Capitolo 13.

L’apostolo in spirito (Apoc.4:2) si trovò sulla riva del mare e vide: “…salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi di bestemmia“.
Questo è l’uomo forte e potente, dove Dio riferisce di lui con: “Ecco, il Signore ha un uomo forte e potente, come una tempesta di grandine, un uragano distruttore, come un’alluvione di potenti acque inondanti; egli li getterà a terra con la sua mano” (Is.28:2).

La differenza tra la bestia ed il dragone è che quest’ultimo è solo spirito, mentre la bestia nascerà con un corpo umano, come descritto nel sogno fatto dal re Nebukadnetsar e interpretato da Daniele: “Come tu hai visto che i piedi e le dita erano in parte d’argilla di vasaio e in parte di ferro, così quel regno sarà diviso; tuttavia in esso ci sarà la durezza del ferro, perchè tu hai visto il ferro mescolato con argilla molle” (Dan.2:41).

L’origine naturale delle due bestie (l’uomo spregevole, Dan:11:23, e il falso profeta) è demoniaca, ma la forma o l’aspetto è umano, rappresentato come “E la bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quello dell’orso e la sua bocca come quella del leone; e il dragone gli diede la sua potenza, il suo trono e grande autorità“.

L’uomo, con tutte le caratteristiche di una bestia feroce, erediterà il trono e tutto il potere dal dragone, che è il serpente antico, chiamato Satana (l’ex angelo caduto di Is.14:12; Ez.28). Quest’ultimo, fino ad ora, ha agito in spirito, ma senza un corpo, nascondendosi dietro a tutte le chiese apostate, sotto idoli e falsi profeti. Ora darà il suo potere ad un uomo in carne ed ossa che, come leggiamo, viene dal mare, cioè dai popoli, (non da Israele).

Nella visione del profeta Daniele, esposta al cap.7, egli vide salire quattro bestie, pseudonimi di regni a partire dal regno babilonese, Medio-Persia, Impero Romano e il successivo impero papale (cattolico) contraddistinto dalla quarta bestia, diversa da tutte le altre, perché le altre bestie raffigurano un regno politico mentre la quarta bestia rappresenta un regno religioso.

In ordine, la prima era un leone, la seconda un orso e la terza un leopardo, che salivano tutte dal Mar Grande, l’attuale Mediterraneo, mentre la quarta bestia, differente dalle altre, non rappresenta più un impero politico bensì un potere religioso, denominato della grande Babilonia e descritta come: “…spaventevole, terribile e straordinariamente forte; essa aveva grandi denti di ferro; divorava, stritolava e calpestava il resto con i piedi; era diversa da tutte le bestie precedenti e aveva dieci corna” (Dan.7.7). In questo regno è stato trovato “…il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra” (Apoc.18:24). Sempre da tale dominio malvagio, verrà l’uomo che si occuperà della politica mondiale, definito bestia.

Notiamo come la bestia che sale dal mare, vista dall’apostolo Giovanni, ha tutte le particolarità delle quattro bestie, notate dal profeta Daniele. Così l’ultimo regno della bestia o dell’uomo spregevole, iniquo e devastatore, comprenderà tutti gli elementi distintivi dei regni precedenti, da quello di Babilonia, sotto il dominio di Nebukadnetsar, a quello dell’impero romano, diviso in seguito ai quattro venti del cielo, (in quattro Imperi), vedere Dan.11:4.
La quarta bestia, straordinariamente forte, come apparsa a Daniele, è mostrata con: “E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu sanata, e tutta la terra si meravigliò dietro alla bestia” (Apoc.13:3), aveva le stesse dieci corna, come quella vista dall’apostolo. Le dieci corna rappresentano dieci dominatori, che regneranno insieme alla bestia nei tre anni e mezzo del suo impero (Apoc.17:12).

Abbiamo letto nel primo verso di questo capitolo che la bestia che saliva dal mare aveva dieci corna e sette teste, quest’ultime rappresentano sette monti e sette re: cinque sono caduti, uno è, e l’altro non è ancora venuto. Come accennato i cinque re sono passati; un regno domina tuttora e proseguirà fino al tempo in cui: “Al suo posto sorgerà un uomo spregevole, a cui non sarà conferita la dignità reale; verrà pacificamente, ma si impadronirà del regno con intrighi” (Dan.11:21).

La ferita a morte riguarda l’Impero Romano caduto, “Il capro diventò molto grande; ma, quando fu potente, il suo gran corno si spezzò; al suo posto spuntarono quattro corna cospicue, verso i quattro venti del cielo” (Dan.8:8). Anche la bestia simile ad un leopardo con quattro ali di uccello sul dorso (Dan.7:6) è riferita pure all’impero Romano, dove le quattro ali rappresentano la divisione, alla caduta dell’impero di Occidente.

