Capitolo 19.

Dio compirà tutto quello che è scritto nelle Sacre Scritture, ”Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto” (Mt.5:18). In particolare, anche quando Babilonia sarà distrutta per sempre dai dieci re (dieci corna, Ap.17:12,13) all’inizio del regno satanico, il luogo della sua sede e i suoi palazzi diventeranno una dimora di sciacalli e di cani selvatici (Is.13:22; 34:13).

Nel cielo tutti gioiranno per la sua condanna, perché ha sedotto il mondo con le sue idolatrie (prostituzioni). I santi di Dio esclameranno gioendo: “Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; perché veri e giusti sono i suoi giudizi, egli ha condannato la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua prostituzione, vendicando su di lei il sangue dei suoi servi!… Il suo fumo sale nei secoli dei secoli” (v.1-3).  Babilonia riceverà la retribuzione di tutte le sue opere.

Insieme ai quattro esseri viventi (i cherubini) e ai ventiquattro anziani, tutti adoreranno Dio, prostrandosi davanti al suo trono e dal trono si leverà una voce (Gesù): “Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi!” (v.5). Così avverrà che l’immensa folla griderà di gioia: -Alleluia-.

Alla fine dell’ultimo regno, nel periodo della grande tribolazione, ci sarà un piccolo intervallo di tempo, quando gli spiriti satanici usciranno “…dalla bocca del dragone, dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane” (Ap.16:13). Essi andranno a radunare tutte le nazioni e “tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio Onnipotente” (v.14). Mentre gli spiriti satanici sedurranno il mondo, nei cieli ci saranno le nozze dell’Agnello (Gesù) con la sua sposa.  Infatti, la sua sposa (la Chiesa) si è preparata e le sarà dato da indossare il vestito di lino finissimo, puro e risplendente, “…poiché il lino finissimo sono le opere giuste dei santi“(Ap.19:7).

Questa è la festa di tutti coloro che avranno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello (Ap.12:11) e, come il Signore, essi hanno vinto, come confermato dalle parole conclusive di ogni messaggio nelle sette lettere indirizzate alle chiese con “A chi vince io darò…”.

Arriverà il tempo che la Chiesa fedele, santa, irreprensibile e senza macchia (Ef.5:27) riceverà il suo premio, perciò “Rallegriamoci, giubiliamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua sposa si è preparata” (v.7). La sposa regnerà con il suo Sposo; i fedeli vittoriosi parteciperanno alle nozze dell’Agnello, riceveranno la corona di gloria e saranno beati, perché resteranno con il Signore per l’eternità.

L’apostolo e profeta Giovanni voleva adorare chi gli annunciò le nozze della sposa con l’Agnello, ma egli gli disse: “Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare”.

La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia (v.9,10).

Una cosa molto importante, tanti si chiedono: chi si deve adorare? Certamente Dio!

Noi tutti, fedeli ed eletti (Ap.17:14), siamo servi di Dio e custodi della testimonianza di Gesù, nostro Signore. Siamo anche servi l’uno dell’altro, perché abbiamo accettato tutti la testimonianza di Gesù, data tramite lo Spirito di profezia.

“Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava -Fedele- e -Verace-: egli giudica e combatte con giustizia” (v.11).

Avverrà la grande guerra in Armagheddon e Gesù, insieme al suo esercito (la sposa), combatterà.  Il Fedele e Verace apparirà nel cielo per giudicare e guerreggiare con giustizia (At.17:31) su tutti gli empi della terra, che sono stati sedotti dalla bestia (l’uomo con lo spirito di Satana o dragone) e dal falso profeta. In analogia, Gesù  apparirà con la veste intrisa del sangue degli empi, che saranno uccisi con la Sua spada a doppio taglio  (Is.63:1-6; Ap.1:16).

