Ma il nostro Dio è nei cieli e fa tutto ciò che gli piace” (Sal.115:3), “…in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli abissi” (Sal.135:6), “Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma solo il piano dell’Eterno rimarrà fermo” (Prv.19:21).

Dal dizionario è definito come la capacità di scegliere liberamente, nell’operare e nel giudicare; è la libertà dell’uomo, i cui atti derivano da sue autonome scelte.

Se il cristiano è seguace di Gesù Cristo, il Maestro, dobbiamo seguirlo. Il nostro Signore è stato mandato dal Padre per fare la sua volontà, come lui stesso ha affermato: “Gesù disse loro: -Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l’opera sua” (Gv.4:34; 5:30; 6:38). Gesù fece la volontà del Padre, così anche noi dobbiamo fare la volontà di Dio e non la nostra, per ereditare il regno dei cieli.

Il credente deve assolutamente essere fedele a Dio, mettere in pratica i suoi comandamenti, seguire l’esempio e gli insegnamenti di Gesù. Se quindi devi mettere in pratica la Parola, espressione della Sua volontà, come puoi decidere liberamente di fare quello che desideri, se vuoi essere salvato, “Or noi sappiamo che Dio non esaudisce i peccatori, ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, egli lo esaudisce(Gv.9:31).

Le uniche disposizioni volontarie che puoi scegliere, riguardano esclusivamente come impiegare il tuo tempo libero, come riposare, invece di leggere, aiutare i tuoi familiari o compiere altre occupazioni lecite e permesse, ma comunque devi sapere che poi dovrai rendere conto di ogni tua decisione e azione.

La cosa migliore è occupare il nostro tempo a disposizione, pregando, lodando Dio o leggere, studiare, meditare la sua Parola e servire con gioia e con impegno l’Eterno.

Nulla potremmo compiere con le nostre forze senza la Grazia donata da Dio, perché: “L’uomo non può  ricevere nulla se non gli è dato dal cielo” (Gv.3:27).

Così il re e profeta Davide benedisse Dio: “Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; dalla tua mano ogni grandezza e potere. Ora, nostro Dio, ti ringraziamo e lodiamo il tuo nome glorioso” (1Cron.29:11-13).

Davide riconobbe Dio come Colui che domina su tutto e che tutto gli appartiene. Il re Davide ricevette il regno, le ricchezze e la gloria dalla mano di Dio ed in Lui c’è grandezza e potere. Egli ringraziò e lodò Dio per tutto quello che gli era stato permesso di fare e di avere. Davide sapeva molto bene che era stato scelto da Dio, per condurre il suo popolo e perciò benedisse e ringraziò Dio con tutto il suo cuore per quello che aveva ricevuto.

Inoltre non ritenne affatto che tutta la prosperità del suo regno fosse avvenuta per la sua abilità, come invece avvenne a Nebukadnetsar, che si prese tutto l’onore di aver costruito un regno magnifico, dicendo: –Non è questa la grande Babilonia che io ho costruito come reggia per la gloria della mia maestà, con la forza della mia potenza?” (Dan.4:27).

Non finì di pronunciare queste parole che Dio gli tolse il regno e lo fece dimorare con le bestie dei campi per sette tempi fino a quando non riconobbe le sue misere condizioni e la ragione tornò in lui per glorificare Dio: “…Benedissi l’Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno: il suo dominio è un dominio eterno e il suo regno dura di generazione in generazione” (v.34).

È scritto infatti, “Guardati dunque dal dire nel tuo cuore: -La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno procurato queste ricchezze-” (Deut.8:17).

Chi esclude Dio dalla sua vita è morto, perché vive senza lo Spirito e non ha conoscenza della Verità.

Tutti gli abitanti della terra sono nulla davanti a lui; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non c’è nessuno che possa fermare la sua mano o dirgli: -Che fai?-“ (Dan.4:34,35).

Quanti di noi riconoscono Dio come Colui che domina su tutto?

Tanti dicono “io mi sono convertito”, non riconoscendo che: “…in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore” (Ef.1:4) quindi è il suo Spirito che ci ha convinti di peccato (Gv.16:8), chiamandoci al ravvedimento, perché non siamo stati noi che abbiamo amato Dio, ma che Egli ci ha amati per prima (1Gv.4:19).

E’ perciò Dio che chiama e sceglie quelli che sono suoi, perché li conosce molto bene, avendo già scritto il loro nome nel libro della vita, sin dalla fondazione del mondo (Mt.25:34; 20:16; 22:14. Lc.18:7; Rom.11:7), “Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità” (2Tes.2:13; Ap.17:14; 1Ptr.1:1,2).