Il capro peloso in Dan.8:21, raffigura il re di Javan, ovvero uno dei sette re di Apoc.17:10.

Il re impersona uno spirito satanico che controlla e domina sulle nazioni suddite. Dall’impero della nuova grande Babilonia, sviluppatosi con la crisi e la caduta dell’impero romano, uscirà il primo re. Primo, perché Satana è il più alto in ordine gerarchico “…il gran corno che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re” (Dan.8:21), ossia la bestia che sale dal mare (dai popoli, nazioni e lingue (Apoc.17:15), che regnerà come sovrano dittatore, denominato uomo spregevole, devastatore, empio, ecc. E’ il primo re, perchè egli fu il primo in ordine gerarchico, creato da Dio, unto protettore e perfetto “…così dice il Signore, l’ETERNO: tu eri il sigillo della perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza” (Ez.28:12; Is.14:12). Egli peccò di orgoglio nel suo cuore e fu scacciato da Dio, diventando il principe di questo mondo, nominato primo re della gerarchia satanica e re assoluto durante la grande tribolazione. Lui tentò Eva nel giardino di Dio ed è chiamato anche il serpente antico.

L’Impero Romano cadde disfatto totalmente, come previsto da Daniele (Dan.8:8,22; 11:4). Pure l’apostolo Giovanni: “E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra si meravigliò dietro alla bestia” (v.3). In modo sorprendente si sta formando nuovamente un Impero, simile in potenza e per estensione a quello Romano, col nuovo nome di Unione Europea. Il mondo si meraviglierà della sua rinascita e della sua autorevolezza per l’intervento ed azione della bestia. Questo uomo, che conquisterà il mondo con la sua influenza, inizialmente pacifica ed in seguito attraverso numerosi stratagemmi, sottometterà tutti. Egli sarà un dittatore assoluto, definito dalle profezie come il devastatore (Is,21:2; 54;16; Dan.9:27). Inizierà a regnare proprio dall’Unione Europea insieme al suo aiutante, l’anticristo e ai suoi dieci re. Si ingrandirà in brevissimo tempo, assoggettando a sé il mondo intero, “Si ingrandì fino a giungere all’esercito del cielo, fece cadere in terra parte dell’esercito e delle stelle e le calpestò” (Dan.8:10: Apoc.12:4). “Si innalzò addirittura fino al capo dell’esercito, gli tolse il sacrificio continuo e il luogo del suo santuario fu abbattuto” (Dan.8:11). Oggi è ancora nascosto, fino al suo ingresso evidente negli ultimi tre anni e mezzo, riconosciuti come grande tribolazione, di cui parla Gesù nel cap.24 di Matteo. Tutti gli renderanno onore e gloria, perchè si proclamerà dio e lo adoreranno come tale.

Gli eventi storici riferiscono che l’impero romano di Occidente fu diviso in quattro parti, proprio come ai quattro venti (nord, sud, est e ovest). Inoltre, dopo il frazionamento, si ebbe una successiva intesa tra politica e religione, tra imperatore e papa per evitare ingerenze reciproche. In seguito il papa assunse il suo potere stabilendosi in Roma. Questo regno sussiste ancora oggi ed è rappresentato da uno dei tre corni che saranno abbattuti all’ingresso dell’uomo con lo spirito del dragone, identificato dal piccolo corno avente “…degli occhi simili ad occhi di uomo e una bocca che proferiva grandi cose” (Dan.7:8). L’uomo, chiamato bestia o uomo spregevole (Dan.11:21), con lo spirito di Satana, avrà dominio totale per 1260 giorni e nessuno lo potrà vincere, perché egli opererà con tutta la sua ferocia. Questo tiranno, si impadronirà con intrighi e stratagemmi del potere, sarà affiancato dall’anticristo, suo sostenitore, per convincere la gente dei suoi piani validi, con segni e prodigi, facendo persino scendere fuoco dal cielo (Apoc.13:13).

Il nuovo Impero sarà così forte, perchè sarà sotto il controllo della bestia, molti diranno: “…chi è simile alla bestia e chi può combattere contro di essa?“.

