“Dio è lo stesso in eterno” (Sal.102:27).
“L’Eterno innalza gli umili, ma abbassa i malvagi fino a terra” (Sal.147:6).
Mardocheo, il padre adottivo della regina Ester, rifiutò di prostrarsi davanti al superbo Aman, non per orgoglio, ma perché egli desiderava e cercava l’opportunità per distruggere il popolo di Dio. Infatti, Aman “si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d’Assuero” (Ester 3:6). Mardocheo era disposto a tutto per il suo popolo “anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d’Israele”, così pregò e dichiarò al Signore che: “ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia … Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi”.
Anche la regina Ester fu molto rattristata per i desideri del cattivo Aman e, dopo essersi umiliata davanti a Dio, “ supplicò il Signore e disse: -io Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta”
Ester pregò intensamente, confessando a Dio il peccato del suo popolo (Israele), perché essi si trovavano in cattività, deportati da Nabucodonosor, re di Babilonia. Tutti i giudei avevano trasgredito il comando di Dio di non adorare gli dèi delle nazioni, invece avevano adorato dèi stranieri, abbandonando il vero Dio. Così Dio li aveva puniti, dandoli nelle mani dei loro nemici.
Ester pregò con tutto il cuore e fu esaudita: “Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! … La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia!-“ (Est.4:1-17).
Dio non lascia mai quelli che con cuore puro confidano nell’Eterno, così avvenne che, “Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto, mi hai riempito di coraggio, dando forza all’anima mia” (Sal.138:3). Dopo aver pregato intensamente il Signore, Ester si mostrò al re, anche se era vietato per tutti di presentarsi davanti al sovrano, senza esser prima chiamati. “Ma Dio volse a dolcezza lo spirito del re ed egli, fattosi ansioso, balzò dal trono, la prese fra le braccia, sostenendola finché non si fu ripresa … Allora il re le disse: -Che vuoi, Ester, qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, l’avrai!–“ (v.3).
Ester allora rispose, chiedendo al re, se partecipasse ad un suo banchetto, insieme con Aman. Ester li invitò nuovamente per la seconda volta; così Aman, uscendo dalla casa del re, vide alla porta Mardocheo, che non si inchinò davanti a lui e fu preso dall’ira. Egli andò a casa sua e chiese a sua moglie e ai suoi amici come poteva eliminare Mardocheo. Essi tutti gli consigliarono: “Si prepari un palo alto cinquanta cubiti e tu domani mattina di’ al re che vi sia impiccato Mardocheo; poi va’ pure contento al banchetto con il re-. La cosa piacque ad Amàn che fece preparare il palo” (Ester 4:14).
Dio cambiò tutto il piano di Aman, perché in quella notte stessa, il re, non potendo dormire, chiese che gli portassero il libro delle memorie e cronache “Vi si trovò scritto che Mardocheo aveva denunciato Bigtàn e Tères, i due eunuchi del re tra i custodi della soglia, i quali avevano cercato di porre le mani sulla persona del re Assuero. Di conseguenza il re chiese -Che si è fatto per dare a Mardocheo onore e grandezza in premio di questo?-. I giovani che servivano il re risposero: -Non s’è fatto nulla per lui–“ (Ester 6:2,3).
In un momento Dio aveva cambiato la sorte di Mardocheo, ma non soltanto, anche quella di tutto il suo popolo. Infatti, “Il re disse: -Chi c’è nell’atrio?-. Appunto Aman era venuto nell’atrio esterno della reggia per dire al re di impiccare Mardocheo al palo che egli aveva preparato per lui” (v.4).
Il re ordinò che lo facessero entrare e subito chiese ad Aman, cosa si poteva fare ad un uomo che il re voleva onorare, pensando che era lui quello che doveva essere onorato e rispose: “Per l’uomo che il re vuole onorare, si prenda la veste reale che suole indossare il re e il cavallo che suole cavalcare il re e sulla sua testa sia posta una corona reale; si consegni la veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si rivesta di quella veste l’uomo che il re vuole onorare, gli si faccia percorrere a cavallo le vie della città e si gridi davanti a lui: Ciò avviene all’uomo che il re vuole onorare” (Ester 6:7-9).
Aman non si aspettava certamente quello che il re gli comandò. Allora il re disse ad Amàn: “Presto, prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa’ così a Mardocheo il Giudeo che si trova alla porta del re; non tralasciar nulla di quello che hai detto” (v.10).
Così Amàn ubbidì al re e fece esattamente a Mardocheo, quello che egli aveva consigliato al re, conducendo Mardocheo sopra un cavallo per le strade della città e gridando davanti a lui –Ciò avviene all’uomo che il re vuole onorare– (v.11).
La moglie e gli amici di Aman, che prima gli avevano consigliato di impiccare Mardocheo al palo alto cinquanta cubiti, che aveva preparato, l’avvertirono: “Se Mardocheo, davanti al quale tu hai cominciato a decadere, è della stirpe dei Giudei, tu non potrai nulla contro di lui, anzi soccomberai del tutto davanti a lui” (v.13).
Amàn, insieme al re, fu invitato ancora per la terza volta al banchetto della regina Ester e ancora per la terza volta, il re chiese alla regina: “Qual è la tua richiesta, regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!- (v.2). Allora la regina Ester chiese al re che venisse risparmiato la sua vita e la vita del suo popolo, “perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati” (v.4). Il re chiese chi fosse l’artefice di questo? “Ester rispose: -L’avversario, il nemico, è quel malvagio di Amàn-. Allora Amàn fu preso da terrore alla presenza del re e della regina.
Dio cambiò tutto il piano diabolico di Aman di distruggere, impiccando prima Mardocheo e poi di uccidere tutto il popolo di Dio.
Niente di quanto lui aveva progettato avvenne, perché Dio cambia la maledizione degli uomini in benedizione divina, come avvenne in Israele, quando Balac “avevano assoldato contro di loro Balaam, per maledirli; ma il nostro DIO cambiò la maledizione in benedizione” (Neem. 13:2).
La stessa cosa avvenne quando anche Aman voleva distruggere il popolo di Dio, ma venne annientata tutta la sua stirpe ed egli stesso fu impiccato al palo, che aveva preparato per Mardocheo.
“Perché Mardocheo era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la fama di quest’uomo; Mardocheo cresceva sempre in potere. I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli; fecero dei nemici quello che vollero” (Ester 9:4,5; cap.1 al 9).
L’Eterno abbassa l’uno e innalza l’altro (Sal.75:7), infatti avvenne che Dio abbassò Aman, reso alto dall’uomo e innalzò Mardocheo, che l’uomo aveva considerato un nulla.
Così si compì che “Prima della rovina il cuore dell’uomo si innalza, ma prima della gloria viene l’umiltà” (Prov.18:12). Amen!
“Perché chiunque si innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato” (Lc.14:11).