Poiché chi può in cielo essere paragonato all’Eterno? E chi è simile all’Eterno fra i figli del Potente?”  (Slm.89:6 ).

Dio è unico!
All’infuori di Lui non c’è alcun altro, come confermato in molti versi, tra cui: “…non v’è altro DIO fuori di me, un Dio giusto, un Salvatore; non c’è nessuno fuori di me” (Is.45:23; Os.13:4).
Egli è Spirito potente (Num.14:17; Slm.111:6; Mt.22:29).
Per la sua Onnipotenza, Dio può ricoprire, ogni qual volta lo desideri, varie manifestazioni, come la prima apparizione a Mosè nel roveto.
Dio si rivelò a lui come “IO SONO COLUI CHE SONO” ed ai figli d’Israele in l’ “IO SONO” (Es.3:6,14), per condurre il suo popolo dalla schiavitù alla libertà nella terra promessa, con mano potente (Slm.136,12).
E’ il Salvatore del suo popolo nelle loro avversità (107:6,7).
Egli mostrò in visione la sua gloria ai profeti (Ez.1:22-28; Dan.7:13,14; Apoc.4) e passò davanti al profeta Elia (1Re19:11).

In questo studio tratteremo, in particolare, le manifestazioni di Dio rivolte soprattutto per il popolo gentile attraverso, suo Figlio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo.

“…riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore” (Rom.1:3,4).
Gesù è nato, secondo la carne, dalla vergine Maria; lo Spirito Santo di Dio la adombrò ed ella concepì.
Gesù fu promesso fin dal principio della creazione per portare salvezza per mezzo del suo sacrificio compiuto sulla croce, nel quale noi riceviamo grazia.
Dio ha eseguito la sua creazione in visione di lui (Col.1:16).
Gesù non è una persona della trinità, ma è il Figlio di Dio, perché generato per mezzo dello Spirito di Dio.

“La Parola si è fatta carne…” (Gv.1:14).
Dal prologo del Vangelo di Giovanni: “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio”, abbiamo la conferma che Dio e la Parola sono la stessa realtà.
Quando “Dio disse: – Sia la luce! -. E la luce fu” (Gen.!:3), nello stesso modo, attraverso la Parola, Maria concepì Gesù, perchè tale Parola era con Dio e perciò “tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola) e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta” (Gv.1:3).

Gesù, nato per mezzo dallo Spirito Santo e dalla vergine Maria, è quindi chiamato:
Figlio di Dio (Lc.1:35; Gv.1:34,49; 3:18);
Figlio dell’uomo (Mt.8:20; Mrc.8:38; Lc.5:24; Gv.1:51; At.7:56);
l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Gv.1:29), in riscatto per molti.
Dio lo ha risuscitato ed è salito al Padre, la dove si è posto a sedere a destra della Potenza o Maestà (Dio) (Mt.26:64);
il solo mediatore tra Dio e noi tutti (1Tim.2:5);
Gesù sarà colui che combatterà insieme al suo esercito (la sposa) contro le truppe della bestia e dei re della terra nella guerra di Armagheddon (Apoc.16:16; 19:14.19);
il Vincitore, Gesù è la pietra staccatasi dal monte senza mano d’uomo, che colpirà e distruggerà tutti i regni di ferro, bronzo, argilla, argento e oro (Dan.2:45) e a lui Dio consegna ogni popolo nazione e lingua che lo serviranno nei secoli dei secoli (Dan.7:14);
colui che regnerà sull’opera di Dio, perché al Creatore appartiene tutto e Gesù, il Figlio di Dio, è l’erede di ogni cosa (Ebr.1:2).
Dio porrà sotto i suoi piedi i suoi nemici, il diavolo e i suoi sedotti.
Ogni cosa sarà allora sottoposta a Gesù, eccetto colui che gli ha sottoposto ogni cosa, cioè Dio, “…affinché Dio sia tutto in tutti” (1Cor.15.27,28); anche “…Cristo è tutto e in tutti” (Col.3:11), perché egli è colui che porta a compimento ogni cosa (Ef.1:23).
Gesù è rivestito di tutta la potenza e autorità, perché egli è il capo della Chiesa; infatti, secondo la gerarchia divina: il capo della donna è l’uomo, il capo di ogni uomo è Cristo e il capo di Cristo è Dio (1Cor.11:3).

La differenza della lettura Biblica e la relativa comprensione di alcuni passi è evidente tra chi la effettua mediante una mente umana (carnale) e chi usa una mente spirituale o controllata dallo Spirito Santo, perché esso investiga ogni cosa e conosce le profondità di Dio (1Cor. 2:10).

