la chiave di Davide, che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre” (Ap.3:7).

Gesù quindi chiuderà il periodo della Grazia, identificato in sette chiese o periodi (Ap.1:20) ed aprirà i sette sigilli. Gesù è il Vincitore, ha vinto per aprire e per sciogliere i sette sigilli e, quando aprirà il primo, uscirà come vittorioso, perché raccoglierà a sé la Sua Chiesa (sposa) e questo grandissimo evento è chiamato giorno del nostro Signore Gesù Cristo.

I sigilli sono aperti da Gesù, perché Egli è l’unico trovato degno e perché ha immolato la Sua vita e con il Suo sangue ha acquistato un popolo santo per Dio e Padre Suo (Ap.5).

All’apertura quindi del primo sigillo, Gesù stesso uscirà su un cavallo bianco “E colui che lo cavalcava aveva un arco e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori come vincitore e per vincere” (Ap.6:2). Gesù è quindi il Vincitore, perché ha vinto sul nemico, il principe di questo mondo (Gv.16:11), sulla morte, essendo risuscitato il terzo giorno, dato che era impossibile che fosse trattenuto dalla morte (Atti 2:24) e sul mondo (Gv.16:33) e come confermato: “…ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono” (Ap.3:21).

Ribadiamo che Gesù comparirà nelle nuvole come Vincitore per raccogliere a Sé la Sua sposa: prima i morti in Cristo risorgeranno e poi i fedeli viventi saranno con loro rapiti nelle nuvole (1Tes.4:17).

All’apertura del secondo sigillo, la pace sarà tolta dalla terra, cioè lo Spirito Santo sarà ritirato nei cieli (Ap.6:1-4), “Il mistero dell’empietà infatti è già all’opera, aspettando soltanto che chi lo ritiene al presente sia tolto di mezzo” (2Tes.2:7). La pace sulla terra terminerà, per cui gli uomini si uccideranno l’un l’altro.

Quando aprirà il terzo sigillo, una grande carestia si abbatterà nel mondo, tranne che per l’olio e il vino. Questa carenza è individuata dal cavallo nero e dal suo cavaliere, che porterà in mano una bilancia, perché il cibo sarà tutto misurato.

Quando Gesù scioglierà il quarto sigillo, gli abitanti della quarta parte della terra saranno uccisi con la spada, con la fame e con la morte, mediante le fiere della terra. Sarà terribile, perché la morte, seguita dall’Ades, soggiorno dei morti, è rappresentata dal cavallo di colore giallastro, distruggerà e sterminerà.

Al quinto sigillo, fu mostrato al profeta e apostolo Giovanni tutte le anime dei martiri, che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza resa. Questi martiri sono appartenenti a tutte le nazioni di ogni lingua, partendo dal giusto Abele, fino al profeta Zaccaria (Mt.23:35). A loro si aggiungeranno dopo, i martiri Ebrei della grande tribolazione (Ap.6:9-11). Tutti insieme risusciteranno nella prima risurrezione (Ap.20:5,6) per stare con Cristo mille anni.

Tutti questi sigilli saranno aperti da Gesù nei primi tre anni e mezzo, dell’ultima settimana (sette anni) delle settanta date per Israele (Dan.9:24).

Il sesto sigillo invece Gesù lo aprirà al termine dei sette anni, quando apparirà nel cielo (Ap.19:11-21) con la sua Chiesa (esercito Ap.19:14) per far vendetta di tutte le nazioni del mondo, perché non hanno creduto alla Sua testimonianza. Egli guerreggerà e giudicherà con giustizia. Inoltre “Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue” (Ap.6:12). Questo è il giorno della vendetta finale, subito dopo lo sterminio degli empi, Dio consumerà col fuoco i cieli e la terra attuali e li rifarà nuovi (2Pt.3:13; Is.65:17; 66:22; Ap.21:5)

Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel  giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse” (2Ptr.3:10).

Poiché le stelle del cielo e le loro costellazioni non faranno più brillare la loro luce; il sole si oscurerà al suo sorgere e la luna non diffonderà più la sua luce” (Is.13:1); Gesù annuncia che questo giorno è conosciuto solo da Dio (Mt.24:36), come rivela anche il profeta Zaccaria: “Sarà un giorno unico, che è conosciuto dall’Eterno; non sarà né giorno né notte, ma verso sera vi sarà luce” (Zac.14:7).

