“….che egli ha messo in atto in Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura; ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi…..” (Ef.1:20-22).

La creazione attuale è trattata cronologicamente e dettagliatamente nel primo libro delle Sacre Scritture, Genesi.
Possiamo chiederci l’origine di ciò o la motivazione che ha determinato l’inizio dell’umanità e di questo mondo. Proprio le profezie ci forniscono un valido aiuto nella risposta.
Dalle varie descrizioni riguardanti l’angelo caduto ed in particolare dai suoi compiti, possiamo risalire ai tempi precedenti la creazione.

Iniziamo con il capitolo 28 di Ezechiele, dove la profezia è indirizzata al principe o re di Tiro, città pagana ed idolatra che non conosceva Dio, condotta dal capo satanico o ex angelo Lucifero caduto. L’Eterno si rivolge a lui con l’espressione:“Poichè il tuo cuore si è innalzato e hai detto: – Io sono un dio; io siedo su un trono di dei nel cuore dei mari -, mentre sei un uomo e non un dio, anche se hai fatto il tuo cuore come il cuore di Dio” (v.2).
La profezia continua riferendosi agli avvenimenti riguardanti il suo regno malvagio negli ultimi tre anni e mezzo della grande tribolazione e la sua fine decretata, quando desiderò essere al posto di Dio.
Dio stabilisce, attraverso il profeta, di innalzare un lamento sul re di Tiro.

Dispiaciuto, perchè Dio ricorda come lo aveva creato completo:“…Tu eri il sigillo della perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza. Eri nell’Eden il giardino di Dio;…” (v.12).
Lui era un angelo cherubino, creato da Dio, come evidenziato in: “Tu eri un cherubino unto, un protettore. Io ti avevo posto sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. Per l’abbondanza del tuo commercio, ti sei riempito di violenza e hai peccato….” (v.15,16).
Egli aveva il nome di Lucifero, che vuol dire figlio dell’aurora (Is.14:12).
Peccò perchè desiderò in cuor suo di porsi al posto di Dio dicendo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo” (Is.14:13,14).
Lucifero era stato unto da Dio come protettore su ogni cosa da lui creata, era il compimento della perfezione della sua creazione angelica.

Nel capitolo 31 di Ezechiele, Dio compara l’ex angelo caduto ad un cedro del Libano, chiamandolo con nome dell’Assiria e lo individua come Faraone: ” …re d’Egitto, e alla sua moltitudine: A chi somigli tu nella tua grandezza? Ecco, l’Assiria era un cedro del Libano, dai bei rami, dall’ombra di una foresta, dal tronco elevato e dalla cima che si ergeva tra folti rami” (v.2,3).
Inconfondibile il suo riferimento del paragone, quando l’Eterno afferma: “…nessun albero nel giardino di DIO gli era pari in bellezza” (v.8) e “L’avevo reso bello nell’abbondanza dei suoi rami, per cui lo invidiavano tutti gli alberi dell’Eden, che erano nel giardino di Dio” (v.9), finché il suo cuore si insuperbì per la sua altezza (v.10) e perciò fu cacciato nelle tenebre, insieme alla sua moltitudine. “Nel giorno in cui egli discese nello Sceol io feci fare cordoglio; per lui copersi l’abisso, arrestai i suoi fiumi e le grandi acque furono fermate; per lui feci fare cordoglio al Libano e per lui tutti gli alberi della campagna appassirono” (v.15).

Nella lettura poniamo attenzione ai tempi.
Ad esempio, quando parla di Lucifero, mostrando la sua identità, usa il verbo passato remoto, mentre quello che ancora deve accadere ed accadrà alla fine dei tempi, ricorre al futuro, come al verso 18, sempre del cap.31, con:“…Tuttavia sarai precipitato con gli alberi dell’Eden nelle profondità della terra; giacerai in mezzo agli incirconcisi, insieme a quelli uccisi dalla spada. Questo è ciò che sarà del Faraone e di tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l’Eterno”.

