Capitolo 17.

“Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne e mi disse: -Vieni, io ti mostrerò il giudizio della grande meretrice, che siede sopra molte acque” (v.1). In questa visione l’apostolo è trasportato in spirito nel deserto, dove gli sarà presentato il giudizio della grande meretrice, che sedeva sopra molte acque (le acque rappresentano i popoli della terra) (Apoc.17:1), raffigurata da una donna seduta sopra una bestia. La bestia è la stessa di quella descritta nella visione del profeta Daniele (Dan.7:7) e che l’apostolo aveva visto salire dal mare.
In questo caso è indicato il trono di satana, già segnalato “Io conosco le tue opere e dove tu abiti, là dove satana ha il suo trono…” (Apoc.2:13), “La donna era vestita di porpora e di scarlatto, era tutta adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, e aveva in mano una coppa d’oro piena di abominazioni e delle immondizie della sua fornicazione” (v.4).

Satana si è formato un regno, seminando discordia e si è posto a sedere su di un trono, adescando il mondo con illusioni, come riportato nella lettera alla chiesa di Tiatira: “Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli” (2:20). Come Iezabel indusse Israele ad adorare Baal, così l’odierna meretrice corrompe il mondo con la sue idolatrie.

Un cenno di spiegazione: Achab, re di Israele e marito di Iezabel, si comportò indegnamente agli occhi dell’Eterno, più di tutti i suoi predecessori. La causa fu imputata a Iezabel, originaria del popolo pagano dei Sidoni e profetessa del dio Baal, che indusse Israele al peccato di idolatria, adorando Baal. Questo spirito seduttore è chiamato dragone (Apoc.13:2). Oggi si nasconde sotto vari titoli come maestro o guida spirituale, Dalai Lama, guru, vicario o rappresentante di Dio in terra, santone, sciamano, ecc., con l’intento di pervertire molti all’idolatria, come fece Iezabel.

In questo capitolo è svelato il mistero della donna e della bestia che la porta. “Sulla sua fronte era scritto un nome: -Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra” (v.5)

La bestia con sette teste e dieci corna, descritta dal profeta e apostolo Giovanni, era già presente al tempo della chiesa primordiale, fissò il suo regno imponendo una religione universale, cattolica, dominando su altre confessioni e si sviluppò usando impropriamente il nome di cristianità (fedeltà dei veri seguaci a Cristo), perché basata su principi umani (imperiali) e non divini. Stabilì suo potere emanando insegnamenti di una dottrina piena di idolatrie, sotto le quali si nasconde il bugiardo ed omicida (Gv.8:44), facendo credere all’umanità che la salvezza si raggiunge attraverso le opere e tramite la sua chiesa, riponendo la fede nelle creature ed adorandole sopra ogni cosa, attraverso immagini anche scolpite che non parlano, non vedono, non odono e non camminano (Slm.115). Molte sono le religioni che osservano regole idolatre, perché non riconoscono il vero Dio, ma la grande Babilonia, con la sua dottrina basata su propri principi, non biblici, influenza ogni altro sistema e, per questo motivo, l’ira di Dio è grandemente accesa contro questo particolare impero, che satana ha formato. Esso è fondato su menzogne e lo dirige attraverso un capo che lo rappresenta, usando stratagemmi pacifici e mostrandosi come angelo di luce (2Cor.11:14). Egli, con prodigi, inganna il mondo ed i suoi governanti, facendoli credere di essere una comunità fedele ed osservante della verità nelle Scritture, ma effettivamente non mette in pratica i comandamenti che Dio ha esposto per mezzo del suo servo Mosè e confermati dal suo unigenito Figlio, dato in sacrificio per tutti coloro che credono in Gesù.

La sovranità di questo dominio, chiamata la Grande Babilonia, si è estesa includendo molte confessioni e filosofie, unendole sotto un ideale ecumenico dottrinale, con lo scopo di adorare in libertà e tutti insieme un solo dio, sotto il vincolo della pace mondiale.
In realtà tale fenomeno tende a favorire l’adesione ad un unico controllo di potere, ancora velato per i sostenitori.

Ricordiamo quindi che: “Nessun servo può servire a due padroni; perchè o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona” (Lc.16:13).
Gesù ammonì: “…perchè mi chiamate “Signore, Signore”, e non fate quello che dico?” (Lc.6:46).

Il regno attuale, che non ha tenuto conto e né messo in pratica le Scritture nella sua interezza, si è formato su alcuni principi convenienti e su dogmi emanati da uomini, che si sono sostituti a Cristo, come se egli (Gesù) non avesse realizzato tutto il piano di Dio.
In effetti, Gesù insegnò “…di osservare tutte le cose che vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen” (Mt.28:20) e, sulla croce, prima di rendere il suo spirito, proclamò “E’ compiuto!” (Gv.19:30, 17:4).

