Capitolo 41.

Profezia contro le isole (i popoli) e le nazioni, richiamandole all’attenzione: “Ascoltatemi in silenzio, isole, e voi, nazioni, badate alla mia sfida! Si accostino e parlino; raduniamoci insieme in giudizio. Chi ha suscitato dall’oriente colui che chiama la vittoria sui suoi passi? Chi gli ha consegnato i popoli e assoggettato i re? La sua spada li riduce in polvere e il suo arco come paglia dispersa dal vento” (v.1,2). Nello Spirito, il  profeta annuncia ai popoli e alle nazioni la nascita del Messia, il Cristo (Gv.1:41). Egli è il Signore, che Dio ha reso Vittorioso, erede di tutte le cose, “hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi”  (1Cor.15:27 Ebr. 2:5-8).

Tutta la creazione è opera dell’unico Dio invincibile:“ Io, il Signore, sono il primo e io stesso sono con gli ultimi. Le isole (i popoli) vedono e ne hanno timore; tremano le estremità della terra, insieme si avvicinano e vengono” (v.4,5). Infatti dalle nazioni Dio si è acquistato un popolo, a cui ha fatto misericordi (1Ptr.2:9;10).

Dio rivela che ha scelto sin dal principio Israele, affinché da questo popolo nascesse il servo di Dio, ovvero il Cristo, Gesù Figlio di Dio. La profezia che segue (versi dal 8 al 10) espone tutta la vita di Cristo Gesù, sottomesso a Dio in tutto, compiendo ogni Sua opera nella potenza di Dio, come Egli conferma: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua” (Gv.4:34; 5:30; 6:30), “perché Dio era con lui” (At.10:38).

Gesù fu fedele durante tutta la vita della Sua Missione terrena; infatti, “svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini” (Fil.2:7). Da Dio è stato sovranamente innalzato (Ef.2:9) e lo ha reso “degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione” (Ap.5:9). Amen!

Quelli che lo hanno rinnegato, “saranno svergognati e confusi quanti s’infuriavano contro di te; saranno ridotti a nulla e periranno gli uomini che si opponevano a te. Cercherai, ma non troverai, coloro che litigavano con te; saranno ridotti a nulla, a zero, coloro che ti muovevano guerra” (v.11,12).

In similitudine, Gesù è considerato come verme e larva dal popolo d’Israele, perché essi lo hanno disprezzato fino ad ucciderlo, ma come è profetizzato, Dio venne in aiuto in ogni cosa al Suo Cristo, perché  “Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse” (At.10:40). Alla fine, proprio tramite Gesù, Dio giudicherà e distruggerà i popoli, che non lo hanno riconosciuto, perché “gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo” (Gv.5:27; At.17:31; Rom.2:16), come esposto in attinenza a quanto segue: “Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà” (v.15,16; Dan.2:35; Osea 13:3; Sof.2:2); questo avverrà in Armagheddon.

Al residuo d’Israele dice: “Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo di Israele” (v.16). Tutti i residui superstiti, che cercheranno e spereranno in Dio, saranno consolati, che li consola: “io, il Signore, li ascolterò; io, Dio di Israele, non li abbandonerò” (v.17).

Dal verso 18 al 20, il profeta rivela i nuovi cieli e la nuova terra, che Dio farà per tutti quelli scelti per vivere (Is.4:3) e per il residuo delle nazioni. A tutti quelli che invece non hanno riconosciuto la grandezza e il glorioso piano di Dio per il Figlio suo, Cristo Gesù, ma hanno confidato in loro stessi dice: “Presentate la vostra causa, dice il Signore, portate le vostre prove, dice il re di Giacobbe” (v.21).

Viene chiesto così alle genti, che hanno confidato nei loro idoli, di farsi avanti e di annunciare il passato e il futuro “e noi riconosceremo che siete dèi. Sì, fate il bene oppure il male e lo sentiremo e lo vedremo insieme.  Ecco, voi siete un nulla, il vostro lavoro non vale niente, è abominevole chi vi sceglie” (v.23,24).

I versi che seguono ribadiscono quello che doveva accadere ed è avvenuto, cioè la venuta del Messia, Cristo Gesù. Come tutte le profezie, anche il verso 25 è esposto in similitudine e indica il settentrione, da dove è venuto Gesù, perché il trono di Dio si trova nell’alto dei cieli a settentrione (Is.14:13) rispetto alla Terra promessa d’Israele; quindi Gesù, in Spirito, era fin dalla fondazione del mondo presso Dio (Gv.1:1,2; Ap.1:4): “Io ho suscitato uno dal settentrione ed è venuto, dal luogo dove sorge il sole l’ho chiamato per nome (Cristo Gesù); egli calpesterà i potenti come creta, come un vasaio schiaccia l’argilla”.

Chi mai ha rivelato la venuta di Cristo Gesù? Solo Dio e nessun altro lo ha annunciato fin dal principio: “Per primo io l’ho annunziato a Sion e a Gerusalemme ho inviato un messaggero (Gesù) di cose liete. Guardai ma non c’era nessuno, tra costoro nessuno era capace di consigliare” (v.25-27).

Quando Gesù venne sulla terra, nessuno fu trovato giusto, “Ecco, tutti costoro sono niente”, come fu profetizzato anche da Salomone: “Certo, non c’è sulla terra (Israele) nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai” (Eccl.7:20) e così ribadì anche l’apostolo Paolo che, alla venuta di Cristo Gesù, “Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato, come sta scritto: Non c’è nessun giusto, nemmeno uno, non c’è sapiente, non c’è chi cerchi Dio! Tutti hanno traviato e si son pervertiti; non c’è chi compia il bene, non ce n’è neppure uno” (Rom.3:9-11). Si compì così la profezia, quando Dio mandò in Gerusalemme un messaggero di cose liete, Cristo Gesù.

Capitolo 42.

Dio diede molte rivelazioni al profeta, riguardo al Messia, Suo servo: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole. (v.1-4).