Questo è tutto il contenuto delle Scritture che ci espongono della passata creazione, rivelato al profeta Ezechiele, tramite la presentazione di colui, detto il serpente antico, (Apoc.12:9), il Leviatano (Is.21:1), “…dragone, serpente antico, che è il diavolo e Satana” (Apoc.20:2).
Le profezie lo identificano con nomi di città, nomi di re e nomi di nazioni, a cui viene rivolta la parola dell’Eterno, dichiarando ciò che è gia avvenuto o fatti che devono ancora avvenire, prima della scomparsa del male e degli iniqui.

Incominciando da tali indicazioni, desumiamo i caratteri presenti, prima di questa creazione:
1) esistenza di un cosmo simile all’attuale, con la sola differenza che era abitato da esseri celesti ovvero angeli, sottomessi in forma gerarchica ad un capo, creato in modo meraviglioso da Dio come il più bello, perfetto e sapiente, tale che nessuna cosa gli era nascosta.

2)
Questo angelo cherubino commerciava e, con la sua sapienza, si era arricchito (Ezec.28:5,16) più di quello che Dio gli aveva sottomesso, concedendogli ogni cosa.
A motivo della sua ricchezza, procuratasi per le sue capacità, fu scacciato dal monte di Dio (v.16), si inorgoglì, innalzando il suo cuore fino a desiderare di mettersi al posto del suo Creatore.
Di conseguenza la sua sapienza fu corrotta (v.17).

Dio lo fece scendere nello Sceol, insieme alla sua moltitudine di seguaci, coprì l’abisso, arrestò i fiumi e fermò le grandi acque, fece fare cordoglio e per lui, tutti i grandi alberi della campagna appassirono (Ezec.31:15).

Dopo di questi avvenimenti inizia l’odierna creazione con: “Nel principio DIO creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Gen.1:1,2)

La Creazione.
“Perchè la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà ma per colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” (Rom.8:20,21).

Nella nuova e odierna creazione, Dio creò l’uomo, pur sapendo del peccato che avrebbe acquisito, prestando ascolto alla voce seducente del serpente (Satana) e disubbidendo a Dio.
Certamente l’Eterno era a conoscenza di ogni cosa, l’obbiettivo della nuova creazione era anzitutto quello di scegliersi un popolo santo (Deut.28:9; Is.62:12), tra tutti quelli della terra, dalla cui nazione o stirpe eletta sarebbe venuto al mondo suo Figlio Gesù, il Messia e il Salvatore.

Il cherubino, unto protettore, il più bello, il più sapiente, nel quale Dio aveva messo il sigillo della perfezione, aveva peccato di orgoglio, ribellandosi all’ordine divino e inducendo Dio a non desiderare più di sottomettere alcuna cosa, né a concedere potere e gloria, ad una sua qualsiasi creatura, paragonandola ad un albero che s’innalza orgoglioso verso il cielo, “…perché nessuno degli alberi piantati presso le acque si insuperbisca per la sua altezza, né sporga la sua cima fra i folti rami, e perché tutti gli alberi potenti che bevono alle acque non si innalzino più nella loro alterigia; poiché sono tutti dati alla morte, alle profondità della terra, in mezzo ai figli degli uomini, assieme a quelli che scendono nella fossa” (Ezec. 31:14).

Dio susciterà un’altro potente, nel quale metterà il suo Spirito, come precisato: “Lo Spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di potenza, spirito di conoscenza e di timore di Dio” (Is.11:2).

Per quanto riguarda il creato:” Poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui”;(Col.1:16,17).
Questo verso ci espone chiaramente il motivo principale e l’obiettivo della creazione: Dio ha creato ogni cosa per includere il proprio Figlio nel piano di salvezza dell’umanità.
Cristo è nato da una vergine d’Israele (Mt.1:23), dalla tribù di Giuda, il popolo che Dio si scelse per sua eredità (Is.19:25; Ger.10:16).
Gesù è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura” (Col.1:15), il Figlio di Dio (Lc.1:32,35; Mt.16:16; Gv.1:49; Gv.11:27) e Figlio dell’uomo (Mt.9:6; Gv.1:51).

