Come paragona Gesù il regno dei cieli?
Esso è simile ad un tesoro nascosto in un campo che un uomo avendolo trovato lo nasconde e per la gioia che ha vende tutto ciò che gli appartiene per comprare quel campo.
E’ confrontato ad una bella perla che il mercante avendola cercata e trovata, va, vende tutto ciò che ha e la compra.
E’ rappresentato come una rete che gettata in mare, raccoglie ogni sorta di cose, quando è piena i pescatori la tirano a riva e raccolgono ciò che è buono nelle ceste e gettano via quello non buono.

Semplice parabola per far capire quanto grande sia, aver trovato il Salvatore, colui che si è dato in sacrificio per noi, ma, noi, abbiamo venduto tutto ciò che avevamo per acquistare questo grande tesoro?
Se non lo avessimo ancora fatto, lasciamo subito tutti i vizi, abbandoniamo o distruggiamo le opere malvagie del mondo, in modo da non poter più rientrarne in possesso, come se le avessime vendute.
Non tralasciare per un tempo il mondo, accettando Gesù Cristo, per poi ritornare nuovamente a fare quello di prima.
Gesù ti chiede di vendere, non di trascurare: c’è molta differenza, perciò Gesù paragona il regno dei cieli ad una rete di pescatori, tanti pesci, ma solo quello che è buono viene raccolto, il resto viene gettato via.
Così sarà alla fine del mondo; chi ha serbato il tesoro che aveva accolto, come chi ha ricevuto e ritenuto la sua Parola, impegnandosi a metterla in pratica fino alla fine, è in contrasto con chi ha accettato, ma non ha ancora lasciato totalmente le cose del mondo, avendo una “mente controllata dalla carne produce morte” (Rom.8:6). Allora gli angeli verranno e separeranno i malvagi dai giusti. Come il pesce non buono verrà scartato, così i malvagi saranno gettati nella fornace di fuoco dove ci sarà pianto e stridor di denti.

Gesù parla anche degli scribi ammaestrati per il regno dei cieli, comparandoli ad un padrone di casa che trae fuori dal suo tesoro cose vecchie e nuove: lo scriba che accettò il Salvatore, ritenne la legge ed accolse come padrone di casa la Grazia. Padrone di casa, perché appartenente al popolo di Dio; le cose vecchie rappresentano la Legge di Mosè, mentre le cose nuove, la Grazia.

Anche noi, che non siamo padroni di casa, ma solo ospiti, conserviamo dentro tutta la sua Parola per applicarla, meditandola giorno e notte, allora troveremo sempre in essa dei tesori preziosi, che niente può uguagliarli in valori morali e ricchezze spirituali.
Anche tu vieni, cerca e, quando l’avrai trovata, vendi tutto per comprarla perché sia tua, ti appartenga per sempre.