Come è grande il nostro Dio, nulla di quanto ha detto è passato senza avverarsi; il primo verso lo troviamo adempiuto quando: “venne una voce dal cielo: -Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto-“ (Lc.3:22). Come anche avvenne che: “lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui” (Mt.3:16).

Da notare come si adempì pure che Gesù non fece udire la sua voce nelle piazze, Egli non andava predicando con un microfono, come avviene oggi, per tanti che si vogliono mettere in mostra. Gesù predicava alla folla, che lo seguiva, in montagna, al mare e lontano dalle piazze. Non disprezzò i poveri, né ruppe la canna incrinata e né spense la fiamma smorta, ovvero quelli che cercavano la verità senza trovarla. Gesù sapeva tutto quello che doveva soffrire, ma non si scoraggiò e non venne mai meno, ma “facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Fil.2:8); così stabilì il diritto sulla terra, sapendo che le nazioni aspettavano la sua dottrina.

“Così dice il Signore Dio che crea i cieli e li dispiega, distende la terra con ciò che vi nasce, dà il respiro alla gente che la abita e l’alito a quanti camminano su di essa” (v.5). È Dio che ha disposto ogni cosa riguardo a Cristo. Solo dopo che Cristo compì il suo Ministero, Dio fece conoscere agli apostoli “il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé” (Ef.1:9), perché fin dal principio della creazione tutto fu nascosto “in Dio, il Creatore di tutte le cose” (Ef.3:9). Così avvenne, “lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Gv.15:26).

Infatti, Dio dice a Gesù, che lo ha chiamato per la sua giustizia e lo ha “formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni. Perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre” (v.6,7, confermato in Lc.4:18; Ef. 4:8).

Nei versi 8 e 9 ribadisce che Egli è il solo Dio, colui che non dà la gloria ad altri, né l’onore agli idoli. Quello che è stato annunciato, è avvenuto e gli altri fatti sono stati preannunziati, perché noi li conoscessimo già, prima che avvengano.

Da fare attenzione, mentre il popolo della Legge cantava il cantico di Mosè, al popolo della Grazia è annunciato un cantico nuovo “il cantico dell’Agnello” (Ap.15:3): “Cantate al Signore un canto nuovo, lode a lui fino all’estremità della terra; lo celebri il mare (le nazioni) con quanto esso contiene, le isole con i loro abitanti. Esulti il deserto con le sue città, esultino i villaggi dove abitano quelli di Kedàr; acclamino gli abitanti di Sela, dalla cima dei monti alzino grida. Diano gloria al Signore e il suo onore divulghino nelle isole (tra i popoli)” (v.10-12).

I versi dal 13 al 16, il profeta rivela quello che avverrà quando Gesù chiuderà il periodo della Grazia; tutti i nemici di Dio e di Cristo saranno dati nelle mani del demone, il principe di questo mondo. però dopo che Gesù avrà annientato tutti gli empi e i loro seduttori, il demone sarà legato e gettato nell’abisso da Cristo Gesù (Ap.20:1-3).

Dio allora farà tutto nuovo, insegnerà al popolo israelita cose spirituali che loro non hanno mai conosciute, toglierà dai loro occhi il velo che li rendeva ciechi spiritualmente e vedranno la Luce, perché “quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso”. – 2Cor. 3:16; “Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura. Tali cose io ho fatto e non cesserò di farle” (v.16). Perciò al popolo d’Israele reso cieco spiritualmente per la loro incredulità (Mt 13:13), un residuo negli ultimi sette anni (ultima settimana – Dn 9:24) si convertirà al Signore e vedranno  chiaramente.

Alla fine del regno satanico, tramite Gesù, Dio sconfiggerà e annienterà tutti gli empi, che dicono agli idoli: “Voi siete i nostri dèi“ (v.17). La profezia rivolta a Israele: “Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere” (v.18).

Israele non volle riconoscere il Cristo, così Gesù si comportò in mezzo a loro come un cieco e sordo, pur vedendo e sentendo ogni cosa “perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo” (Gv.2:25). Per mezzo del suo servo Gesù, Dio diede Grazia a tutti quelli che credettero e crederanno in Lui fino alla fine. Il profeta rivela come il Signor Gesù vedeva e conosceva tutti i loro cuori, ma non giudicava nessuno , Egli era venuto per salvare, – “Poiché il Figlio dell’uomo è venuto a salvare ciò che era perduto” (Mt.18:11).

Di Gesù, Dio dice: “Chi è cieco come il mio privilegiato? Chi è sordo come il servo del Signore?  Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione, hai aperto gli orecchi, ma senza sentire. Il Signore si compiacque, per amore della sua giustizia, di dare una legge grande e gloriosa” (v.19-21). Una legge chiamata Grazia, avendo fede e mettendo in pratica tutti i suoi comandamenti (Gv. 15:10; 1Gv. 5:2), perché, – “Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù” (Ap.14:12).

Israele si rifiutò di accettare la legge di Cristo Gesù, grande e gloriosa. Dio compì allora quello che aveva preannunciato e che avvenne nel 70 d.C. circa, quando tutti gli israeliti “Furono saccheggiati e nessuno li liberava; furono spogliati, e nessuno diceva: -Restituisci–“ (v.22). “Chi abbandonò Giacobbe (il popolo) al saccheggio, Israele (la Terra) ai predoni? Non è stato forse il Signore contro cui peccarono, per le cui vie non vollero camminare, la cui legge non osservarono?  Egli, perciò, ha riversato su di esso la sua ira ardente e la violenza della guerra. L’ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme senza che egli se ne accorgesse, lo ha bruciato, senza che vi facesse attenzione” (v.24-25). Dio li diede nelle mani dei loro nemici e solo un residuo scampò e furono dispersi tra tutte le nazioni del mondo (Sal.89:23; Ger.18:17; Ez.5.12).

Capitolo 43.

Dal capitolo precedente continua l’esposizione dell’amore di Dio per il residuo santo d’Israele e del mistero di Dio in Cristo; mistero tenuto nascosto in Dio, e che non fu fatto conoscere alle generazioni passate fino all’arrivo di Cristo Gesù  (Col.1:26 Ef.1:9; 3:9).

