Capitolo 4.

E’ descritto il cambiamento dalla visione delle sette lettere alle chiese, quando l’apostolo Giovanni si trovava sull’isola di Patmos, alla vista di una porta aperta nel cielo, udendo la stessa voce di prima che lo invita: “Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste“.

L’apostolo fu rapito nello spirito in cielo, dove gli furono presentati tutti gli avvenimenti futuri, seguenti al settimo ed ultimo periodo, corrispondente alla fine del tempo della grazia.
Consideriamo attentamente quanto predetto, poiché noi oggi stiamo vivendo proprio in questa fase, cui si riferisce l’apostolo Giovanni.
Nella visione del trono di Dio e della sua magnificenza è descritta la somiglianza di colui che sedeva sul trono.

Chi l’adorava erano i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi, che giorno e notte rendono lode e gloria a Dio e all’Agnello (Gesù).

I quattro esseri viventi, come nella visione del profeta Ezechiele, sono i cherubini che portavano la gloria dell’Eterno davanti alla casa d’Israele. “…la gloria dell’Eterno si alzò sopra il cherubino muovendo verso la soglia del tempio; allora il tempio fu ripieno della nuvola e il cortile fu ripieno dello splendore della gloria dell’Eterno” (Ez.10:4), adombravano l’arca e camminavano nella colonna di fuoco di notte e nella colonna di nuvola di giorno (Es.13:21), conducendo il popolo, attraverso il deserto, verso la terra promessa.

Per approfondire la ricerca su di essi, chiamati anche “turbine” (Ez.1:4-21;10:8-22), dobbiamo risalire alla narrazione del loro aspetto come evidenziato in: “Quanto all’aspetto degli esseri viventi, essi sembravano come carboni ardenti, come fiaccole. Il fuoco si muoveva in mezzo agli esseri viventi; il fuoco era risplendente e dal fuoco si sprigionavano lampi” (Ez.1:13).
Gli esseri viventi, nella visione dell’apostolo, sono in mezzo ed intorno al trono di Dio e non smettono mai di glorificare giorno e notte il Signore dicendo: “Santo, santo, santo è il Signore Dio, l’Onnipotente, che era, che è e che ha da venire“.

“E dal trono procedevano lampi e voci e tuoni; e davanti al trono c’erano sette lampade ardenti, che sono i sette Spiriti di Dio” (v.5).

I sette occhi o sette Spiriti di Dio li troviamo già nell’Antico testamento (Zac.3:9) e “…Ma quei sette si rallegrano a vedere il filo a piombo nelle mani di Zorobabel. Questi sette sono gli occhi dell’Eterno che percorrono tutta la terra” (Zac.4:10) (Zorobabele si riferisce a Gesù perché, nelle profezie, prima della Sua nascita, il Messia era indicato in enigma, parabole e comparazioni. Ad esempio, per attinenza, Zorobabele costruì il tempio di Dio materiale (Esdra 5:2), ma Gesù, il Germoglio, è il costruttore della casa di Dio spirituale (Zac.6:12,13; Lc.17;18; Ebr.3:5).

I sette Spiriti identificano lo Spirito Santo, che era in Gesù e che, quando Egli salì in cielo, sedendosi alla destra di Dio, ha mandato sulla terra, come aveva promesso.

Molto più indicativo è ciò che l’apostolo e profeta Giovanni espone:“Poi vidi ritto, in mezzo al trono e ai quattro esseri viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello come ucciso, il quale aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette Spiriti di Dio mandati per tutta la terra” (Apoc.5:6). Quindi l’Agnello, Gesù, ha i sette occhi o sette Spiriti di Dio (cfr. Apoc.1:4;3:1).

I ventiquattro anziani, seduti sui loro troni, intorno al trono di Dio, sono formati da dodici rappresentanti delle tribù, uno per ogni tribù, per Israele e dai dodici apostoli per il periodo della Grazia (Apoc.21:12-14).
I ventiquattro anziani, gettando le loro corone davanti al trono di Dio, lo lodano e lo adorano esclamando: “Degno sei, o Signore, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà esistono e sono state create“.

Capitolo 5.

L’apostolo vide poi un libro, contenente sette sigilli, in mano a colui che sedeva sul trono.

