Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’ Abrahamo ed eredi secondo la promessa” (Gal.3:29).

Tramite il profeta Geremia, Dio fece sapere ad Israele che: “-La tua stessa malvagità ti castigherà e i tuoi sviamenti ti puniranno. Riconosci perciò e vedi quanto cattivo e amaro sia per te l’abbandonare l’Eterno, il tuo DIO, e il non avere in te alcun timore di me-, dice il Signore, l’Eterno degli eserciti” (Ger.2:19).

Dio abbandonò il suo popolo ad un lungo esilio, perché fu trovato infedele. Essi non lo temevano più, né gli rendevano onore, ma preferivano camminare seguendo i falsi profeti di Baal (Ger.2:8; Mal.1:6; Ger.44:1).

Avvenne che: “L’Eterno infatti ha sparso su di voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi, i profeti, ha velato i vostri capi, i veggenti” (Is.29:10). A causa dell’incredulità, i giudei rigettarono il Messia, il Cristo di Dio e, per questo, furono resi ciechi spiritualmente ed in mezzo a loro regna ancora uno spirito di torpore.

Non riusciranno così a credere per essere salvati, fino a che il periodo dei gentili terminerà, ovvero dopo che la Chiesa sarà portata nei cieli da Cristo Gesù, allora inizierà la salvezza per Israele (Dan.12:1).

Molti pensano che, per Israele non ci sarà più salvezza, perché è stata rifiutata nel passato, credendo che l’unico scopo, che Dio ha, è rivolto alla Chiesa o sposa di Cristo. Non è esatto, perché: “Se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro, sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell’olivo, non vantarti contro i rami; ma se ti vanti contro di loro, ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te… e anche essi, se non perseverano nell’incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo” (Rom.11:17-18,23).

I credenti gentili non ci sarebbero, come popolo (Chiesa), senza Israele, perché prima viene Israele e poi gli altri. Infatti, solo quando loro hanno rifiutato la Grazia, essa è passata allora ai gentili (non Ebrei), come dichiarato da Paolo e Barnaba: “Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci rivolgiamo ai gentili” (At.13:46).

Poco dopo la fine della missione di Gesù, Dio abbandonò Israele nelle mani dei suoi nemici (i romani). Essi demolirono perfino il tempio di Dio e resero la terra santa, un deserto. “Il Signore ha abbandonato il suo altare, ha rigettato il suo santuario, ha consegnato nelle mani del nemico le mura delle sue fortezze; essi hanno alzato grida nella casa dell’Eterno come in un giorno di festa solenne” (Lam.2:7). Scampò solo un residuo, che fu disperso tra tutte le nazioni.

Così si compirono molte profezie, rivolte a Israele dai servi di Dio, perché il popolo non volle ravvedersi, perciò Dio affermò: “Ho abbandonato la mia casa, ho rigettato la mia eredità; ho dato ciò che ho di più caro nelle mani dei suoi nemici” (Ger.12:7).

L’apostolo Paolo proseguì, a proposito: “Bene; essi (Israele) sono stati troncati per l’incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi.  Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. Vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso” (Rom.11:20-22).

Un consiglio è rivolto a tutti quelli che credono di essere loro la radice del popolo di Dio, di considerare che l’Eterno ha scelto gli ebrei, come sua eredità (Sal.28:9; 33:12), partendo dalle promesse fatte ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe e alla discendenza “che sono Israeliti, dei quali sono l’adozione, la gloria, i patti, la  promulgazione della legge, il servizio divino e le promesse” (Rom.9:4) fino alla venuta del Messia, e come anticamente “…aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne” (Rom.1:2,3). Gesù proviene quindi, secondo la carne, dai Giudei e dalla stirpe di Davide e noi siamo stati innestati in Israele, perciò: “Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’ Abrahamo ed eredi secondo la promessa” (Gal.3:29).

Tramite Cristo Gesù, siamo anche noi divenuti figli di Abrahamo, per la fede. Inoltre consideriamo come Dio ha usato durezza verso Israele e compassione verso di noi e, non per questo, dobbiamo escludere Israele. Se noi non fossimo fedeli, certamente Dio non ci risparmierebbe, come ha fatto con Israele, abbandonandolo per un lungo periodo d’esilio, mentre noi saremmo invece puniti più severamente, per essere abbandonati eternamente.

Israele non volle riconoscere e credere in Gesù, il Messia, il Figlio di Dio e, anche se credevano in Dio, non bastò per la loro salvezza: “Poiché questo popolo si avvicina a me solo con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me, e il loro timore di me è solo un comandamento insegnato da uomini” (Is.29:13).

Quanti oggi, come Israele, onorano Dio solo con le labbra, in modo perciò carnale e sono quindi lontani dalla verità spirituale. Gesù disse che: “…molti primi saranno ultimi, e molti ultimi saranno primi” (Mrc.10:31), indicando che Israele, che era prima di noi, perché popolo scelto sin dalle antichità, come eredità dell’Eterno, nei cieli arriverà per ultimo, perché passerà il giudizio universale, che ci sarà dopo il millennio di pace e di sicurezza per Israele. La Chiesa sarà invece nei cieli, prima del millennio e non passerà il giudizio, perché salvata per Grazia e starà mille anni sulla terra (Ap.21:9,10), insieme ai martiri e con Gesù nella nuova Gerusalemme celeste (Ap.20:3,4; 3:12).