La differenza dei moderni divulgatori dell’evangelo da quelli come “Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti” (Gal.1:1) sono evidenti.
Per i ministri attuali, basta essere molto eloquenti e fare dei corsi biblici per essere preparati ad amministrare nel loro ordine religioso di appartenenza. Alla fine si attengono al loro credo e, automaticamente, sono abilitati ad amministrare il vangelo (pastore) e credono che Dio li abbia eletti e unti a predicare, per l’imposizione delle mani degli anziani ministri.
E’ quindi l’uomo che abilita, dopo un corso di preparazione biblica, con un attestato di idoneità a predicare, insegnare, mentre gli apostoli sono stati scelti direttamente da Gesù e non da uomini, come Egli attesta: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga” (Gv.15:16).
Quelli che l’uomo sceglie sono senza conoscenza di Dio e di Cristo, perciò conoscono quello che leggono solo attraverso la loro mente carnale “come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede” (2Tmt.3:8).
Essendo carnali, non conoscono e non possono conoscere la verità, perché “privi dello Spirito” (Giuda 19), perciò “Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio” (Rom.8:7,8). Infatti, essi “agiscono secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce parole orgogliose e adulano le persone per motivi interessati” (Giuda 16). Tutti sono molto convincenti, ma tutto per la loro gloria e il proprio interesse, mentre, al contrario, l’apostolo Paolo non era molto bravo ed eloquente nel parlare come dichiara: “Anche se sono rozzo nel parlare, non lo sono però nella conoscenza; e lo abbiamo dimostrato tra di voi, in tutti i modi e in ogni cosa” (2Cor.11:6).
Qual è quindi la differenza dei pastori attuali da quelli che hanno proceduto il periodo della chiesa di Laodicea? Vediamo cosa dice Gesù agli amministratori di quel periodo, “Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome”. Agli amministratori del periodo di Laodicea, con riferimento attuale, dichiara: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap.3:8,15,16).
Quanta differenza, tra quelli del periodo di Filadelfia, perché anche se erano deboli, non abbandonarono e rigettarono il nome di Cristo Gesù e quelli del periodo di Laodicea (oggi), che al contrario, non riconoscono più Cristo Gesù, il Figlio di Dio, loro salvatore e Signore, ma si gloriano gli uni degli altri, come Gesù li ammonisce: “Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?” (Gv.5:44).
Tutti quelli che ritengono la Parola di Dio una lampada ai loro piedi e lo Spirito una luce sul loro cammino (Sal.119:105), camminano come Cristo camminò in santità, umiltà e mansuetudine (Mt.11:29; 1Gv.2:6), sono illuminati dalla Luce di Gesù (Gv.8:12). Per tutti i tiepidi (Ap.3:16) è necessario esaminarsi “per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l’esito della prova sia negativo” (2Cor.13:5. Ef.5:10,21). Siamo nell’ultima ora e molti falsi profeti, sono nel mondo (1Gv.2:18). Non credere che tu non li incontrerai mai, perché sono una moltitudine e sono più vicini a noi di quanto pensiamo, perciò Gesù e i suoi apostoli ci mettono in guardia: “Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti” (Mt.24:11; 7:15; 2Cor.11:13-15; 2Pttr.2:1; 1Gv.4:1). Teniamo gli occhi e orecchi spirituali bene aperti alla sola verità, affinché siano “beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono!” (Mt.13:16).
Amen!