Molti credono che ogni uomo ha il libero arbitrio di scegliere cosa fare della sua vita e di prendere decisioni indipendenti da Dio, ma la Scrittura dichiara diversamente: “L’Eterno ha fatto ogni cosa per se stesso, anche l’empio per il giorno della sventura” (Prv.16:4; 16:9-33);

O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere e non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Ger.10:23);

Un esempio chiaro ed evidente del piano di Dio, lo notiamo nella liberazione degli ebrei dalla schiavitù del Faraone, che induriva il suo cuore a non lasciarli andare via, nonostante le ripetute richieste di Mosè, ma proprio per poter manifestare la sua potenza e la sua maestà, “Dice infatti la Scrittura al Faraone: -Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra-“ (Rom.9:17).

Riconosco che tu puoi tutto, e che nessun tuo disegno può essere impedito” (Gb.42:2).

Ricordiamoci che le “…parole del SIGNORE sono parole pure, sono argento raffinato in un crogiuolo di terra, purificato sette volte” (Sal.12:6), e da seguire fedelmente, se uno vuole fare la sua volontà. Ci insegna inoltre di umiliarci e a sottometterci all’unico Dio, che regna sovrano su ogni cosa.

Forse i sudditi di un re fanno la loro volontà, seguendo il proprio pensiero, decidendo anche per chi è il loro re? Non è invece il sovrano a dettare leggi, a far rispettare i suoi decreti e i sudditi gli ubbidiscono? Così anche il datore di lavoro ordina ciò che deve fare il dipendente, che gli ubbidisce, se vuole essergli gradito, ricevere la stima e poi la retribuzione per la sua opera.

Se volessimo vivere in pace, dovremmo ubbidire ai nostri superiori, governanti e dirigenti (Col.3:22) e ancor di più a Dio, che non è meno dei re di questo mondo o di chi ti dà il lavoro?

Dio è quindi sovrano assoluto su ogni cosa e controlla tutto e tutti (1Cor.15:28), perciò riconosciLo e sottomettiti con timore, perché Egli muta i cuori (Sal.105:25) ed è Lui che ti dice: “Io, il SIGNORE, parlo, e mando la cosa a effetto” (Ez.36:36), “L’Eterno degli eserciti ha giurato, dicendo: -In verità come ho pensato, così sarà e come ho deciso, così accadrà–“ (Is.14:24), “Poiché l’Eterno degli eserciti ha deciso questo e chi potrà annullarlo? La sua mano è stesa e chi potrà fargliela ritirare?” (Is.14:27), “Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?” (1Cor.10:22).

Dio ha creato l’uomo sulla terra ed ha stabilito la convivenza di due stirpi (Gen.3:15) del bene e del male, ossia del serpente antico (Satana) e quello della donna, in analogia Israele, da dove venne il Cristo, destinando una parte dell’umanità sotto il controllo di Satana, per essere con lui condannati e l’altra parte alla generazione di Gesù per la vita eterna.

Dio scelse perciò tra tutti i popoli della terra, Israele e condannò alla morte tutti gli altri ma, alla fine dei tempi, mandò il suo unigenito Figlio per riscattare anche un popolo tra quelli che non cercavano Dio.

Infatti fu profetizzato: “Io sono stato ricercato da quelli che prima non chiedevano di me, sono stato trovato da quelli che prima non mi cercavano; ho detto: -Eccomi, eccomi- a una nazione che non portava il mio nome” (Is.65:1) e definito “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (1Ptr.2:9).

Ancora ad Israele: “Così dice il SIGNORE: Alla morte, i destinati alla morte; alla spada, i destinati alla spada; alla fame, i destinati alla fame; alla schiavitù, i  destinati alla schiavitù” (Ger.15:2).

or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. Poiché quelli che ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio… e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Rom.8:28-30)

Da riflettere bene sul significato del prossimo brano:

Non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie… infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama) …Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù. Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia presso Dio? Così non sia. Egli dice infatti a Mosè: -Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione-. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia… Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole… Chi può infatti resistere alla sua volontà. Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò; -Perché mi hai fatto così?- Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso i vasi di misericordia, che lui ha già preparati per la gloria, cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i giudei ma anche fra i gentili… e avverrà che nel luogo dove fu loro detto: -Voi non siete mio popolo-, là essi saranno chiamati figli del Dio vivente-“ (Rom.9:8, 11-24);

Noi siamo l’argilla, fatti dalla polvere e Dio è il formatore, il Creatore. Dio può fare della sua argilla (umani) quello che vuole.  A tutti gli atei, che credono solo in se stessi, Dio dice: “Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà forse considerato al pari dell’argilla al punto che l’opera dica all’operaio: -Egli non mi ha fatto?- Al punto che il vaso dica del vasaio: -Non ci capisce nulla?-“ (Is.29:16). Solo delle menti perverse possono negare che Dio non ha il controllo totale su ogni individuo, sia che commetta del male, sia che faccia del bene.

Quelli che credono nel libero arbitrio, non conoscono il piano di Dio e lo provano indicando un verso, quando Dio disse a Israele: “…io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deut.30:19).

Da ricordare che Dio scelse Israele, scrivendo i loro nomi nel libro della vita, quindi tutti gli israeliti erano destinati alla salvezza, però solo attraverso le opere. Chiunque tra loro dunque peccava, veniva eliminato immediatamente dal popolo e veniva cancellato il suo nome dal libro della vita.