Non fu trovato alcuno che potesse aprire il libro, nessuno poteva guardarlo perché era molto prezioso, ma uno degli anziani indicò: ” …ecco il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli” (Apoc.5:5,6).
Segue la descrizione di Gesù, che stava ritto, in mezzo al trono, circondato dagli esseri viventi e dagli anziani, con le sembianze di un “…Agnello come ucciso, il quale aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette Spiriti di Dio mandati per tutta la terra“.
Gesù prese il libro dalla mano di colui che sedeva sul trono (Dio), i ventiquattro anziani e gli esseri viventi si prostrarono davanti a Lui, avendo in mano delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. “Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza” (Atti 10:4).
A Gesù sono presentate le preghiere dei santi insieme all’intonazione di un nuovo cantico dal contenuto: “Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra“. Ricordiamoci che “Se perseveriamo, regneremo pure con lui“; (2Tmt.2:12).

Gesù ha infatti comprato ognuno di noi a Dio col suo sangue, riscattandoci da ogni parte della terra ed a Lui s’innalza quindi una lode che proviene dai cherubini, dagli anziani, dagli angeli presenti intorno al trono, in numero di miriadi di miriadi e di migliaia di migliaia. Ricordiamo che la Chiesa di Cristo, in questo tempo, è già stata rapita ed è presente all’apertura dei sigilli.
L’apostolo udì ancora ogni creatura che è nel cielo, sulla terra, sotto la terra e quelle che sono nel mare e tutte le cose contenute in essi che dicevano: “A colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione, l’onore, la gloria e la forza nei secoli dei secoli“.
La lode s’innalza da qualsiasi parte: cielo, terra, sottoterra e nel mare, ogni creatura loda colui che siede sul trono e l’Agnello, come quando Gesù fece il suo ingresso trionfale in Gerusalemme, prima del Calvario, quando tutti lo esaltavano, lodando e gridando: “Osanna, benedetto colui che viene nel nome del Signore” (Mt.21:9; Mrc.11:9).

L’apostolo Giovanni ha visto lodare e glorificare Dio e l’Agnello da tutti, senza esclusione di alcuno, in sintonia con: “Ogni creatura che respira, lodi il Signore. Alleluia” (Slm.150:6). Inizia anche tu a farlo e riceverai sicuramente pace e serenità oltre a benedizioni.

Notiamo che la lode anticipò il sacrificio di Gesù, così l’apertura dei sigilli, viene anticipata da grandi manifestazioni di lode a Dio e al suo Cristo (Atti 3:8; Apoc.11:15;12:10).

Apertura del primo sigillo (Capitolo  6).

Appare un cavallo bianco e “…colui che lo cavalcava aveva un arco e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori come vincitore e per vincere“.
Gesù esce come vincitore per radunare a sé tutti quelli che, per mezzo di Lui, hanno vinto. Egli è l’unico vincitore, non ne conosciamo altri.

Egli ha vinto la morte perché è il primogenito risuscitato dai morti, ha trionfato sul peccato e sul mondo soggiogato dal potere di satana (Gv.16:33 cita le parole di Gesù: “…io ho vinto il mondo” ) identificato inequivocabilmente da: “…ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace;… era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: -La Parola di Dio-. …E sulla veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI” (Apoc.19:11,13,16).

Dopo il rapimento della Chiesa inizieranno le grande piaghe, a partire dal secondo sigillo, dove sarà tolta la pace dalla terra.
Gesù rapirà la sua Chiesa gloriosa, santa, senza macchia e senza ruga (Ef.5:27); nessun altro, ma solo la sua Sposa lo vedrà, incontrandolo nelle nuvole.

Da non confondere con la prima resurrezione, dove tutti: “…vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremità dei cieli all’altra” (Mt.24:30,31). La prima resurrezione sarà per tutti i martiri, dalla Legge alla grande tribolazione (Apoc.20:4,5), dove Gesù tornerà nella stessa maniera che è salito in cielo (Atti 1:11).

Al rapimento della Chiesa, Egli esce per prendere la sua Sposa pronta, come le vergini che hanno avuto la pazienza di attendere l’arrivo dello sposo con l’olio nelle loro lampade, ossia essere preparate e ripiene dello Spirito Santo (Mt.25:4). Accadrà che: “…il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con tromba di Dio discenderà dal cielo…” (1Tes.4:16).