E’ impossibile ad una mente umana e limitata capire le cose spirituali che appartengono a Dio, il mistero della grandezza e delle sue versatili manifestazioni, perché “Grande è il nostro Signore, immensa è la sua potenza e infinita la sua intelligenza” (Slm.147:5).
Nel passato molti si sono sforzati di comprendere come Dio si evidenzia nello Spirito Santo e nel suo Figlio Gesù Cristo, hanno così concluso che Dio è unico ma in tre persone uguali ma distinte, ecc…, creando il dogma della trinità.

La prima osservazione da considerare è che Dio non è una persona,
Lui è Spirito:“…e lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque” (Gen.1:2).
Il dizionario definisce persona come un individuo umano, uomo o donna.
Dio è il Creatore del genere umano, quindi non è umano, come confermato: Dio non è un uomo, perché possa mentire, né un figlio d’uomo, perché possa pentirsi. Quando ha detto una cosa, non la farà? O quando ha dichiarato una cosa, non la compirà?” (Num.23:19; 1Sam.15:29; Gb.9:32).
Dio è Onnipresente (Slm.139:7-11) ovvero presente in ogni luogo, come “Gli occhi dell’Eterno sono in ogni luogo, per guardare i cattivi e i buoni” (Prv.15:3) e “…gli occhi dell’Eterno che percorrono tutta la terra” (Zac.4:10).
Dio è Onnipotente (2Cor.6:18) come dichiara: “- Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine -, dice il Signore – che è, che era e che ha da venire, l’Onnipotente – ” (Apoc.1:8).
Dio è Onnisciente (Gb.37:16; 21.22), non è confrontabile a qualsiasi scienza che noi umani conosciamo.
Egli è irraggiungibile perché “…Egli è sublime in potenza, in rettitudine e nella sua grande giustizia…” (Gb.37:23).
Dio è uno, lo era, lo è e lo sarà, Lui è tutto in tutti “Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro DIO, l’Eterno è uno” (Deut.6:4).
Dio è unico (Mrc.12:29; Gd.1:25), non è trino, non è diviso in persone, ma “Vi è … un Dio unico e Padre di tutti” (Ef.4:6).
Egli è solo: “…Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non ve ne sarà alcuno” (Is.43:10). “…e all’infuori di me non c’è DIO” (Is.44:6; Mrc.12:32), “Poiché vi è un solo Dio…” (Rom.3:30) ed anche “Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano” (Gc.2:19).
Egli è il Salvatore (Is.43:3; 45:15,21; Slm.106:21), la salvezza proviene da Dio, perché “in Lui era la vita, e la vita era la luce (Gesù) degli uomini” (Gv.1:4).

Gesù, proceduto da Dio, è la fonte di vita e di luce per distribuirle a coloro che credono in Lui.
Quindi “Per noi c’è un solo Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose e noi in lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose, e noi esistiamo per mezzo di lui” (1Cor.8:6) per innalzare il “…Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti” (Ef.4:6) “all’unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza, dominio e potestà, da ora e per tutte le età. Amen”

Un avvertimento utile per chiunque legge i capitoli sopra indicati o qualsiasi altra parte della Bibbia, è necessario, prima di iniziare, disporsi con atteggiamento umile per avere una mente spirituale, vale a dire annullare la propria intelligenza razionale, liberandola da ogni pregiudizio e da qualsiasi convinzione dogmatica o tradizionalista umana, sottomettendosi solo alla Guida infallibile dello Spirito Santo e meditando su quanto ci espongono le Sacre Scritture.

Ripetiamo ancora: Dio tutto in tutti, Dio al di sopra di ogni cosa, nei cieli e in tutto l’universo.
Non si trova chi lo possa superare, egli è l’Unico ed il Padre, dal quale sono tutte le cose e noi siamo in lui, come pure c’è un solo Signore, Gesù Cristo, che è il mezzo o il motivo per cui sono state create tutte le cose, come pure noi esistiamo per mezzo di lui (vedi studio su Gesù).

Puoi trovare la conoscenza di Dio soltanto in questo modo:“…se chiedi con forza il discernimento e alzi la tua voce per ottenere intendimento, se lo cerchi come l’argento e ti dai a scavarlo come un tesoro nascosto, allora intenderai il timore dell’Eterno, e troverai la conoscenza di Dio” (Prv.2:3-5). Molte centinaia di anni fa non hanno cercato la conoscenza per mezzo dello Spirito di Dio, credendo che potevano acquisirla tramite la loro intelligenza e sapienza, ma non ci sono riusciti; sono arrivati così a considerare Dio, Spirito Onnisciente ed Onnipotente, una persona, come pure nell’identificazione dello Spirito Santo di Dio, gli hanno attribuito una forma umana.

