Ubbidire e onorare i genitori.

Un grande comandamento, rinnegato da genitori e figli. I giovani di oggi non conoscono che l’apostolo invita ai “Figli, ubbidite ai vostri genitori in ogni cosa, poiché questo è gradito al Signore” (Col.3:20). In primo luogo e per bocca di Mosè, Dio comandò al suo popolo: “Onora tuo padre e tua madre, come l’Eterno, il tuo Dio, ti ha comandato, affinché i tuoi giorni siano prolungati, e tu sia felice sulla terra che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà” (Deut.5:16;  Eso.20:12).  Esso è ribadito anche dall’apostolo Paolo: “Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra” (Ef.6:2).

Prevedendo l’ingratitudine dei figli verso i genitori, Dio diede un comandamento con promessa: “affinchè i tuoi giorni siano prolungati e tu sia felice sulla terra”. Così è stato fino a quando i figli hanno amato e curato i propri genitori fino alla loro dipartita da questo mondo.

Sicuramente chi lo ha messo in pratica, ha vissuto bene molti giorni qui sulla terra, come Dio gli concedeva.

Negli ultimi decenni i genitori non si curano più dell’educazione dei loro figli, pensando di più al fatto economico (amanti del denaro). Essi si preoccupano soltanto che non manchi alcuna cosa ai propri figli, di avere amici, divertimento e istruzione scolastica in primo luogo. Noi sappiamo che la Parola di Dio è una lampada al nostro piede (Sal.119:105), ed è verità e vita; infatti, “Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta, per gioire di lui alla fine” (Sir.30:1).

Molti genitori sono incapaci di educare i loro figli all’ubbidienza. Ancora Salomone, con la sua grande sapienza, invita: “Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai affrontare la sua insolenza” (Sir.30:13),”…Abitua il giovane secondo la via da seguire; neppure da vecchio se ne allontanerà” (Prov.22:6) e “Chi risparmia il bastone, odia suo figlio, chi lo ama è pronto a correggerlo” (Prov.13:24).

Tutti i genitori, che ignorano la verità della Parola di Dio, formano dei figli “disubbidienti ai genitori” esattamente come la profezia dell’apostolo Paolo espone (2Tmt.3:2).

Invitiamo tutti i genitori a prendere esempio da Dio stesso “perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto” (Prov.3:12).

Da quando siamo entrati nell’ultima ora, un’infinità di anticristi (1Gv.2:18) sono all’opera per stravolgere tutti i comandamenti di Dio, affinchè il peccato degli uomini raggiunga il colmo della misura posta da Dio (Dan.8:23). Infatti, possiamo notare come da molti decenni tutto è cambiato, avverandosi la profezia: “perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi” (2Tmt.3:2), “…calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, inventori di mali, disubbidienti ai genitori” (Rom.1:30).

I genitori si onorano sempre e, non solo quando sono stati buoni e acconsenzienti con noi, ma soprattutto quando ci hanno dato un insegnamento pieno del Timore di Dio.

Cosa vuol dire onorare?

È noto che: “Onorare” in italiano significa “fare o dimostrare onore a qualcuno o a qualcosa”, “tributare omaggio o stima”, “rispettare” o “adempiere” ad un impegno. In sostanza, si tratta di dimostrare un apprezzamento, un rispetto o un affetto verso qualcuno o qualcosa o di mantenere un impegno.

Ahimè, tutto questo non avviene quasi più, perché pochi sono quelli che mettono in pratica: “Alzati davanti al capo canuto, onora la persona del vecchio, e temi il tuo Dio. Io sono l’Eterno” (Lev.19:32). Tutto questo è bene metterlo in pratica, per glorificare il Signore che ci ha riscattati (1Ptr.1:18), cammineremo nella sua giustizia, perché “La condotta perversa è in abominio al Signore; egli ama chi pratica la giustizia” (Prov.15:9).

Sforziamoci perciò di entrare attraverso la porta stretta e angusta (Mt.7:13,14); viviamo in ubbidienza alla verità, perché se usiamo fedeltà, di sicuro scomparirà ”da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo” (Ef.4:31,32).