All’apertura del primo sigillo, Gesù chiamerà o rapirà a sé la sua chiesa; Ora la chiesa, sua Sposa, è con Gesù, al riparo da tutti gli eventi catastrofici degli ultimi sette anni: sigilli e trombe, mentre negli ultimi 1260 giorni della grande tribolazione, saranno versate le coppe.
A tutti coloro che vincono, sarà consegnato il premio promesso. Vince chi, rinunciando a se stesso, si è fatto un tesoro nel cielo (Mt.6:20), mentre coloro che non hanno tenuto conto della Grazia, rifiutandola, vengono ora ammoniti dall’apostolo Giacomo con: “Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco; avete accumulato tesori negli ultimi giorni“; (Gcm.5:3).
Dobbiamo stare attenti, facendoci illuminare dalla lampada della parola di Dio, riempiendo i nostri cuori della potenza dello Spirito Santo, che Gesù ha messo in noi.

Quanti oggi sottovalutano questo e fanno addormentare o addirittura spegnere lo Spirito che è in loro.

L’apostolo Paolo in 1Tes.5:1,2 ci esorta a vegliare perché Gesù ritornerà come un ladro nella notte e noi non sapremo a che ora verrà: “Ora, quanto ai tempi e alle stagioni, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva, perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte“.

Prendiamo per noi tutte le esortazioni fatte alle sette chiese dell’Asia.
Noi ci troviamo in tempi molto difficili dove taluni, definiti cristiani, hanno abbandonato la sana dottrina degli Apostoli, fondata sugli insegnamenti di Gesù Cristo. Apoc.21:14 afferma che “Il muro della città aveva dodici fondamenti, e su quelli erano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello” e guai a chi si allontana dal fondamento posto da Cristo e ne crea un altro, perché fuori di esso, troviamo un altro evangelo con altri principi come quelli della confusa Babilonia (Gal.1:8,9).

Se vuoi appartenere a Cristo, edifica sulle sue fondamenta con occhi attenti e rivolti solo alla guida dello Spirito Santo, che ci ricorderà ogni cosa (Gv.14:26).

Gesù sta per ritornare, non lasciamoci confondere dal nemico della nostra anima che, essendo bugiardo fin dal principio, cerca di ingannare le nostre menti con false dottrine e falsi insegnamenti; chiediamo a Dio di aprirci gli occhi sulla verità e di metterla in pratica, quando Gesù avrà raccolto la sua Sposa presso di sé ed insieme a lei, lo Spirito Santo, la pace non ci sarà più sulla terra con l’apertura del secondo sigillo.

Apertura del secondo sigillo.

“Allora uscì fuori un altro cavallo rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra, affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada” (v.4).

La pace sarà tolta sulla terra, affinché gli uomini si uccidano a vicenda. Lo Spirito Santo oggi è trattenuto sulla terra per la presenza della Chiesa; l’apostolo Paolo asserisce: “Il mistero dell’empietà infatti è già all’opera, aspettando soltanto che chi lo ritiene al presente sia tolto di mezzo” (2Tes.2:7).

La stessa profezia viene fatta dal profeta Daniele che annuncia: “Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui” (Dan.9:26, vers.Diodati). Quando nessuno più si convertirà (sarà per Lui, vuol dire che sarà per Cristo), un unto, la Grazia, tramite Gesù Cristo sarà soppressa o tolta, insieme alla chiesa, raccolta da Cristo Gesù nelle nuvole.

La confusione sarà grande, non ci sarà alcun uomo che potrà portare pace, perché Dio l’ha rimossa dalla terra.
Riflettiamo su quello che in questi ultimi tempi sta accadendo; tutti i mezzi di comunicazione di massa ci portano a conoscenza di quante madri e padri uccidono i propri figli e viceversa; questo accade anche adesso con la presenza dello Spirito Santo sulla terra, ma immaginiamo le conseguenze derivate dalla sua assenza, quando taluni si avventeranno contro gli altri con crudeltà, commettendo omicidi fra vicini di casa, parenti ed amici.
Negli ultimi sette anni, prima della battaglia di Armagheddon, per Israele, è annunciato “…Ecco io ti tolgo di mano la coppa di stordimento, la feccia del calice del mio furore; tu non la berrai più. La metterò invece in mano a quelli che ti affliggevano e che ti dicevano: -Stenditi a terra, che ti passiamo sopra, e tu facevi del dorso un suolo, una strada per i passanti-” (Is.51:22,23).

