Bisogna osservare le Sacre Scritture per avere comunione con Dio e, se uno fa la sua volontà, riceverà in premio la vita eterna. Occorre anche pregare che Dio dia intelligenza e sapienza spirituale per comprendere tutte le profezie, perché esse sono una fonte di benedizioni e sono trasmesse in parabole ed in enigmi, come precisato: “Figlio d’uomo, proponi un enigma e racconta una parabola alla casa d’Israele…’ (Ez.17:2; Sal.49:4; 78:2; Osea 12:11).

Dio rivelava al suo popolo la verità, tramite i suoi profeti, però in parabole, in visioni ed enigmi, perché non intendessero coloro che rimanevano increduli, come anche Gesù lo confermò ai suoi discepoli: “Vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non comprendano; affinché non si convertano, e i peccati non siano loro perdonati” (Mrc.4:12).

Ultimamente l’apostasia si è diffusa anche tra coloro che si definiscono evangelici, ma non lo sono, perché non seguono la verità, come invece ci esorta: “siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi” (Gcm.1:22) e perché la confusione è entrata a far parte di molte chiese, condotte da pastori infedeli.

Evitiamo perciò ogni errore e precisiamo che:

la Chiesa verrà rapita al termine del periodo della chiesa di Laodicea, alla fine della Grazia, cioè all’inizio degli ultimi sette anni dell’ira di Dio, quindi prima della grande tribolazione e non dopo, come alcuni sostengono.

A tal proposito, evidenziamo che:

alla metà di questi sette anni, si manifesterà l’empio, l’uomo del peccato con tutta la potenza, autorità e il regno affidato da Satana (Ap.13:1-10). Negli ultimi 1260 giorni, l’ira di Dio sarà fortemente riversata su tutti quelli che prenderanno il marchio o il numero del nome dell’uomo, indicato come bestia per la sua ferocia, che riceverà il potere da Satana.

Nessuno si potrà sottrarre alle piaghe delle coppe, versate prima della battaglia di Armagheddon “perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?” (Ap.6:17), “Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano le ultime sette piaghe, perché con esse si compie l’ira di Dio” (Ap.15:1), “Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro, piene dell’ira di Dio, che vive nei secoli dei secoli” (Ap.15:7), “Poi udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: -Andate e versate sulla terra le coppe dell’ira di Dio” (Ap.16:1).

I fedeli, invece, non subiranno l’ira di Dio, perché essi sono stati purificati da ogni peccato con il sangue di Gesù (1Gv.1:7) ed è attestato che: “Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui” (Rom.5:9), “e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire” (1Tes.1:10), “Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo” (1Tes.5:9).

Al rapimento, adunamento o incontro con Gesù di tutta la Chiesa, che avverrà nelle nuvole, non saranno gli angeli a raccoglierla (Mt.24:31), ma sarà Gesù stesso ad apparire nelle nuvole e con un potente comando e voce di arcangelo, farà risorgere prima i credenti trapassati, poi, i viventi rimasti saranno trasformati e rapiti, per essere riuniti per sempre a Gesù.

Per questo motivo questo evento non viene indicato con prima risurrezione, che è riservata esclusivamente ai martiri ebrei, ma rapimento, perché ci sarà ancora un residuo dei viventi. Tutto avverrà in un batter d’occhio.

Quelli invece che saranno raccolti dagli angeli saranno i santi martiri, a partire da Abele a Zaccaria (Lc.11:51) e a loro si aggiungeranno quelli della grande tribolazione (Ap.6:9-13). Essi risusciteranno nella prima risurrezione, alla fine, cioè dopo la grande guerra chiamata di Armagheddon.

I figli di Dio non sono quindi destinati all’ira, ma sono pronti per ottenere salvezza (1Tes.5:9), perciò Gesù li porterà con sé, perché li ha comprati a caro prezzo (1Cor.6:20; Ap.5:9) del suo prezioso sangue, versato per noi sulla croce. Egli non permetterà che il nemico li tocchi, perché ”Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio lo preserva, e il maligno non lo tocca” (1Gv.5:18). La Chiesa sarà preservata dal maligno e sarà quindi tolta dalla terra, prima che l’ira di Dio si riversi su tutti gli abitanti del mondo. Allora Satana e i suoi angeli saranno gettati sulla terra, fuori dai cieli e non potranno mai più tornare. La Chiesa sarà così rapita nei cieli ed aspetterà la fine del regno di Satana, perché allora si celebreranno le nozze (Ap.19:7-8).

Durante gli ultimi sette anni, in Israele ci saranno dei salvati (Dan.11:32-33; 12:1; Is.4:3). Essi crederanno in Gesù e per Lui faranno cordoglio, come per un Figlio unico (Zac.12:10; Mt.24:30; Ap.1:7). I santi israeliti saranno divisi in due gruppi:

  • una parte di loro sarà data nelle mani di Satana, che li ucciderà (i martiri della grande tribolazione (Ap.12:4; 20:4-6), come evidenziato: “Alcuni saggi cadranno perché fra di loro ve ne siano di quelli purificati, lavati, resi candidi fino al tempo della fine, che dovrà venire al tempo stabilito” (Dan.11:35);
  • un’altra parte sarà protetta da Dio e portata in un posto sicuro e riservato, dove il dragone (Ap.12:6, Satana) non può raggiungere (Is.16:3). Al termine dell’ira di Dio, essi entreranno nel nuovo millennio.

Quindi “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui” (Gv.3:36). L’ira di Dio è sopra l’empio e certamente passerà attraverso i sette anni dell’indignazione di Dio e non scamperà affatto.

Ravvediti perciò dal tuo pensiero, perché se credi che la Chiesa sarà data nelle mani di Satana, stai allora rinnegando che Gesù ha salvato la sua Chiesa con il suo prezioso sangue e per questo: “…tu, per la tua durezza ed il cuore impenitente, ti accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della manifestazione del giusto giudizio di Dio” (Rom.2:5), “a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all’ingiustizia, spetta indignazione ed ira (Rom.2:8), “per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza” (Col.3:6, Ef.5:6).

Dio vuole ubbidienza e non sacrificio, perché il sacrificio lo ha già fatto il suo unigenito Figlio Gesù, una sola volta per sempre: “Gesù, dopo aver offerto un unico  sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio” (Ebr.10:12; Ef.5:2; Ebr.9:26).