Introduzione.
Il profeta Isaia visse ai tempi dei re di Giuda in Gerusalemme, prima della deportazione in Babilonia. A partire da Uzziah, che seguì le vie dell’Eterno così come Jothan, fino ad Achaz, che non camminò secondo i comandamenti divini, perché fu idolatra a tal punto da condurre suo figlio a sacrificarlo attraverso il fuoco.
Dopo Isaia regnò Ezechia, che mise in pratica la legge di Mosè, camminando in fedeltà a Dio; né prima né dopo di lui ci furono re che rimasero uniti all’Eterno come lui (2Re 18:5,6).
Le profezie sono date ai profeti in similitudini (Gv.16:25) e in parabole (Sal.78:2; Ez.21:5; Os.12:11), come anche Gesù le esponeva ai Giudei in quei tempi, perché i misteri di Dio non possono essere compresi da tutti, ma solo da coloro che Dio ha scelto. Per questo motivo nelle profezie il nome di Gesù viene sostituito con altri nomi comparativi. Infatti i discepoli di Gesù gli chiesero: “-Perché parli loro in parabole?-. Ed egli, rispondendo, disse loro: -Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. “Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, gli sarà tolto anche quello che ha. Perciò io parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano, e udendo non odano né comprendano”. Così si adempie in loro la profezia di Isaia, che dice: -Voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile, essi sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore e non si convertano, e io li guarisca” (Mt.13:10-15).
Al popolo ebreo, a cui non era destinata la Parola profetica, che i servi di Dio, Gesù e i suoi apostoli annunciavano, fu chiuso occhi e orecchi spirituali. Gesù specifica molto chiaramente che, pur udendo la predicazione, essi non capivano e questo è rimasto per tutti gli ebrei anche per tutto il tempo della loro cattività della durata di sessantadue settimane, circa 1878 anni e lo sarà fino all’inizio dell’ultima settimana.
Le Scritture non possono essere interpretate, ma si intendono solo con Spirito di Dio: chi non è stato sigillato con lo Spirito Santo non può capire correttamente ciò che vi è scritto, Gesù disse: “…quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in tutta la verità” (Gv.16:13). La Bibbia è stata tradotta dal suo linguaggio originale e nell’ultimo secolo sono sorte versioni con vocaboli ed espressioni moderne. I traduttori non si sono attenuti rigorosamente al senso delle parole ed i revisori hanno cercato di interpretare personalmente le Sacre Scritture: in questo modo hanno modificato gradualmente il significato di alcuni versi secondo il loro discernimento, adattando le parole al nuovo linguaggio, commettendo molti errori gravi. I figli di Dio non interpretano le Scritture con la loro intelligenza e sapienza, ma si fanno guidare dallo Spirito Santo e per questo motivo riconoscono la verità, perché essa è comprensibile solo per: lo Spirito di Gesù Cristo (Fil.1:19) che ci farà conoscere l’autenticità.
Isaia predice tutto quello che succederà dall’inizio della chiesa cattolica, indicata in similitudine come Babilonia, che vuol dire confusione, con le sue immense ricchezze, i suoi dogmi, che contrastano la parola di Dio ecc.
Dio offre intendimento ai semplici e chiude gli occhi a coloro che si ritengono sapienti, perché “Se fossero savi, lo capirebbero e considererebbero la fine che li aspetta” (Deut.32:29). I Farisei, ai tempi della missione di Gesù, erano increduli ed il loro cuore era insensibile alla Parola scritta nella legge: amavano mettersi in mostra, dando importanza all’apparenza, anziché al contenuto. Ai nostri tempi si verifica la stessa cosa: a molti piace innalzarsi e mostrarsi in prima fila, essere persone importanti, potenti ed autorevoli od al centro dell’attenzione; anche ministri o rappresentanti di grandi imperi religiosi sono considerati come uomini rispettabili e degni, perciò il mondo li onora e li esalta, perché sono del mondo, come dichiarato: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Gv.15:19).
