Capitolo 1.

Il profeta rivela maggiormente i quattro grandi eventi d’Israele: la devastazione subita nel 70 d.C.; gli avvenimenti degli ultimi sette anni (ultima settimana delle settanta Dan.9:24-25); il grande giorno dell’ira di Dio (guerra di Armagheddon), dove saranno sterminati tutti gli empi della terra, al termine del regno satanico, periodo detto anche della grande tribolazione (Dan.12:1) e infine il riordinamento del popolo di Dio con l’inizio del millennio.

Nella profezia sono indicati due massacri in Israele: il primo è già avvenuto con la Diaspora nel 70 d.C. e il secondo avverrà nel gran giorno dell’ira dell’Eterno.

In dettaglio Gioele così profetizzò le due grandi calamità di Israele, di cui: la prima è riferita all’invasione di Gerusalemme, quando avvenne la devastazione del Tempio di Dio nel 70 d.C. per opera dell’imperatore romano Tito; la seconda avverrà al termine del regno di 1260 giorni della bestia (l’uomo con lo spirito di Satana), con lo sterminio di tutte le nazioni della terra nella guerra di Armagheddon, detta anche la battaglia della Valle di Giosafat o del Massacro; “Perciò ecco, vengono i giorni-, dice l’Eterno, -nei quali non si chiamerà più “Tofeth” né “la Valle del figlio di Hinnom”, ma “la Valle del massacro” e si seppelliranno i morti in Tofeth, finché non ci sarà più spazio” (Ger.7:32).  .

Ezechiele profetizzò della grande strage, verificatasi a circa settanta anni dalla nascita del Messia, il Cristo, che Israele aspettava, ma che non volle riconoscere (Gv.1:11): “…Voi disprezzate lo scettro di mio figlio come se fosse un qualsiasi legno” (Ez.21:15, vers.Diodati) e “Così manderò contro di voi la fame e belve malefiche che ti priveranno di figli. Peste e massacro passeranno in mezzo a te e farò venire su di te la spada. Io, l’Eterno, ho parlato” (Ez.5:17).

Il Tempio di Dio, abbattuto dai romani, fu quello ricostruito dopo la cattività babilonese, dove Gesù rovesciò le tavole dei cambiamonete e dei venditori di colombi (Mt.21:12,13), dove molte volte Egli insegnò e sul quale predisse la sua rovina: “Non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata“ (Mt.24:2).

Dio fece venire la distruzione in Israele, perché il popolo aveva disubbidito all’Eterno e aveva rigettato la Grazia offerta dal suo Figlio Gesù. I Giudei si opposero alla Sua Parola e così fecero con gli apostoli di Gesù, fino a quando in Israele fu salvato solo un residuo, quelli che credettero. Tutti gli altri, Giudei increduli, sono paragonati a dei costruttori che scartano la testata d’angolo o Pietra fondamentale e basilare dell’edificio, così Gesù stesso, come pietra vivente (1Ptr.2:4), diventò la roccia d’intoppo su cui caddero rovinosamente (Mt.21:42). Infatti, essi, alla richiesta di Pilato di liberare Gesù, replicarono: ”Sia il suo sangue sopra di noi e sopra i nostri figli!” (Mt.27:25), così come affermarono, fu fatto, perché Dio li scacciò dalla terra che aveva dato ai loro padri, mandandoli in cattività tra tutte le nazioni della terra e sguainando dietro di loro la spada (Ez.5:12).

Il re Davide profetizzò a tal scopo: “La loro mensa diventi per loro un laccio, una trappola, un intoppo e una retribuzione” (Rom.11:9), “E chi cadrà su questa pietra sarà frantumato; ma colui sul quale essa cadrà, lo stritolerà” (Mt.21:44).

L’apostolo Paolo dichiarò ai Giudei, che lo accusavano, la profezia di Isaia, che si era avverata: ”…Va’ da questo popolo e digli: Voi udrete ma non comprenderete; guarderete ma non vedrete; infatti il cuore di questo popolo si è indurito, e sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non comprendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca” (Atti 28:26,27). Dio avvertì il popolo tramite Mosè, dicendo: “…vi disperderò fra le nazioni e trarrò fuori la spada contro di voi; il vostro paese sarà desolato e le vostre città saranno deserte” (Lev.26:33). Tutti i profeti avevano rivelato al popolo Ebreo ciò che Dio avrebbe fatto se non si fosse ravveduto. Essi purtroppo non vollero ascoltare i ripetuti avvertimenti dei profeti e nemmeno gli insegnamenti del Figlio di Dio, condannandolo a morte sulla croce.

“Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste, appendendolo al legno. (Atti 5:30), “E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno” (Atti 10:39).

Il popolo di Dio arrivò al colmo della disubbidienza, perciò si avverarono tutte le profezie al riguardo: “Ho abbandonato la mia casa, ho rigettato la mia eredità; ho dato ciò che ama l’anima mia nelle mani dei suoi nemici” (Ger.12:7).

