i 144.000 (Capitolo 7).

E’ esposto all’apostolo, come Dio prima che inizino le piaghe che si abbatteranno su Gerusalemme, preserverà i suoi servi, 144 mila provenienti da tutte le dodici tribù d’Israele (dodicimila per ogni tribù), saranno segnati sulla loro fronte dal sigillo di Dio (Apoc.7:1,8; Ez.9). La visione prosegue, indicando tutti i martiri provenienti dalla casa d’Israele che avranno sacrificato la propria vita per la testimonianza di Cristo, durante la gran tribolazione, non avendo accettato il marchio della bestia. Essi, coperti di vesti bianche e con delle palme nelle mani, grideranno ad alta voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all’Agnello (Gesù)”. Di loro è precisato: “Sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte nel suo tempio; e colui che siede sul trono dimorerà tra di loro. Essi non avranno più fame né sete, non li colpirà più né il sole né arsura alcuna, perché l’Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi“; ribadito anche in “…l’Eterno asciugherà le lacrime da ogni viso…” (Is.25:8). Inoltre vengono identificati come sapienti che “…cadranno, per essere affinati, purificati e imbiancati…”; (Dan.11:35;) e che, durante la dittatura, non si saranno conformati e né prostrati per adorare l’immagine del dominatore; perciò, non potendo comprare e né vendere senza il suo marchio, saranno martiri, chiamati stelle del cielo (Apoc.12:4). Questi santi del popolo ebreo, dati in mano alla bestia, saranno un esercito (Dan.8:12), risusciteranno nella prima resurrezione e vivranno con Cristo e la sua Chiesa per mille anni. Quando essi saranno alla presenza dell’Eterno, non ricorderanno più quello che avranno sofferto, avendo Dio distrutto i loro nemici e fatto sparire il loro ricordo (Is.26:14).

Apertura del settimo ed ultimo sigillo (Capitolo 8).

“E quando egli aperse il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora” (v.1).

Ricordiamo che Gesù aprirà il sesto sigillo quando apparirà nel cielo insieme al suo esercito (la sposa o chiesa), per la guerra di Harmagheddon; (il sei è ripetuto nel numero della bestia), viene distrutto l’uomo con lo spirito di Satana (la bestia) e l’anticristo, Il numero sette è indice di completamento ed è abbinato al riposo, per cui si fece silenzio nel cielo e, in questa pausa, prima dell’inizio del suono delle trombe, non si verificò alcuna piaga sulla terra.

Il popolo di Dio, coloro che sono scritti nel libro della vita, bramano la redenzione. E’ così giunto il momento che Dio si ricordi del suo popolo, che invoca: “O Eterno, perché ci fai errare lontano dalle tue vie e indurisci il nostro cuore perché non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, alle tribù della tua eredità” (Is.63:17), “Giubilate, o cieli, rallegrati, o terra, e prorompete in grida di gioia, o monti, perché l’Eterno consola il suo popolo e ha compassione dei suoi afflitti. Ma Sion ha detto: -L’Eterno mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato-” (Is.49:13,14) (la terra qui indica Israele).

Durante la dispensazione della grazia, l’Eterno ha sparso uno spirito di torpore sugli ebrei, chiudendo i loro occhi, affinché non intendano, come segnalato in: “Ogni visione profetica è divenuta per voi come le parole di un libro sigillato che si dà a uno che sappia leggere, dicendo: – Ti prego, leggi questo! – ma egli risponde: – Non posso, perché è sigillato!” (Is.29:10,11). Gesù a questo riguardo proferisce: “…perché vedendo non vedano, e udendo non odano né comprendano” (Mt.13:13,15). Con la venuta del Messia si adempì la profezia: “Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito!” (Is.6:10; Rom.11:8). Infatti il popolo ebreo fu insensibile alla predicazione di Gesù, indurì il proprio cuore e fu per questo abbandonato da Dio e dato nelle mani dei loro nemici (i gentili), a partire dal 70 d.C.