Riepilogando, avverrà tutto in un solo giorno, in ordine:

1°) Gesù apparirà nel cielo all’improvviso, mentre tutti gli eserciti saranno accampati nella valle di Giosafat (Gioele 3 o Armagheddon Ap.16:16) e sarà seguito dalla Sua chiesa (eserciti, Ap.19:11,14,21). Gesù apparirà nelle nuvole per fare vendetta di tutte le nazioni empie. Questo evento è indicato, in similitudine, come vendemmia (Ap.1:19), dove tutti saranno uccisi dalla spada, al soffio o comando di Gesù (Zac.14:13; Ez.38:21: Agg.2:22).

2°) distruzione col fuoco dei cieli e della terra attuali. Allora il sole, la luna e le stelle del cielo cadranno e il cielo si ritirerà come una pergamena (Ap.6:12-14; Zac.14:6). Il salmista rivela che “…tu li muterai come una veste ed essi saranno cambiati” (Sal.102:26; Ap.6:12). Dio allora toglierà la maledizione, che pose sulla terra per il peccato di Adamo (Gen.3:17), distruggendo col fuoco il mondo intero e subito ricreerà nuovi cieli e nuova terra (Is.65:17; 66:22; 2Ptr.3:13; Ap.21:5).

3°) ci sarà la prima risurrezione, in cui risorgeranno tutti i martiri, partendo dal giusto Abele fino al profeta Zaccaria del periodo della Legge e saranno compresi anche quelli della grande tribolazione finale (Ap.7:14; 20:4,5; Lc.11:51);

4°) inizierà il millennio di pace e sicurezza per Israele (Is.32:17; 4:2,5)

È profetizzato che nel gran giorno dell’ira di Dio, Gesù giudicherà e combatterà con giustizia (Ap.19:11-21): “Il tino l’ho pigiato da solo e dei popoli nessuno è stato con me. Li ho pigiati nella mia ira e li ho calpestati nel mio furore. Il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti e ho macchiato tutti i miei abiti” (Is.63:3), “…avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio” (Ap.19:13). Il sangue sulla veste di Gesù indica il gran massacro dell’uccisione di tutti gli empi. Tutto questo accadrà nella valle di Giosafat (Gioele 3:12; Ap.16:16), nel gran giorno dell’ira di Dio, “…perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?” (Ap.6:17).

Gesù, con la sua Chiesa, apparirà quindi nel cielo e, al suo comando, avverrà la vendemmia (Ap.14:18), che, in similitudine, raffigura l’uccisione di tutti gli empi, che hanno seguito Satana e le sue menzogne. Negli ultimi sette anni, l’ira di Dio si riverserà su tutti gli abitanti del mondo intero, perché Satana sarà gettato sulla terra insieme ai suoi angeli, allora saranno “Guai a voi, o terra (Israele), o mare! (nazioni, popoli e lingue, Ap.17:15) perché il diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo” (Ap.12:12).

Dio ha concesso a Satana un breve tempo per devastare e distruggere il mondo, solo 1260 giorni, ovvero tre anni e mezzo, poi, terminato il suo regno, sedurrà il mondo convincendo tutti ad andare a combattere contro Israele (Ap.16:16).

Al termine del regno satanico, i tre spiriti immondi (del dragone, della bestia e del falso profeta), cioè di Satana, dell’uomo che riceverà regno, potenza e autorità e dell’anticristo, che opererà falsi miracoli e prodigi, andranno dagli abitanti e dai re di tutto il mondo, facendo prodigi per sedurli e condurli alla grande guerra contro Gesù.

Contemporaneamente nei cieli, avranno luogo le nozze dell’Agnello con la sua Sposa (Ap.19:8). Dopo la grande guerra e la morte degli empi, tutti i regni della terra passeranno nelle mani di Dio Padre, l’Onnipotente (1Cor.15:24), che inizierà a regnare, sottoponendo ogni cosa al Figlio, come profetizzato: “…aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi” (Ebr.10:13). Infatti, Davide profetizzò che: “Il Signore ha detto al mio Signore: -Siedi alla mia destra, finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi-” (Mrc.12:36; At.2:35).

Prima della guerra di Armagheddon, ci saranno le nozze, alla sposa di Cristo, ossia ai suoi eletti e fedeli (Ap.17:14), la Chiesa, “…le sarà dato di essere vestita di lino finissimo, puro e risplendente, poiché il lino finissimo sono le opere giuste dei santi” (Ap.19.8), perché gli angeli di Dio, creati santi, sono solo spiriti servitori, messaggeri e non hanno perciò opere. La Chiesa, salvata per aver creduto e per aver avuto fede nel Signore Gesù, apparirà nel cielo (Ap.19.11-21) insieme a Lui, come confermato: “Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria” (Col.3:4).