Nessuno può comprendere le cose di Dio “…L’uomo non può ricevere nulla se non gli è dato dal cielo” (Gv.3:27), come anche la sua Parola, nel significato esatto, se non per mezzo dello Spirito di Dio, che ci arricchisce in tutto, con ogni dono di parola e di ogni conoscenza (1Cor.1:5; 12:8). Per questo motivo la parola di Dio rimane misteriosa o incomprensibile per molti, come viene espresso apertamente dall’apostolo Paolo: “Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente” (1Cor. 2:14). Chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne (Gal.6:8) per sottolineare che ogni opera carnale è contro lo Spirito, così come è impossibile capire, con la nostra intelligenza razionale, ciò che procede da Dio. A tal proposito Gesù precisò: “Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono” (Mt.13:13). Tutti coloro che non adoperano lo Spirito, ma la loro mente carnale, non possono comprendere, udire e vedere spiritualmente; la loro mente studia la Parola di Dio come se studiasse un qualsiasi libro scritto da uomini carnali.
Dio parlava ai suoi profeti in sogno o in visione (Num.12:6), come al profeta Osea dichiara: “Ho parlato ai profeti, io ho moltiplicato le visioni, e per mezzo dei profeti ho usato similitudini” (Os.12:11) Infatti nelle profezie il nome di Gesù veniva sempre sostituito ed indicato con quello di altri personaggi reali, ben conosciuti e contemporanei alla rivelazione, poiché non a tutti era data la conoscenza sul contenuto. Ad esempio, le Scritture ci attestano che i Farisei e molti degli Scribi, difensori e dottori della legge, non riconobbero la venuta del Messia, rifiutarono Gesù, aggredendolo e condannandolo a morte. In similitudini vengono sostituiti anche i nomi usati per identificare il dragone (Satana), individuato con titoli, tra i quali il Faraone, il re di Tiro, il re di Babilonia o tramite riferimenti a luoghi, a città od a popoli che domina, come l’Egitto, Elam, Gog, Assiria, Edom ed altri ancora. Da notare bene che i tempi degli avvenimenti profetici non sono riportati in ordine di successione: ciò significa che in uno stesso capitolo, la profezia può riferirsi prima agli avvenimenti futuri poi a quelli passati.
Tramite il profeta Isaia, Dio sollecitava il suo popolo al ravvedimento dal peccato, evidenziando la furente ira dell’Eterno sul popolo, se non ci fosse stato un pentimento. Dio si scelse un popolo tra molti altri, perché Lo servisse e che mettesse in pratica le sue Leggi, per essere il loro Salvatore, ma appena uscì dalla schiavitù dell’Egitto, si ribellò all’Eterno, prostrandosi agli idoli stranieri, come era praticato fra gli egiziani popoli pagani.
Nelle profezie, il peccato di idolatria viene indicato con le espressioni di prostituzione, fornicazione, sia per il popolo ebreo che per i gentili come per la donna meretrice: “…grande prostituta che siede su molte acque… Babilonia, la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra… la grande città che domina sui re della terra” (Apoc.17:1,5,18), analogia di un impero religioso chiamato cristiano, ma sono adoratori di idoli (il Vaticano), le acque rappresentano una moltitudine di popoli, nazioni e lingue.
La nazione d’Israele è confrontata con la figura femminile; Dio paragonò Israele ad una donna da cui doveva nascere il Messia e la sua progenie (coloro che crederanno in Lui). Gesù schiacciò il capo al serpente (Satana) e diede tale autorità a tutti coloro che Lo seguiranno, dicendo: “E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno” (Gen.3:15). Israele da quando uscì dall’Egitto fu considerata da Dio neonata, poi vergine adorna di ogni bellezza, donna in tutte le sue fasi di crescita (Ez.16), fino a divenire adultera, che si prostituisce con molti popoli (adorando idoli di ogni genere). Infatti Israele adorò molti déi pagani di popoli vicini, che l’Eterno aveva sottomesso loro, lasciando l’adorazione al Dio vivente e violando, in questo modo, il comandamento che gli fu dato per mezzo di Mosè (Es.34:14). Israele quindi continuò a peccare nonostante gli avvertimenti divini “Così hai moltiplicato le tue prostituzioni col paese di Canaan fino in Caldea, ma neppure con questo sei stata soddisfatta” (Ez.16:29) e non si ravvide nemmeno quando Dio sottomise Israele ai loro nemici, i gentili (Ger.3:20; Ecl.7:26; Gen.3:1,6).