E’ chiaro che Dio, toglierà dal residuo d’Israele lo spirito di stordimento (Slm.60:3) e allora si prenderà cura di salvare il suo popolo, perché molti di loro avranno conoscenza e comprenderanno l’identità di Gesù e faranno cordoglio per Lui (Zac.12:10,12). Dio salverà il residuo scelto, per vivere e darà intendimento a coloro che dovranno dare la loro vita, facenti parte di un esercito, chiamati stelle del cielo (Apoc.12:4). Essi sono i martiri della grande tribolazione. Quindi lo spirito di torpore sarà tolto dal popolo ebreo, mentre saranno chiusi gli occhi spirituali a tutti gli altri popoli, che hanno perseguitato, maltrattato e ucciso gli Ebrei, in tutti gli stati dove essi si trovavano, perché Dio li farà bere la coppa di stordimento e di pazzia (Zac.12:2,4).

Da questo momento in poi, per un periodo di sette anni, diviso in due parti, di cui la prima, di circa 3 anni e mezzo, sarà di guerre e conflitti fra nord e sud, sempre rispetto ad Israele. Un re o presidente di paesi del nord, investito di poteri, annienterà molti popoli e devasterà territori del sud, compreso anche Israele (Dan.11:13,18). In questi tre anni e mezzo Gesù aprirà i sigilli, avranno luogo le piaghe delle trombe che gli angeli suoneranno. Nei primi 1260 giorni Dio manderà a Gerusalemme i due ulivi (Zac.4:3; Apoc.11:4), sono chiamati anche testimoni, essi profetizzeranno vestiti di sacco, al termine dei 1260 giorni la bestia che sale dal’abisso li ucciderà, dopo tre gironi e mezzo lo spirito di vita tornerà in loro e saranno rapiti nel cielo in una nuvola. In quel momento ci sarà un grandissimo terremoto in cui saranno uccise settemila persone, la decima parte di Gerusalemme cadrà, gli ebrei presi dal grande spavento, daranno gloria al Dio del cielo.

Inizierà quindi il regno della bestia (l’uomo con lo spirito di Satana) e del suo aiutante, l’anticristo o falso profeta. Satana (il dragone) darà tutta la sua autorità alla bestia. questo periodo è meglio noto come la Grande Tribolazione, “perché in quei giorni vi sarà una grande tribolazione, la più grande che sia mai venuta dall’inizio della creazione fatta da Dio fino ad oggi, né mai più vi sarà” (Mrc.13:19; Dan.12:1).

In questi ultimi sette anni per Israele ci sarà salvezza, (tutti quelli che sono scritti nel libro). Una parte di loro formerà il residuo vivente, che saranno protetti da Dio in un posto sicuro e lontano dal serpente antico per tutti i 1260 giorni (Apoc.12:6). Un’altra parte sarà costituita dai martiri della grande tribolazione, ossia da quelli che non prenderanno il marchio sulla fronte o sulla loro mano, né adoreranno la bestia; essi risusciteranno nella prima resurrezione e regneranno con Cristo mille anni (Apoc.20:4,5). Tutti gli altri faranno parte degli empi d’Israele, coloro che non si sono ravveduti e hanno preso il numero della bestia o il suo marchio, loro moriranno di spada nella guerra di Armagheddon.

Le piaghe prodotte dalle coppe, che gli angeli verseranno sulla terra durante la grande tribolazione, coinvolgeranno tutti gli abitanti della terra che avranno preso il marchio ed adoreranno la bestia per tutto il periodo del suo regno, ovvero per 1260 giorni. Molti di loro si sentiranno al sicuro, dopo aver preso il marchio sulla loro fronte o mano, come simbolo di appartenenza al sistema instaurato dalla bestia ed autorizzazione anche a vendere ed a comprare liberamente, mentre invece proprio loro saranno colpiti dalle piaghe delle coppe.

