La Cena del Signore è molto importante di riceverla per ogni vero credente, riconoscendo che Cristo ”…è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Rom. 4:25; 10:9).

Consideriamo come Gesù quando era con i suoi discepoli “…preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: -Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me-“ (Lc.22:19).

Gesù fece questo affinché anche noi impariamo a ricordare il significato del Suo grande sacrificio, infatti “…voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1Cor.12:26). Noi siamo stati riscattati tramite il sangue di Cristo, che è rappresentato con il vino, che si può bere e, tramite il suo corpo, rappresentato dal pane, di cui l’uomo si nutre.

In parabola, Gesù disse: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io in lui” (Gv.6:56). Come  il pane è un alimento essenziale per la vita del nostro corpo, tramite il quale Gesù raffigura la Parola di Dio, la quale è indispensabile per la vita eterna della nostra anima. Infatti, sempre usando una parabola, Gesù riaffermò: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv.6:54,56).

Noi spiritualmente ci nutriamo di tutto ciò che proviene da Cristo: il perdono, tramite il suo sangue e la santificazione osservando la Parola, che Gesù ci ha portato, tramite la quale riceviamo la vita eterna.

Non dobbiamo assolutamente accostarci alla Cena in modo superficiale o sconsiderato, ritenendola una usanza comune, senza importanza particolare o senza conseguenze per gli impreparati e i profani. Infatti, l’apostolo Paolo avverte: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore.  Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discernete il corpo del Signore” (1Cor.11:27-29).

Occorre discernere quello che noi facciamo, quando mangiamo il pane e beviamo il vino, come Gesù disse. E’ come mangiare la sua carne, che è la Parola di Dio e bere il suo sangue, che ha lavato tutti i nostri peccati.

Se non ci esaminiamo e non lo discerniamo, non comprenderemo il valore e saremo giudicati, “Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1Cor.11:30). Il giudizio è che noi non entreremo nel regno di Dio, perché abbiamo ignorato quello che stavamo facendo. Guai anche ai pastori che non avvertono coloro che si avvicinano alla Cena del Signore.

Noi che beviamo e mangiamo la Cena del Signore, dobbiamo essere puri di cuore, per comprendere il gesto che compiamo, altrimenti subiremo la condanna.

Chi ha preso la Cena senza esaminare se stesso e lo ha fatto ignorando il senso, deve convertirsi completamente a Dio, chiedere umilmente il perdono, però occorre allontanarsi dai falsi profeti, che dichiarano di essere nella verità e “…volendo essere dottori della legge, non comprendono né le cose che dicono né quelle che affermano” (1Tmt.1:7).

La cena del Signore testimonia il sacrificio e la morte del nostro Salvatore e Signore, Cristo Gesù e la nostra comunione con Lui. Riconoscendo che Dio “ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa” (Ef.1:22). Dio ha stabilito Cristo Gesù come Capo della Chiesa, perché “…Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave” (Ef.5:2).

Noi dobbiamo ubbidire a Cristo, che ci ha informati di tutto tramite i suoi apostoli, perciò è necessario essere “…edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare” (Ef.2:20).

Noi diamo gratuitamente quello che abbiamo ricevuto, ubbidendo a Cristo: “Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt.10:8).

Dio ti benedica e ti dia quello che tu cerchi con fede. A Dio sia la gloria!