Tutto fu dato ai profeti in analogie e parabole, come indicato dal verso 1 al 4, dove Dio espone l’amore che avrà per il residuo santo (Is.4:3; 10:20). Il residuo scelto per vivere sarà tenuto lontano dalla grande tribolazione; nulla lo toccherà, perché Dio lo custodirà e lo nutrirà per tutto il tempo (Ap.12.6).

Come ha già fatto, quando li fece uscire dalla schiavitù d’Egitto, Dio li diede un nome, Israele, perché da Giacobbe uscirono le 12 tribù. Avverrà che proprio da esse uscirà il residuo santo, che Dio preserverà in vita e porterà nel millennio. Solo un residuo resterà vivo, mentre tutti gli altri saranno destinati alla morte.

Durante gli ultimi sette anni (pima che inizi il millennio) tutti gli Ebrei che si troveranno ancora tra le nazioni, dovranno tornare in Israele. Dio li raccoglierà da ogni parte del mondo: “Dirò al settentrione: Restituisci, e al mezzogiorno: Non trattenere; fa’ tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall’estremità della terra,  Quelli che portano il mio nome e che per la mia gloria ho creato e formato e anche compiuto. Fa’ uscire il popolo cieco, che pure ha occhi, i sordi, che pure hanno orecchi” (v.6-8). Avvenne che al popolo d’Israele, rimasto incredulo verso Cristo Gesù, Dio pose un velo sui loro occhi (Mt.13:15), ma quel velo sarà tolto a tutti quelli che riconosceranno il Cristo, “perché  è in Cristo che esso è abolito” (2Cor.3:14).

Il verso 9 chiama a raduno tutte le nazioni a cui Dio si è fatto conoscere. Prima loro non conoscevano Dio, che li ha chiamati a salvezza. Dio si scelse un popolo tra tutte le nazioni del mondo, affinchè “conosciate e crediate in me e comprendiate che sono io” (v.9).

Attestando che “Prima di me non fu formato alcun dio né dopo ce ne sarà. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore” (v.10,11). Dio si è fatto conoscere tramite Cristo Gesù, perché Lui “è quello che l’ha fatto conoscere” (Gv.1:18). Fu annunciato da Dio dal principio e così è avvenuto anche per il popolo della Grazia “Io ho predetto e ho salvato, mi son fatto sentire e non c’era tra voi alcun dio straniero. Voi siete miei testimoni – oracolo del Signore – e io sono Dio,  sempre il medesimo dall’eternità. Nessuno può sottrarre nulla al mio potere; chi può cambiare quanto io faccio?” (v.12,13).

La parola rivolta al popolo d’Israele: “Così dice il Signore vostro redentore, il Santo di Israele: «Per amor vostro l’ho mandato contro Babilonia e farò scendere tutte le loro spranghe, e quanto ai Caldei muterò i loro clamori in lutto” (v.14). Questo avverrà all’inizio del regno satanico (grande tribolazione), quando Dio manderà contro Babilonia (il Vaticano) il grande dittatore universale e la distruggerà (vedi Ap.17:16,17, cap.18).

Dio è “il creatore di Israele, il vostro re. È colui che fece passare Israele attraverso le acque del mare per l’asciutto e inabissò i carri del Faraone; essi giacciono morti: mai più si rialzeranno; si spensero come un lucignolo, sono estinti”(v.15–17). Nei  mille anni il residuo vivente non ricorderà più le cose passate.

Dio rivela la venuta del Messia (Gv.1:41), in analogia, il Germoglio (Ger.23:5; Zac.3.8);  infatti Israele non si accorse del Signore, perché non lo riconobbe. Per il popolo tratto delle nazioni, mentre Israele fu abbandonato all’esilio di 62 settimane (Dn 9:26) per le nazioni del mondo si aprì iuna strada. Essi erano nel deserto (senza conoscenza di Dio), ma ricevettero un fiume di grazia. Tutti gli eletti glorificheranno Dio, che in similitudine, prima erano come le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, ovvero poveri, ciechi e oppressi spiritualmente, ma tramite la salvezza in Cristo “avrò fornito acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto” (v.20).

Così come fu profetizzato, avvenne per tutti quelli che credono in Gesù: “fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv.7:38). “Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi” (v.21; 1Ptr.2:9,10). Dal verso 22 al 24, Dio rimprovera Israele, che ha dimenticato le Leggi dell’Eterno, rifiutando la Grazia offerta, tramite Cristo Gesù, perciò vengono rimproverati “Ma tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità” (v.24).

Al compiersi delle 69 settimane, Dio ricomincerà ad aver di nuovo misericordia  e, “se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la potenza di innestarli di nuovo” (Rom.11:23). “Io, io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati” (v.25).

Dei peccati d’Israele, Dio avverte: “Fammi ricordare, discutiamo insieme; parla tu per giustificarti.  Il tuo primo padre peccò (Adamo), i tuoi intermediari mi furono ribelli (i giudici). I tuoi principi hanno profanato il mio santuario (i re d’Israele); per questo ho votato Giacobbe alla esecrazione, Israele alle ingiurie” (v.26-28). Cioè nelle mani dei loro nemici (tra le nazioni).

Capitolo 44.

 La profezia rivela che dal popolo israelita Dio formò in se stesso il mistero di Cristo (Col.1:27; 2:2), che si compì con la nascita del Messia (Gv.1:41). Dal verso 1 al 4, Dio espone al Suo popolo la venuta del Signor Gesù, in analogia “Israele da me eletto. Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta: -Non temere, Giacobbe mio servo, Iesurùn da me eletto” (v.2)

La rivelazione dell’arrivo di Cristo in un suolo assetato e arido (senza speranza), ma che alla Sua venuta: “io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri” (v.3). Le benedizioni del Signore saranno come acqua corrente.

