“Così parla Colui che è l’Alto, l’eccelso, che abita l’eternità, e che si chiama il Santo. -Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi” (Is.57:15).
Dio desidera dai suoi figli l’umiltà.
Gesù dichiarò che dobbiamo essere simili a Lui: “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime” (Mt.11:29). Se rimaniamo umili, saremo colmi del timore di Dio (Prov.22:4), perché “…è un ammaestramento di sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà” (Prov.15:33). Senza l’umiltà non si arriva a ricevere la gloria, ma molti usano la falsa umiltà, cioè quella carnale, che non viene dallo spirito e che certamente non ha alcun valore (Col.2:23).
Sappiamo che Dio ravviva lo spirito degli umili, quindi non ha alcuna validità quell’umiltà apparente, usata dai molti religiosi. Tramite l’apostolo, Dio avverte: “rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili” (1Ptr.5:5). Non ignoriamo perciò la Parola di Dio, se vogliamo appartenere a Dio.
Dobbiamo essere ubbidienti, affinché quando arriva la prova, resisteremo “se siete ubbidienti in ogni cosa” (2Cor.2:9). Dio non si può ingannare: “Poiché egli tiene gli occhi sulle vie dell’uomo, e vede tutti i suoi passi” (Giob.34:21).
Se pensiamo che i nostri peccati rimangono occultati, ci sbagliamo; è il nemico che cerca di distoglierci dalla verità. Chi ha ricevuto il dono, che è il sigillo della caparra dello Spirito (2Cor.1:22), riconosce la verità dalla menzogna, perché anche se un angelo annunciasse una cosa diversa dalla verità rivelata, tramite i profeti ed apostoli, dobbiamo assolutamente rigettarla.
“Vestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza” (Col.3:12).