Dio aveva già punito il suo popolo con la cattività: Israele fu esiliato in Siria e Giuda condotto in Babilonia. Dio usò misericordia, quando nell’angoscia essi gridarono all’Eterno, riconoscendo il loro peccato, così l’Eterno li fece ritornare nel loro paese.

Passarono altre quattordici generazioni dalla cattività babilonese, però il popolo ebreo non si ravvide dal peccato, perché alla venuta del Messia, il Cristo di Dio, lo rinnegò come Salvatore, mettendolo a morte, perciò si avverò la profezia. Esso fu abbandonato da Dio per un lunghissimo tempo: sessantadue settimane, circa 1878 anni senza Dio, come il profeta Geremia dichiarò: “Su tutte le alture del deserto sono giunti i devastatori, perché la spada dell’Eterno divora il paese da un’estremità all’altra; nessuna carne ha pace” (Ger.12:12) e “Sono ritornati alle iniquità dei loro padri antichi, i quali rifiutarono di ascoltare le mie parole, e sono anch’essi andati dietro ad altri dèi, per servirli; la casa d’Israele e la casa di Giuda hanno rotto il patto che io avevo fatto con i loro padri” (Ger.11:10).

Da premettere che il grande sterminio degli ebrei per mano del dittatore tedesco, Dio lo aveva fatto sapere tramite i suoi servi, i profeti. A tal proposito, Isaia profetizza: “Poiché anche se il tuo popolo, o Israele, fosse come la sabbia del mare, solo un suo residuo tornerà; lo sterminio decretato farà traboccare la giustizia(Is.10:22). Notiamo proprio nella profezia un cenno allo sterminio del popolo ebreo decretato da Hitler. Solo quindi un residuo del suo popolo fu destinato a rientrare nella loro terra; per gli altri ci fu una morte veramente orrenda e spregevole, perché Dio li diede nelle mani di coloro che li odiavano.

Terminati gli anni d’esilio, nel 1948, le sessantadue settimane annunciate dal profeta Daniele (Dan.9:25), solo un residuo ritornò allora in Gerusalemme, perché Dio mise nel cuore dei potenti (ONU) di istituire il nuovo stato di Israele, “Perciò di’: Così dice il Signore, l’Eterno: Vi raccoglierò fra i popoli, vi radunerò dai paesi in cui siete stati dispersi e vi darò la terra d’Israele” (Ez.11:17).

Per Israele ci sarà ancora devastazione negli ultimi sette anni, prima del millennio. Nei primi 1260 giorni, ossia nella prima metà e prima della grande tribolazione, in Israele avverranno molti fatti importanti: saranno liberati dall’abisso gli spiriti satanici, che tormenteranno gli uomini per cinque mesi, eccetto quelli che avranno ricevuto il sigillo di Dio sulla loro fronte (Apoc.9:4). Tutti i profeti di Dio, annunciarono al popolo il giorno dell’ira dell’Eterno, della guerra di Armagheddon (Apoc.16:16): “Ahimè, per quel giorno! Poiché il giorno dell’Eterno è vicino; si, verrà come una devastazione dall’Onnipotente” (Gioele 1:15; Is.13:6). Terminerà quindi l’ultima settimana delle settanta di Israele, quando cesserà ogni iniquità, ci sarà l’unzione del luogo santissimo e si compiranno visioni e profezie, in preparazione del millennio.

Questa epoca terminerà con la distruzione dell’empio nella valle del massacro. Gli ultimi sette anni inizieranno con una guerra promossa e vinta dal re del nord (vedi Dan.11:14,18) contro il sud, compreso Israele. Poi il vincitore stipulerà anche un patto di pace con Israele e con altre nazioni del sud ma questo accordo sarà infranto a metà periodo, quando sorgerà il regno della bestia (Satana, Apoc.13).

Nei primi 1260 giorni dell’ultima settimana avranno luogo i tre guai per opera degli spiriti satanici, liberati dall’abisso. Molte piaghe saranno mandate su Israele negli ultimi sette anni, come il profeta Geremia rivela: “Poiché ecco, io incomincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome, e rimarreste voi completamente impuniti? No, non rimarrete impuniti, perché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra- dice l’Eterno degli eserciti” (Ger.25:29).