Il termine bestia gli è stato assegnato da Dio, perché egli avrà tutti gli attributi di una belva feroce, che agisce istintivamente e senza ragione, il dragone (Satana) è rivestito di un corpo umano; la sua identità originaria è l’angelo caduto, il serpente antico, bestemmierà il nome di Dio, il suo tabernacolo e quelli che abitano nei cieli. “Egli non avrà riguardo al Dio dei suoi padri, né al desiderio delle donne; non avrà riguardo ad alcun dio, perchè si magnificherà al di sopra di tutti” (Dan.11:38). Tutti gli uomini della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello, lo adoreranno. Quest’uomo si metterà al posto di Dio, perché personalizzerà colui che, dal momento in cui peccò, ribellandosi a Dio, anelò essere uguale a Dio affermando: “salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo” (Is.14:14). Ha continuato ad aspirare di collocarsi sul trono di Dio, di essere glorificato come l’Eterno, fino a proporre a Gesù Cristo, Figlio di Dio, di adorarlo prostrandosi ai suoi piedi, ma Gesù replicò: “…Vattene Satana, poiché sta scritto: -Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo-” (Mt.4:10).

Nei tre anni e mezzo del regno della bestia, Dio gli attribuirà supremazia su genti e nazioni, eccetto la Chiesa, denominata Sposa, che sarà prima rapita da Gesù nelle nuvole (1Tes.4:17) e il residuo del suo popolo, che verrà portato in salvo, lontano dal serpente (la bestia), nel luogo preparato da Dio (Apoc.12:6). Tutto il resto degli abitanti della terra, compreso il rimanente d’Israele, saranno lasciati sotto il controllo di Satana e come l’esercito dei santi, coloro che riconosceranno il Messia e che daranno la loro vita per la sua testimonianza: “La sua potenza crescerà, ma non per sua propria forza; egli compirà sorprendenti rovine, prospererà e compirà imprese, e distruggerà i potenti e il popolo dei santi” (Dan.8:24,10; Apoc.13:7).

Il tempo della durata della desolazione “…che abbandona il luogo santo e l’esercito ad essere calpestati” (Dan.8:13) è di “…duemilatrecento giorni, poi il santuario sarà purificato” (Dan.8:14).

L’uomo spregevole avrà potere assoluto sia politico che religioso, perché abbatterà le tre grandi religioni monoteiste, identificate nei tre corni divelti davanti al piccolo corno (Dan.7:8) (la fine giungerà per entrambi i devastatori: la bestia e dall’anticristo). il regno sarà breve per loro, tre anni e mezzo, come riportato nella profezia: “quindi il re agirà come vuole, si innalzerà, si magnificherà al di sopra di ogni dio e proferirà cose sorprendenti contro il Dio degli dei; prospererà finché l’indignazione sia completata, perché ciò che è decretato si compirà” (Dan.11:36; Apoc.13:6).

All’inizio egli “…verrà pacificamente, ma s’impadronirà del regno con intrighi” (Dan.11:21), promettendo pace e sicurezza, ma subito dopo “una subitanea rovina cadrà loro addosso, come doglie di parto alla donna incinta e non scamperanno affatto” (1Tes.5:3). La bestia userà astuzia per appropriarsi del comando, sottometterà a sé con inganno tutti gli abitanti della terra che hanno rifiutato di accettare Cristo nella loro vita, nel tempo della Grazia. Il regnante imporrà con forza la legge: “se uno conduce in cattività, andrà in cattività; se uno uccide con la spada, deve essere ucciso con la spada” (Apoc.13:10).

Satana, l’imitatore di Dio, si innalzò un trono (Apoc.2:13) in un regno denominato cristiano, riproducendo una falsa chiesa, fondata sulla dottrina di Baal e inducendo a mangiare cose sacrificate agli idoli ed a fornicare. Ha suscitato finti profeti, cercando di mascherare o minimizzare il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce per i nostri peccati, persuadendo l’umanità che in altri è la salvezza, presentando un sostituto. Lui è bugiardo e omicida, come definito da Gesù “…egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna” (Gv.8:44). Sa fingere, è un ottimo attore, Dio mandò Gesù per la salvezza di tutti quelli che credano in Lui e lo accettino come Signore; così anche Satana cercherà di replicare, facendosi affiancare dall’anticristo, la bestia che sale dalla terra (Apoc.13:11), perché verrà da Gerusalemme, dalla nazione d’Israele come il vero Messia.

La bestia come l’anticristo, suo subordinato, avranno ciascuno un proprio corpo, un’anima ed uno spirito satanico o demoniaco, con la differenza che la bestia imiterà Dio, mentre l’anticristo copierà Gesù, per ingannare il mondo. Gesù fu mandato sulla terra per riconciliare l’uomo a Dio, l’anticristo invece verrà per la distruzione di coloro che non l’hanno accettato, illudendoli con miracoli, segni e prodigi, che egli è il vero messia.