I loro occhi spirituali rimarranno chiusi fino all’inizio dell’ultima settimana per Israele, allora Dio toglierà da loro il velo dai loro occhi, metterà sapienza in coloro che ne dovranno avere. Dio allora manderà loro i due testimoni, i due ulivi, che predicheranno la salvezza per Israele per 1260 giorni, durante la prima metà dell’ultima settimana di Daniele (sette anni). Tutti quelli che crederanno in Gesù, saranno salvati, perché scritti nel libro (Is.3:4; Dan.12:1), “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine” (Is.35:5,6). Quanta allegria ci sarà in Israele per i giusti, che si rifugeranno nel loro Dio: una parte sarà formata dal residuo, che abiterà Israele; l’altra parte sarà composta dai martiri (Dan.11.33; Apoc.12:4), che saranno uccisi dalla bestia (l’uomo con lo spirito di Satana), loro risusciteranno nella prima risurrezione. Per tutti gli idolatri, che non hanno creduto alla verità, ma alla bugia di Satana, l’Eterno indirizza il seguente avvertimento: “…Non sono io rimasto in silenzio per molto tempo? Per questo non mi temi più“, “…Quando griderai, venga a salvarti la folla dei tuoi idoli. Il vento li spazzerà via tutti, un soffio li porterà via. Ma chi si rifugia in me possederà il paese ed erediterà il mio santo monte” (Is. 57:11,13).

Rammentiamo che per tutti gli ebrei, che confideranno in Dio, ci sarà salvezza durante gli ultimi sette anni. Dio salverà solo il residuo, promesso nelle Scritture dai profeti, perché abitino la nuova Gerusalemme terrena per mille anni. Molti Israeliti, durante la grande tribolazione, dovranno subire il martirio ” …ma per un po’ di tempo cadranno per la spada, il fuoco, l’esilio e il saccheggio” (Dan.11:33). Essi saranno come un esercito che capitolerà nelle mani della bestia, l’uomo spregevole, che sopprimerà anche il sacrificio continuo (Dan.8:12).

Con il suono delle trombe si vendicherà di quelli che non hanno voluto riconoscere il loro vero Dio e non si sono ravveduti.

Ai sette angeli che stavano davanti a Dio, furono date sette trombe, il verso 3 espone “poi venne un altro angelo che aveva un turibolo d’oro e si fermò presso l’altare; e gli furono dati molti profumi, affinché li aggiungesse alle preghiere di tutti i santi sull’altare d’oro che era davanti al trono“. Il turibolo era usato ai tempi di Mosè ed Aaronne: “Prendi il turibolo, mettivi dentro del fuoco preso dall’altare, poni sopra dell’incenso e portalo presto in mezzo all’assemblea, e fa’ l’espiazione per essi, poiché è scoppiata l’ira che viene dall’Eterno, e la piaga è già cominciata” (Num.16:46). In questo caso, il fuoco dell’altare non serve per l’espiazione dei peccati, come disposto nella legge di Mosè allo scopo di fermare l’ira di Dio, ma rappresenta l’inizio dell’indignazione e della collera di Dio. Infatti l’angelo prese il turibolo, lo riempì del fuoco dell’altare e lo gettò sulla terra provocando voci, tuoni, lampi e un terremoto. Per questo è avvisato: “Suonate la tromba in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno dell’Eterno viene, perché è vicino” (Gioele 2:1).

Effetti prodotti dal suono delle sette trombe.

Il primo angelo suonò la tromba, e fu colpita la terza parte degli alberi e dell’erba. Come è scritto “Ha devastato la mia vite, ha fatto a pezzi il mio fico,…la campagna è devastata, … perché il raccolto dei campi è perduto;…e tutti gli alberi della campagna sono seccati” (Gioele 1:7-12).

Al suono della seconda tromba, come “…una grande montagna di fuoco ardente fu gettata nel mare, e la terza parte del mare divenne sangue; e la terza parte delle creature che vivono nel mare morì, e la terza parte delle navi andò distrutta“. Stesso senso riportato in: “Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco e colonne di fumo” (Gioele 2:30).