Il verso 5 rivela in similitudine quello che avverrà durante gli ultimi mille anni per Israele. Dio ha disposto ogni cosa e così avverrà; nessuno può rivelare le cose future. Egli è il solo Dio e fuor di Lui, nessuno è mai esistito o esisteranno altri; infatti, domanda: “Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico? Ci annunzi ciò che succederà. Non siate ansiosi e non te l’ho fatto intendere e rivelato? Voi siete miei testimoni: C’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca?». – (v.7,8).

Dal verso 9 al 19, si rivela il destino, dall’inizio alla fine, dell’empio sulla terra e quanto sono inutili e abominevoli le sue immagini idolatre costruite con tanta cura.  Non possono comprendere perché i loro occhi sono abbagliati, usano, senza riflettere, legno e pietre per costruirsi “un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi ad un pezzo di legno? Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire: -Ciò che tengo in mano non è forse falso?-” (v.19,20).

A Giacobbe, Suo popolo, esorta di ricordare e a Israele, in attinenza, Gesù “poiché sei mio servo”. Al residuo d’Israele, Dio dichiara che le loro iniquità saranno perdonate, perciò “Ritorna a me, poiché io ti ho redento” (v.22). Dio invita tutti quelli che sono nei cieli ad esultare, perché ha riscattato il suo popolo.  In similitudine, terra, monti, selve e alberi, indicando tutti quelli salvati, da Adamo fino alla Grazia, tramite Cristo Gesù, li esorta a gioire perché: “in Israele ha manifestato la sua gloria” (v.23)0.

Al residuo santo, “Dice il Signore, che ti ha riscattato e ti ha formato fino dal seno materno: -Sono io, il Signore, che ho fatto tutto, che ho spiegato i cieli da solo, ho disteso la terra; chi era con me?” (v.24). Dio è l’unico che ha creato ogni cosa, perché la ereditasse il Figlio Suo, che “ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi” (Ebr.1:2). Dio annienterà tutte le malvagità e “i presagi degli indovini, dimostro folli i maghi, costringo i sapienti a ritrattarsi e trasformo in follia la loro scienza” (v.25). Così avverrà che: “Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza degli intelligenti” (1Cor.1:19).

Ai suoi servi invece: “confermo la parola, compio i disegni dei suoi messaggeri. Io dico a Gerusalemme: Sarai abitata e alle città di Giuda: Sarete riedificate e ne restaurerò le rovine” (v.26). Dio distruggerà le nazioni, in similitudine oceano, come pure le città d’Israele (i fiumi) si seccheranno.

“Io dico a Ciro (in allegoria, Gesù): Mio pastore; ed egli soddisferà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata; e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta” (v.28). Questo avverrà nel millennio, il Tempio di Dio, cioè la nuova Gerusalemme celeste, non sarà edificata da mani di uomini, ma scenderà direttamente dal cielo, da presso Dio e si poserà sul monte più alto di tutta la terra, Sion. “Sono io-, dirà, -che ho stabilito il mio re (Cristo Gesù) sopra Sion, il mio monte santo-” (Sal.2:6; 74:2); “Allora il regno sarà del Signore” (Abd.21).

Capitolo 45.

Anche la profezia di questo capitolo inizia rivelando, in allegoria, la venuta di Cristo Gesù con il nome di Ciro, re di Persia.

Perché questa attinenza? Dio diede ordine a re Ciro di ricostruire il Tempio di Dio in Gerusalemme (2Cron.36,23; Esd.1:1,2); alla stessa maniera, Cristo Gesù (il Germoglio) ha ricevuto ordine di costruire il Tempio di Dio, che siamo noi (1Cor.3:9,17, rivelato: “Ecco un uomo, che si chiama il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio del Signore” (Zac.6:12,13).

Così Dio rivelò, tramite il suo servo, Isaia: “Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:-Io l’ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso. Io marcerò davanti a te; spianerò le asperità del terreno, spezzerò le porte di bronzo, romperò le spranghe di ferro-” (v.1,2). Così avvenne, la Grazia, offerta tramite il sacrificio di Cristo, non restò e non resterà nascosta al mondo; infatti, nessuna porta (nazione) non conosce il Cristo, anche si si trattasse di persone molte influenti secondo il mondo, dovranno conoscere che Cristo ha dato la sua vita, per riconciliare l’uomo a Dio, in relazione alla parola di Gesù; “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Mt.24:14).

A partire dai Giudei che rimasero indifferenti davanti al Signor Gesù, come gli scribi e i farisei che Gesù definì ipocriti (Mt 23:13), ancora avviene oggi, molti restano indifferenti, davanti alla potenza della Parola di vita. Presto si compiranno le promesse di Dio, (Ebr.1:13), Gesù “aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi” (Ebr.10:13), perciò, Dio consegnerà a Gesù, all’inizio del millennio, tutti i regni e le ricchezze, che ancora sono nascoste (Is.53:12): “Ti consegnerò tesori nascosti e le ricchezze ben celate, perché tu sappia che io sono il Signore, Dio di Israele, che ti chiamo per nome” (v.3).

Dalla stirpe di Israele venne il Cristo, l’eletto di Dio. L’angelo annunciò a Maria la sua nascita, dicendo: “lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo…” (Lc.1:31,32). Gesù è il suo nome e Figlio dell’Altissimo è il titolo; tutto predisposto e annunciato da Dio, quando ancora Gesù non era nato, ma esisteva nel mistero di Dio. Per bocca del profeta, Dio si proclama Unico; non ci sono altri che lo possono assomigliare. L’Eterno è il Creatore di tutto e tutti: “Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio tutto questo” (v.7).

Il verso 8 dichiara. in attinenza, quello che Dio fece, quando mandò il suo Spirito, cioè il Consolatore (Gv.16:7) e così la giustizia di Dio, diffondendosi sulla terra, produce salvezza. Questo avvenne quando Gesù tornò al Padre (Gv.16:7).  Tutto questo fu dal principio nel mistero di Dio, per Cristo Gesù (Col.1:26,27; 2:2); infatti: “Io, il Signore, ho creato tutto questo” (v.8).