La grande Babilonia si è elevata al punto di ritenersi l’erede di Gesù, perfino prendendo e reclamando il suo posto, qui sulla terra.
Il nome le è stato attribuito per attinenza all’antica Babilonia che fu distrutta completamente, così sarà per la moderna Città in Roma. Tale regno cadrà come specificato nel verso 16.
Non conosciamo altra città dalle caratteristiche succitate, sede imperiale, che abbia un dominio così vasto e influente in ogni aspetto sociale e politico, da assicurarsi un controllo ed un’azione indiretta su re e governatori come la chiesa romana.
E la donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra” (v.18). Dopo questo breve estratto di considerazioni sulle ideologie della cosiddetta Babilonia, consideriamo ora come Dio la descrive: “Il quarto regno sarà forte come il ferro, perchè il ferro fa a pezzi e stritola ogni cosa; come il ferro che frantuma, quel regno farà a pezzi e frantumerà tutti questi regni” (Dan.2:40). Dio mostrò in visione al re dell’antica Babilonia, con similitudini di metalli, come sarebbe stata la città in Roma chiamata Babilonia, la quale avrebbe annientato tutti i precedenti regni politici, rimanendo al potere solo lei, come unico dominio mondiale.

(Ricordiamo nuovamente che le profezie sono presentate sotto forma di parabole, similitudini ed enigmi).

Il profeta Daniele descrive nella sua visione questo regno come la quarta bestia, sviluppatosi dopo la caduta dell’impero Romano. La potenza di questa bestia era “…diversa da tutte le altre e straordinariamente terribile, con denti di ferro e artigli di bronzo, che divorava, stritolava e calpestava il resto con i piedi” (Dan.7:19). Questa tremenda bestia è diversa dalle precedenti di origine politica, perché è definita come un impero religioso. L’apostolo Giovanni, nella visione, identifica la grande Babilonia con la figura di donna: “…vestita di porpora e di scarlatto, era tutta adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, e aveva in mano una coppa d’oro piena di abominazioni e delle immondezze della sua fornicazione. Sulla sua fronte era scritto un nome: Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra” (Apoc.17:4,5).

Individuiamo meglio questo Impero religioso chiamato grande Babilonia ed il suo sovrano.

La grande Babilonia è chiamata anche madre delle meretrici, per la diffusione delle sue idolatrie ed abominazioni fra tutti i popoli e nazioni. Come abbiamo visto essa è la quarta bestia descritta in Dan.7:19, corrispondente al regno religioso idolatra, la grande Babilonia, sede e trono di satana, “con la quale hanno fornicato i re della terra, e gli abitanti della terra sono stati inebriati col vino della sua fornicazione” (Apoc.17:2). La coppa del vino (adorazione agli idoli) che ha inebriato ed accecato gli occhi e ha offuscato le menti degli abitanti di tutta la terra, per non farli riconoscere la verità, ma inducendoli a credere alle asserzioni false di adorare gli idoli o rappresentazioni di creature, anziché glorificare il Creatore. La grande e maestosa Babilonia è descritta: “E la donna era vestita di porpora e di scarlatto, era tutta adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, e aveva in mano una coppa d’oro piena di abominazioni e delle immondezze della sua fornicazione” (Apoc.17:4). Viene raffigurata come una donna, istigatrice di peccati, il cui portamento ed adornamento mostrato, oltre ad altre precise indicazioni, la fanno attribuire ad una sola persona che regna sovrana su capi politici, governatori e come conduttrice di popoli e nazioni.

Confrontiamo queste indicazioni con la chiesa cattolica.

Quando all’apostolo venne indirizzata questa profezia, la chiesa infedele basata sull’idolatria, detta biblicamente fornicazione, indicava di rivolgersi a déi o divinità fatte da mani d’uomo, anziché adorare in spirito e verità (Gv.4:24) il Dio, Creatore di tutte le cose.
Essa era all’inizio della sua formazione, infatti il regno di satana lo incontriamo citato per la prima volta nella lettera alla chiesa di Pergamo, periodo terzo. Quindi satana si servì di farisei del popolo ebraico e dei pagani, che non accettarono la testimonianza di Gesù, per i propri scopi ribelli. Seguì l’instaurazione di un impero papale con sede propria ed un governo, come giurisdizione universale riservata unicamente al vescovo di Roma, col titolo superiore attribuitosi di pontefice massimo (sommo sacerdote) o santo padre e proclamandosi come vicario di Cristo e degno successore dell’apostolo Pietro.