Per la grande malvagità del suo popolo, Dio ha riservato per Israele tre grandi piaghe, di cui profetizza Gioele. Egli descrive l’avvenimento in modo dettagliato, avvertendo il popolo che mai prima di quel giorno, nemmeno quando subì la devastazione della loro Terra nel 70 d.C., non si vide una tale distruzione su tutto Israele. Allora il loro raccolto svanì mangiato dal bruco e dalla locusta, perché furono costretti a fuggire lontani e che da quel giorno Israele cessò di esistere, perché stranieri si impossessarono della loro terra, che Dio diede in eredità al suo popolo. “Destatevi, ubriachi, e piangete; gemete voi tutti, bevitori di vino per il mosto che vi è stato tolto di bocca. Poiché una nazione forte e senza numero è salita contro il mio paese. I suoi denti sono denti di leone, e ha zanne di leonessa” (v.5,6). Dio quindi tolse loro il sostentamento, le case che avevano costruito e, il Tempio di Dio, nel quale loro confidavano, divenne una rovina: “Il nostro santo e magnifico tempio, dove i nostri padri ti celebrarono, è divenuto preda del fuoco e tutte le nostre cose più care sono state devastate” (Is.64:11; Ger.7:14; 26:6,18).  Anche Gioele per questo profetizza: “Non è forse il cibo tolto via davanti ai nostri occhi, e la gioia e l’allegrezza dalla casa del nostro Dio? I semi inaridiscono sotto le zolle, i magazzini sono ridotti a una desolazione, i granai cadono in rovina, perché il grano è seccato. Come geme il bestiame! Le mandrie di bovini si aggirano senza meta, perché non c’è pascolo per loro; soffrono perfino le greggi di pecore” (v.16-18).

Capitolo 2.

Il profeta Gioele predice l’arrivo del re del nord, che avanzerà con la devastazione in suo potere, invadendo e distruggendo tutte le nazioni del sud, compreso Israele (Dan.11,14,18), perché nessuno potrà resistergli. Egli si stabilirà nel glorioso paese (Gerusalemme).

Questi avvenimenti accadranno all’inizio degli ultimi sette anni, che saranno contraddistinti da tragedie. Tre grandi avversità colpiranno Israele: la vittoria del re del nord nelle guerre contro tutti i regni del sud per i primi 1260 giorni; il dominio del regno satanico per gli altri 1260 giorni e la battaglia di Armagheddon, allo scadere del tempo, dove tutti: l’uomo che avrà lo spirito di Satana (la bestia che sale dal mare), insieme all’anticristo o falso profeta (l’uomo che sale dalla terra, riferita ad Israele), con tutti quelli che avranno sedotto, moriranno nella Valle di Giosafat.

Dio allora farà nuovi cieli e nuova terra e darà inizio al millennio di pace e sicurezza, con Satana che, per tutto il millennio, sarà legato e gettato nell’abisso (Apoc.20:1).

Che cosa avverrà al termine del regno satanico?

Quando il regno satanico di 1260 giorni sarà concluso, si terrà la grande guerra contro l’Agnello, “Essi combatteranno contro l‘Agnello e l‘Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e coloro che sono con lui sono chiamati, eletti e fedeli” (Apoc.17:14). Questa battaglia sarà chiamata di Armagheddon, dove la bestia, l’uomo che possiederà lo spirito Satana, insieme all’anticristo saranno gettati vivi direttamente nello stagno di fuoco, che arde con zolfo, mentre lo spirito di Satana, come già precisato, sarà legato e gettato nell’abisso (Apoc.20). Dopo il millennio, esso sarà sciolto e liberato per un breve tempo, per ricongiungersi poi con la bestia e il falso profeta o anticristo nello stesso stagno di fuoco, che arde con zolfo per l’eternità.

La profezia di Gioele si riferisce ad Israele, dove ci saranno grandi tormenti, non solo per le battaglie, ma per tutti gli squilli di tromba, che gli angeli suoneranno.

Grandi flagelli si riverseranno sugli uomini, su parte dei pesci del mare e su parte degli alberi e di ogni erba delle campagne, su parte delle acque dei fiumi, con l’oscuramento parziale degli astri (vedi Apoc. cap.8 e 9).

Solo quelli che avranno il sigillo di Dio sulla loro fronte non saranno toccati da questi flagelli ed afflizioni, come non vi sono mai stati prima, nemmeno ai tempi della diaspora, iniziata nel 70 d.C. Per tutti gli altri invece ci sarà un’angoscia mortale per cinque mesi, seguita dall’uccisione della terza parte degli uomini.

Sorgerà poi il regno di Satana, periodo detto anche della grande tribolazione, al cui termine ci sarà la guerra di Armagheddon o della valle di Giosafat.

Con essa terminerà così la vita dell’empio sulla terra ed inizierà quindi il millennio di pace.

Il profeta Gioele rivela ciò che accadrà nel giorno dell’ira dell’Onnipotente, alla guerra di Armagheddon, dove l’empio sarà annientato insieme a tutti i sedotti. A tal proposito Isaia profetizza: “In quel giorno, dice il Signor degli eserciti, sarà tolto il chiodo, il quale era stato fitto in luogo fermo; e sarà riciso, e caderà; e il carico che riposava sopra esso andrà in ruina; perciocchè il Signore ha parlato” (Is.22:25, vers. Diodati).

La profezia è in similitudine e il chiodo rappresenta il figlio della perdizione, la prima bestia che salirà dal mare (Apoc.13:10). Satana con un corpo d’uomo, insieme al suo aiutante, l’anticristo o la seconda bestia che salirà dalla terra, riferita alla terra santa (Apoc.13:11-18) e con tutti i sedotti che si sono compiaciuti della sua menzogna, il carico che riposava su di lui, combatteranno contro l’Agnello (Apoc.16:16), Gesù Cristo, il Vincitore e moriranno. Infatti, al comando di Gesù, scenderà su di loro una grande confusione, che si uccideranno l’un l’altro con la propria spada (Ez.38:21; Zac.14:13; Aggeo 2:22).

