Se siamo fedeli, mettendo in pratica i comandamenti di Dio (1Gv.5:2,3), allora siamo certi di appartenere a Dio, perché Cristo “…purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” (Ebr.9:14). Quali sono le opere morte da cui siamo stati liberati, se non tutto ciò che è peccato (Rom.6:21; 8:6).
Sappiamo che Cristo Gesù è venuto per darci vita in abbondanza (Gv.10:10), forse solo per un periodo della vita terrena? No! E’ invece un’abbondanza di vita eterna, in accordo con quanto dichiarato: “In verità, in verità vi dico: Chi crede in me ha vita eterna” (Gv.6:47; 3:15).
Dio ha posto la vita nel suo Figlio, come è confermato dall’apostolo e profeta Giovanni: “La testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio” (1Gv.5:11). Chi non riconosce il Figlio di Dio, fa Dio bugiardo, “…perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha reso circa suo Figlio” (1Gv.5:10).
L’uomo, che confida in se stesso, cerca sempre di distorcere la verità, anche se Scritta, per affermare il suo pensiero. L’apostolo Paolo rivela come il testamento di un uomo rimane valido ed è efficace, anche dopo la sua morte e nessuno può modificarlo (Ebr.9:16,17), così, a maggior ragione, del vangelo della Grazia (Mrc.1:1) di Cristo Gesù e dei Suoi apostoli.
Ragionando con la loro intelligenza umana, i falsi credenti cercano di aggiungere oppure togliere dalla verità per affermare la loro dottrina. Essi non sanno che saranno trovati bugiardi davanti a Dio, ignorando che: “Ogni parola di Dio è affinata con il fuoco. Egli è uno scudo per chi confida in lui” (Prv.30:5,6).
I veri figli di Dio osservano scrupolosamente la Sacra Scrittura, attenendosi alla verità, perché “…tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome” (Gv.1:12) e perché “Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave” (Ef.5:29.
Dio renda la nostra santificazione di spirito, anima e corpo completa, per essere pronti, preparati, e fedeli, “…conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo” (1Tes.5:23).
Facciamo attenzione a non preferire alcuna cosa di questo mondo, perché occorre adoperarsi “non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, che il Figlio dell’uomo (Gesù) vi darà, perché su di lui il Padre, cioè Dio, ha posto il suo sigillo” (Gv.6:279.
La Parola di Dio è il nostro cibo spirituale e “…chi si ciba di questo pane vivrà in eterno” (Gv.6:58).