Alla terza tromba cade una grande stella dal cielo, il cui nome è Assenzio, sulle sorgenti delle acque. La conseguenza di questo impatto causa l’inquinamento della terza parte delle acque, divenendo assenzio e molti uomini moriranno per quelle acque amare: ” …Ecco, io nutrirò questo popolo di assenzio e gli farò bere acqua avvelenata” (Ger.9.15; 23:15).

Il quarto angelo suonò la tromba e la terza parte del sole, della luna e delle stelle perse il suo originario splendore, come pure la notte (8:12, Is.13:10, Mrc.13:24). Sempre al suono della quarta tromba, un angelo, che volava in cielo, annunciava a gran voce: “Guai, guai, guai a coloro che abitano sulla terra, a causa degli altri suoni di tromba che i tre angeli stanno per suonare“. Guai annunciati anche dal profeta: “Ora dopo tutta la tua malvagità, – guai, guai a te! – dice il Signore, l’Eterno” (Ez.16:23).

Gli ultimi tre guai, annunciati dall’angelo, sono per coloro che abitano sulla terra, ossia sono diretti al popolo di Israele, che non ha desiderato accettare la salvezza e si è dato alla prostituzione, peggio dei popoli gentili. Ora subirà il castigo per le sue malvagie opere.

Ripetiamo ancora che le piaghe dell’apertura dei sigilli e il suono delle trombe, avverrà sempre nei primi tre anni e mezzo dei sette, tranne il sesto sigillo che Gesù, aprirà quando apparirà dal cielo, su di un cavallo bianco per il giudizio nella guerra di Armagheddon (Gioele 3; Apoc.16:16). Seguiranno poi tutti gli avvenimenti previsti per quel giorno (morte degli empi e ricreazione dei nuovi cieli e della nuova terra). Al settimo sigillo ci sarà una pausa, intesa come riposo, dopo preparazione degli angeli che dovranno suonare le trombe con il loro contenuto terrificante. Al termine dei primi 1260 giorni inizierà il regno di Satana, anche il suo regno è di 1260 giorni, in questo periodo invece è riservato il contenuto delle coppe, ossia le piaghe.

Capitolo 9.

Una stella caduta dal cielo aprirà il pozzo dell’abisso, da cui saliranno molti spiriti immondi come fumo, tanto da oscurare l’aria ed il sole, aventi il potere simile agli scorpioni.
La definizione in Isaia stabilisce la natura della stella: “Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni?” (Is.14:12), Satana, l’ex angelo cherubino chiamato Lucifero, che vuol dire figlio dell’aurora, aprirà agli spiriti che Dio ha “…rinchiuso nelle tenebre dell’inferno con catene eterne, per il giudizio del gran giorno, gli angeli che non conservarono il loro primiero stato ma che lasciarono la loro propria dimora” (Giuda 6). Fu ordinato loro “…di non danneggiare l’erba della terra né verdura alcuna né albero alcuno, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte“.
Questi demoni, usciti, ricevettero precise indicazioni di tormentare gli uomini per cinque mesi ma di non ucciderli.
La morte sarebbe per loro una liberazione, ma non avverrà. Nessuno morirà anche se cercheranno la morte.
A tal riguardo il profeta predice “Il vostro patto con la morte sarà annullato e la vostra alleanza con lo Sceol non reggerà; quando l’inondante flagello passerà, voi sarete da esso calpestati. Ogni volta che passerà, vi afferrerà, perché passerà mattina dopo mattina, di giorno e di notte; sarà un vero terrore solo l’udirne il resoconto” (Is.28:18,19) per rendere evidente quanto terribili ed angosciosi siano i castighi dell’Eterno, incutendo timore al solo parlarne.

L’angelo caduto è Satana, re di tutti i demoni, il suo nome in greco è Apollion o in ebraico Abaddon, che vuol dire distruttore.