In definitiva, nei primi 1260 giorni dei sette anni, in Israele saranno versate dagli angeli le piaghe delle trombe, i cui ultimi tre suoni conterranno: “Guai, guai, guai a coloro che abitano sulla terra , a causa degli altri suoni di tromba che i tre angeli stanno per suonare” (Apoc.8:13) ed il quinto angelo “…aprì il pozzo dell’abisso e dal pozzo salì un fumo simile al fumo di una grande fornace; e il sole e l’aria si oscurarono per il fumo del pozzo” (Apoc.9:2).

Gioele rivela i segni dei guai: “Suonate la tromba in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno dell’Eterno viene, perché è vicino, giorno di tenebre e di densa oscurità, giorno di nubi e di caligine. Come l’alba si estende sui monti, viene un popolo numeroso e potente, simile al quale non ci fu mai alcuno prima, né mai più ce ne sarà, per gli anni di tutte le generazioni. Davanti a lui un fuoco divora e dietro a lui brucia una fiamma. Davanti a lui il paese è come il giardino dell’Eden; e dietro a lui è un deserto desolato; sì, nulla gli sfugge” (v.1-3).

Tutti questi segni saranno dovuti all’azione di spiriti satanici, che avranno come loro capo l’angelo dell’abisso (Abaddon o Apollion), che sono stati preparati e saranno liberati in quel momento per correre come veloci cavalieri e saltare dalle cime dei monti. Gli spiriti satanici saranno moltissimi, come un popolo pronto alla battaglia: “Scorazzano per la città, corrono sulle mura, salgono sulle case, entrano dalle finestre come un ladro. Davanti a loro trema la terra, i cieli tremano, il sole e la luna si oscurano e le stelle ritirano il loro splendore” (v.9,10).

Come già accennato, al suono della sesta tromba o al secondo guaio, Dio ha preparato gli strumenti della sua ira: molti spiriti, che “…sulle loro teste avevano come delle corone d’oro, e le loro facce erano come facce d’uomini” (Apoc.9.7) e che “Corrono come uomini valorosi, salgono sulle mura come uomini di guerra; ognuno procede per la sua strada senza deviare dal suo cammino. Nessuno spinge il suo vicino, ognuno procede per il suo sentiero; si slanciano in mezzo ai dardi, ma non sono feriti” (v.7,8) dovranno solo tormentare, ma non uccidere, gli uomini per cinque mesi. Essi saranno perseguitati quindi da demoni, comandati direttamente da Satana, che opererà ancora in spirito, a tal punto che essi desidereranno di morire e cercheranno la morte, ma non la troveranno. Il male sarà come se fossero colpiti dalla spada, senza però essere feriti ed essi avranno un forte dolore come la puntura di uno scorpione. Saranno preservati da ogni male solo quelli che avranno il segno di Dio sulla loro fronte, ovvero i 144 mila, dodicimila per ogni tribù (Apoc.7:1,8).

Ancora durante i primi 1260 giorni, Dio manderà due testimoni, chiamati i due ulivi o candelabri (Apoc.11:3,4), per Israele, affinché si adempia la Parola: “…chiunque invocherà il nome dell’Eterno sarà salvato” (v.32) e “Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c’è chi predichi? (Rom.10:14). Infatti, Dio manderà in Israele i due testimoni che annunceranno gli avvenimenti che accadranno e la pace che è riservata solo per chi crede e si converte, riconoscendo che Gesù è il loro Salvatore. Essi entreranno nel millennio e saranno, in altre parole, quelli che Dio ha preparato, scegliendoli per farli vivere nella nuova Gerusalemme.

I due Ulivi o Testimoni (Apoc.11:3-4) profetizzeranno per 1260 giorni fino a quando inizierà a regnare la bestia. Il dragone (Satana) prenderà forma umana ovvero darà tutto il suo potere ad un uomo, chiamato bestia, perché agirà con grande violenza contro tutti quelli che non riconoscerà, ma a chi vorrà, li ricolmerà di gloria, facendoli dominare su molti e ricompensandoli con beni terrieri (Dan.11:39). Il dragone ucciderà i due profeti dell’Eterno, ma essi risusciteranno dopo tre giorni e mezzo per salire al cielo (Apoc.11:11,12).

Per milleduecento giorni Dio, tramite i suoi profeti, esorterà il suo popolo: “perciò ora… tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti-. Stracciate il vostro cuore e non le vostre vesti e tornate all’Eterno, il vostro Dio” (v.12,13).

Dio è misericordioso, di grande benignità e lento all’ira, perciò invita alla santificazione con digiuni e preghiere, radunando il popolo: i vecchi, i fanciulli, lo sposo e la sposa, i ministri e i sacerdoti, perché lo implorino, supplicando: ”Risparmia, o Eterno, il tuo popolo e non dare la tua eredità al vituperio o ad essere dominata dalle nazioni. Perchè si direbbe fra i popoli: – Dov’ è il loro Dio?-” (v.17).