Questo è chiaramente in contrasto con le affermazioni dell’apostolo Paolo, quando dichiara: “Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio; (1Cor.1:3) (2Cor.11:13). Come sta scritto, il capo di ogni uomo è Cristo, per cui non ci sono altre autorità a cui riferirsi, né altri intermediari tra Dio e gli uomini se non uno solo: Gesù Cristo uomo (1Tmt.2:5), al quale noi dovremmo assolutamente uniformarci, se volessimo entrare nella sua gloria. Prendiamo esempio anche dagli apostoli che si sono conformati a Gesù in tutta la loro condotta morale e spirituale: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1Cor.1:1). A nessun uomo al mondo, né ad alcun apostolo, Gesù assegnò il primato e definì la disputa sorta tra i discepoli sulla superiorità assoluta tra loro, con: “Se qualcuno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti” (Mrc.9:35; 10:44), come anche: “…Dio non ha riguardi personali…” (Gal.2:6) per cui precisò dei compiti individuali.

Dalle Scritture non si deduce che l’apostolo Pietro sia stato a Roma, piuttosto egli è stato l’apostolo degli ebrei, come Gesù gli ordinò per ben tre volte: “Pasci le mie pecore”, riferendosi al suo popolo (Gv.21:17), mentre l’apostolo Paolo fu mandato dai gentili (Rom.11:13; Gal.2:8) e quindi giunse a Roma, come lui attesta.
Gli apostoli hanno vissuto insieme al Maestro, hanno imparato da Lui a continuare secondo il suo esempio lasciatoci e perciò predicarono con potenza e franchezza, in piena umiltà e sottomissione, il messaggio della salvezza in Cristo risorto, dipendendo in ogni cosa dal Signore. Come Paolo asserisce: “…poiché ho imparato ad essere contento nello stato in cui mi trovo. So essere abbassato, come anche vivere nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato ad essere sazio e ad aver fame, ad abbondare e a soffrire penuria” (Fil.4:11,12), perché “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor.8:9; Fil.2:7).
Da porre quindi molta attenzione ai seguenti ammonimenti importanti: “Ma voi non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è il vostro maestro: il Cristo, e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perchè uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli” (Mt.23:8,9).

Hanno preferito sostituire la Parola di Dio e la sana dottrina con propri principi, secondo la tradizione, attenendosi agli insegnamenti di uomini e diffondendo in tutto il mondo una credenza fondata sull’idolatria.
Non si dispongono perciò regole, per rispettare la tradizione, al contrario delle indicazioni di Gesù: “Ma invano mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando infatti il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini… Voi siete abili nell’annullare il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione” (Mrc.7:7-9) e delle Scritture: “Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Col.2:8). Hanno così cambiato la vera adorazione dovuta al Dio Creatore e Signore di tutto, privilegiando la venerazione rivolta ad immagini di creature di ogni specie, costruiti dalle mani di uomini (Ger.10:2-15). Per questo giustificano il loro operato attraverso la formazione di dogmi e precetti in netto contrasto con le Sacre Scritture e con quello esposto dal primo angelo (Apoc.14:7). Quindi non si adora, né si venera alcun altro all’infuori di colui che ne è degno, il Creatore, l’Eterno, come sostenuto: “Io sono l’Eterno, questo è il mio nome; non darò la mia gloria ad alcun altro, né la mia lode alle immagini scolpite” (Is.42:8). Dio condannò il suo popolo, perchè si prostituirono agli idoli: “Prendesti pure i tuoi bei gioielli fatti del mio oro e del mio argento, che io ti avevo dato, te ne facesti delle immagini d’uomo e ad esse ti prostituisti. …ti giudicherò come si giudicano le adultere e quelle che spandono sangue e farò venire su di te il sangue del furore e della gelosia” (Ez.16:17,38).

Come riportano le profezie, Dio giudicò Israele, sua eredità, per il peccato di idolatria, dandoli in mano ai gentili e disperdendoli tra popoli e nazioni. “Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te” (Rom.11:21). (i rami naturali sono gli israeliti). Così alla fine deciderà la sorte di molti di loro che adoreranno direttamente la bestia (satana), provocando ad ira Dio, per la sua gelosia.
Osserviamo gli avvertimenti “…perché io sono Dio e non c’è alcun altro, sono Dio e nessuno è simile a me” (Is.46:6,10) e “perché non ti prostrerai ad altro dio, perché l’Eterno, il cui nome è – il Geloso -, è un Dio geloso” (Es.34:14; 20:3-5). Più critico sarà il giudizio di colei che ha stabilito ogni genere di idolatria, confondendo e convincendo molte genti a rivolgere la venerazione ad es. alle varie madonne di ogni luogo, accompagnandole da riti perfino con statue raffiguranti lei, che addirittura piangono sangue, insieme ad apparizioni, visioni e segni.