Il profeta Isaia, descrive l’aspetto dell’uomo che sarà investito di tutta l’autorità di Satana perché possederà il suo spirito, “Ecco, il Signore ha un uomo forte e potente, come una tempesta di grandine, un uragano distruttore, come un’alluvione di potenti acque inondanti; egli li getterà a terra con la sua mano (Is.28:2). Nessun uomo al mondo gli può resistere, perché egli avrà il corpo di un uomo (argilla), ma il suo spirito è forte come il ferro, perché è Satana (cfr.Dan.2:33;43).

Daniele in molte visioni descrive specificando la sua forza devastatrice: “Davanti a lui le straripanti forze saranno spazzate via e distrutte,…” (Dan.11:22). L’uomo con lo spirito di Satana, avrà dalla sua parte l’anticristo o falso profeta, sottomessi a lui regneranno anche dieci re (rappresentati dalle corna che la bestia ha sulla sua testa Dan.7:24; Apoc.12.3; 13:1; 17:12).

Nei primi tre anni e mezzo un grande esercito, sostenuto da spiriti satanici come “…l’aspetto delle locuste era simile a cavalli pronti alla battaglia; e sulle loro teste avevano come delle corone d’oro, e le loro facce erano come facce d’uomini” (v.7). Le locuste simboleggiano moltitudini, simili a cavalli, perché si tratta di uno schieramento per la battaglia; le corone d’oro indicano il potere conferito di fare ciò che vogliono, mentre le facce di uomini sottolineano la facoltà degli spiriti di servirsi di corpi umani. La descrizione prosegue: “E avevano capelli come capelli di donna e i loro denti erano come denti di leone” (v.8). I capelli, come di donna, fanno risaltare la fragilità e la debolezza fisica del corpo umano cui si servono, mentre i denti di leone mostrano invece la forza dello spirito satanico che soggioga le persone, inducendole a compiere il male.

Quante volte questo popolo è stato esortato e non ha ascoltato!
Un esempio dalla sua Parola: “Poiché così dice il Signore, l’Eterno, il Santo d’Israele: – Nel tornare a me e nel riposare in me sarete salvati; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza-. Ma voi non avete voluto” (Is.30:15). Il popolo ebreo, disubbidiente a Dio, più volte ripreso, non vollero ascoltare perciò Dio li abbandonò nelle mani dei loro nemici. Negli ultimi sette anni quando Dio manderà loro i due profeti o testimoni, anche  in quel tempo se non ascolteranno saranno consegnati nelle mani degli spiriti immondi per essere tormentato, ma non ucciso.

Il suono della sesta tromba, annuncia il secondo guaio.

Ancora angeli distruttori, legati e preparati per quell’ora, per quel giorno, mese ed anno, vengono liberati per uccidere la terza parte degli uomini con fuoco, fumo e zolfo. Questa piaga assomiglia ad un attacco aereo sostenuto da una cavalleria composta, per l’esattezza, da duecento milioni di elementi: “E così vidi nella visione i cavalli e quelli che li cavalcavano; essi avevano delle corazze color di fuoco, di giacinto e di zolfo; e le teste dei cavalli erano come teste di leoni, e dalle loro bocche usciva fuoco, fumo e zolfo” (v.17). I cavalieri saranno equipaggiati con corazze inattaccabili, le teste dei cavalli simili a quelle dei leoni che rappresentano la forza invincibile; davanti a tale schieramento chi può resistere alle piaghe del fuoco, fumo e zolfo? Ger.4:13 evidenzia: “Ecco, egli sale come le nuvole e i suoi carri come un turbine; i suoi cavalli sono più veloci delle aquile. Guai a noi, perché siamo devastati!” e il verso 19 “…ho udito il suono della tromba, il grido di guerra” (cfr. con Ger.6:23).

