L’apostolo Paolo espone il suo stato di servo di Cristo in ogni cosa, sia nella fame o nella sazietà, sia nell’indigenza e nelle tribolazioni. Egli ci insegna come Dio è pronto a venire in aiuto in tutte le nostre necessità, perché la grazia di Dio è su tutti quelli che “amano il Signor nostro Gesù Cristo con sincerità” (Ef.6:24).

Noi abbiamo la capacità di superare ogni difficoltà nel nome di Gesù, come è scritto: “qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui” (Col.3:17), quindi “Tutto posso in colui (Gesù) che mi dà la forza” (Fil.4:13) e come Gesù ribadisce: “senza di me non potete far nulla” (Gv.15:5).

La nostra vita deve essere unita a Cristo, in similitudine, come il tralcio è legato alla vite, anche noi dobbiamo essere legati a Cristo (Gv.15:1). Solo se lo facciamo vivere in noi, possiamo chiedere e riceveremo tutto quello che domanderemo, così si realizzerà “io posso ogni cosa in Cristo” perciò: “Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me” (Gv.15:4).

Se viviamo per Cristo: “chiedete qualche cosa nel nome mio, io la farò” (Gv.14:14), ma attenzione, è scritto: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Mt.6:33). Non cerchiamo le cose terrene, ma quelle celesti, che vengono dall’Alto (Gcm.3:17), allora riceveremo tutto quello che ci occorre in ogni campo, sia spirituale che materiale “perché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Mt.6:8).

Facciamo ogni cosa con fede, “Perché presso Dio non v’è parzialità” (Rom.2:11).