Attenzione a credere a queste manifestazioni, perchè le Sacre Scritture rivelano che il nemico della nostra anima è bugiardo e capace di fare falsi prodigi (Mt.24:24; Gv.8:44; 2Tes.2:9; Apoc.13:13). Altri soggetti di interesse comprendono suore (madre Teresa di Calcutta,…), preti (don Giovanni Bosco, fondatore dell’ordine dei Salesiani,…) e frati (padre Pio, Francesco di Assisi,…) ritenuti degni di essere onorati come santi ed oggetto di devozione, quando perfino l’apostolo fu ammonito ad evitarlo e quindi invitato a correggersi: “E io, Giovanni, sono colui che ho visto e udito queste cose. E dopo averle udite e viste, caddi per adorare davanti ai piedi dell’angelo che mi aveva mostrato queste cose. Ma egli mi disse: -Guardati dal farlo! Poiché io sono conservo tuo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di coloro che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio! –” (Apoc.22:8,9). Le Scritture aborriscono gli idoli e coloro che l’adorano, alcuni versi delle profezie lo attestano: Is.44:9; Ger.40:14; 50:32; 51:17 ed altri come Slm.115:4-8.

Nella grande Babilonia si sono attenuti a criteri umani, senza alcun riscontro biblico, ma loro non si ravvedranno nemmeno quando Dio riverserà su di loro le piaghe con fuoco, fumo e zolfo: “E il resto degli uomini, che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvide ancora dalle opere delle loro mani per non adorare i demoni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare” (Apoc.9:20).
Negli ultimi giorni (milleduecentosessanta) non ci saranno più idoli da venerare, perché Satana pretenderà l’adorazione diretta.
La grande Babilonia perciò sarà giudicata per le sue ‘fornicazioni’ di adorazione idolatre. Il profeta Osea rivela: “Hanno fatto dei re, ma non secondo il mio volere; hanno designato capi, ma a mia insaputa; con il loro argento e il loro oro si sono fatti idoli, perché fossero distrutti” (Os.8:4). E’ giunto il momento della sua rovina, infatti questo impero cadrà insieme con tutti i suoi idoli, come il profeta Geremia espose “…verranno i giorni nei quali io punirò le immagini scolpite di Babilonia; tutto il suo paese sarà coperto di vergogna e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei” (Ger.51:47) ed annunciato “Ed ecco arrivare dei carri e delle coppie di cavalieri. Allora essa riprese a dire: – E’ caduta, è caduta Babilonia! – Tutte le immagini scolpite dei suoi dei giacciono a terra frantumate” (Is.21:9).

Ancora Isaia ci dà una ampia visione del serpente antico, autore dell’impero idolatra, riferendo: “Colui che nel suo furore percuoteva i popoli con colpi incessanti, colui che dominava con ira sulle nazioni è inseguito senza misericordia” (Is.14:6). Figura che è stata venerata e adorata sotto le spoglie di imperatori, re e perfino di papi, incutendo alla gente terrore, calpestando e triturando ogni cosa si opponesse al suo progresso. Quanti papi hanno perseguitato i veri cristiani, li hanno uccisi come eretici per non aver rinnegato la propria fede in Cristo Gesù e non aver accettato i loro dogmi. Basta leggere testimonianze e documenti storici che lo provano (vedi Santa Inquisizione), ma noi siamo certi di questo, perché le sacre Scritture ce lo confermano, (Apoc.18:24).

(nella storia troviamo i riferimenti di questo regno, trasformato da potere politico pagano ad un regno politico e falso cristiano).
”Così Babilonia, lo splendore dei regni, la gloria dell’orgoglio dei Caldei, sarà come Sodoma e Gomorra quando Dio le sovvertì” (Is.13:19). Ora è giunto il momento in cui sarà giudicato questo impero, Dio ha decretato la sua fine fornendoci un preciso resoconto della giustizia divina. Quando tale arbitrio avrà raggiunto il colmo, sarà al termine, perché il totale controllo gli verrà tolto e verrà trasferito alla bestia, il primo re (Dan.8:21), che comanderà per poco tempo.
Primo perchè si tratta dell’angelo caduto, il cherubino unto protettore, il sigillo della perfezione di Dio, sapiente e perfetto in bellezza, egli peccò di orgoglio, desiderando essere simile a Dio (Is.14:14; Ez.28). Il giorno della vendetta arriverà.
L’angelo caduto, con i suoi subordinati gerarchici, ha condotto gli uomini verso la perdizione, includendoli nel suo sistema, con lo scopo di essere l’unico oggetto di adorazione, di stima e di riverenza, prima appartenutogli sotto forma di idoli, mentre ora esige l’onore, la magnificenza e la gloria direttamente. Per diventare questo reale dovrà distruggere l’impero religioso, che egli stesso ha costituito, e tutto il potere acquisito dalla grande Babilonia passerà direttamente nelle sue mani. Egli sarà adorato come dio da tutti quelli che non sono trovati scritti nel libro della vita e che prenderanno il suo marchio o il numero del suo nome sulla fronte o sulla mano.

I seguenti versi dispongono che “Le dieci corna, che hai visto, sono dieci re i quali non hanno ancora ricevuto il regno, ma riceveranno potestà come re, per un’ora, insieme alla bestia. Essi hanno un unico scopo e daranno la loro potenza ed autorità alla bestia” (Apoc.17:12,13).
Questi spiriti malvagi, rivestiti di un corpo, secondo il verso 11, riceveranno ciascuno un regno ed avranno autorità insieme alla bestia per un tempo; quindi anche loro possederanno un corpo umano e saranno capi politici, perciò sono chiamati re e saranno al suo servizio.

