“La legge e i profeti sono durati fino a Giovanni; da quel tempo è annunciata la buona notizia del regno di Dio e ognuno vi entra a forza” (Lc.16:16).

Perché molti religiosi, come obbligo, fanno pagare la decima dei guadagni ai loro adepti? È giusto che si paghi la decima?

Il “decimare”, ovvero offrire la decima parte di tutti i guadagni, è stato dato da Dio, al popolo della legge. Vediamo a chi direttamente Dio ha concesso la decima: “E ai figli di Levi io do come eredità tutte le decime in Israele in cambio del servizio che fanno, il servizio della tenda di convegno” (Num.18:21). Infatti,  erano i sacerdoti a riscuotere la decima,  ovvero tutti quelli addetti al sacerdozio levitico, come per esempio: “L’ottavo giorno prenderà due tortore o due giovani piccioni, e li porterà al sacerdote all’ingresso della tenda di convegno” (Lev.15:29)

L’apostolo Paolo afferma: “Ora noi sappiamo che, tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia chiusa e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio” (Rom.3:19). Non è affatto riferito alla Grazia, come molti pastori pretendono che sia, mentre è chiaro che Dio, tramite il profeta, sta ammonendo gli israeliti, che non si comportavano più secondo la legge data da Mosè, perciò li avverte che: “Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’oblazione secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all’operaio, contro gli oppressori della vedova e dell’orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il Signore degli eserciti” (Mal.3:3-5).

Quanto sopra, viene ignorato dai falsi religiosi, però non ignorano: “-Come ti abbiamo frodato?-. Nelle decime e nelle primizie. Siete già stati colpiti dalla maledizione e andate ancora frodandomi, voi, la nazione tutta! Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi pure alla prova in questo, – dice il Signore degli eserciti – se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti” (Mal.8:8-10).

E’ chiaro che Dio parla al suo popolo, indicandolo con il nome di Giacobbe e parlando dei loro padri e della nazione israelita. Non si riferisce affatto a quelli della Grazia, come possiamo notare.  Tutti gli apostoli non hanno mai parlato di decime, ma di offerte: “Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte a casa ciò che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare” (1Cor.16:1,2; 2Cor.8:20).

 Se credi di essere sotto la legge e non sotto la Grazia, fai bene a pagare la decima, ma se invece credi all’evangelo della Grazia, non fai bene, perché è scritto: “non siete sotto la legge ma sotto la Grazia” (Rom.6:14). Certamente “la grazia ci ha sciolti dalla legge” (Rom.7:6), ”…Poiché quello che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Dio lo ha fatto mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne” (Rom.8:3) e che: “il termine della legge è Cristo” (Rom.10:4). Infatti, Cristo è il termine della legge; essa terminò dalla predicazione di Giovanni Battista, allora iniziò il periodo della Grazia  (Gv.1:41).

Attenzione, perché l’apostolo avverte: “Voi che volete essere giustificati per la legge avete rinunciato a Cristo; siete scaduti dalla grazia” (Gal.5:4). Tutti quelli che chiedono la decima e quelli che la danno sono scaduti dalla Grazia, cioè non ricevono la Grazia, essendo sedotti dal peccato di Balaam: “Lasciata la strada dritta, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figlio di Beor che amò il salario dell’ingiustizia” (2Ptr.2:15).

Tanti amministratori si sono sviati dalla verità, imponendo la legge, perché sono privi di fede e perché compiendo le opere della legge, nessuno sarà giustificato.  (Rom.3:20).

Non facciamoci confondere dai falsi, perché la Legge durò fino a Giovanni Battista; da quel periodo in poi entrò la Grazia di Cristo Gesù. Israele doveva  mettere in pratica tutta la legge per vivere e non come avviene oggi, solo quello che più fa comodo.

Dio è amore (1Gv. 4:8) ma, “il nostro Dio è anche un fuoco consumante” (Ebr.12:29), “È spaventoso cadere nelle mani del Dio vivente” (Ebr.10:31), “… Non v’ingannate: non ci si può beffare di Dio, poiché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà” (Gal.6:7).