Gesù è l’unico che, nascendo da una donna, assunse sembianze umane, denominato per questo: il Figlio dell’uomo (Mt.8:20; Mrc.14:62; Lc.22:69; Gv.13:31; Apoc.1:13).
Prima ancora che nascesse Gesù, egli apparse nella visione del profeta Daniele: “Io guardavo nelle visioni notturne, ed ecco sulle nubi del cielo venire uno simile a un Figlio dell’uomo; egli giunse fino all’Antico di giorni e fu fatto avvicinare a lui” (Dan.7:13).
Gesù simile ad un Figlio dell’uomo, lui è il solo con una natura umana, proceduto da Dio: “Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo” (1Cor.15:47). Possiamo capire che Gesù avendo preso forma umana, qui sulla terra, ora nel cielo è un anima con un corpo glorificato, perciò è chiamato il Primogenito dai morti (Apoc.1:5).
Gesù morì ed è ora vivente, perchè Dio lo ha risuscitato dai morti come primizia e risorgerà anche noi nello stesso modo, per mezzo di Gesù (2Cor.4:14).
La suprema autorità è Dio, egli siede sul monte dell’assemblea, la dove desiderò porsi Lucifero, “figlio dell’aurora”, l’angelo che peccò nel suo orgoglio (Is.14.13,14).

Troviamo oggi molte religioni che si professano cristiane, ma rimangono soggette alla loro intelligenza carnale per intendere le Scritture, come accertato dalle loro esposizioni, proprio come evidenziato dalle parole di Gesù, che ogni albero lo si riconosce dal frutto (Mt.12:33).
Così si può distinguere il vero cristiano anche dal suo fondamento “Perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo” (1Cor.3.11).
Alcune chiese hanno ricevuto la conoscenza sull’identità di Dio, che Egli non è trino, ossia composto da tre persone, bensì che è unico Spirito, indivisibile perché egli è tutto in tutti, il suo Spirito abita in noi (1Cor.3:16).
Non c’è luogo che non possa essere nascosto a Dio, Lui è il creatore di tutto, con un’onnipotenza che rende impossibile descriverla con concetti umani.

Le denominazioni che riconoscono Dio unico, battezzano nel nome di Gesù e non nei titoli, invocando quel Nome “…che è al di sopra di ogni nome” (Fil.2:9) e come i discepoli hanno imparato dal Maestro ed applicato (At.2:38; 8;16; 10:48; 19:5; Rom.6:3; Gal.3:27).
Coloro che credono che Gesù è vivente e che avrà un regno concesso da Dio Padre, come sostengono le profezie e sia gli apostoli, saranno beati.

Altri sono arrivati alla conoscenza del Dio unico, però si sono fermati, non approfondendo la conoscenza di Gesù.
Lo riconoscono quale Figlio di Dio, Colui che si è offerto in sacrificio di riscatto per molti, espiando i nostri peccati col suo sangue “Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l’espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell’alto dei cieli” (Ebr.1:1-3), come Dio manifestato in carne, quando “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà; pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc.1:35).
Non riconoscono che Gesù “…sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo: e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine” (Lc.1:32).

Molti, non riconoscendo il dogma della trinità, affermano che Gesù è ritornato nel seno di Dio, una volta asceso in cielo, riferendosi alla sola manifestazione di Dio in Gesù, come se Cristo non esistesse più, quando le Scritture riportano chiaramente che Gesù è alla destra di Dio.

Riportiamo la visione del profeta Daniele riguardo al Figlio dell’uomo:“A lui fu dato dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà mai distrutto” (Dan.7.14).
Lo ha posto (Gesù) seduto “…alla sua destra nei luoghi celesti al di sopra di ogni principato, potestà, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura”  (Ef.1:20,21).
Infatti Dio gli ha “…posto tutte le cose sotto i piedi. Infatti nel sottoporgli tutte le cose, non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto” (Ebr.2:8).
Gesù non si è dissolto, ma è salito in cielo, come disposto da “L’Eterno dice al mio Signore:- Siedi alla mia destra finché io faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi –” (Slm.110:1).
Davide profetizzando esclamò che l’Eterno, cioè Dio, rivolto al Signore di Davide (Gesù), lo invita a sedersi alla sua destra fino a quando non gli abbia sottomesso tutti i rivali, ossia coloro che hanno disprezzato la grazia offerta in dono da Gesù.
Gesù è Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek (v.4), i versi seguenti, del Salmo 110 profetico, fanno riferimento alla guerra nella valle di Giosafat, quando l’ira di Dio si accenderà contro le nazioni.

