Quando i nostri peccati sono cancellati?

I nostri peccati precedenti sono cancellati solo se siamo nati da Dio (credenti battezzati), altrimenti restano in noi. Come possiamo nascere di nuovo (Gv.3:3) o da Dio?

“…I quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio” (Gv.1:13).  L’uomo non nasce da Dio o di nuovo per sua volontà, ma solo se le è dato da Dio.

La nascita spirituale è un processo che parte da coloro che credono alla Parola di Dio, come assoluta verità, con la conseguente necessità di ravvedersi e convertirsi dal male per la salvezza dell’anima, ottenendo il perdono dei peccati. Quando si accetta la Grazia del nostro Signore Gesù, che ha portato i nostri peccati su di sé, morendo al posto nostro e versando il suo sangue su quella croce, siamo liberati dalla condanna eterna di Dio.

Nella nuova nascita si realizza questo passaggio: si muore al peccato e si risuscita alla vita in Cristo, proprio nell’atto del battesimo, compiuto per immersione, nel nome di Gesù.  E’ insostituibile invocare soltanto il nome di Gesù (Atti 2:38; Col.3:17) e non altri nomi o eseguirlo in altre forme (aspersione), pena la nullità, come è ben evidenziato il motivo: “Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi camminiamo in novità di vita. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo in una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione… Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom.6:3-5,11).

Inoltre “In nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12), “A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43), “Figlioletti, vi scrivo perché i vostri peccati, vi sono perdonati in virtù del suo nome” (1Gv.2:12) e questo nome è: Gesù.

La nuova nascita è testimonianza della nostra fede e anche impegno costante a seguire il nostro Maestro per una vita in santità e in ubbidienza ai suoi insegnamenti. Il salmista ci dà un consiglio da seguire: “Sia perfetta la mia ubbidienza ai tuoi statuti perché io non sia confuso” (Sal.119:80). Molti invece sono rimasti confusi, perché disubbidienti alla verità.

Molti sono i vantaggi; chi è nato da Dio, non pecca: “Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio (Gesù) lo preserva, e il maligno non lo tocca. (1Gv.5:18, vers.Riv.). Chi è nato da Dio pratica la giustizia: “…sappiate che anche tutti quelli che praticano la giustizia sono nati da lui” (1Gv.2:29).

Quelli che sono nati di nuovo o da Dio, camminano come Gesù camminò, perché: “Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui” (1Gv.2:6).

Chi, invece, non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio, come Gesù disse: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Gv.3:3-5).

Si diventa figli di Dio nel ricevere il Suo Spirito in noi: “Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio… Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio” (Rom.8:14,16) perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal.3:26,27) e, solo allora, conosceremo la verità e possiamo camminare in giustizia, non facendo la nostra volontà, ma la volontà di Colui che ci ha chiamati.

Gesù chiamò i suoi discepoli, amici, perché a loro fece conoscere tutta la volontà del Padre suo, cioè Dio: “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio” (Gv.15:15).

La Parola che procede da Dio, annunciata ai nostri predecessori, è arrivata fino a noi tramite i profeti e gli apostoli. Essa è rivelata solamente a quelli che sono stati chiamati secondo il proponimento di Dio (Rom.8:28) e “…voi siete stati chiamati da Gesù Cristo” (Rom.1:6). Tutti quelli che sono quindi stati chiamati, accettano e mettono in pratica la Parola. Essi sono trasformati in amici di Gesù, in figli di Dio, perché figli della promessa e perciò nati di nuovo, perché nati da Dio. Quelli che nascono da Dio sono santi e irreprensibili: poiché sta scritto: “Siate santi, perché io sono santo” (1Ptr.1:16).

Una cosa importante da comprendere è che “…non sono considerati figli di Dio i figli della carne, ma come discendenza sono considerati solo i figli della promessa” (Rom.9:8).

Chi sono i figli della promessa?

Tutti quelli che non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito, che sono chiamati eletti e fedeli (Ap.17:14). È Dio che chiama secondo la sua elezione: “Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia” (Rom.9:11-16).

Non ci illudiamo, perché sono santi solo quelli che Dio ha chiamato, secondo la sua elezione, sono stati “…eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate” (1Ptr.1:2). Nessun uomo o donna può credere in Gesù, se non è stato prima chiamato da Dio, come Gesù dichiarò:” Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio” (Gv.6:65).

Gli eletti di Dio possono perdere la Grazia che hanno gratuitamente ricevuto? Gesù risponde a questa domanda, che molti si fanno, in questa maniera: “Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio” (Gv.10:29).

Dio ha scelto e ha fatto grazia ad un popolo tramite Cristo Gesù. L’Eterno ha eletto suo Figlio sin dalla fondazione del mondo, preparandogli pure un regno. Alla fine, Gesù dirà ai suoi fedeli: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo” (Mt.25:34). Dio ha pure scritto, prima che fondasse il mondo, il nome di tutti quelli che hanno già ricevuto o che riceveranno grazia fino alla fine dei tempi (Ap.13:8; 17:8). Tutto questo: “…non viene da voi, è il dono di Dio” (Ef.2:8).

Isaia scrisse: “Se anche il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, sarà salvato solo il resto” (Rom.9:27). Dio ha dunque eletto un popolo tra i gentili, come lo è stato e lo sarà anche nel prossimo futuro per Israele.

E’ confermato che, gli eletti sono i nati da Dio o nati di nuovo e sono quelli che non commettono peccato, camminano secondo giustizia, come Gesù camminò. Sono chiamati amici da Gesù, perché conoscono appieno la volontà del Padre, che è Dio. Conoscendo perciò la verità, la mettono in pratica, vivendo secondo lo Spirito e non secondo la carne. I figli di Dio sono perseguitati, ma Gesù avverte che: “Tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato” (Gv.15:21). Come è sempre stato, sarà fino alla fine: “Ma, come allora colui che era generato secondo la carne perseguitava colui che era generato secondo lo Spirito, così avviene al presente” (Gal.4:29).

I persecutori sono quindi, al contrario, amici del mondo, “Ma costoro parlano male di tutte le cose che non comprendono; tutte le cose invece, che come animali irragionevoli conoscono naturalmente, diventano per essi motivo di rovina” (Giuda 10).

Abbandona perciò la menzogna e convertiti a Cristo, finché sei ancora in tempo. Non discutere con Dio e né contestare la sua Parola, perché non ha scelto tutti gli esseri umani, ma solo una piccola parte. Tramite la bocca dei suoi profeti e degli apostoli, molte volte Dio riprende coloro che vogliono dirGli cosa deve fare: “O uomo, tu chi sei per disputare con Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: -Perché mi hai fatto così? -. Forse il vasaio non è padrone dell’argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare? Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, già pronti per la perdizione” (Rom.9.20-22).

“Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui” (Gv.3:36). Coloro che non credono e disprezzano Dio, sono già stati destinati alla perdizione, allora, come è scritto: “…vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve” (Mal.3:18). Quando Dio si manifesterà nella sua ira: “La mano dell’Eterno si farà conoscere ai suoi servi e si adirerà grandemente contro i suoi nemici” (Is.66:14).

Non aspettate invano quel giorno, ma adesso: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati” (At.3:19; 2:38).