L’attestazione che questa piaga sia una guerra, che avverrà al tempo dell’ultimo regno della bestia (uomo spregevole), la troviamo: “Al tempo della fine il re del sud si scontrerà con lui, il re del nord verrà contro di lui come un turbine con carri e cavalieri e con molte navi: penetrerà nei paesi, li inonderà e passerà oltre. Entrerà pure nel paese glorioso” (Dan.11:40,41).

Alla bestia gli sarà dato potere, ma solo per un tempo di tre anni e mezzo in cui avrà la facoltà di disporre di ogni cosa, a suo piacimento, perché Dio lo ha permesso.

E’ confermato che nessuno di quelli che non morirono con questa piaga si convertì dalle proprie opere malvagie, ma continuò ad adorare i demoni e gli idoli.

L’angelo suonerà la settima tromba (capitolo 11).

“Poi il settimo angelo suonò la tromba e si fecero grandi voci nel cielo, che dicevano: -I regni del mondo sono divenuti il regno del Signor nostro e del suo Cristo, ed egli regnerà nei secoli dei secoli” (v.15). La settima tromba, suonerà al termine del compimento di ogni visione e profezia: guerra di Harmagheddon, resurrezione dei martiri, distruzione dei cieli e della terra attuali e nuova creazione, allora tutti i regni della terra passeranno nelle mani del Padre (1Cor.15:24), “ma, che nei giorni della voce del settimo angelo, quand’egli avrebbe suonato la tromba, si sarebbe compiuto il mistero di Dio, come Egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti” (Apoc.10:7). Gesù assicura che non ci sarebbe stato più indugio, il settimo angelo avrebbe suonato la settima tromba e si sarebbe compiuto il mistero di Dio, secondo quanto era stato annunciato dai suoi profeti, per l’appunto, l’angelo di Dio annunciò al profeta Daniele che: “Settanta settimane sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato, per espiare l’iniquità, per far venire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo” (Dan.9:24).

Quando suonerà la settima tromba si compiranno per Israele le settanta settimane, annunciate dall’angelo al profeta Daniele, si chiuderà ogni profezia e visione. Quindi sarà unto il luogo santissimo e il tabernacolo di Dio sarà insieme agli uomini (Apoc.21:3) sul monte santo di Dio, chiamato: “la Sion del Santo d’Israele o la città dell’Eterno” (Is.60:14).

Tutte le profezie si stanno avverando ad una ad una, a dimostrazione dell’eternità della Parola di Dio: “…finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto” (Mt.5:18).

Il profeta Daniele espone, nella sua visione, il passaggio dei regni del mondo sotto il dominio dell’erede (Ebr.1:2), il Figlio di Dio (Lc.1:33,35) e Figlio dell’uomo (Gesù) (Mt.16:13). Durante il millennio, infatti Gesù regnerà dal trono di Davide, come RE su tutto Israele e tutti i popoli lo serviranno, “Io guardavo nelle visioni notturne, ed ecco sulle nubi del cielo venire uno simile a un Figlio dell’uomo; egli giunse fino all’Antico di giorni e fu fatto avvicinare a lui. A lui fu dato dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un. regno che non sarà mai distrutto” (Dan.7:13,14; 2:44,45), “ … ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine” (Lc.1:33). E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti” (1Cor.15:28). Dio regna supremo su tutta la Sua creazione, nazioni, popoli, regni e su tutte le creature celesti. Gesù come erede perché Figlio di Dio, regnerà su tutta la creazione che Dio gli ha sottoposta (Ebr.2:8).

I ventiquattro anziani, che siedono davanti a Dio sui loro troni, affermeranno: “-Noi ti ringraziamo, o Signore, Dio onnipotente, che sei, che eri e che hai da venire, perché hai preso in mano il tuo grande potere e ti sei messo a regnare“. Essi continuano col dichiarare che è arrivato il momento di giudicare i morti e di dare il premio ai suoi servi, ai profeti, ai santi ed a coloro che temono il nome di Dio e di distruggere i devastatori.