Nei riguardi del devastatore o della bestia, occorre precisare che anche se il diavolo ha forza e potenza sovrannaturali, avendo un corpo umano, sarà limitato nelle sue imprese. Ciò è dimostrato dall’interpretazione del sogno di Nebukadnetsar, che Daniele gli riferì. Infatti troviamo “E come le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, cosi quel regno sarà in parte forte e in parte fragile. …essi si mescoleranno per seme umano, ma non si uniranno l’uno all’altro, esattamente come il ferro non si amalgama con l’argilla” (Dan.2:42,43). E’ evidente che le due cose non possono essere unite fra di loro. L’argilla simboleggia il corpo umano fragile, mentre il ferro lo spirito forte.
Il corpo servirà a Satana per essere adorato come dio visibile, secondo il desiderio della gente, mentre agirà con il suo spirito malvagio e, attraverso la sua mente perversa, progetterà piani per impadronirsi del regno con inganni, sbarazzandosi di ogni ostacolo: “Davanti a lui le straripanti forze saranno spazzate via e distrutte come pure un capo di un’alleanza” (Dan.11:22). Il capo dell’alleanza che soccomberà sarà appunto quello della grande Babilonia, non avrà più motivo di esistere, perché i pieni poteri saranno gestiti personalmente dalla bestia.

Naturalmente l’uomo spregevole avrà bisogno di collaboratori, non ne serviranno molti per giungere al potere (Dan.11:23), perchè agirà con frode. Lui avrà il comando assoluto, ma ci dovranno essere altri che attueranno le direttive e i suoi ordini. Sostegno verrà offerto da parte dei dieci re, per eseguire la condanna e devastare la grande meretrice, bruciandola con il fuoco (Apoc.18:8). Loro obiettivo sarà “E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco” (Apoc.17:16) di trasferire il regno della grande Babilonia, sotto la conduzione della bestia.

Gli stessi re, che distruggeranno la grande città in un attimo, combatteranno insieme alla bestia e al falso profeta contro l’Agnello e i suoi eletti, ma l’Agnello li vincerà, perché egli è il Vincitore.
Dio, infatti, ha messo nei cuori di questi dieci re di compiere il suo disegno e di avere un unico pensiero, quello di distruggere la grande Babilonia e porre il suo potere nelle mani della bestia, poiché sia adempiuta la parola di Dio. Così la bestia o uomo politico che dominerà. Il potere della meretrice cadrà insieme agli altri due corni (Dan.7:8), formati dalle tre grandi religioni assorbirà tutto il loro potere. Si adorerà allora solo la bestia in persona.
In questo periodo si dirà “Ahi! Ahi! La grande città che era vestita di bisso, di porpora e di scarlatto, e adorna d’oro e di pietre preziose e di perle. …distrutta in un momento” (Apoc.18:16).

E’ affermato che “…le sette teste sono sette monti, sui quali la donna siede” (Apoc.17:9). Il riferimento è diretto ai sette monti o colli che circondano Roma. Sono anche sette re, cinque sono caduti (vale a dire passati); uno è (era già dal tempo della visione dell’apostolo) e durerà fino alla venuta del settimo sovrano detto iniquo, a cui Dio concederà il potere di agire, che verrà adorato come dio da coloro che non sono scritti nel libro della vita, che governerà solo per 1260 giorni, equivalenti a circa 42 mesi (tre anni e mezzo). Dopo “…giungerà alla sua fine e nessuno gli verrà in aiuto“, come predetto in Dan.11:45 e ribadito dall’apostolo Paolo “…quell’empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta” (2Tes.2:8).

Tutti gli spiriti satanici, che operano attraverso corpi umani, sono chiamati bestie o re, perché hanno la ferocia delle belve e la potenza e il dominio dei re. In definitiva, la bestia che dirige la grande Babilonia è un re cioè Satana. Le acque dove siede la meretrice sono moltitudini di popoli, nazioni e lingue.

La donna rappresenta il grande impero che sovrasta sui re della terra, paragonata allo splendore, alla maestosità e alle ricchezze della prima Babilonia del re Nebukadnetsar, piena di idoli di ogni genere e considerata come la capitale più grande e più bella in quel tempo.
il nome Babilonia, che vuol dire confusione, si addice con l’odierna Città in Roma piena di idoli, magnificenza e ricchezze. Ad essa sarà riservata la stessa sorte e nello stesso modo in cui si sono avverate le profezie dell’antica Babilonia, così si compierà il giudizio per la sosia di oggi, detta anche la grande meretrice. Riferimenti nella profezia di Isaia nei capitoli 13, 21, 46, 47 e in Ger.51:37.

