Nel capitolo 4 di Efesini, l’apostolo Paolo esorta tutti i fedeli a comportarsi in maniera degna della vocazione che hanno ricevuto, “con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportando a vicenda con amore e cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione” (v.1-4).
Come Gesù chiese, in preghiera al Padre, che i fedeli fossero tutti uniti nell’unico Spirito “affinché siano uno, come noi” (Gv.17:11), perché Dio è Padre di tutti quelli che sono stati da Lui generati, per mezzo di Cristo Gesù. Dio è unico, non esiste alcun altro pari a Lui, come è scritto: “Il Signore Dio nostro è l’unico Signore” (Mrc.12:29). Così esiste una sola fede e un solo battesimo in Cristo Gesù, sapendo che “Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti” (v.6).
Per questo, Dio ha dato a ogni suo figlio “la grazia secondo la misura del dono di Cristo” (v.7), confermato: “Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini” (v.8). I doni che ha distribuito agli uomini sono la Grazia e lo “Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono” (At.5:32; Gv.16:7).
Ma chi sono i prigionieri, che Gesù ha portato con se nei cieli, dopo la sua morte?
Prima della morte del Signor Gesù, tutti quelli che morivano, andavano nell’Ades, indicato anche come il soggiorno dei morti (Sal.6:5), dove tutti i morti si assopivano, perché: “non c’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né saggezza” (Eccl.9:10). Avvenne che, dopo la morte di Gesù sulla croce e dopo aver reso il suo spirito, mentre il suo corpo fu posto in un sepolcro per tre giorni, Gesù andò a predicare alle anime dei giusti, tenuti come prigionieri tra gli empi.
Infatti, l’apostolo conferma che: “in esso andò anche a predicare agli spiriti (anime) trattenuti in carcere” (1Ptr.3:19). Tutti i giusti erano quindi trattenuti nell’Ades fino al sacrificio compiuto da Cristo Gesù.
Tutte le cose sono state rivelate; infatti, Gesù avvertì che: “In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno” (Gv.5:25). Così Gesù separò i giusti dagli empi, come l’angelo rivelò al profeta Daniele “Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna” (Dan.12:2). Così avvenne; quelli che ascoltarono la voce di Gesù (i giusti) si risvegliarono, per salire ai cieli ed ereditare la vita eterna. Anche gli empi si svegliarono, ma per l’infamia eterna, cioè cominciarono a soffrire.
Infatti, Gesù lo svelò nella parabola del ricco e di Lazzaro. Dopo la morte, il medicante fu portato dagli angeli nel seno di Abramo, mentre il ricco soffriva nell’Ades, e gridò: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura” (vedi Lc.16:20-31).
Alla fine dei mille anni, Dio farà un giudizio universale, dove tutti saranno giudicati (Ap.20:11-15). La legge terminò ai tempi del profeta Giovanni, il Battista (Lc.16:16) e iniziò la Grazia.
Così quando Gesù salì al Padre, diede dei doni agli uomini, ovvero insieme alla Grazia anche lo Spirito Santo, come promesso: “Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò” (Gv.16:7).
Gesù fu mandato da Dio sulla terra (Gv.3:17, Mt.15:24; Lc.4:43); così il Figlio di Dio scese tra gli uomini e, dopo aver fatto tutto quello che il Padre gli aveva comandato, come confermato da Gesù stesso: “mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare” (Gv.12:49), “ascese al di sopra di tutti i cieli per riempire tutte le cose” (v.10).
Gesù ha pure “stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo” (v.11,12), perché è stabilito che tutti arrivino “all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (v.13).
Da porre attenzione a tutta la Parola di Dio, senza ignorare quello che non ci piace. E’ scritto che tutti devono arrivare ad avere fede e ricevere la conoscenza del Figlio di Dio, non come noi pensiamo, ma secondo la misura della pienezza di Cristo. Tutto questo “affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore” (v.14).
Al contrario, “vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo” (v.15), perché la Chiesa è il Corpo di Cristo e noi siamo membra di questo corpo glorioso, “senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile” (Ef.5:27).
La Chiesa è santa, perché tutti i fedeli prendono forza dal Capo, che è Cristo, perciò il Corpo è “ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità. Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente” (v.16,17).
Moltissime volte veniamo ripresi e sollecitati dagli apostoli a non conformarci al mondo. Ricordiamoci che “quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo” (1Cor.11:32). Vogliamo compiere quello che ci è stato detto: “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui” (1Gv.2:15). L’apostolo Giacomo conferma che chi ama il mondo, è paragonato ad un adultero: “O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Gcm.4:4).
I figli di Dio non devono assomigliare a quelli del mondo, che sono “accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile” (v.18,19).
Quelli che Dio ha generato, sono divenuti figli di Dio, tramite Cristo hanno imparato a vivere secondo lo Spirito, perciò sono morti alla carne, quindi hanno lasciato l’uomo vecchio (la carne) con la condotta di prima (corrotta), per vivere secondo lo Spirito, ovvero rinnovati “nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (v.23,24).
Inoltre non dire bugie, ma parlare sempre con tutti in verità e, se ci capita di adirarci, attenzione a non peccare e non facciamo passare molto tempo, perché dobbiamo riconciliarci, prima che tramonti il sole, per non dare occasione al diavolo di creare in noi rancori.
Tutte le cose che a Dio non piacciono e che facevamo prima di conoscere Cristo, non dobbiamo più farle, ma vivere con quello che Dio ci dona tutti i giorni e “lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità” (v.28).
Dobbiamo anche fare attenzione a come parliamo, per non usare battute, favole e ridere senza motivo (Eccl.7:6), perché solo ubbidendo a Dio, possiamo rendere una testimonianza vera e fedele. Compiere ogni cosa secondo quanto ci è richiesto, per edificarci l’un l’altro “giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità” (v.29-31).
Da ricordare che, per entrare nel regno dei cieli, occorre ricevere il dono dello Spirito Santo, ovvero nascere di nuovo, da Dio, perché “ Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui” (Rom.8:9).
“Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo” (v.32).