Prima che Gesù risorgesse dai morti, mentre il suo corpo aspettava nella tomba la risurrezione, Egli “andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione” (1Ptr.3:19), come aveva rivelato, così fu “In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno udita, vivranno” (Gv.5:25).
Per quale motivo i morti attendevano in prigione?
I giusti erano tenuti insieme agli empi e tutti riposavano, aspettando l’arrivo del grande Messia annunciato fin dalla fondazione del mondo (1Ptr.1:20). Alla venuta del Cristo, tutta la situazione dei morti cambiò, perché “La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi” (Lc.16:16).
Dio ha fatto misericordia a tutti quelli che hanno creduto e crederanno in colui “che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (1Gv.4:9). Gesù non è venuto soltanto per i soli presenti a quell’epoca o per quelli successivi, ma anche per i giusti tenuti prigionieri nell’Ades o inferno ed “È per questo che è detto: -Salito in alto, egli ha portato con sé un gran numero di prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini-” (Ef.4:8).
Gesù venne per compiere tutte le opere, che il Padre gli aveva affidato, come fu annunciato dal profeta (Is.61:1), “Lo Spirito del Signore (Dio) è sopra di me (Gesù); per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunciare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il recupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi” (Lc.4:18). Così è avvenuto. Gesù andò a liberare e a separare i giusti, tenuti prigionieri con gli ingiusti, portandoli in alto (nei seno di Abramo), mentre agli ingiusti ha dato il tormento per non aver ascoltato e seguito la verità (Lc.16:22-25).
Alla fine si compirà la retribuzione per tutti “poiché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom.6:23). A tutti gli eletti e fedeli sarà concesso la vita eterna con Cristo Gesù (Rom.5:17), mentre i peccatori riceveranno il salario del loro peccato, che è la morte, cioè,” saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” (2Tes.1:9). Comportiamoci perciò “Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo faccia valere al servizio degli altri” (1Ptr.4:10).
Molti sono quelli che non riconoscono il Figlio di Dio e, rimanendo nel peccato, non riceveranno la vita, perché non credono in Dio, che ha dato “la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel Figlio suo” (1Gv.5:11). Infatti, è attestato che “Chi ha il Figlio ha la vita, chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita” (1Gv.5:12). Gesù è il Figlio di Dio, “che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen” (Ap.1:6).
Tutti gli apostoli lo hanno attestato: “noi abbiamo visto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo” (1Gv.4:14; Gv.4:42). Ripeto, Dio Altissimo e Padre Suo ha messo la vita nel proprio Figlio “la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel Figlio suo” (1Gv.5:11; Ap.1:6).
Facciamo attenzione “Se accettiamo la testimonianza degli uomini, maggiore è la testimonianza di Dio e la testimonianza di Dio è quella che egli ha reso al Figlio suo” (1Gv.5:9). Gesù ha compiuto la sua opera di redenzione per tutti, sia per quelli che erano già trapassati e tenuti nell’Ades e sia per quelli che credettero e crederanno fino al suo ritorno, sicuri che “in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia” (Ef.1:7).
I nostri fratelli sono già nei cieli, godendo della gloria di Dio e noi aspetteremo “dai cieli il Figlio suo, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire” (1Tes.1:10). Rallegriamoci e consoliamoci in Cristo, tutti uniti a Lui, perché presto lo incontreremo sulle nuvole, dove avverrà che “noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole a incontrare il Signore nell’aria e così saremo sempre con il Signore” (1Tes.4:17).