Un consiglio importante e sempre valido per affrontare la lettura della Bibbia o qualsiasi studio di essa, è quello di avvalersi prima di tutto della guida dello Spirito Santo, che Dio ha messo in noi, chiedendogli di allontanare l’orgoglio, ostacolo principale alla conoscenza.
Dio desidera che i suoi figli abbiano intendimento negli ultimi giorni, conoscere pienamente il Figlio di Dio, per essere ritenuti maturi (Ef.4:13).
La conoscenza di Dio è necessaria per non rimanere nell’ignoranza: “…per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio” (Col.1:10).
Stiamo sobri in ogni cosa, come ci esorta l’apostolo Paolo con: “Ritornare ad essere sobri e retti e non peccate, perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna” (1Cor.15:34), affidandoci a Dio con tutto il nostro cuore, cercando con forza discernimento e intendimento, come si cerca l’argento, scavando come si scava un tesoro “Poiché l’Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la conoscenza e l’intendimento” (Prv.2:3,4,6).

L’angelo disse a Daniele: “Ma tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine; molti andranno avanti e indietro e la conoscenza aumenterà” (Dan.12:4).
Non dubitare, perché la sua Parola è vera, non può mentire.
L’Eterno ti darà conoscenza, solo se tu la desideri ardentemente.
Non anteporre la tua istruzione, ricevuta dalla tua denominazione, ritenendola competente per la sua collaudata capacità di aver sempre così educato, inducendoti a continuare a credere nei loro ideali, perché siamo negli ultimi giorni disponibili per i gentili e Dio sta dispensando direttamente la conoscenza della sua grandezza ed immensa potenza.
Infatti l’angelo ordinò a Daniele di sigillare il libro fino al tempo della fine ed è proprio al termine di tale periodo che la conoscenza aumenterà.
Dio desidera che tu conosca tutta la verità ed adesso è arrivato il momento di mettere alla prova coloro che si considerano cristiani, per essere uniti al Signore (1Cor.6:17) e consacrati, santi (1Ptr.4:2).

Nessuna novità, perché Dio ha fornito la sua Parola a tutti noi, mostrando la sua volontà per mezzo dei suoi servi, i profeti e gli apostoli, per attenerci assolutamente ad essa.
Tutto quello che sosteniamo è concorde con le scritture Divine, confrontando ogni affermazione, niente è stato aggiunto. Lo Spirito Santo ha aperto i nostri occhi, vedendo chiaro, attraverso la conoscenza che Dio ci ha concesso.
Ora, maggiore consapevolezza implica più responsabilità ed impegno, noi dobbiamo sottomettere la nostra mente allo Spirito Santo, affinché egli ci insegni ogni cosa.
Cercare di conoscere Dio in modo completo è un beneficio, perchè Egli si rivela a tutti coloro che lo desiderano ardentemente, facendo particolare attenzione a non ammettere, nel modo più assoluto, ulteriori rivelazioni oltre quelle espresse nelle Scritture, che sono in netto contrasto con esse, perchè Dio si è fatto conoscere ai suoi servi, i quali, per lo Spirito di Dio, lo hanno reso noto attraverso le loro opere fino a noi e così sarà, fino alla fine dei tempi.

Dio gradisce un cuore umile e sottomesso come lo erano i profeti e gli apostoli, perché “Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili” (1Ptr.5:5).
La superbia, come l’orgoglio, impediscono la conoscenza, l’IO non deve esistere nella vita di chi desidera veramente servire e appartenere a Dio completamente, rinunciando a noi stessi. Altrimenti noi non potremo mai conoscere le Scritture nella loro totalità e Dio non ci potrà aprire gli occhi, i quali rimarrebbero velati sulla sua verità.

Dio non esamina il ruolo dell’individuo, se è un pastore, un ministro o diacono, egli si rivela a chiunque Lui voglia, perché non ha riguardi personali.
Una osservazione, per riflettere, da segnalare in taluni ambienti, una certa rigidità gerarchica di pensiero subordinata all’approvazione o meno dei superiori, relative ad attuali argomentazioni o rivelazioni.
Solo ciò che è comunicato ed autorizzato dalla presidenza o dai consigli direttivi, è ritenuto come legittimo, equo ed accettabile.
Esso può causare il rischio di dare maggior credito ad una valutazione personale o collettiva.
Se tale modo è divenuto concreto, allora è certo che Dio non può operare individualmente aprendo gli occhi sulla conoscenza Biblica, perchè ne è assicurata la provenienza dai responsabili o dal più alto in grado nella scala gerarchica.
Dio ribadisce invece:“…se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data” (Gc.1:5).
Dio dona sapienza a tutti, senza distinzione di sesso o di livello sociale, perciò ha fatto grazia a noi di conoscere, oggi, ciò che è scritto.
Egli è capace di donarla a chiunque la desidera, per cui non pensare che a te non dia conoscenza e sapienza e che tu devi dipendere dagli altri, che te la insegnino.
Non è così, tu puoi ricevere la conoscenza e qualsiasi altro dono esattamente come tutti gli altri fratelli, perchè noi operiamo tutti per il medesimo Spirito.
Nessuno ha ricevuto alcun dono per suo merito, ma è lo Spirito di Dio che li distribuisce come vuole (1Cor.12:11), per concessione della grande misericordia divina, per il bene comune (1Cor.12:7) e l’edificazione del corpo di Cristo, che è la Chiesa.