Dio ritornerà in possesso di tutta la sua creazione, perché sappiamo che i regni della terra attuale sono passati nelle mani di Satana (Lc.4:7); infatti egli è anche chiamato il principe di questo mondo. Quando Dio distruggerà l’empio, cancellando ogni specie di malvagità, il dragone sarà legato e gettato nell’abisso, così ogni dominio ritornerà al Creatore. Trascorso il millennio di pace, l’uomo sarà sedotto nuovamente da Satana per breve tempo in ribellione a Dio , scenderà fuoco dal cielo e sarà consumato, mentre il diavolo sarà questa volta gettato nello stagno di fuoco, che arde con zolfo, dove erano già stati gettati la bestia e l’anticristo, prima del millennio.
Tutto quindi tornerà nelle mani del Creatore, il Signore e Re, per i secoli dei secoli.

Le ultime sette piaghe o sette coppe (Capitolo 15).

Esse sono riservate ed avranno luogo quando tutti i popoli avranno preso il marchio della bestia ed adorato la sua immagine, sia ebrei che gentili. “…sette angeli che avevano le ultime sette piaghe, perché con esse si compie l’ira di Dio. E vidi come un mare di vetro, misto a fuoco e, in piedi sul mare di vetro, quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome. Essi avevano le cetre di Dio, e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello” (v.1-3).

Le sette piaghe colpiranno coloro che sono stati ingannati, credendo che avrebbero avuto salva la vita, ma Satana li ha imbrogliati ancora, sono scampati dalle sue mani per cadere in quelle di Dio, “E’ cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente” (Ebr.10:31)!
Dio ha serbato per loro le sette terribili coppe, contenenti altrettante piaghe.

In 1260 giorni il regno della bestia terminerà e, come vedremo in seguito, il dragone sarà legato e gettato nell’abisso.

I martiri della grande tribolazione, riferito al popolo di Dio, stanno in piedi sul mare di vetro, misto a fuoco; essi hanno ottenuto vittoria sulla bestia, non avendola adorata e non avendo preso il numero del suo nome. Di loro il profeta asserisce “Alcuni di quelli che hanno sapienza cadranno, per essere affinati, purificati e imbiancati fino al tempo della fine, perché questo avverrà al tempo stabilito” (Dan.11:35). Essi saranno uccisi perchè avranno creduto e riconosciuto Gesù come Messia.

Il verso 5 narra: “e dopo queste cose, io vidi, ed ecco aprirsi nel cielo il tempio del tabernacolo della testimonianza“. Da lì uscirono i sette angeli, che verseranno le coppe o piaghe, “…vestiti di lino puro e risplendente e cinti intorno al petto di cinture d’oro” (v.6). Altro riferimento di questo evento in: “…Fate avvicinare quelli che devono punire la città, ognuno con la sua arma di distruzione in mano. Ed ecco venire…sei uomini, ognuno con la sua arma di sterminio in mano” (Ez.9:1,2). Gli angeli che verseranno le coppe sono di origine umana, perché essi sono vestiti di lino puro e sono cinti di una cintura di oro intorno al petto. Il lino fino e puro, rappresenta le opere dei santi, a differenza degli angeli di origine celeste, che non hanno opere, perché essi sono santi.

Prima di iniziare l’uccisione devono essere segnati sulla fronte i 144 mila esclusi, il cui incarico viene affidato al settimo uomo, vestito di lino con un calamaio di corno da scriba al fianco (Ez.9:2,4).

Da notare che le prime coppe saranno versate su Gerusalemme, perchè il giudizio inizierà dal tempio come precisato in: “Poiché ecco, io incomincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome, e rimarreste voi completamente impuniti? No, …” (Ger.25:29). Così tutti gli israeliti in Gerusalemme che si sottometteranno al volere della bestia, berranno dalla mano di Dio la coppa del suo furore, perchè hanno adorato direttamente Satana e saranno puniti. Dio li ha destinati “…alla spada; cadrete tutti per la strage,…” (Is.65:12; 51:17).

