Riassumendo il racconto di Gesù:
un ricco, ogni giorno, se la godeva splendidamente, mentre un mendicante, Lazzaro, giaceva alla porta del benestante ed era coperto di piaghe ulcerose, che perfino i cani leccavano le sue ferite. Egli desiderava cibarsi delle briciole che cadevano dalla tavola del ricco.
Ora avvenne che Lazzaro morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo, morì anche il ricco e fu sepolto.

Notiamo subito la differenza: Lazzaro con Abramo, nel cielo ed il ricco sepolto.
Le opposte direzioni o destinazioni, mentre uno è salito, l’altro è disceso.
Il ricco, mentre si ritrovava nel tormento dell’inferno, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro insieme e gridando si rivolse al Padre Abramo, perché mandasse Lazzaro ad intingere nell’acqua la punta del dito, per rinfrescargli la lingua dalla terribile sofferenza nella fiamma. (Lc. 13:28 Lì sarà pianto e stridor di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, mentre voi sarete cacciati fuori”).

Il ricco, dall’inferno, poteva osservare, perché ha riconosciuto Abramo e Lazzaro; ma non viene riportato che Lazzaro abbia individuato il ricco, perché egli non ricordava più il suo passato; ora era consolato nello splendore della pace, che mai prima aveva goduto.
Il suo passato era dimenticato, non lo ricordava più.
Dio ha asciugato ogni lacrima dai suoi occhi ed era terminato tutto il suo soffrire.
Il ricco ricordava molto bene tutto il male che aveva fatto, compreso che aveva cinque fratelli e per loro chiese l’intervento di Lazzaro, per avvertire severamente i suoi, che non venissero in questo luogo di tormento. Si preoccupava della sua famiglia.
Aggiunse che se qualcuno dai morti andasse da loro, si ravvederebbero.
La risposta di Abramo fu che avevano Mosè ed i profeti.
Hanno la Parola di Dio in mezzo a loro, ascoltino quella, oltre a ciò tra noi e voi è posto un grande baratro che nessuno può cambiare il posto che gli è stato assegnato.

Il nostro Dio ci ha riservato, alla nostra morte, una meravigliosa dimora dove non ricorderemo più le nostre sofferenze, né le nostre famiglie; per noi il viaggio è terminato e di quaggiù non rimarrà alcuna traccia.
Godremo la pace nel seno di Abramo con tutti i credenti, che si sono addormentati, risuscitando prima dei fedeli viventi, al rapimento della sua Chiesa, con un corpo celeste trasformato per incontrare nell’aria il nostro Redentore Gesù Cristo.

Chi, invece, si troverà all’inferno, non gli sarà cancellato il passato e saranno perseguitati per l’eternità dai propri rimorsi ,per non aver accettato in vita il Salvatore e rifiutato il dono della Grazia divina, offerta mediante suo Figlio.
Si rammenteranno dei loro parenti, amici e conoscenti increduli, accrescendo così la loro sofferenza per non aver modo di avvertirli.
Avranno davanti a loro tutti i peccati e gli errori commessi in vita, affliggendosi delle loro colpe.

Fai attenzione alla vita che conduci, che sia un’esistenza con sani principi biblici, un morire al mondo e al peccato, per vivere con Cristo.
Non essere ambizioso delle cose del mondo, come il ricco benestante che non si curò affatto della sua anima, ma amò soddisfare la sua carne con molti desideri, da non mancargli alcuna cosa. Quando il suo corpo ritornò alla terra, in polvere, gli rimase solo quella parte di lui, l’anima, di cui non si era mai preoccupato ed ora pagava il suo sbaglio.

Non ripetiamo la sua mancanza, per ignoranza o negligenza, ma prendiamoci cura di noi, specialmente accudiamo la nostra anima, cibiamola spiritualmente come fece Lazzaro, che non pensò alla sua carne, lasciando perfino che i cani leccassero le sue ferite.
Vogliamo andare anche noi nel seno di Abramo?
Lasciamo ogni carnalità, ogni vizio, qualsiasi impedimento e tutto quello che non ci edifica spiritualmente, perché è materiale.
Cerchiamo prima le cose di lassù, del regno di Dio; il nutrimento della nostra anima è esaltare il nostro Salvatore e creatore, diamogli la gloria dovutagli, notte e giorno, avendo il nostro scopo diretto solo alle cose dello spirito, non mettendo il cuore nelle cose naturali, ma viviamo per lo spirito.

Dio è fedele alle sue promesse elencate nella sua Parola, se tu non ricercassi beni materiali, Dio ti darebbe sicuramente tutto quello di cui avresti bisogno e non ti mancherebbe alcuna cosa.
Inoltre ti darebbe guarigione per il tuo corpo e sostegno per una vita sana, sicura e santa in Cristo. Tu aspira alle benedizioni e alle ricchezze del cielo, desidera alimentazione spirituale.
Tutte le altre cose verranno aggiunte, solo scolpisci nel tuo cuore la Parola di Dio, allora riceverai ricompensa, forza, sapienza, calma e soprattutto l’anima tua sarà salva, perché nella verità hai riposto la speranza, confidando nel Signore.

Lazzaro viveva, come noi, nel mondo ma non ne faceva parte, come si deduce dalla parabola, dato che lui sostava alle porte della ricchezza e del benessere e si teneva fuori, sostentandosi del poco che gli era concesso, si accontentava senza chiedere di più, né andava a domandare al ricco, pur essendo la sua pelle, la sua carne, lacerata.

Anche noi dobbiamo sacrificarla o renderla soggiogata, elevando in alto lo spirito, se confidassimo pienamente e sempre in Gesù, potremmo chiudere gli occhi ai piaceri della carne, per rinunciare a noi stessi.
Non ti preoccupare, perché con Cristo, non ricorderai più le sofferenze, tutto sarà dimenticato, quando lascerai le corruzioni del tuo corpo, per vivere beato con Cristo.
Oltrepassa adesso il confine del materiale, dai un taglio definitivo alla carnalità ed inizia a camminare dietro e con Gesù nella meravigliosa dimensione spirituale, per una vita abbondante e ricca di benedizioni.
Deciditi presto finché c’è il tempo per farlo, non indugiare più per paura di sbagliare o per dubbi e non aspettare momenti migliori, ma fai ora il passo più importante della tua vita e scegli il bene, la via giusta che porta alla salvezza, ringraziando Dio che ti sta chiamando ed invitando alla sua festa. 

Vieni, figlio mio. Entra!