E’ indicato che la bestia “…agirà contro le fortezze più fortificate con l’aiuto di un dio straniero”  (Dan.11:39), dio straniero o anticristo, perché non riconosciuto, perciò estraneo alla verità.
E’ chiamato anticristo, perché emulerà Gesù come messia e profeta.
L’anticristo sarà l’aiuto, il braccio destro della bestia e farà in modo che il mondo intero magnifichi, esalti e persino adori l’uomo spregevole, colui che si metterà al posto di Dio “…per profanare il santuario-fortezza, sopprimeranno il sacrificio continuo e vi collocheranno l’abominazione che causa la desolazione” (Dan.11:31). L’anticristo avrà uno spirito satanico, imiterà Gesù, farà prodigi e miracoli, facendo persino scendere del fuoco dal cielo in presenza degli uomini. Egli costruirà un’immagine dell’uomo politico e gli susciterà uno spirito, al punto tale che l’immagine parlerà. Egli agirà in modo che tutti gli uomini adorino l’immagine della bestia e chi non l’adorerà, sarà ucciso (Apoc.13:13-15). Disporrà anche un marchio che conterrà il nome della bestia o il numero del suo nome e, chi non lo prenderà, non potrà né vendere, né comprare. Il suo numero sarà 666.

Riepilogo.
La bestia (l’uomo spregevole) si metterà al posto di Dio per essere adorato; lui verrà dal mare, cioè dai popoli gentili.

A riguardo: “Il cuore di questi due re sarà rivolto a fare del male; essi proferiranno menzogne seduti alla stessa mensa, ma la cosa non riuscirà perchè la fine verrà malgrado tutto al tempo fissato”  (Dan.11:27). L’anticristo invece è di origine ebrea, come Gesù, perché lo imiterà in tutto, sarà come un agnello, ma parlerà come il dragone, cioè come Satana.

La bestia e l’anticristo opereranno insieme; la bestia come dittatore politico e l’anticristo avrà le caratteristiche di un uomo mite, però parlerà come un dragone. La bestia metterà in atto la sua politica di distruzione.

Il profeta Daniele dichiara il tempo: “Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio continuo e sarà eretta l’abominazione che causa la desolazione, vi saranno 1290 giorni” (Dan.12:11). Il regno della bestia e dell’anticristo è di circa tre anni, sei mesi e quindici giorni, evento riferito anche da Gesù (Mt.24:15); invece il tempo complessivo della durata dell’abbandono da parte di Dio di Gerusalemme (del sacrificio continuo) fino alla purificazione del santuario, sarà di 2300 giorni (Dan.8:14).

Capitolo 14.

Poi vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano 144 mila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti“. Gesù appare sul monte Sion con i redenti scelti tra il popolo israelita, i 144 mila, 12 mila per ogni tribù, che furono segnati sulla fronte all’inizio del suono delle trombe (“…Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e fa’ un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono nel suo mezzo” (Ez.9:4). I 144 mila sono ora con Gesù e godono della sua gloria.

Il verso 4 li identifica: “Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne; sono infatti vergini. Essi sono quelli che seguono l’Agnello, dovunque egli va; essi sono stati riscattati fra gli uomini, per essere primizie a Dio e all’Agnello“. Sono santi, vergini, dato che non si sono contaminati con donne e sono irreprensibili, perché in loro mai è stata trovata menzogna. Loro seguiranno sempre l’Agnello e li troviamo davanti al trono che cantano un inno nuovo, alla presenza dei quattro esseri viventi e degli anziani, però nessuno poteva imparare il cantico se non soltanto loro, i riscattati dalla terra (v.3). I 144 mila saranno preservati dai flagelli imminenti, perché avranno il segno di Dio sulla loro fronte (Ez.9:6; Apoc.7:3).

Tra gli angeli inviati, ne appare uno che volava nel cielo con l’evangelo da annunziare a tutti gli abitanti della terra, senza alcuna distinzione.

L’evangelo dichiara l’inizio della Grazia con la venuta dl Messia. Alla fine, quando questo periodo si chiuderà, l’evangelo sarà stato predicato a tutti. Come risulta dalle profezie, la nuova grande Babilonia avrà preferito però continuare a riverire le creature, commettendo abominazioni davanti a Dio e seducendo il mondo intero con le sue falsità, portandoli ad adorare uomini designati da volontà umana e sotto controllo satanico, come santi.