In sintesi le ultime sette piaghe o sette coppe (Capitolo 16):
la prima coppa colpì, con un ulcera maligna, gli uomini che avevano preso il marchio della bestia e che l’avevano adorata;
con la seconda coppa, il mare diventerà sangue, simile a quello di un morto ed ogni essere vivente in esso, cesserà di vivere.
Alla terza coppa, stessa sorte toccherà alle acque di tutti i fiumi e di tutte le sorgenti e l’angelo delle acque dichiarerà: “…Tu sei giusto, o Signore, …per aver giudicato queste cose. Essi hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro da bere del sangue, perché è la ricompensa che essi meritano” (Apoc.16:5-9). L’angelo dichiarò la giustizia di Dio, per aver ripagato con la stessa misura i colpevoli, di aver sparso il sangue dei santi e dei profeti, offrendoli da bere dell’acqua diventata sangue.

Il quarto angelo versò la sua coppa nel sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini col fuoco.

La quinta coppa colpirà il trono, il regno della bestia e la città dove si troverà il suo governo (Dan.11:29) con tutte le nazioni unite, sotto il suo dominio. Saranno assalite da tenebre e da ulcere. Gli uomini si morderanno la lingua per il gran dolore.
La sesta coppa sarà versata sul fiume Eufrate, le cui acque saranno prosciugate per preparare la via ai re ed ai loro eserciti che verranno da levante, come confermato in: “Le acque del mare si prosciugheranno, il fiume inaridirà e seccherà” (Is.19:5).

Quando l’angelo versò il contenuto della sesta coppa, da notare che il numero sei riguarda Satana ed ecco che viene mostrato il dragone, la bestia ed il falso profeta, perché dalla bocca di questi usciranno spiriti immondi, che vagheranno per tutto il mondo, allo scopo di radunare tutti i capi di Stato seducendoli con grandi prodigi. Quindi gli spiriti satanici, che operavano attraverso il capo politico e il leader religioso, andranno per tutti i Paesi corrompendo le menti degli uomini, per convincere più persone possibili, compresi re, capitani, uomini prodi, liberi e schiavi piccoli e grandi (Apoc.19:18) per la causa della guerra nel gran giorno dell’Onnipotente (Apoc.17:14). Tutti saranno radunati nel luogo, che in ebraico è chiamato Armagheddon, dal nome della città di Meghiddo, da cui deriva Gadaad, dal significato di strage, massacro.

Quando la settima ed ultima coppa sarà versata nell’aria, una voce uscirà dal tempio che è in cielo, esclamando: “è fatto“. Si compirà così l’ira di Dio contro gli uomini e si manifesterà con un terremoto grandissimo, dove isole e monti fuggiranno e non saranno mai più trovati. Gli uomini bestemmieranno Dio, perché una piaga veramente grande li avrà sconvolti.

Quindi le coppe, contenenti le piaghe, sono riservate per tutti coloro che avranno preso il marchio o il numero del nome della bestia sulla fronte o sulla mano e che avranno adorato la sua immagine, a partire da Gerusalemme. La loro sorte sarà: “E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli; e non avranno requie né giorno né notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome” (Apoc. 14:11).

Spiriti dell’anticristo sono ancora oggi operanti, come ai tempi degli apostoli, allo scopo di allontanare e distogliere l’attenzione di coloro che ascoltano la parola di Dio, elaborano piani e strategie per sedurre molti in mezzo a noi, perché come è affermato: “…l’anticristo deve venire, e fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l’ultima ora” (1Gv.2:18). Oggi Satana è libero di travestirsi, secondo le circostanze e sotto ogni forma, per circuire ed attrarre a sé, ma la profezia ribadisce: ” – Anche se ho lasciato spargere il suo terrore nella terra dei viventi, il Faraone con tutta la sua moltitudine sarà posto a giacere in mezzo agl’incirconcisi, con i trafitti dalla spada – dice il Signore, l’Eterno” (Ez.32:32). Da considerare che il Faraone è il titolo che viene attribuito più volte nelle profezie a Satana, per il quale, Dio ha determinato un tempo di agire, ma molto presto quel periodo si concludere; allora il malvagio sarà sterminato dalla terra, insieme a tutti quelli che sono stati sedotti dalle sue astute bugie.

