Vi era un uomo ricco che aveva un fattore.
Questi fu accusato di dissipare i suoi beni.
Allora egli lo chiamò e lo invitò a rendere conto della sua amministrazione per sollevarlo dall’incarico.
Allora il fattore cominciò a preoccuparsi dell’avvenire e, esaminando le sue capacità e la situazione, finì per trovare la soluzione.
Così chiamati i debitori del suo padrone, ad uno ad uno, regolarizzò e registrò i conti abbonandone una parte, pertanto il padrone lodò il fattore disonesto, perché aveva agito con avvedutezza.

Passando al significato ed all’importanza dei ruoli dei personaggi, come il padrone ricco che rappresenta il Signore dei Signori mentre il fattore infedele simboleggia colui che, avendo a disposizione la Parola di Dio, non è fedele ad essa, disinteressandosene.
Trascurando gli insegnamenti, Dio riprende colui che dimentica il suo valore prezioso, togliendolo dal servizio e dalla gestione della sua Parola.

Generalmente, quando questo avviene, spesso le persone, piene di orgoglio, cadono in depressione, accusando e scaricando sugli altri le proprie responsabilità o giustificandosi per quello che gli è accaduto, come una conseguenza normale.

Il comportamento del fattore fu esemplare, perché ammise i propri errori e si prodigò per recuperare credito. Non si discolpò, ma accettò la rimozione dal suo posto.
Meditiamo sulle condizioni ed azioni del fattore nel compiere qualcosa di buono per gli altri, in modo da farsi accettare presso di loro, nelle loro case.
Gesù apprezzò il fattore infedele per il suo comportamento, comunicando la sua Parola ad altri che ne ricevessero beneficio al 50 o 80 per cento. Era tutto quello che poteva fare e lo fece.

I consigli della Parola di Dio dati in misura diversa all’uno e all’altro, secondo le esigenze, producono risultati, come il bisogno dei debitori di estinguere i loro impegni, così come i peccatori di essere perdonati dalle loro colpe, riavvicinandosi all’Eterno.

La salvezza delle anime, tramite la fede, è un dono divino, ricchezza ricevuta ingiustamente, perché non abbiamo fatto opere per meritarla, ma è per Grazia.
Come il fattore condonò il debito che non dovevano a lui, ma al suo padrone; così noi abbiamo il dovere di portare la verità.

Gesù dichiara: “fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste perché quando esse verranno a mancare, vi ricevano nelle dimore eterne” (v.9).
Quest’affermazione non si riferisce ai beni materiali, ma tratta di ricchezze spirituali, ciò che abbiamo ricevuto è Grazia e misericordia dobbiamo offrire.
Dio esige fedeltà.
Se sei stato trovato infedele nell’amministrare la Parola di Dio, accetta la sua riprensione con sottomissione, medita sulla tua condizione e fatti coraggio, iniziando a mettere in pratica ciò che hai imparato con esperienza o conosciuto della sua Parola.
Troverai il modo di cominciare nuovamente nel poco, ma essere utile, non diventando un servo infruttuoso.
Sii fedele nel poco, se lo vuoi essere nel molto.

Le stesse persone che tu hai aiutato a raggiungere nuovamente la verità e il perdono, saranno quelle che ti riceveranno nelle dimore eterne.
Non arrenderti e né rinunciare a procedere avanti, perché se niente facessi, niente riceveresti, quello che hai seminato, quello raccogli.

Quando lo Spirito Santo verrà tolto, insieme alla Chiesa di Cristo, tu non rimanga fuori e nessuno ti accolga; se non fossi trovato fedele nelle ricchezze altrui, chi ti affiderà le tue.
Sii fedele!

Gesù conclude:“Nessun servo può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro,…voi non potete servire a Dio e a mammona” (v.13).
Il fattore fu trovato infedele, perché aveva gradito qualcosa dell’altro padrone e avevatrascurato, a rischio, i beni del suo padrone.

Perciò tieni stretto quello che hai e serba il dono che è in te, mettendolo a servizio, portando frutto.