Attenzione, la spada non è simbolica (Ez.38:21; Zac.14:13; Aggeo 2:22), ma sarà proprio con quest’arma, che dovranno morire, perché il loro sangue dovrà scorrere per 1600 stadi sulla terra (Ap.14:20; Is.63:3). Sarà una morte atroce per chi avrà seguito ed adorato la bestia. A riguardo, il profeta Gioele invita a fabbricare spade e lance dagli strumenti di lavoro: “Proclamate questo fra le nazioni: -Preparate la guerra, fate risvegliare gli uomini valorosi, si avvicinino, salgano tutti gli uomini di guerra! Forgiate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre falci. Il debole dica: -Sono forte!” (Gioele 3:9-11).

Infatti, è attestato che Gesù “…il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia… era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama – La Parola di Dio – e gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro“(v.11-14). Gli eserciti, che seguiranno Gesù, anche loro sopra dei cavalli bianchi (riceveranno vittoria, Sal.149:6-9) sono “…la sposa, la moglie dell’Agnello” (Ap.21:9).

La Chiesa è chiamata moglie, perché le nozze con l’Agnello (Gesù) sono già avvenute. Essa è identificata dalle vesti ricevute alle nozze, come indicato: “Le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi” (v.8).

Tutti gli empi moriranno con la spada, al soffio della bocca di Gesù (2Tes.2:8), vale a dire che quando Gesù dirà una Parola, allora “...vi sarà in mezzo a loro una grande confusione; ognuno di loro afferrerà la mano del suo vicino e alzerà la sua mano contro la mano del suo vicino” (Zac.14:13).  Così tutti i malvagi si uccideranno a vicenda (Aggeo 2:22; Ez.38:21). La spada che Gesù ha nella sua bocca è la Parola di Dio.

Il profeta Isaia rivela l’ultimo giorno della vita degli empi: “Li ho pigiati con sdegno, li ho calpestati con ira. Il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti e mi sono macchiato tutti gli abiti” (Is.63:3). Tutto avverrà per la potenza dello Spirito di Dio  (Zac.4:6). La sposa, ovvero l’esercito celeste, seguirà Gesù sopra dei cavalli che, in analogia, indicano la vittoria. A tale proposito, il salmista rivela che “Abbiano nella loro bocca le lodi di Dio e nella loro mano una spada a due tagli” (Sal.149:6).

Tutto l’avvenimento finale è stato rivelato da più profeti, ma il profeta Giovanni ha visto, in dettaglio, la morte degli empi: “Vidi poi un angelo, ritto sul sole, che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: -Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi-“ (Ap.19:1718;  Ez.29:5; 32:4;  Sof.1:3; Gioele 3).

Nella guerra di Armagheddon o nella Valle di Giosafat (Ap.16:16; Gioele 3:10-14), terminerà la vita di tutti gli empi, compreso i loro seduttori, come confermato: “E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a colui che era sul cavallo e al suo esercito. Ma la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che aveva fatto segni miracolosi davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Tutti e due furono gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (v.19,20).

Tutti gli eserciti, provenienti dai quattro angoli della terra, saranno uccisi dalla spada a due tagli (la Parola di Dio), che Gesù ha nella sua bocca e gli uccelli del cielo si sazieranno delle loro carni.

La bestia che salirà dal mare, cioè dai popoli e nazioni (Ap.17:15), sarà l’uomo che riceverà dal dragone (Satana), regno, potenza e autorità (Ap.13:2) e, insieme al suo collaboratore, il falso profeta, saranno gettati vivi nello stagno di fuoco e zolfo. Vivi, vuol dire che non aspetteranno i mille anni per essere giudicati, ma subito dopo la morte fisica, saranno gettati nello stagno di fuoco e zolfo, dove li raggiungerà, dopo i mille anni, anche Satana, il grande dragone (Ap.20:10).

 

Capitolo 20.

Gesù ha vinto Satana, come lo attestò: “io ho vinto il mondo” (Gv.16:33).

L’apostolo e profeta Giovanni vide Gesù, come un angelo, scendere dal cielo con la chiave dell’abisso e una catena nella sua mano: “Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni” (v.2).

Gesù annunciò il giorno, quando “avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo” (Gv.12:31).

Nessun angelo o cherubino è più forte di Satana, perciò nessuno può vincerlo, tranne Gesù, che lo ha vinto (Gv.16:33), perché Dio lo ha sovranamente innalzato (Ef.2:9) e lo ha posto “al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura” (Ef.1:21).

