Dobbiamo sapere che tutto quello che procede da Dio, non appartiene all’empio; infatti, è attestato che: “La sapienza non entra in un’anima che opera il male né abita in un corpo schiavo del peccato” (Sap.1:4), perciò Dio si rivolge a coloro che credono e sperano in Lui.

“Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza” (Prv.1:1-6).

Prima di ogni cosa dobbiamo accogliere la Parola di Dio e poi custodirla o conservarla in noi. Solo allora potremo sentire e ascoltare, tramite il nostro spirito, tutta la sapienza che proviene da Dio e predisporci alla riflessione e all’autocontrollo.

Impareremo così anche a chiedere saggezza e intelligenza spirituale, in modo consapevole, ovvero a svuotarci di tutto il nostro io e, sottoponendo la nostra mente allo Spirito, a riceverla pienamente. Dobbiamo però desiderare spiritualmente di ottenerla, come affamati della verità e cercarla come si può cercare dell’oro, con fatica, desiderio e certezza di trovarla, “Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede senza dubitare…” (Gcm.1:5,6). Quando l’avremo acquisita, allora troveremo anche il timore e la scienza o sapienza di Dio.

Il timore è indispensabile, perché come Gesù disse: “Io vi mostrerò chi dovete temere: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna; sì, vi dico, temete lui” (Lc.12:5). Il timore ci preserverà dalle conseguenze delle nostre cattive azioni, perché se le commettessimo, saremmo gettati nella geenna del fuoco eterno. Esso è anche un sentimento di soggezione o di compunto rispetto nei confronti di Dio. Se abbiamo timore di Dio, sicuramente non opereremo il male, come il salmista rivela che: “La mia carne trema per la paura che ho di te, e io temo i tuoi giudizi” (Sal.119:120). Se temiamo Dio, riceveremo quindi sapienza, per riconoscere la Via da seguire, perché da Dio procede ogni bene e noi riceveremo la sapienza e intelligenza spirituale per giungere alla fine, nella sua gloriosa dimora.

Di chi non dobbiamo aver paura?

“Ho posto la mia fiducia in DIO, non temerò. Che cosa mi può fare l’uomo?” (Sal.56:1)  e “Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia” (Sal.27:3).  Tutti quelli che sono stati generati da Dio, lo temono e per questo motivo non hanno paura dell’uomo, perché egli è carne e la sua forza è nulla, perciò Dio dice tramite il profeta: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall’Eterno!” (Ger.17:5).

Come Gesù avverte, dobbiamo temere Dio e non l’uomo (Lc.12:5), perché è Dio che ci protegge e salva tutti quelli che confidano in Lui, ricordandoci sempre che prima della gloria, occorre essere umili: “Il timore di Dio è una scuola di sapienza, prima della gloria c’è l’umiltà” (Prv.15:33). Inoltre per tutti quelli che temono Dio, arriva la sua protezione contro ogni male, perché: “Egli soddisfa il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido e li salva” (Sal.145:19).

Salomone continua con l’attestare che: “Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici.  Allora comprenderai l’equità e la giustizia, e la rettitudine con tutte le vie del bene, perché la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo.  La riflessione ti custodirà e l’intelligenza veglierà su di te, per salvarti dalla via del male, dall’uomo che parla di propositi perversi, da coloro che abbandonano i retti sentieri per camminare nelle vie delle tenebre, che godono nel fare il male, gioiscono dei loro propositi perversi; i cui sentieri sono tortuosi” (Prv.2:7-14).

Come può avvenire tutto questo?

Avverrà sicuramente, perché Dio mette a difesa dei santi i suoi angeli, come attestato: “Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?” (Ebr.1:14) e ancora: “L’Angelo dell’Eterno si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera. Provate e vedrete quanto l’Eterno è buono! Beato l’uomo che confida in lui” (Sal.34:7,8).

Dopo aver stabilito i cieli, aver fissato la misura delle acque, regolato il peso del vento e tracciato la strada al lampo dei tuoni, Dio disse all’uomo: “Ecco, temere il Signore, questa è saggezza, fuggire il male è intelligenza” (Gb.28:28).  Solo se temiamo Dio, arriveremo alla sua gloria (Prv.21:21),  “Poiché l’Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la conoscenza e l’intendimento” (Prv.2:6).  Temere Dio, perché è l’unico che decide della nostra vita e, se confidiamo in Lui, ogni volta che gridiamo, quando ci troviamo in gravi situazioni, Egli ci soccorre.

Attenzione però e ribadisco, come è scritto, solo se confidiamo nel Signore (Sal.91:2) e  per questo il salmista rivela che: “Nella mia angoscia ho gridato all’Eterno, ed egli mi ha risposto” (Sal.120:1).

Non facciamo che, come spesso capita, prima vediamo se esiste qualche umano, che può fare qualcosa per noi e, se non può soccorrerci, allora chiediamo aiuto a Dio. No! Assolutamente non è così che dobbiamo fare.

Per lo Spirito di Dio, il salmista consiglia di provare la bontà di Dio, ma solo confidando nell’Eterno.

Anche Gesù ci invita a chiedere con fede certa di ricevere, “Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa” (Lc.11:10; Mt.7:8).

Se cerchiamo sapienza e intelligenza spirituale, la riceviamo, come confermato dall’apostolo “affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui” (Ef.1:17). Tutta la parola di Dio è spirituale e nessuna carne può comprenderla, se non tramite lo Spirito di Dio, come confermato: “Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio” (1Cor.2:11), “affinché nessuna carne si glori alla sua presenza” (1Cor.1:29).

Se non hai ancora ricevuto lo Spirito di Dio, chiedilo e cercalo come si cerca una perla di grande valore, “sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione” (2Ptr.1:20), perché si riceve tramite lo Spirito di rivelazione.

Se confidiamo in Dio, sarà per noi aiuto e scudo; l’uomo non può fare alcuna cosa per il suo simile “perché vano è il soccorso dell’uomo” (Sal.108:12).

Se confidiamo in Dio, cosa “ può fare il mortale?” (Sal.56:4), perché tornerà dalla polvere, da cui è strato tratto (Gen.2:7), “muore e rimane atterrato; quando egli esala l’ultimo respiro, dov’è mai?” (Gb.14:10).

Per tutti quelli che, con sottomissione, amano la verità “Il timore dell’Eterno è un ammaestramento di sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà” (Prv.15:33), “Poiché l’Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la conoscenza e l’intendimento” (Prv.2:6). Noi non cerchiamo l’intelligenza carnale, come sta scritto: “Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza degli intelligenti” (1Cor.1:19).

La sapienza viene dall’Alto, “affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente” (Ef.1:17).