Dio risponderà al suo popolo, convertitosi dal male, numeroso come un grande esercito, formato di santi o stelle (Apoc.12:4; Dan.8:10-12): una terza parte di esso cadrà ucciso dalla bestia, l’uomo satanico, nella grande tribolazione (Apoc.7:14); un’altra terza parte, prima dell’inizio del regno satanico, sarà condotto in salvo dalla mano di Dio in un posto sicuro e lontano, dove saranno protetti durante i 1260 giorni della grande tribolazione (Apoc.12:6). Dopo la guerra nella Valle di Giosafat o Armagheddon, questo residuo, rifugiatosi al sicuro, entrerà e abiterà nella nuova Gerusalemme ricostruita. Dio promette che mai più saranno esposti alla vergogna tra le nazioni e gli israeliti saranno il suo popolo e l’Eterno sarà il loro Dio (Apoc.21:3).

L’ultima terza parte degli ebrei, ribelli e malvagi, saranno uccisi nella valle di Giosafat, alla guerra di Armagheddon, quando il Signore distruggerà tutti gli empi e le nazioni del settentrione, che avevano perseguitato gli ebrei, durante la loro cattività.

Il residuo dimenticherà i tempi in cui è stato abbandonato da Dio. Ora Egli li conforterà e non manderà su di loro alcun male, assicurando: “…Ecco, io vi mando grano, mosto e olio e ne avrete a sazietà, e non vi renderò più il vituperio delle nazioni” (v.19). Dio allontanerà da loro i popoli malvagi, loro nemici, uccidendoli nella guerra di Armagheddon. Dei popoli delle nazioni resterà un residuo che nel millennio sarà sottomesso ad Israele (Is.60:12-14). Dio farà per il suo popolo cose grandi; tutto sarà fecondo, mangeranno, si sazieranno e loderanno il loro Dio “…e il mio popolo non sarà mai più coperto di vergogna. Allora voi riconoscerete che io sono in mezzo ad Israele e che sono l’Eterno, il vostro Dio, e non ce n’è alcun altro…” (v.26,27).

Negli ultimi sette anni (ultima settimana delle settanta, vedi Dan.9:24,25) lo Spirito di Dio sarà sparso sui credenti: sul residuo, che sarà salvato ed entrerà nella nuova Gerusalemme per ripopolare tutto Israele e sui martiri, quelli che sacrificheranno la vita per la salvezza della loro anima e risorgeranno alla prima resurrezione per regnare con Cristo mille anni. Il popolo di Israele sarà ancora abbandonato dall’Eterno fino alla chiusura del tempo dei gentili, ovvero della Grazia, così essendo ora senza Dio sono come una grande valle di ossa secche (Ez.37), ma il Signore afferma che “dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno visioni. In quei giorni spanderò il mio Spirito anche sui servi e sulle serve” (v.28,29). Come la salvezza è oggi per i gentili, sarà così per Israele, quando Dio lo innesterà nuovamente e tutti coloro, che non persisteranno nell’incredulità, saranno salvati (Rom.11:23).

In questi sette anni avverranno molti segni in cielo e sulla terra: sangue, fuoco e fumo; nel sole, nella luna e negli astri (vedi Apoc.8 e 9). Per Israele allora ci sarà salvezza, come l’angelo rivelò a Daniele: “…in quel tempo il tuo popolo sarà salvato tutti quelli che saranno trovati scritti nel libro (Dan.12:1) e “avverrà che chiunque invocherà il Nome dell’Eterno sarà salvato, perché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto l’Eterno, e fra i superstiti che l’Eterno chiamerà” (v.32). 

Capitolo 3.

“Poiché ecco, in quei giorni e in quel tempo, quando farò ritornare dalla cattività quei di Giuda e di Gerusalemme” (v.1).

Tramite il profeta, Dio proclama il rientro dalla cattività del suo popolo, che è stato disperso tra le nazioni dal 70 fino al 1948, anno della costituzione dello Stato di Israele. Non tutti gli ebrei sono ancora ritornati nella loro patria, ma nell’ultima settimana (sette anni), tutti dovranno rientrare nella loro terra. Dopo tutti gli avvenimenti degli ultimi sette anni, al termine della grande tribolazione, Dio radunerà tutte le nazioni della terra “…e le farò scendere nella valle di Giosafat, e là eseguirò il mio giudizio su di loro, per Israele, mio popolo e mia eredità, che hanno disperso fra le nazioni, dividendosi quindi il mio paese” (v.2).

Israele fu invaso e devastato dai romani nel 70 d.C. Per i superstiti iniziò l’esilio delle sessantadue settimane che furono dispersi fra tutte le nazioni della terra, proprio come fu rivelato da tutti i profeti, più di 500 anni prima dell’evento, con Dio che sguainò la sua spada dietro di loro (Ez.5:12) per essere così perseguitati ovunque essi andassero: “Hanno gettato la sorte sul mio popolo, hanno dato un fanciullo in cambio di una prostituta e hanno venduto una fanciulla in cambio del vino, perché potessero bere” (v.3).