“…il principe dei demoni” (Mt.12:24) sarà gettato da Gesù nell’abisso, dove resterà per mille anni e quindi non potrà più sedurre tutte le nazioni. Alla fine del millennio sarà di nuovo sciolto per un breve tempo (20:7).

In quel tempo accadrà quello che Gesù disse ai suoi discepoli: “affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno e sediate su troni per giudicare le dodici tribù d’Israele” (Lc.22:30), ovvero quando il tempo si compirà “Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare” (v.4).

Nello stesso giorno, Dio distruggerà col fuoco i cieli e la terra attuali, dove Dio pose la maledizione per il peccato di Adamo (Gen.3:17). L’apostolo descrive che “in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate” (2Ptr.3:10; Ap.6:12-15). Allora Dio farà nuovi cieli e nuova terra (Is.65:17; 66:22) e avverrà la prima risurrezione (20:6), quando “egli (Gesù) manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra” (Mt.24:31).

Risusciteranno tutti i martiri, dal giusto Abele al profeta Zaccaria (Lc.11:51; Ap.6:9:11). Ad essi si aggiungeranno i martiri della grande tribolazione, appartenenti a tutte le tribù d’Israele, che riconosceranno e testimonieranno che Gesù è il Figlio di Dio (Ap.7:10), che i loro padri rifiutarono (Gv.1:11). L’apostolo vide tutti i martiri, quelli che aveva visto prima sotto l’altare (Ap.6:9-11), morti per la testimonianza, che avevano dato di Dio e di Cristo e gli altri che “non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” (v.4).

Attenzione, perché risorgeranno solo i martiri da Abele a Zaccaria, insieme a quelli della grande tribolazione, perché loro riconosceranno il Cristo, rinnegato dai loro padri “e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno” (At.10:39).

Quella dei soli martiri sarà la prima risurrezione. Essi saranno beati e santi e non saranno giudicati, perché su di loro non ha podestà la morte seconda (Ap.2:11) e saranno “sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni” (v.6).

Al termine dei mille anni, Satana sarà sciolto e liberato dal suo carcere, perciò andrà per tutte le nazioni del mondo, per sedurne gli abitanti e portarli alla guerra contro Israele. La guerra è indicata in analogia con il nome di Gog-Magog. Satana sedurrà tutti gli abitanti dei quattro punti della terra, il loro numero sarà come la sabbia del mare.

Gog è il nome, in similitudine, di Satana, mentre con il nome di Magog sono indicati tutti i popoli dell’universo, che guidati dal demone, andranno in Israele “e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta” (v.9), vale a dire che sarà assediata la Gerusalemme terrena (accampamento dei santi) e la Gerusalemme celeste (la città diletta).

“Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò”.  Finirà l’esistenza del grande demone seduttore e sarà gettato eternamente nello stagno di fuoco e zolfo, dove durante la guerra di Armagheddon furono gettati “anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli” (v.10).

Attenzione, perché terminerà la vita terrena di ogni uomo e allora ci sarà il giudizio di Dio per tutti gli esseri umani, da Adamo all’ultimo uomo. Tutti saranno giudicati, eccetto la Chiesa o sposa di Cristo e i martiri, da Abele a quelli della grande tribolazione.

I martiri del periodo della Grazia risusciteranno insieme alla chiesa di Cristo, quando Gesù aprirà il primo sigillo (Ap.6:1,2).

Ecco la visione del profeta del grande giudizio di Dio.

“Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé” (v.11).

Facciamo attenzione, dalla presenza di Dio, il cielo e la terra scompariranno senza lasciare traccia. Non ci sarà più cielo e né terra, perché Dio metterà fine a questa generazione umana, iniziata con la creazione del mondo e dell’uomo (Gen. Cap.1 e 2).

“Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere” (v.12).

Saranno aperti più libri, ma uno solo è quello della vita, cioè dei giusti.  Tutti, sia il mare, inferi o Ades e morte restituiranno i morti, che avranno custodito “e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere” (v.13).

“Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco” (v.14,15).