Tramite il profeta, Dio rimproverò Israele: “Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura” (Gioele 2:13).
Oggi lo dice a noi credenti degli ultimi tempi e, se ci siamo allontanati, ritorniamo subito al Signore nostro Dio, con un cuore umiliato e pentito, per riottenere la sua preziosa comunione.
“Allora si avvicinarono a lui i discepoli di Giovanni e gli dissero: -Perché noi e i farisei digiuniamo, e i tuoi discepoli non digiunano?-“ (Mt.9:14).
Gesù rispose loro che lo sposo, cioè Gesù, era ancora con i suoi discepoli e perciò per loro era festa. Solo quando il Signore ha lasciato i suoi discepoli (At.1:9-11), il fondamento della Chiesa (EF.2:20), sono iniziate le persecuzioni per tutti i santi che, non solo digiunavano, ma anche pregavano “nella fatica e nel travaglio, sovente nelle veglie, nella fame e nella sete, spesse volte in digiuni, nel freddo e nella nudità” (2Cor.11:27).
Infatti, quando Gesù tornò al Padre, avvenne, come indicato: “Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno” (Mt.9:15). Avverrà che alla fine, ogni affanno terminerà: “Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi da udire, oda!” (Mt.13:43).
Tutti i figli di Dio aspirano all’eternità. Essi si preparano, camminando con Gesù in santità, perché nessun contaminato entrerà nella nuova Gerusalemme celeste (Ebr.12:22; Ap.3:12; 21:2,10), ma solo quelli che “…non hanno contaminato le loro vesti; esse cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degne” (Ap.3:4).
Infatti è accertato che nella città di Dio “nulla d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità vi entrerà mai, ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello” (Ap.21:27).
“…Poi mi disse: -Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve.
Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro–“ (Ap.22:6,7).
Gesù verrà molto presto!
Non facciamo come le cinque vergini disavvedute che, quando lo sposo arrivò, erano impreparate e perciò restarono escluse, mentre “le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: -Signore, signore, aprici!- Ma egli rispose: -In verità vi dico: non vi conosco-“ (Mt.25:10-12).
Riflettiamo e santifichiamoci, prima di farci trovare impreparati, altrimenti subiremo la condanna eterna, per aver sottovalutato la sua Parola. Quando Gesù chiuderà la porta della Grazia, perché terminata, nessun altro vi entrerà mai più. Solo chi rimarrà fuori, per incredulità, implorerà invano, perché sarà troppo tardi per rimediare; allora essi ascolteranno le tremende parole di Gesù di non conoscerli!
Chi invece sta attento e vigila sulla sua condotta santa, continuando a essere in comunione col Signore, certamente ascolterà Gesù: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo” (Mt.25:34).