Dio darà la giusta retribuzione di tutto il male fatto al suo popolo, punendo tutti quelli che hanno derubato Israele del suo oro, del suo argento e l’hanno portato nei loro templi, riempiendoli delle cose preziose appartenute al popolo di Dio. Infatti, tutte le ricchezze delle nazioni, nel millennio, torneranno in Israele (Is.60:11). Terminata la cattività stabilita in sessantadue settimane, solo un residuo degli ebrei è ritornato nella loro terra di origine, data per patto ad Abramo, Isacco ed a Giacobbe. Essi aspetteranno altri settanta anni circa, perché per Israele inizierà l’ultima settimana delle settanta, in cui ci sarà salvezza per tutti quelli che sono scritti nel libro (Dan.12:1).

Questi sette anni saranno divisi in due metà, di circa 1260 giorni ognuna. Nei primi giorni testimonieranno i due profeti o ulivi (Apoc.11:4), mandati da Dio. Alla loro rivelazione si convertiranno tutti quelli che sono scritti tra i vivi, nel libro (Is.4:3; Dan.12:1).

La seconda metà, di altri 1260 giorni, sarà caratterizzata dal regno di Satana. Egli prenderà possesso di un corpo di un uomo, la bestia, chiamato così per la sua ferocia, si metterà al posto di Dio per farsi adorare, crederà di poter cambiare i tempi e le leggi (Dan.7:25), con l’aiuto dell’anticristo. Quest’ultimo, alla presenza della bestia, farà miracoli e prodigi per indurre popoli e nazioni a adorare direttamente la bestia, l’uomo con lo spirito di Satana. L’uomo perverso ed iniquo, la bestia che salirà dal mare, ovvero dai popoli dell’unione europea, sarà investito della potenza di Satana (Apoc.13.4), che è il dragone.

La seconda bestia, l’anticristo, detta anche il falso profeta, che salirà dalla terra, da Israele, imiterà Gesù, perché apparirà mite come un agnello, ma parlerà come il dragone (Satana, Dan.7:11-25; Apoc.13:5).

Il regno di queste due bestie (l’uomo con lo spirito del dragone e l’anticristo) è fissato in 1260 giorni (tre anni e mezzo) e alla fine di esso ci sarà il gran giorno del Signore. Alla fine la bestia“…insorgerà contro il Principe dei principi, ma sarà infranto senza mano d’uomo” (Dan.8:25). Essi combatteranno contro Gesù, ma Egli li vincerà e si compirà l’ira di Dio contro tutti gli empi, sedotti dai due re satanici. La prima e la seconda bestia moriranno così uccise nella guerra di Armagheddon e le loro anime scenderanno vive nello stagno di fuoco, che arde con zolfo (Apoc.19:11-21). Gioele profetizza quel gran giorno dell’ira di Dio, quando radunerà tutti in Israele: cavalli e cavalieri, uomini prodi, capitani e ogni genere di persone. Tutti devono sentirsi forti nel loro orgoglio. Ogni combattente dovrà possedere la sua spada, perché sarà proprio con quest’arma che tutti saranno uccisi (Ez.38:21; Zac.14:13; Aggeo 2:22) alla parola di Gesù, l’Agnello di Dio. Tutti i partecipanti lo vedranno, perché Egli apparirà nel cielo su di un cavallo bianco insieme alla sua Chiesa (Apoc.19:11-1-4), giudicherà e guerreggerà con giustizia. Dio invita, tutte le nazioni della terra a salire alla valle di Giosafat: ”Proclamate questo fra le nazioni: -preparate la guerra, fate risvegliare gli uomini valorosi, si avvicinino, salgano tutti gli uomini di guerra! Forgiate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre falci. Il debole dica: -Sono forte!- Affrettatevi e venite, nazioni tutte d’attorno, e radunatevi!…” (v.10,11).

ll giorno dell’Eterno è anche detto la vendemmia; l’apostolo e profeta Giovanni annuncia: “…Metti mano alla tua falce tagliente e vendemmia i grappoli della vigna della terra, poiché le sue uve sono mature-…e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel gran tino dell’ira di Dio. E il tino fu pigiato fuori dalla città e dal tino uscì tanto sangue, che giungeva fino alle briglie dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi ” (Apoc.14:18-20) ed anche: “…la messe è matura. Venite, scendete, perchè il torchio è pieno, i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità-. Moltitudini, moltitudini nella valle della Decisione. Poiché il giorno dell’Eterno è vicino, nella valle della Decisione” (v.13,14; Is.63:1-6).