Ricordiamo che dall’apertura del secondo sigillo, incomincia il periodo dell’indignazione di Dio, si concluderà alla distruzione di tutti gli iniqui del mondo nella guerra di Armagheddon. Dio manderà tutte le piaghe su coloro che non hanno accettato, nel tempo della sua Grazia, la salvezza offerta mediante il sacrificio dell’Unigenito Figlio di Dio (Gesù Cristo). Tutte le piaghe, dai sigilli alle coppe, non inizieranno se non prima sarà tolta dalla terra la Chiesa o Sposa di Cristo insieme allo Spirito Santo e, ovviamente all’apertura del secondo sigillo, sarà eliminata la pace sulla terra.

Apertura del terzo sigillo.

Quando egli aperse il terzo sigillo udii il terzo essere vivente che diceva: -Vieni e vedi-. E io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii una voce in mezzo ai quattro esseri viventi che diceva: -Un chenice di frumento per un denaro e tre chenici d’orzo per un denaro, e non danneggiare nè l’olio né il vino” (v.5,6).

Ci sarà una forte carestia, saranno colpiti i viveri di prima necessità (Gioele 1:17) “i semi inaridiscono sotto le zolle, i magazzini sono ridotti a una desolazione, i granai cadono in rovina, perché il grano è seccato“.

Apertura del quarto sigillo.

E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava aveva nome la Morte; e dietro ad essa veniva l’Ades. E fu loro data potestà sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la morte e mediante le fiere della terra” (v.8).

Ecco la Morte e, dietro di lei, l’Ades. Alla Morte fu data podestà affinché la quarta parte degli abitanti della terra venisse uccisa con la spada, con la fame e mediante le fiere della terra (Is.13:9) esponendo “Ecco il giorno dell’Eterno viene: giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, per fare della terra un deserto e sterminare da essa i peccatori“.

La Morte è uno spirito e l’Ades o Sceol è il soggiorno dei morti.
E’ riportato “poiché la morte è salita per le nostre finestre, è entrata nei nostri palazzi per far sparire i bambini dalla strada e i giovani dalle piazze” (Ger.9:21) e ancora “L’allegria dei tamburelli è cessata, il chiasso dei gaudenti è finito, la gioia dell’arpa è cessata” (Is.24:8).
“…il Signore è il vendicatore di tutte queste cose,…” (1Tes.4:6).
Morte e distruzione si abbatteranno sul popolo gentile che non ha accettato la salvezza per mezzo di Gesù Cristo, come anche su coloro che, pur accettando per poco tempo, si sono poi tirati indietro per seguire il mondo ed ancora su quelli che hanno confidato in loro stessi con le proprie forze secondo la loro volontà e carnalità, senza accorgersi di essere divenuti tiepidi e di essere stati rigettati da Gesù (Apoc.3:16).

Troviamo ancora un ottimo avvertimento: “Ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda” (Apoc.3:18).
Un’esortazione così forte è diretta all’angelo o stella (tutti i divulgatori dell’evangelo) hanno annebbiato i loro occhi, vedendo solo quello che vogliono vedere. Per questo motivo, Gesù afferma che questi non solo vedono male, ma non si accorgono che sono anche nudi della verità, sono perciò caduti, credendo nella bugia di Satana, il consiglio è di comprare dell’oro affinato col fuoco (la Parola di Dio) e di vestirsi con delle vesti bianche (le opere dei santi).
Gesù ci ama e ci sollecita a mettere in pratica i suoi insegnamenti, perché Lui ci sosterrà fino alla fine solo se noi gli dessimo l’opportunità, abbassando il nostro io ed assoggettando la nostra mente a Cristo.

Tempi difficili si apprestano a venire, ma per i credenti, che hanno scelto ed accettato di seguire Gesù, sarà sempre viva la speranza della vita eterna nel regno di Dio.
Tu, scegli la vita; impara da Gesù che ti invita: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!” (Mt.11:28-30).