Capitolo 18.

“Ti ho teso un laccio e tu sei stata presa, o Babilonia, senza avvedertene. Sei stata trovata e catturata, perché hai fatto guerra contro l’Eterno” (Ger.50:24). In questo capitolo la profezia descrive in particolare il comportamento di questo impero ricchissimo, orgoglioso del suo potere, adottando criteri pagani e occultandoli in forma cristiana. Dopo la caduta dell’Impero Romano subentrò il potere dello Stato Pontificio diffondendo la sua dottrina contraffatta da eresie, provenienti da una mente diabolica.

Le profezie annunciarono, ancor prima della nascita di questo sistema idolatro, ciò che sarebbe diventata: “Babilonia era nelle mani dell’Eterno una coppa d’oro che inebriava tutta la terra; le nazioni hanno bevuto del suo vino, perciò le nazioni sono divenute deliranti” (Ger.51:7). 

il motivo della distruzione della grande Babilonia riguarda la sua prostituzione agli idoli. Come sappiamo, l’angelo cherubino creato perfetto in bellezza, sapienza e ricchezza (Ez.28:13), peccò nel suo cuore, desiderando di porsi al posto di Dio (Is.14:13). Il regno, che Satana ha formato con la sua sapienza corrotta, è pieno di ricchezze, che lui ha sempre preferito. Il potere lo ha stabilito basandosi su inganni, bugie, false visioni e falsi prodigi, facendosi adorare indirettamente attraverso idoli di personaggi come Madonne o ritenuti santi. La parola di Dio asserisce in proposito: “Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore,che è benedetto in eterno. Amen” (Rom.1:25). “Una siccità pende sulle sue acque, che saranno prosciugate, perché è un paese di immagini scolpite e vanno pazzi per i loro idoli(Ger.50:38). Si abbatterà una grande sciagura su tutto il regno che stravede per gli idoli: la siccità e la perdita di tutti i seguaci del mondo, rappresentati dalle acque; tutto il suo potere passerà nelle mani del grande dittatore che avrà lo spirito di Satana.

L’angelo caduto agisce, come sempre, di nascosto, sotto i panni della meretrice, per essere adorato fino alla sua apparizione. Allora l’autorità che ha dato alla meretrice se la riprenderà, quando la distruggerà col fuoco insieme ai suoi idoli, che non serviranno più, perché, per tutto il tempo del suo regno, che è di 1260 giorni, gli uomini lo adoreranno direttamente. Li sedurrà con lo stesso metodo, con segni e prodigi fatti dall’anticristo, affinché tutti adorino l’uomo con lo spirito del dragone, al posto di Dio, come dio (Dan.8:11,13). “Egli agirà contro le fortezze più fortificate con l’aiuto di un dio straniero; ricolmerà di gloria quelli che egli riconoscerà, li farà dominare su molti e darà loro terre in ricompensa” (Dan.11:39). Come il suo impero si è appropriato di potere su tutti e di ricchezze immense così, allo stesso modo, farà quando egli governerà e disporrà come piacerà e a chi vorrà, paragonabile al re Nebukadnetsar di Babilonia. L’apostolo Paolo profetizza: “La venuta di quell’empio avverrà per l’azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi bugiardi” (2Tes.2:9).

Dio non dimentica, ma come è riportato, nel momento della settima ed ultima coppa, Dio si ricorderà allora della grande Babilonia, giudicando la grande meretrice, per darle il calice del vino della sua furente ira. Il salmista predice: “Riversa la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono e sui regni che non invocano il tuo nome” (Slm.79:6). Coloro che hanno preso piacere nella menzogna, rifiutando la verità, non saranno risparmiati. Al verso 2 è dichiarato: “- E’ caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni…”. La sua rovina è preannunciata quasi cinquecento anni prima di Cristo dal profeta Isaia “…E’ caduta, è caduta Babilonia! Tutte le immagini scolpite dei suoi déi giacciono a terra frantumate” (Is.21:9).
Le profezie espongono la caduta e la distruzione della grande città che sarà consumata col fuoco come riferito al verso otto. Là, dove esiste la Città, ci sarà immondizia, diventerà dimora di demoni, covo di uccelli immondi ed abominevoli.