La similitudine di Israele a una donna è stata descritta in Gen.3:15 dove vengono individuate le opposte due generazioni: quella del male, del seme del serpente, satanica e quella del bene, del seme della donna, Israele, da cui nacque Gesù;. Come pure è presentata in Apoc.12:1, come una donna vestita di sole, avente la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle, appunto le dodici tribù di Israele. Definita donna santa e pura, come:“…colei che appare come l’alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? (C. dei Cantici 6:10). La raffigurazione (donna) è la similitudine d’Israele che è vestita di sole si riferisce al millennio, quando Dio abiterà con loro, camminando nella sua luce (il sole), dove la luna rappresenta tutte le nazioni presenti sulla Terra, che serviranno l’Eterno ma saranno assoggettate al popolo di Dio, profeticamente dichiarato un popolo santo.
Precisiamo che i nomi di personaggi, a cui la profezia si riferisce, non sono mai indicati chiaramente, ma sono sempre usati in similitudini attinenti a persone ben conosciute e contemporanee al profeta. In qualche modo il contenuto del messaggio è collegato a fatti od a situazioni simili da sottolineare, perché sia comprensibile a chi legge usando lo Spirito di Dio. Ad esempio Gesù viene identificato, per analogia di eventi, con il nome di Eliakim, Ciro, Zorobabel, Davide ecc. Tutti questi personaggi hanno una affinità con Gesù: Davide era re d’Israele (1Cron.18:14) e Gesù è il Re d’Israele (Gv.1:49; 12:13) ed ancora “così dice Ciro, re di Persia: Il Signore, Dio dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra ed egli mi ha comandato di costruirgli una casa a Gerusalemme, che si trova in Giuda” (2Cron.36:23).
Isaia profetizza della venuta del Messia, cioè il Cristo di Dio, a Lui Dio ha sottoposto tutti i regni della terra (Ebr.2:8) ed Egli è il costruttore della casa di Dio: “così parla il Signore degli eserciti: ecco un uomo, che si chiama il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio del Signore” (Zac.6:12). Gesù, nella potenza di Dio, fece miracoli e prodigi durante la sua missione terrena (Lc.5:17), fu “Consigliere” tramite lo Spirito Santo che Gesù mandò, quando salì al Padre (Gv.14:26). Gesù sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per la casa di Giuda nel millennio (Is.22:21); per loro ancora continuerà ad essere il Principe di pace (Mt.2:6; Atti 3:15; Ezec.34:24).
Non è possibile comprendere anche un solo verso della Parola di Dio con la nostra intelligenza, perchè rimarrebbe solo un intendimento carnale inutile; perciò occorre la guida e la conoscenza data dallo Spirito Santo, che si ottiene annullando il proprio io e sottomettendo la nostra mente a Cristo: “Poiché chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo ammaestrare? Ma noi abbiamo la mente di Cristo” (1Cor.2:16). Noi tutti dovremmo imitare gli apostoli, che parlavano, non con la loro sapienza carnale, ma, ripieni dello Spirito Santo, proclamarono i misteri di Dio (1Cor. 2:4,7).
Non devi scoraggiarti, ma cercare la conoscenza della parola di Dio, la verità assoluta; cercala ed aspettala, sono certa che non ti verrà negata, perché Dio dona a tutti coloro che la chiedono umilmente e desiderando intendimento con tutto il cuore: “Volgetevi alla mia riprensione; ecco, io verserò il mio Spirito su di voi e vi farò conoscere le mie parole; …sì, se chiedi con forza il discernimento e alzi la tua voce per conoscere intendimento, se lo cerchi come l’argento e ti dai a scavarlo come i tesori nascosti, allora intenderai il timore dell’Eterno e troverai la conoscenza di DIO” (Prv.1:23; 2:3,4,5).