Distogli il tuo sguardo dall’empie passioni per volgerlo a colui che può salvaguardarti da ogni caduta e farti comparire davanti alla sua gloria, irreprensibile e con gran gioia. Dai il tuo cuore a Cristo e  ritirati dal male, custodendo la sua Parola, così tutte le piaghe scritte in questo libro non ti raggiungeranno. Chi avrà conservato la sua Parola con costanza, verrà preservato da Dio stesso nell’ora della prova che verrà su tutto il mondo (Lc.21:36).
Non tardare, vai a Gesù, lui è la tua ancora di salvezza, è pronto ad accoglierti tra le sue braccia aperte per consolarti e proteggerti.

Apertura del quinto sigillo.

“Quando egli aperse il quinto sigillo, io vidi sotto l’altare le anime di coloro che erano stati uccisi a motivo della parola di Dio e a motivo della testimonianza che avevano resa” (v.9).

Le anime presenti sotto l’altare appartengono agli uccisi (profeti e servi di Dio) a causa della Parola di Dio e della testimonianza che avevano resa. Gridano a gran voce “…fino a quando aspetti, o Signore, che sei il Santo e il Verace, a fare giustizia del nostro sangue sopra coloro che abitano sulla terra?“. Questi, che reclamano vendetta, provengono dalla casa d’Israele, vissuti sotto la legge di Mosè, servo di Dio.

Ad essi viene donata una veste bianca e li viene rivolta la richiesta di pazientare ancora un poco, perché altri loro conservi e fratelli dovranno essere uccisi per aggiungersi a loro. Infatti, durante il regno del devastatore o della bestia, tanti ebrei verranno decapitati, essi non prenderanno il suo marchio sulla loro fronte o sulla mano, non l’adoreranno, riconosceranno il solo Vero Dio e il suo Unigenito Figlio Gesù. Riconosceranno l’inganno dell’anticristo, che si definirà essere il messia, mentre è soltanto un bugiardo impostore.
In Daniele 11:35 è riferito di loro come di quelli che hanno sapienza, mostreranno fermezza ed agiranno, perchè riconosceranno Gesù come il vero Messia.

Apertura del sesto sigillo.

Guerra di Armagheddon, (vendemmia), risurrezione di tutti i martiri (mietitura), distruzione dei cieli e della terra attuali e nuova creazione (Is.65:17; 66:22; Apoc.21:5)

“Poi vidi quando egli aperse il sesto sigillo; ed ecco, si fece un gran terremoto, e il sole divenne nero come un sacco di crine, e la luna divenne come sangue; e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando il fico scosso da un gran vento lascia cadere i suoi fichi acerbi. Quindi il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; ed ogni montagna ed isola fu smossa dal suo luogo” (Apoc.6:12-14).

Tutto questo avverrà dopo il regno della bestia, dell’uomo spregevole (Dan.11:21). Gesù profetizzò gli avvenimenti successivi al termine della grande tribolazione:”Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria” (Mt.34:29:30; Amos 8:9).

Gesù fornisce un quadro perfetto del susseguirsi degli eventi nel tempo che Egli apparirà (Apoc.19:11-13) ed aprirà il sesto sigillo. nel gran giorno dell’ira di Dio (Apoc.6:17), ovvero nella guerra di Armagheddon (Apoc.16:16) o nella valle di Giosafat (Gioele 3:2), Anche l’apostolo Pietro riporta tali episodi che accadranno nel giorno del giudizio degli empi: “mentre i cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi” (2Ptr.3:7).

Il profeta Gioele annunciò quel giorno così:“Si destino e salgano le nazioni alla valle di Giosafat, perché là io siederò a giudicare tutte le nazioni d’intorno” (Gioele 3:12). Il profeta Naum descrive i tempi futuri: “L‘Eterno è un Dio geloso e vendicatore; l‘Eterno è vendicatore e pieno di furore. L‘Eterno si vendica dei suoi avversari e conserva lira per i suoi nemici” (Naum 1:2).

L’ira di Dio si accenderà contro coloro che non hanno accettato la verità, preferendo la bugia di Satana, adorando la bestia e prendendo anche il suo marchio sulla loro fronte o sulla mano, bevendo in questo modo direttamente dalla coppa dell’ira di Dio (Apoc.14:10).

