Esistono i poveri anche tra fedeli credenti ?

A riguardo, Gesù disse in parabola che gli uccelli del cielo: “non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?’” (Mt.6:26).

Dio che ha provveduto e provvede ogni giorno il cibo per gli uccelli del cielo, non provvederà forse anche ai suoi figli?

Gesù ordinò: “Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt.21-34).

I veri cristiani, seguaci di Cristo, non si affannano per il domani, ma vivono, avendo fede in Dio che mantiene le sue promesse, perché sanno che, “nessun bene manca a quelli che cercano il Signore” (Sal.34:10) e che “Il Signore non permette che il giusto soffra la fame, ma respinge insoddisfatta l’avidità degli empi” (Prov.10:3).

Molto importante è comprendere che ci sono molti pigri; essi sono dei falsi cristiani, che approfittando della bontà dei fedeli, con molte scuse, chiedono continuamente soldi. Essi non sanno che mai nessun figlio di Dio si è trovato ad aver fame, tanto da chiedere l’elemosina. Infatti, il profeta, re e salmista Davide attesta che: “Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane” (Sal.37:25), perciò chi sarà inattivo, si condanna da solo.

Chi è da Dio, riconosce i falsi. Più volte mi sono trovata di fronte a tali persone, esortandole ad essere operosi, come l’apostolo avverte: “Infatti, quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppure deve mangiare” (2Tes.3:10).

Cosa fare se un fedele si trova ad aver bisogno?

Gesù lo indica chiaramente: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.  Se qualcuno si trova nel bisogno, certamente non cerca il regno dei cieli, ma si sta preoccupando della sua indigenza, su come fare per procurarsi le cose che gli mancano.

Non è così che bisogna fare, perché “Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno” (Mt.6:32).

Non chiedere perciò elemosina, ma va ai piedi di Cristo e dagli tutto te stesso, confidando nella sua immensa misericordia. In tempo di carestia, Dio mandò il profeta Elia da una vedova di Sidòne, dicendogli: “Ecco io ho dato ordine a una vedova di là per il tuo cibo” (v.9). Quando Elia chiese così del cibo alla vedova, ella rispose: “non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ di olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo” (v.12). Elia rispose: “dice il Signore: La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non si svuoterà finché il Signore non farà piovere sulla terra-. Quella andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni. – La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia” (1Re 17:9,12,14-16).

Forse dubitate che Dio non possa più operare, come operò con il profeta Elia? Niente affatto, perché l’Iddio che disse ad Elia “Tu berrai al torrente, e io ho comandato ai corvi che là ti diano da mangiare“. Dio di ieri è lo stesso di oggi. Da tener molto presente che il profeta Elia fu ubbidiente sempre a Dio. Infatti, “Egli eseguì l’ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente” (1Re 16:4-6).

Facciamo perciò attenzione, perché si riceve certamente, ma a condizione che mettiamo in pratica i comandamenti di Dio; solo allora “qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito” (1Gv.3:22). Non si chiede quindi agli uomini, ma si ricorre a Dio in tutte le nostre necessità e sarà il Signore, come promesso, se facciamo sempre la sua volontà, a provvedere sicuramente a tutti i nostri bisogni.