Il nostro studio è fondato sugli avvenimenti profetici: ci permette di conoscere non solo il passato del popolo scelto, ma anche il futuro di coloro che vivranno in carne ed ossa per mille anni sulla Terra, dopo che l’empio (la bestia, con lo spirito del dragone) sarà sterminato, insieme all’anticristo e tutti i suoi eserciti (coloro che prenderanno il numero o il nome della bestia sulla loro fronte).
Ogni verso profetico è riferito ad avvenimenti già passati, presenti o futuri, che non sono quasi mai in ordine di tempo: ad esempio, in un capitolo al primo verso Dio parla ad Israele delle grandi benedizioni che nel millennio ha riservato per il residuo scampato alla grande tribolazione e nel secondo verso, invece, può cambiare totalmente il contenuto profetico, che riguarda il passato o il presente. Dio, per mezzo dei suoi santi profeti, ha presentato al suo popolo ogni avvenimento futuro, da quando uscì dalla schiavitù dell’Egitto fino al millennio di pace, elencando tutte le conseguenze del loro peccato se non si fossero ravveduti e pentiti. Molte profezie si sono avverate: siamo alla conclusione degli eventi, che avverranno tra pochi anni, si avvererà il compimento dei settanta anni che l’angelo riferì al profeta Daniele (9:25,26).
Rivelazioni di Isaia sono come il popolo scelto anticamente da Dio non camminò secondo le leggi dell’Eterno; per questo motivo Egli li scacciò dalla terra promessa, mandandoli in esilio: la prima deportazione di Israele fu in Assiria ai tempi del re Giosia (2Re17), poi quella di Giuda e Gerusalemme in Babilonia (2Re25) ed infine l’ultima, la diaspora, avvenuta nel 70 d.C. per tutte e due le case d’Israele. Tutte le fasi del popolo Israelita, dalla sua nascita al millennio, sono indicate da Isaia; egli profetizzò molti oracoli sulla venuta dell’Unto di Dio, come molti altri (Davide, Zaccaria, Ezechiele, Daniele, Mosè, ecc.) hanno annunciato l’arrivo del Messia, “Allora ho detto: ecco, vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà” (Ebr.10:7). Tutti i profeti hanno annunciato il regno messianico di Gesù Cristo e i regni futuri che gli apparterranno; quando egli avrà sconfitto ed annientato la bestia e l’anticristo (Apoc.13), nella guerra di Armagheddon (Apoc.16:16), si compirà la profezia di Davide nel libro dei Salmi 110:1.
Isaia predice l’esilio del popolo Giudeo in Babilonia per mano del re Nebukadnetsar (2Cron.36:11), per non aver ascoltato gli avvertimenti divini e i ripetuti richiami al ravvedimento del popolo, che continua a commettere fornicazioni, preferendo l’adorazione degli idoli od opere fabbricate da orafi, scultori, anziché del vero Dio.
E’ evidenziato infine con molta chiarezza le grandi benedizioni che Dio ha serbato per il popolo eletto e santo, che abiterà la terra nei mille anni di pace e prosperità. Tutte le ricchezze della Terra affluiranno in Gerusalemme, tutti i popoli saranno assoggettati al popolo di Dio e Gerusalemme sarà la capitale del mondo intero. Tutto questo lo studieremo insieme nei particolari interessanti della lettura di questo meraviglioso libro.
Capitolo 1.
Nel primo capitolo del libro di Isaia leggiamo: “Udite, o cieli! e tu, terra, presta orecchio! poiché l’Eterno parla: Io, dice egli, ho nutrito dei figliuoli e li ho allevati, ma essi si son ribellati a me. Il bue conosce il suo possessore, e l’asino la greppia del suo padrone; ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento. Ahi, nazione peccatrice, popolo carico d’iniquità, razza di malvagi, figliuoli corrotti! Hanno abbandonato l’Eterno, hanno sprezzato il Santo d’Israele, si son volti e ritratti indietro” (v.1-4, vers. Riveduta).