Da valutare accuratamente quanto svelano le profezie: “Rendete ciò che essa ha fatto a voi, anzi rendetele il doppio secondo le sue opere; nella coppa in cui ha versato, versatele il doppio. Nella misura che essa ha glorificato se stessa e ha vissuto nelle delizie, nella stessa misura datele tormento e cordoglio, poiché essa dice in cuor suo:- io seggo come regina, non sono vedova e non vedrò mai cordoglio -” (Apoc.18:6,7). Altra replica contro Babilonia: “…Vendicatevi di lei. Fate a lei come essa ha fatto ad altri” (Ger.50:13-16), come pure insiste al riguardo: “Or dunque ascolta questo, o voluttuosa, che dimori al sicuro e dici in cuor tuo: – Io, e nessun altro! Non rimarrò mai vedova né conoscerò la perdita dei figli” (Is.47:8). Questo impero religioso, descritto dalla profezia è una chiesa, grande e potente, che si crede di essere al sicuro, dove le sue dimore sono ben custodite perché circondata da un esercito militare a sua protezione. Essa vive nelle delizie delle sue ricchezze, glorificando se stessa, ma Dio le renderà il doppio delle opere malvagie che hanno dovuto subire i servi di Dio, perseguitati ed uccisi: “E vidi la donna ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. E, quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia” (Apoc.17:6). Le profezie rivolte alla grande Babilonia od a Tiro, sono rivolte a questo sistema religioso e sono descritte usando paragoni con le città esistenti allora e maggiormente conosciute al tempo della profezia perché gli occhi degli increduli siano velati, a tal proposito Gesù disse: “Perciò io parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano, e udendo non odano né comprendano” (Mt.13:13).Ha sostituito la parola di Dio con i suoi principi e dogmi, sostenendo l’infallibilità del suo rappresentante e dichiarando che si arriva alla salvezza attraverso i sacramenti, secondo la sua dottrina. Allo stesso tempo risalta in primo piano Maria, che si sostituirebbe alla grazia divina e solo attraverso lei si riceverebbe perdono divino, perché considerata la mediatrice e madre di Dio. Questi concetti basilari e fondamentali sono in netto contrasto con la verità biblica.
Sappiamo bene che non esiste altra istituzione al mondo che possieda molte ricchezze, beni, immagini e sculture come la chiesa romana, riferita alla grande Babilonia nella profezia a Tiro (Ez.27:3,12,33).
Prosegue la descrizione del suo sfrenato lusso: “…Ahi! Ahi! La grande città che era vestita di bisso, di porpora e di scarlatto, e adorna d’oro e di pietre preziose e di perle. Una così grande ricchezza è stata distrutta in un momento!” (Apoc.18:16), arricchendo mercanti, i magnati della terra (Apoc.18:23), con prodotti “…d’oro e d’argento, di pietre preziose e di perle, di bisso e di porpora, di seta e di scarlatto, e ogni sorta di legno profumato, ogni specie di oggetti d’avorio e di legno preziosissimo, di bronzo, di ferro e di marmo, e di cinnamomo, profumi, olii odorosi, incenso, vino,olio, fior di farina, frumento, bestiame, pecore, cavalli, carri, corpi e anime umane“;. (Apoc.18:12,13).

L’Eterno invitò il profeta Ezechiele ad innalzare un lamento su Tiro, analogia della Città in Roma, perché malgrado la sua bellezza, simile ad una splendida nave in mezzo al mare, che i costruttori hanno reso perfetta, diventerà un cumulo di rovine:”…così dice il Signore, l’Eterno: O Tiro, tu hai detto: -Io sono di una bellezza perfetta. I tuoi confini sono nel cuore dei mari; i tuoi costruttori ti hanno fatto di una bellezza perfetta. Hanno fato tutte le tue assi delle tue navi con cipressi di Senir, hanno preso dei cedri del Libano per farti l’albero maestro” (Ez.27:3,5).

La storia conferma il contenuto della profezia sia di Ezechiele che dell’apostolo Giovanni, dove in quest’ultima viene elencato tutte le nazioni che portavano le loro merci a Roma, capitale dell’Impero Romano. Alla sua caduta si stabilì un impero religioso, dove al posto dell’imperatore subentrò il papa, che ereditò il potere ed esercitò pure il controllo politico (cfr. Ez.27 ed Apoc.18). Tra tante cose preziose e di grande valore economico possedute dalla Città in Roma, sono da evidenziare anche la presenza di corpi ed anime umane (2Cor.11:14; Ez.27:13), comprate con le sue ricchezze o rese sue schiave con proposte di aiuto economico. Così, mostrandosi come un angelo di luce, ha fatto molti proseliti tra i poveri di tutte le nazioni, seducendo in tal modo il mondo. Non è da meravigliarsi quindi se “in essa è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra” (Apoc.18:24). “O tu che abiti presso grandi acque, ricca di tesori, la tua fine è giunta, il termine dei tuoi ingiusti guadagni” (Ger.51:13). Le grandi acque indicano popoli, nazioni e lingue su cui essa regna, ma la sua fine giungerà molto presto. La profezia annuncia: “Ti ho teso un laccio e tu sei stata presa, o Babilonia, senza avvedertene. Sei stata trovata e catturata, perché hai fatto guerra contro l’Eterno” (Ger.50:24). Un impero religioso pieno di sfarzo e lusso, di idoli di argento, con oro e pietre preziose. Sicuramente non è quello che Dio aveva promesso ai suoi fedeli. Dio ci esorta anche oggi a non perdersi dietro ai lussi o ai divertimenti offerti dal mondo, nonostante che molti li ritengano innocui o come svaghi necessari; in realtà essi allontanano da Dio.