Dio stabilì due semi o due discendenze, di cui una originaria da satana, l’altra da Gesù che acquisterà a Dio un popolo santo “… col suo sangue ci ha comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione” (Apoc.5:9).

Quindi Dio era consapevole del peccato dell’uomo e della sua caduta dalla grazia divina, ma provvide un opportunità di riscatto dell’umanità, promettendo il Salvatore.
Gesù Cristo offrì la sua propria vita al posto di tutti, per rendere giusti molti, infatti “…a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome” (Gv.1:12).
Per il suo sacrificio, l’Eterno decise:“Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i malfattori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori” (Is.53:12).
I molti sono rappresentati dal seme (Cristo, il Messia) della donna, che simboleggia Israele: “E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso (Gesù) ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno” (Gen.3:15).
Satana fu sconfitto anche se lui aveva preparato e organizzato la morte di Gesù, credendo fosse la sua fine, ma Dio lo ha risuscitato dai morti il terzo giorno (Att.2:32 -10:40), così Gesù ha avuto vittoria sulla morte, sul peccato e sul male.

Gesù sconfiggerà ancora satana, perché Dio ha decretato: “lo darò in mano del più potente fra le nazioni , perché faccia di lui (satana) ciò che gli piace; io l’ho scacciato per la sua malvagità” (Ez.31:11).

Alla fine del mondo, tutto sarà messo nelle mani di Gesù.
Egli sconfiggerà per ultima volta il diavolo nella guerra di Gog e Magog.

Dio ha costituito Gesù come giudice, “Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (At.17:31 – Is.11:4).
Dopo che satana sarà sconfitto, legato e gettato nell’abisso per mille anni, tutti i regni della terra ritorneranno sotto il dominio di Dio, con Gesù che regnerà su popoli, nazioni e lingue (Dan.7:14; 1Ptr.3:22; Ebr.2:8) “…Dio infatti ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Quando però dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che ne è eccettuato colui che gli ha sottoposto ogni cosa” (1Cor.15:22,28; Ef.1:22; Col.1:18), come confermato anche da: “I regni del mondo sono divenuti il regno del Signor nostro e del suo Cristo, ed egli regnerà nei secoli dei secoli” (Apoc.11:15).

Gesù sarà rivestito di tutta l’autorità che apparteneva a Lucifero, prima del suo peccato (Is.22:21,24).
Dio è il creatore di tutto, unico Sovrano assoluto.
Egli siede al di sopra di tutto, avendo il pieno e totale controllo di ogni cosa da lui creata, che sono state sottoposte a Gesù, il Figlio di Dio.
Infatti come Figlio è erede: ” In questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l’espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell’alto dei cieli” (Ebr.1:3).

RIASSUNTO.
La creazione che vediamo oggi è in travaglio, aspettando la manifestazione dei figli di Dio (Rom.8:19), nel millennio, quando Dio toglierà da questa terra la maledizione, avvenuta tramite la disubbidienza del primo uomo, per regnare la giustizia e la pace.
Ci saranno nuovi cieli e nuova terra.

Dio sapeva molto bene che satana stava tentando Eva, non glielo impedì, perché il suo piano prevedeva che l’uomo possedesse la conoscenza sia del bene che del male, per poter e saper scegliere in piena libertà quale strada seguire.
Il peccato, inteso come violazione delle leggi di Dio, la conseguente morte e l’acquisizione della conoscenza sono state trasmesse dal primo uomo ed ereditate da ogni generazione.

Come aveva già condannato l’angelo caduto con la sua moltitudine, così saranno giudicati, allo stesso modo, tutti i sedotti da lui, al tempo del giudizio finale.
Lì, tutti quelli che avranno rifiutato il dono della salvezza, andranno nello stesso luogo di tormento, a differenza di coloro che non avranno in alcun modo fatto o preso parte al male, ma avranno seguito Cristo, accettandolo come proprio Salvatore e Signore.
I seguaci e fedeli di Cristo Gesù, da lui radunati da ogni parte della terra, lo incontreranno nell’aria, in una resurrezione simile alla sua, per vivere con lui per l’eternità nei luoghi celesti.