Quando nelle profezie viene nominata la terra non si riferisce al mondo intero, ma alla nazione d’Israele, mentre per indicare il pianeta intero, usa le nazioni o isole. Dio riprende aspramente Giuda e Gerusalemme, un popolo di disubbidienti, carico di iniquità, corrotto e malvagio, perché hanno abbandonato l’Eterno e disprezzato il Santo di Israele (Gesù, Gv.1:12). Un popolo ostinato, ammonito continuamente dall’Eterno, tramite i suoi servi, i profeti, ma loro si ostinavano, malgrado le sue correzioni, si ribellava ancora di più. Per la loro disubbidienza Dio rese Giuda e Gerusalemme desolate, le città arse; tutto era devastato e, se il Signore non avesse lasciato un piccolo residuo, sarebbero diventate come Sodoma e Gomorra.
Dio rifiuta le loro offerte ed il sangue dei loro olocausti; odia le loro feste solenni e l’incenso che Israele brucia, lo detesta. Tramite Isaia, il popolo viene esortato a lavarsi, purificarsi e ad eliminare ogni malvagità dalla presenza di Dio, cessando di fare male, di imparare a fare il bene, rendere giustizia all’orfano e difendere la causa della vedova.
Dio conosce il suo popolo e sa che non si ravvedrà dai loro peccati; per questo motivo avverte loro di tutto il male che manderà se non modificheranno il loro operato e non saranno disposti ad ubbidire, per cui li invita a presentarsi ed a discutere con Lui, ribadendo: “…anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana” (v.18). Questo avverrà al residuo che Egli ha scelto per vivere nel millennio perché Dio non ha abbandonato il suo popolo per sempre: Egli riprenderà loro sotto la sua protezione, li purificherà dalle loro iniquità, rimuovendo il loro peccato e li restaurerà come al principio.
La città di Dio sarà allora chiamata: “la città della giustizia”, “la città fedele”; “Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e i suoi convertiti mediante la giustizia” (v.26,27).
Tutti coloro che hanno abbandonato l’Eterno saranno sterminati; l’uomo forte, la bestia che sale dal mare (Apoc.13), Satana, sarà come una stoppa e la sua opera brucerà come una scintilla. Il mondo allora sarà purificato dal peccato che grava su di esso ed inizierà il millennio di vita per Israele, qui sulla terra.
Capitolo 2.
Dio mostrò al profeta il futuro confrontandolo con il passato di Giuda e Gerusalemme. Profetizzando il futuro di Gerusalemme, quando finirà il tempo della generazione malvagia ed inizieranno i mille anni, allora la nuova Gerusalemme sarà posta sul monte più alto, cioè Sion; infatti, “Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. – 2 Verranno molti popoli e diranno: -Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri-. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. (v,2,3).
A Gerusalemme affluiranno tutte le nazioni della terra, riconoscendo che solo in Israele esiste l’Iddio vero e santo, perché in Sion ci sarà il tempio di Dio con gli uomini (Ap.21:3). Gesù sarà giudice e Re per tutte le “ genti e sarà arbitro fra molti popoli”. Non ci saranno più guerre e perciò non ci sarà bisogno di spade e lance; nessun popolo sarà contro l’altro popolo, perché vigerà pace e sicurezza per Israele e le nazioni. Tutti insieme cammineranno alla Luce del Signore, che regna sul monte Sion nella nuova Gerusalemme (Ap.21:23,24).
Israele fu rigettato da Dio, dopo che essi rinnegarono il Cristo, mandato da Dio e perciò furono dati nelle mani dei loro nemici (i romani), un popolo idolatra simile ai Filistei. Il profeta rivela i nemici d’Israele ovvero tutti i popoli che adorano idoli, come Babilonia (Impero Cattolico); infatti, è ben descritto come “Il suo paese è pieno di argento e di oro, senza fine sono i suoi tesori; il suo paese è pieno di cavalli, senza numero sono i suoi carri. Il suo paese è pieno di idoli; adorano l’opera delle proprie mani, ciò che hanno fatto le loro dita. Perciò l’uomo sarà umiliato, il mortale sarà abbassato; tu non perdonare loro” (v.7,8,9).
