In ogni attimo della nostra vita chiediamo: ”Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna” (Sal.139;23,24).
Forse noi pensiamo di essere puri, di non aver fatto alcun male nella nostra vita e di non aver bisogno di perdono.
Tutti noi eravamo nel peccato, perciò “…Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rom.5:8).
Ricordiamoci anche che, se abbiamo conosciuto la salvezza, ma non teniamo a freno i nostri pensieri (Gen.4:7), non avendo rivestito “…la corazza della giustizia” (Ef.6:14), sicuramente abbiamo permesso al nemico di contaminarci con le sue astute menzogne.
Il giovane ricco chiese a Gesù: “Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?” (Lc.18:18). Se anche tu ed io non abbiamo compreso ancora quali opere dobbiamo compiere, chiediamo, leggiamo ed ascoltiamo lo Spirito, che ci rivela ogni cosa, tramite la Parola di verità.
Imitando sempre gli apostoli di Cristo (1Cor.11:1), Paolo attestò che: “Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal.2:20).
Accettare Cristo non vuol dire continuare a vivere la vita passata nell’ipocrisia, nell’ignoranza spirituale e soddisfacendo i desideri del nostro corpo, ma “…per essere rinnovati nello spirito e nella vostra mente” (Ef.4:23). Occorre perciò non vivere più nella carne, ma nella fede del Figlio di Dio, “Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo” (Ef.2:10; 1Ptr.2:12). Impariamo a unire la fede alle opere (Gcm.2:16-26), perché l’una senza l’altra è vana.
Il mondo ci perseguita, come ha già perseguitato Gesù e i suoi apostoli, perciò ci viene detto: “Comportatevi bene fra i gentili affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, a motivo delle buone opere che osservano in voi, possano glorificare Dio nel giorno della visitazione” (1Ptr.2:12).