Dal verso 9 al 12, Dio si dichiara Vasaio e noi paragonati all’argilla; l’uomo (argilla) non può certo discutere con Dio, né dirgli -perché mi hai fatto così?- Alla stessa maniera, un figlio non può dire ai genitori -che cosa hai generato-.

Dio è il Santo di Israele, che ha disposto ogni cosa, fin dal principio e per il futuro; nessuno può ostacolarlo, perché “-Io ho fatto la terra e su di essa ho creato l’uomo; io con le mani ho disteso i cieli e do ordini a tutte le loro schiere.  Io l’ho stimolato per la giustizia; spianerò tutte le sue vie. Egli ricostruirà la mia città e rimanderà i miei deportati, senza denaro e senza regali-, dice il Signore degli eserciti” (v.12,13). Dio ha stabilito Cristo Gesù nella giustizia; Egli compirà tutto il piano di Dio e alla fine sarà il Salvatore d’Israele, come è stato decretato: “così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza” (Ebr.9:28).

I versi 14 e 15 rivelano quello che avverrà dopo che la generazione malvagia, che sarà sconfitta; il residuo delle nazioni porteranno a Israele le loro ricchezze e tutte le nazioni saranno serve d’Israele. Esse riconosceranno che solo in Israele esiste Dio, affermando: “Solo in te è Dio; non ce n’è altri; non esistono altri dei. Veramente tu sei un Dio nascosto, Dio di Israele, salvatore” (v.14,15). Il rimanente delle nazioni inique e idolatre, che si erano infuriate contro Cristo Gesù, saranno sterminate nella guerra di Armagheddon (Ap.16:16), mentre “Israele sarà salvato dal Signore con salvezza perenne. Non patirete confusione o vergogna per i secoli eterni».  Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli; egli, il Dio che ha plasmato e fatto la terra e l’ha resa stabile e l’ha creata non come orrida regione, ma l’ha plasmata perché fosse abitata: «Io sono il Signore; non ce n’è altri” (v.17,18).

Fin dal principio Dio si è fatto conoscere e niente è avvenuto in segreto, come si è fatto conoscere a Israele tramite il servo di Dio, Mosè. “Io sono il Signore, che parlo con giustizia, che annunzio cose rette. Radunatevi e venite, superstiti delle nazioni! Non hanno intelligenza coloro che portano un loro legno scolpito e pregano un dio che non può salvare” (v.19,20).   Dio rende vano ogni pensiero umano, dichiarando che da sempre Lui si è fatto conoscere come Dio grande e “Fuori di me non c’è altro Dio; Dio giusto e salvatore non c’è fuori di me” (v.21).

Così Dio invita: “Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio; non ce n’è altri” (v.22). Dalla bocca di Dio esce solo verità e la sua parola è “irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua” (v.23).

Così è avvenuto (Rom.14:11).

“Si dirà: -Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza!-“ (v.24). Nel giorno del Signore (Armagheddon, Ap.16:16; 19:11-21)  tutti gli altri “Verso di lui verranno, coperti di vergogna, quanti fremevano d’ira contro di lui” (v.24). La Chiesa di Cristo “Nel Signore saranno vittoriosi e si glorieranno tutti i discendenti di Israele” (v.25). I discendenti sono quelli della promessa fatta ad “Abraamo. Egli è padre di noi tutti” (Rom.4:16; 9.8), perché “Se siete di Cristo, siete dunque discendenza di Abraamo, eredi secondo la promessa” (Gal.3:29).

Capitolo 46.

Disprezzo di Dio verso gli idoli pagani e salvezza per Israele.

Bel rappresenta Babilonia e Nebo la montagna di idoli che possiede Babilonia (Ap.14:8; 17:5).  Tutti i loro idoli saranno per loro carichi schiaccianti, perché alla fine avverrà come profetizzato: “Sono rovesciati, sono a terra insieme, non hanno potuto salvare chi li portava ed essi stessi se ne vanno in schiavitù” (v.2)

Al residuo israelita Dio afferma: “Ascoltatemi, casa di Giacobbe e voi tutti, superstiti della casa di Israele; voi, portati da me fin dal seno materno, sorretti fin dalla nascita. Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso, io vi porterò fino alla canizie. Come ho già fatto, così io vi sosterrò, vi porterò e vi salverò. A chi mi paragonate e mi assomigliate? A chi mi confrontate, quasi fossimo simili?” (v.3-5).

I versi 6 e 7 espongono la nullità dell’idolo; il vanto dell’uomo in qualcosa che non ha vita e perciò non può salvare alcuno. Tutti gli esseri umani sono avvertiti:

“Ricordatevelo e agite da uomini; rifletteteci, o prevaricatori. Ricordatevi i fatti del tempo antico, perché io sono Dio e non ce n’è altri. Sono Dio, nulla è uguale a me. Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto; io che dico: -Il mio progetto resta valido, io compirò ogni mia volontà!” (v.8-10). Tramite il profeta, Dio rivela quello che avverrà nell’ultimo regno sulla terra, quando darà il mondo intero nelle mani di un uomo guidato mentalmente e direttamente da Satana, “l’ho progettato, così farò” (v.11).

Al residuo d’Israele, che sarà salvato, invece dichiara: “Ascoltatemi, voi che vi perdete di coraggio, che siete lontani dalla giustizia.  Faccio avvicinare la mia giustizia: non è lontana; la mia salvezza non tarderà. Io dispenserò in Sion la salvezza a Israele, oggetto della mia gloria” (v.12,13).

Capitolo 47.

Profezia contro Babilonia; la sua iniquità è esposta dal principio fino al suo termine e come Dio farà cessare la sua alterigia.

“Scendi e siedi sulla polvere, vergine figlia di Babilonia. Siedi a terra, senza trono, figlia dei Caldei, poiché non sarai più chiamata tenera e voluttuosa” (v.1).