Alla fine, l’impero di Babilonia, città idolatra, sarà distrutta dal re dell’universo, che riceverà regno, potenza e autorità direttamente dal dragone (Satana), egli insieme al falso profeta faranno ogni specie di devastazioni, che, per tre anni e mezzo, si farà adorare al posto di Dio. Così egli comanderà il suo esercito (dieci re, Ap.17:16,17), di distruggere Babilonia con fuoco in un momento (Ap.18).
Al termine del regno satanico di 1260 giorni, tutti quelli, che Dio ha scelto per restare in vita e ripopolare le nazioni durante il millennio, dovranno trovare un rifugio per restare in vita, mentre Dio farà nuovi cieli e nuova terra, infatti Dio gli ordinerà: “Entra fra le rocce, nasconditi nella polvere, di fronte al terrore che desta il Signore, allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra. (v.10; Ap.6:12-17). Essi riconosceranno il Figlio di Dio, quando apparirà insieme alla sua sposa (esercito, Ap.19.11,14-21) per combattere e giudicare con giustizia, perciò “L’uomo abbasserà gli occhi orgogliosi, l’alterigia umana si piegherà; sarà esaltato il Signore, lui solo in quel giorno. (v.11). Quel giorno è il giorno del Signore ed è conosciuto solo da Dio Padre, ”nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figlio, ma il Padre solo” (Mt.24:36; Zac.14:7)
“Poiché ci sarà un giorno del Signore degli eserciti contro ogni superbo e altero, contro chiunque si innalza ad abbatterlo” (v.12). Così avverrà che il residuo delle nazioni, che Dio ha stabilito per ripopolarle, si umilierà, abbassando l’orgoglio e l’alterigia dei loro cuori, mentre i superbe e alteri saranno annientati (vedi Ap. 19:11-21).. Tutto avverrà in un solo giorno, come è indicato dal profeta Zaccaria, in un giorno unico (Zac.14:7). Il giorno del Signore inizierà con l’apparire nel cielo del Signor Gesù Cristo, insieme al suo esercito (la Chiesa, Ap.19:11-21) e terminerà con nuovi cieli e nuova terra (inizio dei mille anni).
Tutti gli empi, che andranno contro Israele con i loro eserciti, “combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà” (Ap.17:14), difatti, si troveranno a combattere contro Gesù e la sua Chiesa; in similitudini, sono indicati come cedri del Libano, querce di Basan, alti monti e colli elevati, torre eccelsa e muro inaccessibile, navi di Tarsis e imbarcazioni di lusso. In Apocalisse, invece, lo stesso episodio, sempre in analogia, l’angelo invita tutti gli uccelli del cielo a saziarsi dei corpi senza vita degli empi: “Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi” (Ap.19:18).
Quel giorno è anche indicato come la vendetta di Dio, contro l’alterigia umana, allora; sarà esaltato il Signore, lui solo in quel giorno” (v.17). Tutti gli idoli, tanto amati dagli uomini, spariranno completamente, perché solo il Signore sarà esaltato da tutti quelli che saranno scritti per restare vivi, i quali saranno invitati a rifugiarsi “nelle caverne delle rocce e negli antri sotterranei, di fronte al terrore che desta il Signore e allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra” (v.19). Infatti, mentre Dio farà nuovi cieli e nuova terra, essi dovranno nascondersi tra le rocce o nelle caverne, come è stato profetizzato e lasceranno i loro idoli, che si erano fatti per adorarli “per entrare nei crepacci delle rocce e nelle spaccature delle rupi, di fronte al terrore che desta il Signore e allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra” (v.21; Ap.6:12-17). Dio scuoterà la terra, perché distruggerà col fuoco questi cieli e questa terra e ne creerà dei nuovi (2Ptr.3:13), “Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine” (Ebr.1:10-12).
Dio avverte tutti “Guardatevi dunque dall’uomo, nelle cui narici non v’è che un soffio, perché in quale conto si può tenere”? (v.22).