Subito dopo Dio distruggerà col fuoco i cieli e la terra attuali, dove regna il peccato e la maledizione (Gen.3:17; 2Ptr.3:10; Apoc.6:12-13-14; Is.66:22) “Il sole e la luna si oscureranno e le stelle del cielo ritireranno il loro splendore. L’Eterno ruggirà da Sion e farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra tremeranno. Ma il Signore sarà un rifugio per il suo popolo e una fortezza per i figli” (v.15,16). Mentre Dio distruggerà il mondo attuale e ricreerà il nuovo, il residuo d’Israele sarà nascosto al sicuro, all’ombra della mano dell’Onnipotente Dio, come Isaia indica: “… io ho posto le mie parole nella tua bocca e ti ho coperto con l’ombra della mia mano per stabilire i cieli e mettere le fondamenta della terra, e per dire a Sion: -Tu sei il mio popolo-” (Is.51:16; Slm.91).

Alla fine, il residuo scelto entrerà nel millennio, abitando nella nuova Gerusalemme, dove sul monte Sion ci sarà il tabernacolo di Dio con gli uomini. Essi saranno il suo popolo e Dio stesso sarà loro Dio (Apoc.21:3; Ger.24:7; 31:33; 32:38; Ez.11:20) “la mia dimora sarà presso di loro; sì, io sarò il loro DIO ed essi saranno il mio popolo” (Ez.37:27) “io li farò venire ed essi abiteranno in mezzo a Gerusalemme; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro DIO con fedeltà e giustizia” (Zac.8:8).

“In quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli e l’acqua scorrerà in tutti i ruscelli di Giuda. Dalla casa dell’Eterno sgorgherà una fonte, che irrigherà la valle di Scittim” (v.18).

Prima che inizi il millennio, durante gli ultimi sette anni, l’Egitto ed Edom, che sono i discendenti di Esaù, saranno punite aspramente, perché quando Dio colpì Giuda per i loro peccati, esse si rallegrarono: ”…nel giorno di Gerusalemme dicevano: -Demolitela, demolitela fin dalle fondamenta” (Slm.137:7), “Ma Giuda rimarrà per sempre, e Gerusalemme di generazione in generazione. E purificherò il loro sangue, che non avevo purificato; e l’Eterno dimorerà in Sion” (v.20,21).

Messaggio.

Oggi Israele sta aspettando ancora la salvezza, che presto arriverà. Infatti, sono terminate le sessantanove settimane e, tra poco, inizierà l’ultima “settimana” (sette anni) per il popolo ebraico, quando Dio permetterà che sia tolto il velo dai loro occhi. Essi, quindi, pur vedendo, sono purtroppo ancora ciechi spiritualmente, perché hanno la Legge nelle loro mani, ma non capirono che Gesù era il Messia, che loro aspettavano. I Giudei rimasero increduli e, insieme ad Israele, furono cacciati dalla loro terra e furono dispersi tra tutte le nazioni. Trascorso però il loro esilio, saranno nuovamente innestati sul loro tronco, la loro stirpe, ma solo chi crederà: “E anche essi, se non perseverano nell’incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo” (Rom.11:23). Essi apriranno di nuovo gli occhi spirituali e molti capiranno, ossia quelli che sono scritti nel libro dei vivi (Is.4:3). Dio quindi toglierà da loro il velo dell’incredulità, lo spirito di torpore, che “L’Eterno infatti ha sparso su di voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi, i profeti, e ha velato i vostri capi, i veggenti” (Is.29:10), ”ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso” (2Cor.3:16).

Ciò che questa profezia dichiara, avverrà all’inizio dell’ultima settimana che comprende anche il regno della bestia, dell’uomo malvagio e perverso, il dittatore assoluto, che avrà lo spirito del dragone o di Satana e sarà investito di tutto il suo potere. Egli sarà perciò forte come il ferro ma, avendo un corpo umano, sarà nello stesso tempo fragile come l’argilla (vedi Dan.2:43). Il suo regno durerà soltanto 1260 giorni e, al termine, lo spirito del dragone, dell’anticristo e della bestia, che ha posseduto lo spirito di Satana, uscirà per sedurre i popoli e radunare il mondo intero alla guerra di Armagheddon, contro all’Agnello (Apoc.16:14,16). “Essi combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e coloro che sono con lui sono chiamati, eletti e fedeli” (Apoc.17:14).

Il profeta (Gioele 2:1) annuncia: “Suonate la tromba in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno dell’Eterno viene, perché è vicino”. 

La profezia dell’Apocalisse evidenzia il primo guaio per Israele quando, al quinto suono di tromba (Apoc.9:1,11), gli spiriti satanici saranno liberati dal pozzo dell’abisso col solo potere di tormentare, ma non di uccidere, gli uomini che non avranno il sigillo di Dio posto sulla loro fronte, per cinque mesi.

“Essi balzano sulle cime dei monti con un fragore di carri, come il crepitio di una fiamma di fuoco che divora la stoppia, come un popolo forte schierato in battaglia. Davanti a loro i popoli si contorcono per il dolore, ogni volto impallidisce. Corrono come uomini valorosi, salgono sulle mura come uomini di guerra; ognuno procede per la sua strada senza deviare dal suo cammino. Nessuno spinge il suo vicino, ognuno procede per il suo sentiero; si slanciano in mezzo ai dardi, ma non sono feriti(vedi vv. 2:5-7).