L’analogia del Vaticano con la passata Babilonia (distrutta e mai più ricostruita)  è nelle sue bellezze e ricchezze. Babilonia era una splendida città, tanto che Nabucodonosor ”il re prese a dire: -Non è questa la grande Babilonia che io ho costruito come reggia per la gloria della mia maestà, con la forza della mia potenza?-“ (Dan.4:27). Per queste parole il re fu scacciato di mezzo agli umani e per sette tempi (anni) visse nei boschi alla maniera degli animali.

Il Vaticano viene chiamato in similitudine Babilonia (che vuol dire anche confusione). Arriverà il tempo quando le sue grandi ricchezze termineranno e il trono sarà tolto per sempre alla grande prostituta; sarà allora scoperto il suo peccato.  Tutti quelli che confidavano in essa vedranno la sua nudità e vergogna spirituale. Dio si vendicherà delle sue prostituzioni idolatre “e nessuno interverrà-, dice il nostro Redentore che si chiama Signore degli eserciti, il Santo di Israele. -Siedi in silenzio e scivola nell’ombra, figlia dei Caldei, perché non sarai più chiamata Signora di regni” (v.3-5).

I Caldei erano le popolazioni del regno di Babilonia e sono riferiti, in attinenza, alla Babilonia (Vaticano) dei nostri tempi e ai suoi abitanti. Colui che siede sul trono, adorno di oro, argento e pietre preziose domina su tutti i regni religiosi idolatri del mondo.

Questo regno, come specificato in Apocalisse 17 e 18, è fondato dal principe di questo mondo (dragone), a cui Dio rivolge la parola attestando l’avvenuta Diaspora (dispersione degli Ebrei tra le nazioni): “Ero adirato contro il mio popolo, avevo lasciato profanare la mia eredità; perciò lo misi in tuo potere, ma tu non mostrasti loro pietà; perfino sui vecchi facesti gravare il tuo giogo pesante. Tu pensavi: -Sempre io sarò signora, sempre-. Non ti sei mai curata di questi avvenimenti, non hai mai pensato quale sarebbe stata la fine.  Ora ascolta questo, o voluttuosa che te ne stavi sicura, che pensavi: -Io e nessuno fuori di me! Non resterò vedova, non conoscerò la perdita dei figli-. Ma ti accadranno queste due cose, d’improvviso, in un sol giorno; perdita dei figli e vedovanza piomberanno su di te, nonostante la moltitudine delle tue magie, la forza dei tuoi molti scongiuri–“ (v.6-9).

Babilonia confida sempre su se stessa, credendo che può agire come vuole e, che nessuno veda le sue profanazioni,  “Eppure dicevi in cuor tuo: -Io e nessuno fuori di me–“ (v.10). Sarà invece coperta di una grande calamità; tutto avverrà all’improvviso e non potrà evitarlo. Dio mette alla luce le molte magie e incantesimi, in analogia, sono le sue grandi capacità di cambiare il peccato in verità, perché tramite i suoi idoli incanta e seduce il mondo. Avverrà che tutti la vedranno sparire in un attimo “e vedendo il fumo del suo incendio esclameranno: -Quale città fu mai simile a questa grande città?-” (Ap.18:18).

Nessuno può salvare quello che Dio ha determinato di distruggere. Tutti quelli che sono a sostegno di Babilonia, saranno inermi davanti alla decisione dell’Eterno, come indicato: “Ecco, essi sono come stoppia: il fuoco li consuma; non salveranno se stessi dal potere delle fiamme. Non ci sarà brace per scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi” (v.14). Ciò vuol dire che non ci sarà più quiete e certezza per nessuno “Così sono diventati per te i tuoi maghi, con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza; ognuno se ne va per suo conto, nessuno ti viene in aiuto” (v.15).

Capitolo 48.

Avvertimenti al popolo d’Israele o casa di Giacobbe.

Conoscevano di appartenere a Dio e di essere il suo popolo, sia giudei che israeliti invocavano l’Iddio d’Israele senza sincerità e né rettitudine. “poiché prendete il nome dalla città santa (Gerusalemme) e vi appoggiate sul Dio di Israele che si chiama Signore degli eserciti” (v.2).

Tutto quello che il Signore Dio aveva annunciato a loro, tramite i suoi profeti, riguardo il Cristo, sono accadute. “Poiché sapevo che tu sei ostinato e che la tua nuca è una sbarra di ferro e la tua fronte è di bronzo, io te le annunziai da tempo, prima che avvenissero te le feci udire, per timore che dicessi: -Il mio idolo le ha fatte, la mia statua e il dio da me fuso le hanno ordinate–“ (v.4,5).

I Giudei e poi anche in Israele videro le opere compiute in mezzo a loro, prima dal Signor Gesù e poi dai suoi apostoli. Essi furono testimoni delle cose udite e viste, ma senza riconoscerle; così per la loro incredulità furono resi ciechi e sordi spiritualmente (Mt.13:15).

Fino alla fine il velo dell’incredulità rimarrà sui loro occhi: “lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è tolto via” (2Cor.3:14).

Quando i loro (Israele) occhi e orecchi saranno di nuovo aperti, è attestato che “Ora ti faccio udire cose nuove e segrete che tu nemmeno sospetti. Ora sono create e non da tempo; prima di oggi tu non le avevi udite, perché tu non dicessi: -Già lo sapevo–“ (v.6,7). Saranno i due profeti, che testimonieranno a Israele tutte le cose che accadranno in breve (Ap.11:3-13) e “Quando però si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso” (2Cor.3:16), perché “No, tu non le avevi mai udite né sapute né il tuo orecchio era già aperto da allora poiché io sapevo che sei davvero perfido e che ti si chiama sleale fin dal seno materno” (v.8).

Quando l’Eterno Dio tolse la Terra promessa al suo popolo, si riservò un residuo, che fu disperso tra tutte le nazioni (Lev.26:33). Così pure avverrà alla fine (ultima settimana, sette anni), quando un residuo d’Israele sarà salvato e, “tornerà all’Iddio potente” (Is.10:21).