Capitolo 3.
In questo capitolo Dio mette in evidenza al profeta l’avvenuto esilio Babilonese, per Giuda e Gerusalemme “Ecco infatti, il Signore, Dio degli eserciti, toglie a Gerusalemme e a Giuda ogni genere di sostegno, ogni riserva di pane e ogni sostentamento d’acqua” (v.1)
Dio mandò contro di loro gli eserciti del re Nabucodonosor, che abbatté il Tempio di Dio, portando via tutti gli arredi e tolse a Israele ogni sostegno; così tutti i loro capi divennero inutili. Da allora Israele non ebbe più alcun conduttore, perché Dio non permise a Israele, durante l’esilio dei settanta anni, di avere un capo o un giudice. Avvenne che Dio punì per prima i nobili; le persone onorate vennero meno e furono, in similitudine, dominate da ragazzi, ovvero da persone non idonee.
Durante l’esilio, in Gerusalemme ci fu molto disordine e i morti furono tanti, perché, chi si rifiutò di andare in esilio in Babilonia, fu ucciso. Quelli che rimasero in Gerusalemme usarono violenza l’uno contro l’altro (Ger.41:3).
Per il grande peccato di Giuda e di Gerusalemme, Dio la distrusse col fuoco. I Giudei offendevano il Signore, loro Dio, con ogni specie di idolatrie. I sacerdoti usavano parzialità verso il popolo, ignorando la legge di Mosè. Essi peccavano e neppure lo nascondevano, simile a Sodoma, “Si preparano il male da se stessi” (v.9).
Sarà invece “Beato il giusto, perché egli avrà bene, mangerà il frutto delle sue opere” (v.10). L’empio avrà la ricompensa per le sue opere malvage.
Quando Gesù venne tra di loro, Giuda e Gerusalemme erano guidate da persone incapaci; infatti, i sommi sacerdoti e gli scribi, in analogia, erano rappresentati come fanciulli e donne. Gesù li accusò, dicendo: “Difatti, legano dei pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente, ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito” (Mt.23:4). Essi perciò traviavano il popolo e “distruggono la strada che tu percorri” (v.12), vale a dire che essi mettevano intoppi davanti a chi voleva fare la volontà di Dio. Alla fine (ultima settimana delle settanta, Dan.9.24-27) “ Il Signore appare per muovere causa, egli si presenta per giudicare il suo popolo” (v.13) Il Signore inizia il giudizio con gli anziani e i capi del suo popolo: “Voi avete devastato la vigna; le cose tolte ai poveri sono nelle vostre case” (v.14; Ez.9; 1Ptr.4:17). Infatti Gesù trovò in Gerusalemme i sacerdoti, gli scribi e i farisei che opprimevano il popolo e non facevano giustizia all’orfano e alla vedova (Is.1:23).
Dal verso 15 al 23, il profeta rivela quello che avvenne dopo che il popolo di Dio rifiutò la salvezza, tramite il loro Re e Signor Gesù. In analogia, espone l’alterigia del popolo di Dio, che avendo molti beni, si insuperbì per il loro benessere, perciò in similitudine, li presenta come donne (figlie di Sion) sfacciate e senza ritegno.
Quando Israele compì il colmo del peccato, rinnegando il Cristo e condannandolo a morte, nel 70 d.C. circa, si compì la profezia data per bocca di tutti i profeti, perché Dio gli tolse la terra promessa e disperse i superstiti tra tutte le nazioni del mondo (Gen.26:33; Is.1:23; Ger.18:17; 49.36). Da allora tutto cambiò per Israele; la bellezza di Gerusalemme (il Tempio di Dio) divenne un mucchio di rovine e i pochi sopravvissuti non tornarono più nella loro Terra, promessa ai loro padri: “I tuoi prodi cadranno di spada, i tuoi guerrieri in battaglia. Si alzeranno lamenti e gemiti alle tue porte e tu, disabitata (Gerusalemme), giacerai a terra” (v.25,26).
(continua)