Tutta la creazione sarà sconvolta: “Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo a causa dell’indignazione dell’Eterno degli eserciti nel giorno della sua ira ardente” ed “Io punirò il mondo per la sua malvagità e gli empi per la loro iniquità; metterò fine all’alterigia dei superbi e abbatterò l’arroganza dei tiranni” (Is.13:11,13). Il peccato dell’uomo ha provocato anche la maledizione di Dio (Gen.3:17) del suolo della terra, per cui Dio toglierà la causa, sterminando il malvagio dalla faccia della terra e allora la benedirà Ag 2:19. Dio benedirà il suo popolo e non mancherà mai il cibo sulla terra: “Infatti, ci sarà un seme di pace: la vite porterà il suo frutto, il suolo darà i suoi prodotti e i cieli daranno la loro rugiada; darò a questo popolo superstite il possesso di tutte queste cose” (Zac.8:12).

Giorno dell’ira di Dio, Gesù aprirà il sesto sigillo (Apoc.6:12-14).

“Ecco, il giorno dell’Eterno giunge: giorno crudele, d’indignazione d’ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori… Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo per l’indignazione dell’Eterno degli eserciti, nel giorno della sua ira ardente” (Is 13:9,13).

Un piccolo cenno sull’ordine degli avvenimenti del giorno dell’ira dell’Eterno: La vendemmia e la mietitura. La vendemmia avverrà nel giorno dell’ira di Dio, dove tutte le nazioni della terra saranno radunate per la battaglia di Armagheddon (Apoc.16:16), chiamata anche Valle di Giosafat (Gioele 3:2), Valle della Visione (Is.22) o Valle del massacro (Is.14:21; Ez.26:15) dove tutti gli empi moriranno (Is.63:1,6; Apoc.14:18; 19:21), uccisi dalla spada (vd.Ez.38,21; Aggeo 2:22: Zac.14:13). Seguirà la mietitura, rappresenta la prima risurrezione di tutti i martiri di Israele, dalla legge alla grande tribolazione (Mt.24:29,31; Apoc.14:15; 6:9,10; 7:14; 20:5,6). Dio, allora distruggerà col fuoco i cieli e la terra attuali (2Ptr.3:7; Apoc.6:12,13,14), mentre il residuo del suo popolo sarà protetto dalla Sua mano: “Io ho posto le mie parole nella tua bocca e ti ho coperto con l’ombra della mia mano per stabilire i cieli e mettere le fondamenta della terra, e per dire a Sion: -Tu sei il mio popolo- (Is.51:16). Dio farà nuovi cieli e nuova terra (Is.65:17; 66:22).

“…Poiché dall’alto si apriranno le cateratte e le fondamenta della terra saranno scosse. La terra si schianterà tutta: la terra si screpolerà interamente, la terra traballerà violentemente. La terra barcollerà come un ubriaco, vacillerà come una capanna. Il suo peccato pesa su di essa, cadrà e non si rialzerà più. In quel giorno avverrà che l’Eterno punirà in alto l’esercito di lassù e giù sulla terra i re della terra; saranno radunati insieme, come carcerati in una prigione sotterranea; saranno rinchiusi in un carcere e, dopo molti giorni, saranno puniti. La luna sarà coperta di confusione e il sole di vergogna, perchè l’Eterno degli eserciti regnerà sul monte di Sion e in Gerusalemme, e la sua gloria davanti agli anziani…” (Is.24:18-23).
Il profeta Isaia rende evidente ciò che avverrà all’apertura del sesto sigillo, nel giorno dell’ira di Dio, quando l’Eterno punirà gli esseri spirituali insorti, (angeli satanici) ed i re della terra che andranno a combattere contro Gesù e il suo esercito (la Sposa) (Apoc.19:17,18).

Le profezie spiegano che quando i ribelli avranno colmato la misura (Dan.8:3), Dio riverserà sulla terra la sua collera ardente, punirà l’iniquità degli abitanti della terra (Is.26:21).La profezia dichiara che tutti i re della terra (Apoc.19:18), coloro che si sentiranno forti in battaglia (Gioele 3:10) saranno uccisi dalla spada (Ez.32:21,26,28,32; 35:8; Is.14:19), le anime della bestia l’uomo che ha posseduto lo spirito di Satana e l’anticristo andranno direttamente nello stagno di fuoco che arde con zolfo mentre tutti per tutti i popoli: capitani, prodi, franchi e servi, piccoli e grandi (Is.25:6; Ap.19:18) anch’essi moriranno uccisi dalla spada, le loro anime resteranno rinchiuse in una prigione sotterranea fino al giudizio universale, che avverrà al compimento dei mille anni, dopo la guerra di Gog e Magog. (Apoc.20:13-15)