Dio ha riservato in Israele un residuo, che sarà purificato negli ultimi sette anni (Dan.9:24,25; ultima settimana delle 70) e al quale sarà perdonato tutte le sue iniquità, perciò sarà chiamato santo (Is.4.3), come descritto: “In quei giorni, in quel tempo-, dice l’Eterno, -si cercherà l’iniquità d’Israele, ma non ce ne sarà alcuna, e i peccati di Giuda, ma non si troveranno; perché io perdonerò a quelli che lascerò come residuo” (Ger.50:20).

Certamente Dio sceglierà quelli che sono scritti nel libro (Dan.12:1) e a cui rivolge un’esortazione: “…tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti” (v.2:12).

Dio è fedele alle sue promesse e le mantiene: ha riportato una parte del suo popolo nella sua terra, al termine dell’esilio, nel 1948. Ora essi aspettano solo che Dio riprenda cura di loro, ma lo farà subito dopo la fine del periodo della Grazia, all’inizio dell’ultima settimana di grandi prove e difficoltà, perché Satana sarà cacciato dal cielo e sarà gettato sulla terra (Israele) (Apoc.12:9).

Dio ha disposto che, prima del millennio, il residuo sopravvissuto radunerà il popolo: “Radunate il popolo, santificate l’assemblea, riunite i vecchi, radunate i fanciulli e quelli che succhiano al seno. Esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dalla sua camera nuziale” (v.2:16), allora Dio stesso sarà in mezzo a loro ed essi saranno suo popolo (Apoc.21:3),

“Allora l’Eterno si è mosso a gelosia per il suo paese e ha avuto compassione del suo popolo. L’Eterno risponderà e dirà al suo popolo: -Ecco, io vi manderò grano, mosto e olio e ne avrete a sazietà, e non vi manderò più il vituperio delle nazioni” (v.2:18;19). Dio allontanerà da loro quelli che li perseguitavano, perché moriranno tutti uccisi dalla spada nella guerra di Armagheddon, dove il fetore dei loro cadaveri si sentirà intensamente e l’infezione scoppierà, ma Dio proteggerà il suo residuo: ”Non temere, o suolo, gioisci e rallegrati, perché l’Eterno ha fatto cose grandi” (v.21).

Allora gli alberi porteranno il loro frutto, il deserto germoglierà e il popolo festeggerà e si rallegrerà nel Signore, Dio loro, perché Egli darà la pioggia nella prima e nell’ultima stagione. Ci sarà mosto ed olio in abbondanza, così essi mangeranno e saranno saziati; mai più saranno confusi e loderanno il Signore Dio.

In quel tempo Dio metterà il suo Spirito in loro, come il profeta Ezechiele rivela alla vista di una valle piena di ossa secche, che si ricoprirono di carne per rivivere, come ordinò l’Eterno: ”Metterò in voi il mio Spirito e voi vivrete, e vi porrò sulla vostra terra…” (Ez.37:14; Is.44:3). Oggi Israele è senza Dio e quindi sono soltanto ossa secche, in similitudine, uomini senza vita, ma quando Dio metterà in loro il suo Spirito, essi vivranno. Questo vale per tutti quelli che sono stati scelti per vivere. Essi crederanno alla testimonianza dei due ulivi (Apoc.11), i profeti, che Dio invierà per predicare ad Israele nei primi 1260 giorni (tre anni e mezzo).

La profezia continua con la descrizione di alcuni eventi dell’ultima settimana delle 70 (Dan.9:24,25) e prima del grande, terribile e spaventoso giorno del Signore: la guerra nella valle di Giosafat che si terrà al termine degli ultimi sette anni (ultima settimana delle settanta Dan.9:24). In questa battaglia di Armagheddon: “farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco e colonne di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno dell’Eterno, E avverrà che chiunque invocherà il nome dell’Eterno sarà salvato, perché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto l’Eterno, e fra i superstiti che l’Eterno chiamerà” (v.30-32).

Negli ultimi sette anni o ultima settimana (Dan.9:24,25) e solo per Israele: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, ossia tutti coloro che sono scritti nel libro, saranno messi in salvo. Essi saranno come un esercito grandissimo (Ez.37; Dan.8:10; Apoc.12:4) e una terza parte di esso, i santi o stelle, vivrà, mentre un’altra terza parte, i martiri della grande tribolazione, sarà uccisa dalla bestia, da colui che avrà lo spirito di Satana.

L’apostolo Pietro, in occasione della discesa dello Spirito Santo su tutti i credenti radunati nel giorno della Pentecoste, pronunciò la profezia di Gioele a tutti gli increduli (Atti 2:5-17-21), “dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno visioni. In quei giorni spanderò il mio Spirito anche sui servi e sulle serve(v.28,29). Anche noi se perseveriamo nella fede fino alla fine, saremo uniti con Israele per vivere nella nuova Gerusalemme e godere per sempre delle benedizioni, della comunione con Dio e della presenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.