“Ecco, ti ho purificato per me come argento, ti ho provato nel crogiuolo dell’afflizione. Per riguardo a me, per riguardo a me lo faccio; come potrei lasciar profanare il mio nome? Non cederò ad altri la mia gloria” (v.10,11). Israele è stato scelto per la gloria di Dio, come confermato: “tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creato per la mia gloria, che ho formato, che ho fatto’” (Is.43:7; Ger.13:11).

Dio si presenta al suo popolo, invitandoli: “Ascoltami, Giacobbe, Israele che ho chiamato: Sono io, io solo, il primo e anche l’ultimo” (v.12). Non esiste alcun altro  dio all’infuori dell’Eterno; Dio ha posto le fondamenta della terra e creato i cieli.

Tutti gli ubbidiscono ed è lo stesso Dio, che ha predetto tutto quello che è già avvenuto e che avverrà, come affermato: “Uno che io amo (Cristo Gesù) compirà il mio volere su Babilonia e, con il suo braccio, sui Caldei. Io, io ho parlato; io l’ho chiamato, l’ho fatto venire e ho dato successo alle sue imprese. Avvicinatevi a me per udire questo. Fin dal principio non ho parlato in segreto; dal momento in cui questo è avvenuto io sono là. Ora il Signore Dio ha mandato me insieme con il suo spirito” (v.14-16; Lc.4:18). Fin dal principio Dio ha rivelato, tramite i suoi profeti, la venuta del Messia, il suo Cristo, esponendo tutto quello che ha già compiuto e che compirà ancora fino alla fine  (Ap.19:11-21).

Dio è Onnipotente, Redentore e Santo d’Israele che, tramite il suo servo Mosè, insegnò la via da seguire, ma essi si sviarono e non vollero ascoltare, però “Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli d’arena; non sarebbe mai radiato né cancellato il tuo nome davanti a me” (v.18,19).

Tutto questo avverrà al residuo santo, nei mille anni, quando nell’ultima settimana delle settanta (Dan.9:24-27), usciranno da Babilonia, fuggendo dai Caldei, allora si convertiranno e gioiranno, perciò:  “diffondetelo, fatelo giungere fino all’estremità della terra. Dite: -Il Signore ha riscattato il suo servo Giacobbe-.  Non soffrono la sete mentre li conduce per deserti; acqua dalla roccia egli fa scaturire per essi; spacca la roccia, sgorgano le acque. Non c’è pace per i malvagi, dice il Signore” (v.20-22). Tramite il suo servo Mosè, Dio li guidò attraverso un deserto e non gli fece mancare alcuna cosa; ebbero da mangiare e da bere in abbondanza (Eso. 16:13,31; 17:6; Num.20:8,11), ma per i malvagi, sempre scontenti, non vi fu pace.

Capitolo 49.

Questo capitolo rivela la Missione del Cristo, mandato da Dio, come confermato: “Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt.15:24).

A tutti i popoli del mondo Gesù annuncia: “Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome” (v.1). Infatti l’apostolo conferma che Gesù era “Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi” (1Ptr.1:20).

Lo Spirito di Dio annuncia, in similitudine, quattro episodi dei quali due sono passati e altri due si avvereranno “Ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell’ombra della sua mano, mi ha reso una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra” (v.2). Infatti, Gesù ha la spada a doppio taglio nella sua bocca, la Parola di Dio: “Queste cose dice colui che ha la spada acuta a due tagli” (Ap.19:11,12; 2:12). Dio lo ha risuscitato dalla morte e lo ha fatto sedere alla sua destra. Avverrà che Gesù combatterà ed ucciderà gli empi, con la spada della Parola, nella guerra di Armagheddon (Ap.16:16); Egli è il Re su Israele (Mt.2:2; Lc.1:33; Ap.11:15).

Dio dice a Gesù: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria.  Io ho risposto: -Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio“ (v.3,4).

I versi 5 al 6 dimostrano che Dio stimò come suo servo fedele Gesù, affinché facesse la sua volontà in ogni cosa e per ricondurre il popolo di Dio alla verità. Dio disse a Gesù che era troppo poca cosa che Gesù restaurasse Israele e raccogliesse i suoi superstiti (il residuo): “Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra” (v.6). Così avvenne, Gesù confermò: “io sono la luce del mondo” (Gv.9:5; Lc.2:32). La Grazia si espanse per tutto il mondo, come Gesù diede ordine: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” (Mrc.16:15), affinché Gesù fosse “luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (Lc.2:32).

Dice il Signore, che è il redentore d’Israele, al suo Santo (il Figlio suo, Gesù Cristo), “a colui la cui vita è disprezzata, al reietto delle nazioni, al servo dei potenti: -I re vedranno e si alzeranno in piedi, i principi vedranno e si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, a causa del Santo di Israele che ti ha scelto–“ (v.7). In similitudine, è indicato come avvenne, la vita di Gesù fu disprezzata dagli uomini, Egli fu respinto e allontanato dalle nazioni, facendosi servo dei potenti, come rivelato: “il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi. Essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani” (Mrc.10:33).

Dopo aver sofferto la morte in croce, Dio lo esorta con queste parole “Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, nel giorno della salvezza ti ho aiutato. Ti ho formato e posto come alleanza per il popolo, per far risorgere il paese, per farti rioccupare l’eredità devastata, per dire ai prigionieri: Uscite, e a quanti sono nelle tenebre: Venite fuori. Essi pascoleranno lungo tutte le strade, e su ogni altura troveranno pascoli” (v.8,9). Questi versi indicano come il residuo scelto entrerà nei mille anni e, come Gerusalemme, sarà nuovamente ricostruita, allora non soffriranno più né fame né sete “e non li colpirà né l’arsura né il sole, perché colui che ha pietà di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti di acqua” (v.10).

Dio farà tutto nuovo; cieli e terra saranno cambiati come un vestito (Ebr.1:11,12); tutte le nazioni andranno ad adorare in Gerusalemme (Zac.14:17,18). L’invito è di rallegrarsi tutti insieme per il residuo santo d’Israele, perché Dio li ha consolati. Giubilino i cieli e si rallegri la Terra, perché Dio consolerà il suo popolo ed avrà misericordia di loro, Dio ha cura del suo popolo come una madre non dimentica il proprio figlio, ma se anche lo dimenticasse, Dio non dimentica il suo popolo, perché lo ha scolpito sulle palme delle Sue mani.