Dopo aver analizzato interamente le piaghe dell’ira di Dio riversate sulla terra e destinate ai ribelli, riprendiamo la descrizione degli avvenimenti della profezia.

Capitolo 10.

La visione dell’apostolo Giovanni prosegue osservando Gesù nel suo splendore.
Egli è con un piede sulla terra e l’altro sul mare, come capo supremo di tutte le nazioni. La terra rappresenta il popolo di Dio (Israeliti) ed il mare tutti gli altri popoli gentili. Egli grida a gran voce come un leone ruggente e, quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce (v.3). “Quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per scrivere, ma udii una voce dal cielo che mi disse: -Sigilla le cose che i sette tuoni hanno detto, e non le scrivere” (v.4). All’apostolo è comandato di non scrivere le cose proferite dai sette tuoni, perché non sono state date per essere rivelate in questo libro.
L’apostolo divorò il libretto che gli fu dato dall’angelo, avvertendolo che doveva annunciare il suo contenuto ancora a molti popoli, nazioni, lingue e re. Divorare è inteso come memorizzare il messaggio che i tuoni gli avevano pronunciato. Stessa analogia viene riportata con l’ordine: “mangia questo rotolo, poi và e parla alla casa d’Israele. Così io apersi la bocca ed egli mi fece mangiare il rotolo” (Ez.3.1,2). Molti apostoli, nelle loro lettere, hanno ripetuto profezie già rivelate dai servi di Dio nell’Antico testamento e da Gesù stesso. L’unico che ha visto in visione tutta la fine riservata all’uomo iniquo sulla terra, fine di questa generazione o fine dei tempi del peccato, compreso l’inizio del regno assoluto di Dio fu il profeta e l’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava (Gv.21:20).

“Quindi egli mi disse: Tu devi profetizzare ancora intorno a molti popoli, nazioni, lingue e re” (v.11).

Capitolo 11.

E’ affidato un compito: “Poi mi fu data una canna” e l’Angelo mi disse: “Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano, ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi” (3 anni e mezzo) (v.1,2).
Nei primi tre anni e mezzo, mentre in Israele ci saranno guerre e devastazioni da parte del re del nord, in Gerusalemme Dio manderà due testimoni (due ulivi o candelabri): “Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra” (v.4) o “…i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra” (Zac.4:14,11).
Loro profetizzeranno per tre anni e mezzo, 1260 giorni. Avranno potere sulle acque per convertirle in sangue e saranno in grado di chiudere il cielo, perché non scenda la pioggia e di percuotere la terra tutte le volte che vorranno. Terminati i 1260 giorni per i due testimoni, subentrerà la bestia, cioè l’uomo con lo spirito di Satana, che li vincerà e li ucciderà (v.7). Tutto il mondo ne gioirà, perché li vedrà morti e giacenti sulla piazza di Gerusalemme, perché nessuno li seppellirà (v.9). Possiamo immaginare come le televisioni, tutti i giorni, li mostreranno al mondo con commenti pieni di soddisfazioni, perché i due testimoni tormenteranno e spaventeranno gli abitanti della terra con le loro profezie. Con stupore dei presenti, dopo tre giorni e mezzo, si alzarono in piedi e salirono al cielo in una nuvola “e in quel momento si fece un gran terremoto e la decima parte della città cadde e settemila persone furono uccise nel terremoto e il resto fu spaventato e diede gloria al Dio del cielo” (v.13). Questo devastante terremoto rappresenta l’ultimo e terzo guaio.

Il frutto della testimonianza dei due profeti sarà un esercito di stelle del cielo, formate dai santi, perché essi si ravvedranno dalle opere malvagie e riconosceranno Gesù Cristo come il vero Messia.

(continua)