Ricordiamo che la Chiesa o Sposa di Cristo sarà riconoscibile dai suoi vestiti, di lino finissimo, bianco e puro (Ap.19:8-14), che le sarà dato di indossare alle nozze e che porterà anche dopo, quando si presenterà come esercito al seguito del suo Capo, Gesù, il Fedele e il Verace, alla guerra di Armagheddon per distruggere tutti gli empi e gli uccelli del cielo si ciberanno delle loro carni (Ap.19:11-18; Ez.39:4-17). Come l’apostolo e profeta ha spiegato, il lino finissimo sono le opere dei santi.

Come infatti è dichiarato, alla chiusura dei 1260 giorni del dominio satanico (grande tribolazione), Gesù uscirà sopra un cavallo bianco per vincere, guerreggiare e giudicare con giustizia nella guerra di Armagheddon, seguito dalla sua Chiesa (Sposa). Infatti, i fedeli seguiranno Gesù Cristo, ovunque Egli vada, com’è indicato: ”Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro” (Ap.19:14: 19:7,8). Gli eserciti sono costituiti dagli eletti e dai fedeli, appartenenti alla Chiesa, che sarà già stata rapita in cielo, ossia raccolta, quando Gesù aprirà il primo sigillo (Ap.6:2).

Il salmista profetizza quando la Chiesa di Cristo Gesù sarà rapita, all’apertura del primo sigillo e come seguirà Gesù nella guerra, quando apparirà nel cielo sopra un cavallo bianco (segno di vittoria) per compiere la vendetta su tutti i popoli nella valle di Giosafat (Gioele 3): “Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli, e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi il giudizio già scritto: questa è la gloria per tutti i suoi fedeli. Alleluia” (Sal.149:5-9; Ap.19:11-21).

Tutto quello che avverrà nel giorno dell’ira di Dio, è stato scritto (Ez.38:4-21; 39:17-19; Is.34:2; Ger.7:32-19:6). La morte degli empi, cioè la morte di quelli che hanno creduto alla menzogna del loro seduttore, è indicata in similitudine come vendemmia (Ap.14:14-20) ed avverrà nella valle di Giosafat “Si destino e salgano le nazioni alla valle di Giosafat, perché là io siederò a giudicare tutte le nazioni d’intorno” (Gioele 3:12); questo avvenimento è indicato come il giorno dell’Eterno o dell’ira di Dio: “Il giorno dell’Eterno non è forse tenebre e non luce, molto tenebroso e senza alcun splendore?” (Amos 5:20).

Dio ha dato l’autorità di giudicare a Gesù: “Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (At.17:31; Gv.5:27; Rom.2:16). Questo giudizio si realizzerà nella guerra, indicata anche come battaglia di Armagheddon (Ap.16:16), valle del Massacro (Ger.7:32) oppure Valle delle Visioni (Is.22:5), che accadrà fuori da Gerusalemme. Tutti gli empi saranno uccisi con la spada, in modo che il loro sangue scorra: “Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì tanto sangue, che giungeva sino alle briglie dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi” (Ap.14:20; 14:18). Il profeta Isaia a proposito rivela: “Io li ho calcati nella mia ira, li ho calpestati nel mio furore; il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti, e ho macchiato tutti i miei abiti” (Is.63:3), “Poiché è il giorno della vendetta dell’Eterno, l’anno della retribuzione per la causa di Sion” (Is.34:8).

I santi fedeli sono quindi gli eserciti, che saranno con Gesù, quando apparirà nella gloria della sua potenza: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nuvola con potenza e grande gloria” (Lc.21:27). Quando Gesù comparirà nel cielo per fare vendetta su tutte le nazioni, le tribù d’Israele lo vedranno e faranno cordoglio per Lui, come il profeta Zaccaria rivela: “Riverserò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; ed essi guarderanno a me, a colui che hanno trafitto; faranno quindi cordoglio per lui, come si fa cordoglio per un figlio unico, e saranno grandemente addolorati per lui, come si è grandemente addolorati per un primogenito” (Zac.12:10). Sono ovviamente compresi anche quelli che lo hanno trafitto, cioè la tribù di Giuda con Gerusalemme, perché lo riconosceranno come Figlio di Dio, il primogenito dai morti, ovvero colui che è risorto per primo (At.26:23) ed essi faranno cordoglio (Ap.1:7).