Per la Grazia, Dio ha scelto invece un popolo tra i gentili o pagani, scrivendo il loro nome nel libro della vita dell’Agnello, perciò solo mediante la fede in Cristo Gesù, essi ricevono salvezza per “…il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati” (Mt.26:28).

Dio ha fatto ogni cosa per il suo unigenito Figlio, come pure ha fatto l’empio per il giorno della perdizione (Prv.16:4). Ricordiamoci quindi che è Dio colui che controlla tutta la creazione, compreso gli umani, sia in bene che in male ed è Lui che rivela (Is.45:7).

Dio dice ancora che: “Il mio piano sussisterà e farò tutto ciò che mi piace… Sì, ho parlato e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e lo eseguirò” (Is.46:10,11)

Che meraviglioso è nostro Padre che ci avverte: “Chi osserva il suo comando non proverà alcun male; il cuore dell’uomo saggio sa infatti discernere il tempo e il giudizio” (Ecl.8:5). Non sminuiamo il nostro Onnipotente Dio, perché vorresti pagare le conseguenze ed essere gettato nella geenna del fuoco?

La saggezza viene da Dio, perciò chiediamola e di certo l’otterremo, se il nostro cuore è semplice e puro come quello di un fanciullo che, quando chiede qualcosa al genitore, è certo di ottenerla, perché si sente amato. Così siamo noi amati, perché “…Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Col.1:13).

Gesù pregando il Padre chiese: “…io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo” (Gv.17:24).

Gesù confermò che solo se facciamo la volontà di Dio, riconosceremo la verità, “Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso” (Gv.7:17).

Gesù è il nostro Salvatore e Signore e noi staremo insieme a Lui per l’eternità.

Non lasciarti prendere dal dubbio, che distoglie il tuo sguardo da Dio e paralizza la fede, perché molti, dopo aver dubitato, divengono instabili, insicuri, soggetti a crisi di panico e perfino ansiosi con senso di soffocamento: tutti segni tangibili di allontanamento dalla verità e possono essere combattuti e vinti solo con la fede assoluta in Dio.

L’unica via di salvezza, che può bloccare ogni pensiero malvagio, eliminando la sofferenza, è Cristo Gesù, perciò ci esorta:  “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate  fede in Dio, e abbiate  fede anche in me!” (Gv.14:1). Fede in Dio e in Gesù Cristo, così i nostri piedi saranno ben saldi sul vero fondamento (1Cor.3:11; Ef.2:20).

Solo attraverso la fede nel Figlio di Dio si riceve la Grazia, il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio (Rom.5:10; 2Cor.5:18). Dio ci ha amato prima che noi lo conoscessimo: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1Gv.4:19).

Ripeto, se Dio non ci avesse amato per prima, noi non lo avremmo mai conosciuto, come confermato da Gesù: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv.6:44).

Ancora Gesù attesta che non tutti l’ascoltano, ma solo: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono” (Gv.10:27).

Coloro che sono stati scelti da Dio, aprono il loro cuore a Gesù. Infatti, in parabola è scritto che Gesù conosce le sue pecore perfettamente, perché le chiama per nome e le conduce fuori dal mondo (Gv.10:3).

Sintetizzando: Quelli che Dio ha eletto sin dalla fondazione del mondo, quando accettano Gesù è perché Dio ha messo in loro il suo amore. A tal proposito Gesù ricorda che: “Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre” (Gv.10:29).

Tutto confermato anche dall’apostolo: “Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono amati in Dio Padre e custoditi da Gesù Cristo” (Giuda 1).

Un consiglio: non farti prendere dallo spirito di confusione, perché le Scritture procedono da Dio, ma l’uomo ne fa una falsità per sua iniziativa (Ger.8:8), ma sarà la sua condanna finale.

Dio ha amato coloro che ha scelto, prima che fondasse il mondo, da offrire il suo unigenito Figlio in sacrificio per il loro peccato: “In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati” (1Gv.4:10).

Noi, quindi, non siamo stati eletti per fare la nostra volontà, ma la volontà di Colui che ci ha chiamati, (2Tes.2:13; Ef.1:5) e “Ora quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture” (Lc.12:47).

Dio ci ha generati secondo la sua volontà, tramite la Parola di verità (Gc.1:18), quindi: “Fate la volontà di Dio di buon animo” (Ef.6:6), perché “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt.7:21).

La volontà di Dio è fatta nei cieli, così deve essere anche fatta sulla terra; infatti Gesù attestò: “Quando pregate, dite: -Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo-“ (Lc.11:2).

Gli uomini insensibili alla verità hanno preferito le tenebre, “Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv.3:19). Al giudizio saranno giudicati e condannati per ogni parola oziosa che avranno detto (Mt.12:36). È tempo di pregare e vegliare nello Spirito continuamente, chiedendo: “Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio, il tuo Spirito benevolo mi guidi in terra piana” (Sal.143:10).