Dio fa grazia agli umili (Gc:4:6; 1Ptr.5:5), perciò è indispensabile l’umiliazione, la sottomissione al volere di Dio in ogni nostra azione, facendo attenzione a tutto ciò che si eleva contro la conoscenza di Dio (2Cor.10:5), influenzata dal nemico della nostra anima, il quale vuole ostacolarci allo scopo di non farci arrivare alla perfetta conoscenza di Dio.

Nostro desiderio è dare un avvertimento per evitare a chiunque di cadere nei sottili tranelli, visto che, tutti coloro che hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo, hanno la possibilità di approfondire la conoscenza della verità, aprendo i loro occhi, unti con collirio santo, senza dichiarare:“…Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla…” (Apoc.3:17).

Ricordati solo che, prima della gloria viene l’umiltà (Prv.15:33; 18:12) e “L’orgoglio dell’uomo lo porta in basso, ma chi è umile di spirito otterrà gloria” (Prv.29:23).
Quindi, se desideri la gloria, abbassa te stesso, leggi la Parola di Dio, medita su di essa notte e giorno, metti da parte ogni residuo di carnalità che può impedirti di ricevere sapienza, chiedila, desiderala e la riceverai (Gc.1:5).
Non abbandonarti, affidandoti esclusivamente alla competenza dei superiori, ma arrenditi tu stesso a Dio, l’unico che ti può aprire gli occhi ed il cuore alla comprensione della sua meravigliosa e preziosa Parola nella sua interezza, senza aggiungere e né togliere alcuna cosa, per sottrarsi dalle tremende conseguenze (Apoc.22.18,19).

Oggi è il tempo di aprire gli occhi sulla totalità delle Scritture ed in particolare sulla conoscenza delle profezie, perché Dio rivela ciò che avverrà in questi ultimi giorni e desidera che noi siamo preparati, affrontando ogni evenienza futura ed essere pronti alla vittoria finale.
Fatti coraggio, abbandona ogni carnalità, allontana l’orgoglio che può portare a ritenerti savio da te stesso (affermare: “io già so quello che devo sapere”).
In tal modo si può bloccare l’opportunità di ricevere l’occorrente e necessaria sapienza in questi ultimi giorni, che Dio sta donando ai suoi fedeli servi.
Il sapere già, impedisce ai tuoi occhi di aprirsi ulteriormente ed ostacola il fluire dello Spirito Santo, infallibile guida alla conoscenza.
Vivi in umiltà sincera, senza pregiudizi su chiunque e su qualsiasi cosa, ama il prossimo con l’amore del Signore e specialmente i tuoi fratelli, “…stimando gli altri più di se stesso” (Fil.2:3).

Dalle parole di Gesù: “Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e dì loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro” (Gv.20:17), notiamo che chiamava i suoi discepoli, fratelli; anche noi, che facciamo la sua volontà, siamo ritenuti suoi fratelli, perché Egli è riconosciuto il Primogenito (Rom.8:29) “…a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen” (Apoc.1:6).

“Cercate l’Eterno voi tutti, umili della terra, che praticate la sua legge. Cercate la giustizia, cercate l’umiltà. Forse sarete nascosti nel giorno dell’ira dell’Eterno”
(Sof.2:3).
E’ tempo di uscire dall’ombra, sappiamo che Dio sta distribuendo conoscenza in questi ultimi giorni, perchè metterà fine al peccato, espierà l’iniquità, per far trionfare una giustizia eterna e per sigillare visione e profezia (Dan.9.24).
Non restiamo addormentati, ma vegliamo in ogni tempo, pregando gli uni per gli altri (Ef.6:18), senza stancarci, desideriamo conoscenza, sapienza e autocontrollo per non essere sorpresi dall’orgoglio, che ci condurrà inevitabilmente alla rovina spirituale.