La grande meretrice di Apoc.17 ha molta attinenza con Iezabel di Apoc.2:20,21, la malvagia moglie di Achab, re d’Israele, profetessa di Baal, che uccise i profeti di Dio e minacciò di morte il profeta Elia, morendo mangiata dai cani (1Re21:23). Oggi, la grande meretrice non si vuole ravvedere, perché vive in grandiose ricchezze, preferendo gli idoli a Dio, ma la sua fine sarà tremenda (vedi cap.17 e 18).

Lo stesso angelo aggiunge a gran voce: “Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque“.

E’ un avvertimento proveniente da Dio, perché Egli non esegue il suo programma senza prima informare i suoi servi, i profeti (Amos 3:7) della decisione incombente.

E’ stato scritto, senza tralasciare niente, quello che avverrà, per informarci, affinché tutti possano allontanarsi e rinunciare al male, per giungere alla verità ed essere salvati, se lo desiderassero veramente, riconoscendo il solo ed unico Dio Creatore. Come Noè, uomo giusto agli occhi di Dio, e come Lot che annunciavano a tutti di ravvedersi dall’iniquità e dai peccati per l’imminenza del diluvio universale e del fuoco su Sodoma e Gomorra, così ora i santi credenti ripetono di ritirarsi dagli idoli e dall’empietà, perciò evita il male per non incorrere nel giudizio. Invano loro predicarono la giustizia, perché nessuno li ascoltò, così perirono tutti.

Adesso tale monito è ancora valido quindi, dalla dimostrazione che queste distruzioni sono “…un esempio per coloro che in avvenire sarebbero vissuti empiamente” (2Ptr.2:6), riflettiamo seriamente su questi fatti e consideriamo attentamente il nostro comportamento per non ripetere quello che fece Iezabel quando fu avvertita “Le ho dato tempo per ravvedersi dalla sua fornicazione, ma lei non si è ravveduta” (Apoc.2:21)e prima che “questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine” (Mt.24:14).

L’angelo indica di rivolgere l’adorazione esclusivamente al Creatore, all’unico Salvatore, “…in spirito e verità” (Gv.4:23,24); segue un altro angelo che rende noto: “E’ caduta, è caduta Babilonia, la grande città che ha dato da bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua fornicazione” (Apoc.14:8), come dello stesso contenuto è il messaggio in “Ed ecco arrivare un carro di uomini e delle coppie di cavalieri. Allora essa riprese a dire: – E’ caduta, è caduta Babilonia! E tutte le immagini scolpite dei suoi déi giacciono a terra frantumate” (Is.21:9).

L’angelo annuncia così la caduta di Babilonia ad opera dei dieci re o dieci corna (capi politici): “E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, di avere un unico pensiero e di dare il loro regno alla bestia, finché siano adempiute le parole di Dio“; (Apoc.17:16,17). Da questo momento in poi, il potere della grande Babilonia, città che ha dominato sovrana sui potenti della terra (Apoc.17:18), passerà alla bestia.

Dio permetterà alla bestia, come già citato, di regnare per tre anni e mezzo ed essere adorato come dio da tutti coloro che non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello. Ricordiamo che l’identità della bestia è l’ex cherubino chiamato Lucifero (figlio dell’aurora), che peccò di orgoglio, desiderando di innalzare il suo trono al di sopra delle stelle di Dio (Is.14:13).

Segue infine un terzo angelo avvertendo cosa sarebbe accaduto a chi avrebbe preso il numero della bestia e l’avrebbe adorata.

Tutti quelli che adoreranno la bestia (il devastatore) o la sua immagine satanica, prenderanno inevitabilmente il suo marchio o il numero del suo nome sulla loro mano o sulla fronte, ossia berranno direttamente dalla coppa dell’ira di Dio e perciò saranno tormentati con fuoco e zolfo per l’eternità (Apoc.19.20). Per loro sarà serbata la stessa sorte della grande Babilonia, come è scritto “berrà anch’egli il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo…e il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli, e non avranno requie né giorno né notte…”  (Apoc.14:10,11).

Il giudizio di condanna eterna cadrà su Babilonia, perché sarà interamente distrutta all’inizio dei 1260 giorni del regno del devastatore “…e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore” (Dan.9:27).

I santi del popolo di Dio (Israeliti), che daranno la loro vita durante la grande tribolazione, saranno beati, come afferma lo Spirito: “…beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; … affinché si riposino dalle loro fatiche, perchè le loro opere li seguono” (v.13) e come Gesù dichiarò a tutti: “…Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se fosse morto, vivrà…” (Gv.11:25). Essi li vediamo “…in piedi sul mare di vetro, quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome. Essi avevano le cetre di Dio e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio…” (Apoc.15:2,3).

