“Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese” (Gen.5:24).
“Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti, prima che fosse portato via, ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio” (Ebr.11:5).
Enoc appartenne alla settima generazione da Adamo e visse meno di tutti i suoi padri, solo 365 anni, mentre suo padre Iared visse 962 anni. Egli camminò con Dio in tutta la sua vita e fu un santo profeta (Giuda 14). Dio lo tolse da un mondo malvagio per proteggerlo.
Salomone lo ricorda come: “Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito. Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo, poiché il fascino del vizio deturpa anche il bene e il turbine della passione travolge una mente semplice. Giunto in breve alla perfezione, ha compiuto una lunga carriera. La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio. I popoli vedono senza comprendere; non riflettono nella mente a questo fatto che la grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi” (Sap.4:10-15).
Molti non comprendono che quando il giusto muore, anche se ha vissuto pochi anni, è perché Dio lo toglie da questo mondo iniquo, per difenderlo dalla malvagità degli empi ”Il giusto muore ma nessuno vi bada; gli uomini pii sono portati via, e nessuno considera che il giusto è portato via davanti al male” (Is.57:1). Noi serviamo un Dio misericordioso, che ama e protegge i suoi eletti, come indicato: “Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell’amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti” (Sap.3:9). Lo stesso Salomone conferma: “Chi presta attenzione alla Parola troverà il bene, e chi confida nell’Eterno è beato” (Prv.16:20).
Se la nostra fede è posta in Cristo, mettendo in pratica quanto ci è stato comandato, noi saremo beati. Chi invece confida nelle capacità umane è maledetto, cioè condannato (Ger. 17:5). Dio è verità e in Lui non esiste parzialità. Per ognuno ha prestabilito un tempo di vita diverso, nella carne, mentre nello Spirito sono “…stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore” (1Cor.1:9,10). Tutti i fedeli devono avere un unico modo di pensare, di parlare e sentire, perché tutti perfetti e uniti nello Spirito del Figlio Suo (Gal.4:6).
I religiosi lusingano e adescano i credenti ingenui e immaturi per attirarli al loro credo, ma attenzione: “L’uomo che lusinga il prossimo, gli tende una rete davanti ai piedi” (Prv.29:5). “Beato l’uomo che Dio corregge! Tu non disprezzare la lezione dell’Onnipotente” (Giob.5:17), perché il Signore riprende colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce” (Prv.3:12).
Gesù avvertì i Giudei, che amavano offrire olocausti e sacrifici, anziché amare Dio “… con tutto il cuore (spirito), con tutto l’intelletto (anima), con tutta la forza (corpo), e amare il prossimo come se stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici” (Mrc.12:33).
Se volgiamo camminare con Dio, come fece Enoc, occorre separarsi dal mondo “Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo” (1Gv.2:16), ma perché Dio ci ama, ci corregge e “… quando siamo giudicati siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo” (1Cor.11:32).