Il peccato sarà rimosso dal mondo, tutto sarà rinnovato per accogliere i santi dell’Eterno, i rimasti in Sion con i superstiti di Gerusalemme, i cui nomi sono scritti tra i vivi (Is.4:3). Essi saranno condotti sul monte santo di Dio: ” …e li riempirò di gioia nella mia casa d’orazione; i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perchè la mia casa sarà chiamata una casa di orazione per tutti i popoli” (Is.56:7). Nel millennio il popolo Israelita dovrà fare sacrifici ed olocausti, come ai tempi della legge di Mosè (vedi Ez.40 e 48), nel nuovo tempio, il tabernacolo di Dio con gli uomini (Apoc.21:3), che abiteranno in Sion. Dio sarà il loro Dio ed essi saranno il Suo popolo (Apoc.21:3).

All’apertura del sesto sigillo, il residuo delle nazioni, superstite delle precedenti calamità, si renderà conto che è arrivato il giorno dell’ira di Dio, quando tutti vedranno apparire Gesù con gran potenza e grande gloria” (Mt.24:30; Apoc.1:7). Allora tutti i superstiti che andranno contro Israele (Zac.14:16) “…entreranno nelle caverne delle rocce e negli antri della terra davanti al terrore dell’Eterno e allo splendore della sua maestà, quando si leverà per far tremare la terra” (Is.2:10,19), confacente a quanto gli uomini imploreranno: “e diranno ai monti e alle rocce: – Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere? –” (Apoc.6:16,17). Tutti i popoli, che prima avevano disprezzato gli ebrei, riconosceranno umilmente Dio e l’Agnello (Gesù). Essi vivranno e ripopoleranno le nazioni, servendo l’Eterno e saranno sottoposti ad Israele (Is.60:3,9,10,14). Infatti all’inizio del millennio “Anche i figli dei tuoi oppressori verranno inchinandosi a te, e tutti quelli che ti hanno disprezzato si prostreranno alle piante dei tuoi piedi e ti chiameranno -la città dell’Eterno-, -la Sion del Santo d’Israele- (Is.60:14) e “Leccheranno la polvere come il serpente, come i rettili della terra, usciranno tremanti dai loro nascondigli; avranno paura dell’Eterno, il nostro Dio, e avranno timore di te” (Michea 7:17).

Come abbiamo già esposto (vedi Gioele 3:9,16), l’Eterno: “…ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che Egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (Atti 17:31). Si verificherà che Gesù “…giudicherà i poveri con giustizia e farà decisioni eque per gli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca e col soffio delle sue labbra farà morire l’empio” (Is.11:4; 2Tes.2:8), “Poiché l’Eterno farà giustizia con il fuoco e con la sua spada contro ogni carne; e gli uccisi dall’Eterno saranno molti” (Is.66:16).

Quindi la sentenza si compirà attraverso due guerre, di cui la prima chiamata di Armagheddon per il luogo di battaglia, che inizierà dopo la grande tribolazione e prima del millennio (Apoc.16:16), in cui tutti saranno uccisi dalla spada (Ez.32; 38:1-7,21; Zac.14:13; Aggeo 2:22).

Questa profezia è rivolta al serpente antico che è Satana, quando sarà liberato dall’abisso per un breve tempo, alla conclusione del millennio e “Dopo molti giorni tu riceverai l’ordine; negli ultimi anni verrai contro il paese sottratto alla spada, contro la nazione raccolta di fra molti popoli sui monti d’Israele, che sono stati per tanto tempo deserti; ma, tratta fuori di fra i popoli, essa abiterà tutta quanta al sicuro” (Ez.38:8, vers.Diodati).

il secondo conflitto (Ez.38:8-18), contro Israele, scoppierà al termine del millennio, guerra detta di Gog, nome attribuito a Satana, e Magog, ad indicare le nazioni partecipanti, dove gli intervenuti, sedotti da Satana, saranno distrutti col fuoco (Apoc.20:8,9; Ez.38:22).

(continua)