Avverrà che in Gerusalemme “i tuoi costruttori accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te” (v.17). Amen! Quando i distruttori di Gerusalemme si allontaneranno per sempre, tutte le nazioni andranno in Gerusalemme per lodare e glorificare Dio, dove porteranno le loro ricchezze (Is.60:5; Ap.21:24). Israele crescerà di numero, perché da un piccolo residuo diverrà un immenso popolo (Is.60:22); allora la Terra d’Israele sarà troppo poca per loro.

Israele si chiederà da dove viene questa moltitudine: “Ecco, ero rimasta sola e costoro dove erano?-. Così dice il Signore Dio: -Ecco, io farò cenno con la mano ai popoli, per le nazioni isserò il mio vessillo. Riporteranno i tuoi figli in braccio, le tue figlie saran portate sulle spalle. I re saranno i tuoi tutori, le loro principesse tue nutrici. Con la faccia a terra essi si prostreranno davanti a te, baceranno la polvere dei tuoi piedi; allora tu saprai che io sono il Signore e che non saranno delusi quanti sperano in me–“ (v.21-23).  Amen.

Israele sarà la nazione, dove Dio abiterà con gli uomini, in mezzo a loro (Ap.21:3), perciò tutte le nazioni saranno assoggettate a Israele. Infatti, Gerusalemme sarà capitale del mondo, confermato in Ap.12:1, perché in similitudine Israele è rappresentata dalla donna vestita di sole (illuminata da Dio), con la luna sotto ai suoi piedi, simboleggiante i popoli e le nazioni sottoposti a lei.  In similitudine, indica che la preda non si può strappare al forte e neppure un prigioniero può liberarsi da un tiranno, ma Dio libererà Israele dalla preda e dal tiranno, perché assicura “Io avverserò i tuoi avversari; io salverò i tuoi figli. Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto”, perché Gesù combatterà contro di loro e li vincerà (Ap.17:14; 19:11-21).

“Allora ogni uomo saprà che io sono il Signore, tuo salvatore, io il tuo redentore e il Forte di Giacobbe” (v.25,26).

Capitolo 50.

Tramite il profeta, Dio rivelò l’avvenuta Diaspora (dispersione degli Ebrei tra tutte le nazioni) nel 70 d.C. circa. Essi furono scacciati (ripudiati) dalla terra promessa e un residuo israelita resterà tra le nazioni, fino a quando si compiranno le 62 settimane (Dan.9:26).

“Dice il Signore: -Dov’è il documento di ripudio di vostra madre, con cui l’ho scacciata? Oppure a quale dei miei creditori io vi ho venduti? Ecco, per le vostre iniquità siete stati venduti, per le vostre scelleratezze è stata scacciata vostra madre” (v.1).

Israele fu scacciato perché compì il colmo delle loro iniquità, rifiutando e uccidendo il Cristo. Infatti, Gesù venne in mezzo a loro, ma essi non vollero riconoscerlo come loro Re (Gv.19:21). A tale proposito, viene chiesto: “Per qual motivo non c’è nessuno, ora che io sono venuto? Perché, ora che chiamo, nessuno risponde? È forse la mia mano troppo corta per riscattare oppure io non ho la forza per liberare? Ecco, con una minaccia prosciugo il mare” (v.2).

Israele, che si credeva fedele alla Legge, rinnegò il suo Creatore e Signore, che si era mostrato ai loro padri con grande potenza; è lo stesso che aveva mandato il suo Unigenito Figlio, affinché si ravvedessero e convertissero dai loro peccati (Mt.4:17). perciò avvenne la Diaspora, Dio tolse la terra promessa al suo popolo e i superstiti furono dispersi tra le nazioni, in similitudine “la minaccia che prosciuga il mare (Israele).

E’ rivelato riguardo il servo e Figlio di Dio che: “Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati” (v.4).

La rivelazione che segue espone la sofferenza di Cristo Gesù, come Egli “svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini” (Fil.2:7) e anche che, – “Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca” (At.8:32; Mt.27:12).

Fu rivelato dai profeti, quello che Gesù doveva subire ed è avvenuto (Mt.26:67); “Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi” (v.5,6), ma il Signore Dio lo ha assistito e mai è stato confuso. Dio ha dato forza al suo Unto, rendendo dura la sua faccia come pietra, “sapendo di non restare deluso” (v.7).

Avverrà che il Signor Gesù apparirà una seconda volta molto presto; Dio gli renderà giustizia e nessuno degli empi, che lo hanno detestato vivrà, perché “Ecco, come una veste si logorano tutti, la tignola li divora” (v.9). Mentre a tutti gli israeliti, un invito per quelli che temono Dio ad ascoltare la voce del buon Pastore, il servo di Dio, – “Chi tra di voi teme il Signore, ascolti la voce del suo servo! Colui che cammina nelle tenebre, senza avere luce, speri nel nome del Signore, si appoggi al suo Dio” (v.10).

Negli ultimi sette anni (ultima settimana), un residuo israelita crederà alla testimonianza dei due profeti (testimoni (Ap.11), essi riconosceranno il Cristo e entreranno nei mille anni. Ma ci sarà anche un altro residuo salvato, però dovrà passare per il  martirio (Dan.11:32-35), perciò del popolo d’Israele, tutti quelli che riconosceranno Cristo Gesù  e che crederanno in Lui, durante gli ultimi sette anni, riceveranno salvezza, perché Gesù “apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza” (Ebr.9:28).

A tutti gli altri invece attesta  “Ecco, voi tutti che accendete il fuoco, e tenete tizzoni accesi, andate alle fiamme del vostro fuoco, tra i tizzoni che avete acceso. Dalla mia mano vi è giunto questo; voi giacerete fra le torture” (v.11; Ap.20:15).

(continua)