Attenzione per i credenti di non restare coinvolti, insieme a loro, nelle feste, cerimonie o riti pagani e con passatempi comuni, ma idolatri (es. carnevale, halloween, sagre paesane, patrono, giochi di guerra simulata o violenti, ecc.), contaminandoci ingenuamente.
Come abbiamo specificato, Satana ha comprato corpi e anime umane con le sue bugie, facendoli godere del benessere e delle ricchezze del suo regno, attirandosi sotto il suo controllo moltitudini di uomini e donne, al suo servizio, in questa Babilonia.

Nella stessa misura in cui Babilonia ha glorificato se stessa, vivendo nelle delizie, così vivrà tormento. Infatti “…in uno stesso giorno, verranno le sue piaghe: morte, cordoglio e fame; e sarà interamente consumata col fuoco…”(v.8). “Convocate contro Babilonia gli arcieri, tutti quelli che tendono l’arco. Accampatevi tutt’intorno contro di lei, nessuno scampi. Ripagatela secondo le sue opere, fate a lei esattamente come lei ha fatto ad altri, perché è stata arrogante contro l’Eterno, contro il Santo d’Israele” (Ger.50:29). La città sarà distrutta col fuoco e al suo posto “…vi riposeranno le fiere del deserto, le sue case saranno piene di gufi, vi dimoreranno gli struzzi, vi danzeranno i satiri” (Is.13:19-22; 34:13-17). La grande Babilonia regna tranquilla e protetta da un esercito formato da soldati pronti a sacrificarsi per lei. Fino a quando essa dominerà ed opererà indisturbata e chi la difenderà dall’ira dell’Eterno quando il suo giudizio arriverà. Dio ordinerà la sua immediata distruzione. Allora tutti i popoli della terra si meraviglieranno, vedendo il fumo del suo incendio, “essi se ne staranno lontani per timore del suo tormento e diranno: -Ahi! Ahi! Babilonia, la grande città, la potente città, perché il tuo giudizio è venuto in un momento!” (v.10)Certamente non la potranno salvare i suoi idoli, di cui vanno pazzi e sono orgogliosi di essi (Ger.50:38). Dove saranno allora tutti i suoi santi protettori, a cui rivolgono la venerazione e la madonna, che promette salvezza ed intercessione? La mediatrice non avrà saputo intervenire a favore? Allora riconosceranno tutte le menzogne proposte dall’angelo caduto, pieno di orgoglio e di cui avevano posto fiducia, ma sarà troppo tardi per rimediare, la sua fine sarà simile a quella di Sodoma e di Gomorra, “Così Babilonia, lo splendore dei regni, la gloria dell’orgoglio dei Caldei, sarà come Sodoma e Gomorra quando DIO le sovvertì” (Is.13:19). Non tarderà la sua fine, che avverrà dopo i primi tre anni e mezzo di guerre, compiute dal re precedente la bestia, il devastatore, che distruggerà la grande meretrice e il suo impero. I suoi giorni non saranno prolungati; sarà distrutta in un solo giorno e si lamenteranno tutti coloro che commerciavano con lei, perché nessuno comprerà più la sua mercanzia. I mercanti, nel dispiacersi, se ne staranno lontani per il timore del suo tormento. “Perciò ecco, verranno i giorni nei quali io punirò le immagini scolpite di Babilonia: tutto il suo paese sarà coperto di vergogna e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei” (Ger.51:47), “…Ahi! Ahi!. la grande città che era vestita di bisso, di porpora e di scarlatto, e adorna d’oro e di pietre preziose e di perle. Una così grande ricchezza è stata distrutta in una sola ora!” (v.16). La città, dichiarata eterna, cesserà di esitere in un momento; colei che ha regnato sulle acque, cioè su moltitudini di popoli, nazioni e lingue, non sarà mai più ritrovata, né sarà ricostruita,”…Con lo stesso impeto sarà scagliata Babilonia, la grande, e non sarà più ritrovata” (v.21). ora è il tempo per il ravvedimento, ma essa è molto arrogante e si è messa contro l’Eterno, contro il Santo di Israele e la sua fine sta per accadere. dio non permetterà che resti impunita per tutte le sue opere malvagie, ingannando il mondo con i suoi idoli. “In te non brillerà più luce di lampada e non si udrà più in te voce di sposo e di sposa, perché i tuoi mercanti erano i magnati della terra e perché tutte le nazioni sono state sedotte dalle sue magie. E in essa è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra” (v.23,24). Quando la grande città sarà arsa col fuoco, i santi faranno festa, si rallegreranno e gioiranno, perché è stata fatta giustizia “Rallegrati su di essa, o cielo, e voi santi apostoli e profeti perché Dio, giudicandola, vi ha fatto giustizia“.

(continua)