Tutti questi formeranno l’esercito delle stelle (i martiri), che cadranno calpestati dall’uomo chiamato bestia, perché non l’adoreranno, “S’ingrandì fino a giungere all’esercito del cielo, fece cadee in terra parte dell’esercito e delle stelle e le calpestò” (Dan.8:10). Essi riconosceranno Gesù Cristo come il vero Messia, quindi saranno chiamati savi: “…cadranno per la spada, il fuoco, l’esilio e il saccheggio” (Dan.11:33). Gli appartenenti al popolo Israelita, conoscendo il loro Dio, mostreranno fermezza, ma cadranno. I martiri della grande tribolazione, ovvero dei tre anni e mezzo del regno del devastatore e dell’anticristo, prenderanno parte alla prima resurrezione (la mietitura): “Beato e santo è colui che ha parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potestà la seconda morte, ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni” (Apoc.20:6).

Nessuno del popolo gentile sarà salvato nel tempo della grande tribolazione come riportato: “In quel tempo sorgerà Mikael, il gran principe, il difensore dei figli del tuo popolo; e ci sarà un tempo di tribolazione come non c’era mai stato da quando esistono le nazioni fino a quel tempo. In quel tempo il tuo popolo sarà salvato, tutti quelli che saranno trovati scritti nel libro” (Dan.12:1).

Il tempo della Grazia per i gentili termina al rapimento della Chiesa (Sposa di Cristo).

Gesù lo attesta nella parabola: “…arrivò lo sposo; le vergini che erano pronte entrarono con lui per le nozze; e la porta fu chiusa. Più tardi giunsero anche le altre vergini, dicendo: -Signore, signore, aprici-. Ma egli, rispondendo, disse:- In verità vi dico che non vi conosco -” (Mt.25:10-12).

Non ci sarà più salvezza per i popoli gentili che rimarranno sulla terra, dopo che la Sposa verrà da Gesù tolta dal mondo, come chiaramente precisato: “Poi presi il mio bastone “Grazia”; e lo spezzai, per annullare il patto che avevo stabilito con tutti i popoli. In quello stesso giorno fu annullato”  (Zac.11:10,11).

I gentili sono indicati dalle Scritture come nazioni o popoli delle isole. Gli appartenenti allo Sposo entreranno e la porta della Grazia sarà chiusa per tutte le nazioni, eccetto Israele.

Dio, in quel tempo, toglierà da Israele la coppa di stordimento e la metterà nelle mani di coloro che hanno afflitto il paese ebraico ordinando: “Siediti a terra, che ti passiamo sopra” (Is.51:22,23).
Infatti, quando il tempo riservato ai Gentili sarà concluso e il patto sarà compiuto, allora Dio aprirà gli occhi al suo popolo e molti riconosceranno il Messia, come descritto “In quel giorno -, dice l’Eterno, – io colpirò di smarrimento tutti i cavalli e di pazzia i loro cavalieri; aprirò i miei occhi sulla casa di Giuda, ma colpirò di cecità tutti i cavalli dei popoli” (Zac.12:4).

Altri versi come Sof.3:12-20; Mich.7:15-20; Amos 9:11-15; Zac.14:9-21 confermano la salvezza per la casa di Israele, del suo residuo e di tutti gli ebrei che sacrificheranno la propria vita per Cristo, durante il regno dell’uomo spregevole nei tre anni e mezzo.
Al termine delle settanta settimane, riservate per Israele, di cui parla il profeta Daniele, sarà disposta la fine del peccato, espiata l’iniquità, verrà una giustizia eterna, sarà sigillata ogni visione e profezia, per ungere il luogo santissimo (Dan.9:24); quindi in Gerusalemme la giustizia spunterà: “…come l’aurora e la sua salvezza come una fiaccola ardente” (Is.62:1) e si dirà: “-Sorgi, risplendi, perchè la tua luce è giunta, e la gloria dell’Eterno si è levata su di te-” (Is.60:1).

Mietitura e vendemmia.

La mietitura è la prima resurrezione dei martiri, la vendemmia è la morte degli empi, di tutti coloro che hanno preso il numero della bestia o il suo marchio.

Il verso 14 espone la prima risurrezione della quale Gesù profetizza in Mt.24:31. La vendemmia è la vendetta che Dio manderà su coloro che avranno adorato la bestia (Is.63:1,6; Gioele 3:12,14; Apoc.19:11). Questi avvenimenti si susseguiranno, all’apparizione di Gesù su di un cavallo bianco insieme alla Sposa (Apoc.19:11,14,16).

La visione della mietitura è riferita all’evento della prima risurrezione, esclusiva per Israele, dove risorgeranno i martiri che sono stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, durante il tempo della tribolazione, insieme ai martiri del tempo della legge, coloro che gridavano a gran voce: “Fino a quando aspetti, o Signore, che sei il Santo e il Verace, a fare giustizia del nostro sangue sopra coloro che abitano sulla terra? –” (Apoc.6:10).
Essi risusciteranno per regnare con Cristo Gesù nel millennio, come precisato: “…costoro tornarono in vita e regneranno con Cristo per mille anni” (Apoc.20:4).

Ricordiamo che i martiri appartenenti al periodo della Grazia, risusciteranno e saranno rapiti nel cielo ad incontrare Gesù con tutta la sua Chiesa. Questo raduno avverrà nelle nuvole e nessun altro lo vedrà, all’infuori della Sposa, che sentirà suonare la tromba di Dio (cfr. 1Tes.4:15,17; 1Cor.15:52).

La vendemmia è riservata a quelli che avranno adorato la bestia o avranno preso il marchio o il numero del suo nome, come Isaia profetizza: “Ho calpestato i popoli nella mia ira, li ho resi ubriachi nel mio furore e ho fatto scorrere il loro sangue sulla terra” (Is.63:6). Loro saranno “pigiati nel tino”, fuori dalla città di Gerusalemme. Su questi ultimi si riverserà l’indignazione di Dio, perché avranno bevuto il calice della sua ira, adorando direttamente satana (la bestia) e, sempre loro, scenderanno in battaglia contro l’Agnello e i suoi redenti, come preavvisato: “radunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat, e là eseguirò il mio giudizio su di loro” (Gioele 3:2).

Gesù, seduto sulla nuvola e con in mano una falce tagliente, inizierà a mietere perché la mèsse sarà allora pronta, come profetizzato:  “Mettete mano alla falce, perché la mèsse è matura. Venite, scendete, perché il torchio è pieno, i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità” (Gioele 3:13). Gesù mieterà e, raccogliendo presso di sé quelli che sono morti per la sua testimonianza, pigerà il tino, ossia ucciderà con la sola spada della sua Parola evidenziato in “…egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente” (Apoc.19:15).

La vendemmia e la mietitura avverranno dopo l’ultimo regno dei tre anni e mezzo. L’uva, che verrà pressata nel tino, rappresenta la guerra di Armagheddon (Apoc.16:16).

Tutte le cose che sono state mostrate all’apostolo in visione, avverranno nello stesso giorno, “Poiché il giorno della vendetta era nel mio cuore e l’anno della mia redenzione è giunto” (Is.63:4).

Il giorno della vendetta è la guerra di Armagheddon, dove avverrà la distruzione di tutti gli empi; l’anno della redenzione è il millennio per coloro che sono scritti nel libro (Dan.12:1). Le similitudini sono comparate con esempi a personaggi di quell’epoca, molti dei quali già deceduti, le parabole e analogie erano date al profeta perché non era dato a tutti di capire, lo stesso avveniva ai tempi di Gesù (Mt.13:11).

Per modello, prendiamo la fine degli empi, paragonata da Dio a grappoli di uva, che sono poi gettati nel tino, dove si pigeranno e da cui uscirà il succo citato al verso 20: “il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì tanto sangue, che giungeva sino alle briglie dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi“.

L’ultima misura si riferisce ad una distanza equivalente a 296 km. Essa è lo spazio coperto dalla moltitudine di cavalli e cavalieri. Tale estensione di territorio si riempirà del sangue degli uccisi che si saranno radunati per combattere contro Gesù e il suo esercito.

Satana, che avrà agito con un corpo di uomo, allora sarà sconfitto insieme a quelli che avrà sedotto: “Tu cadrai sui monti d’Israele, tu e tutte le tue schiere, e i popoli che sono con te; ti darò in pasto agli uccelli rapaci, agli uccelli d’ogni specie e alle bestie dei campi. Cadrai in aperta campagna…” (Ez.39:4,5; Apoc.19:17,28).

Isaia riporta: “Il tino l’ho pigiato da solo e dei popoli nessuno è stato con me. Li ho pigiati nella mia ira e li ho calpestati nel mio furore. Il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti e ho macchiato tutti i miei abiti” (Is.63:3), come sostiene Gesù (Apoc.19:21). Egli li ucciderà senza bisogno di alcun aiuto, perché ordinerà che si uccidano con la spada, come rivelato: “…io farò venire contro di te le più terribili nazioni; essi sguaineranno le loro spade contro lo splendore della tua sapienza e contamineranno la tua bellezza” (Ez.28:7). Questo verso si riferisce a colui che si ribellò, desiderando mettersi al posto di Dio, possibilità che gli sarà concessa solo per tre anni e mezzo, poi sarà ucciso, non certo lo spirito, ma l’uomo perché è scritto: “Continuerai tu a dire: – Io sono un dio -, davanti a chi ti ucciderà? Ma sarai un uomo e non un dio nelle mani di chi ti trafiggerà” (Ez.28:9). Lo spirito, Satana, sarà legato e gettato nell’abisso dove resterà per mille anni, poi sarà sciolto per un breve periodo.

La sesta coppa, che verrà versata sul fiume Eufrate, avrà l’effetto di prosciugare l’acqua del fiume per preparare la via a tutti quelli che si recheranno dall’oriente alla guerra contro Gesù, il RE dei RE. “E vidi la bestia e i re della terra coi loro eserciti radunati per far guerra contro colui che cavalcava il cavallo e contro il suo esercito” (Apoc.19:19).

Gesù profetizza dicendo: “Ora, subito dopo l’afflizione (la tribolazione) di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria” (Mt.24:29,30).

Tre sono gli avvenimenti importanti in rapida sequenza di questo periodo:
1) gli effetti causati dall’apertura del sesto sigillo che avverrà nel “…gran giorno della sua ira”  (Apoc.6:17), al termine della grande tribolazione; 2) La mietitura, che rappresenta la prima risurrezione, sarà riservata a tutti i martiri Israeliti; 3) la vendemmia, con l’apparizione di Gesù sopra un cavallo bianco insieme a tutto il suo esercito (la Sposa o Chiesa), individuato inconfondibilmente dalla scritta sulla sua veste e sulla sua coscia dal nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI. il suo vestito sarà intriso di sangue (Apoc.19:13,16) perché “…li ho calpestati nel mio furore. Il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti e ho macchiato tutti i miei abiti… e ho fatto scorrere il loro sangue sulla terra” (Is.63:3,6; Apoc.14:20).

La mietitura (Apoc.14:15) è la prima resurrezione; essa avverrà con un ordine dal tempio, quando “egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra” (Mt.24:31). Loro saranno tutti i martiri. Da notare che la loro raccolta è fatta da una estremità del cieli all’altra, perché le loro anime sono già nei cieli, aspettando solo la resurrezione. Tutti i martiri del vecchio patto, sotto la legge, (Apoc.6:10) insieme ai loro confratelli morti nella grande tribolazione (Dan.11:35) risusciteranno nella prima resurrezione, appartenenti esclusivamente alla casa di Israele. Essi abiteranno con Cristo e alla sua Sposa per mille anni. (Dan.11:35).

Molti pensano che il tempo della fine sia ancora lontano, ma non è così, perché Gesù è alla porta (Apoc.3:20) e sta aspettando che l’ultimo uomo, desideroso di giustizia, si converta per poi chiudere la porta per sempre a coloro che hanno rifiutato Cristo, il Salvatore. “Poiché il giorno è vicino, è vicino il giorno dell’Eterno; sarà un giorno di nuvole, il tempo delle nazioni” (Ez.30:3).

Gesù apparirà nelle nuvole e tutti lo vedranno (Apoc.1:7; Mt.24:30; Zac.12:10) per affrontare in battaglia la bestia e il falso profeta con tutto il loro esercito. Gesù li vincerà uccidendoli con la spada della sua Parola, perché non hanno ascoltato la Parola di Grazia (Gv.11:25,26), che sicuramente gli è stata offerta, ma loro hanno preferito la bugia alla verità. Essi perciò moriranno uccisi per la spada della Parola di Dio, che Gesù pronuncerà: “Io chiamerò contro di lui la spada su tutti i miei monti, -dice il Signore, l’Eterno; -la spada di ognuno si volgerà contro il proprio fratello” (Ez.38:21; Zac.14:13).

Anche tu non essere scettico come quelli che non hanno creduto o non avranno speranza in colui che solo può salvare, morendo senza ravvedersi. Essi, gli increduli come gli idolatri ed i malvagi, risusciteranno nell’ultima resurrezione per essere giudicati secondo le proprie opere e gettati nella geenna del fuoco eterno, non avendo trovato scritto i loro nomi nel libro della vita. (Apoc.20:15). Stessa sorte destinata a coloro che, al rapimento della Chiesa, non sentiranno il suono della tromba, restando qui sulla terra (1Cor.15:52), per aver seguito i desideri della carne e non aver dato il proprio cuore a Cristo.

(continua)