È conforme alla Parola di Dio, la cremazione di un corpo?

Da decenni è consuetudine anche cremare i defunti, considerato conveniente, pratico e consigliato per motivi di spazio.

Dopo il peccato di disubbidienza di Adamo e di sua moglie, Dio diede la punizione della loro colpa, ordinando: “mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen.3:19). Occorre comprendere bene quello che Dio comandò, per non sbagliare, quando precisò di ritornare alla terra per divenire di nuovo polvere.

Dio non indicò affatto di essere prima bruciato, ma di ritornare alla terra, da dove fu tratto. Infatti, il corpo non è destinato ad essere bruciato per poi divenire polvere, ma lo diventerà attraverso la naturale decomposizione, che avviene quando il corpo senza vita è deposto sotto terra, come disposto.

Possiamo notare che le uniche volte che hanno fatto bruciare delle ossa umane si riferirono a uomini malvagi o a sacerdoti sacrileghi, come il profeta “…per ordine del Signore si mise a gridare contro l’altare e a dire: -Altare, altare!- così dice il Signore: -Ecco, nascerà alla casa di Davide un figlio, di nome Giosia, il quale sacrificherà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che su di te bruciano incenso, e si arderanno su di te ossa umane-“ (1Re 13:2). Questa profezia si avverò al tempo di Giosia, re di Giuda e di Gerusalemme.  “Poi Giosia, voltatosi, vide le tombe che stavano là sul monte; mandò a prelevare le ossa di quelle tombe, e le bruciò sull’altare, profanandolo, secondo la parola del Signore pronunciata dall’uomo di Dio, che aveva annunciato queste cose” (2Re 23:16-18).

Furono quindi bruciate tutte le ossa di quelli “…che offrivano profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto l’esercito del cielo” (2Re 23:5), ma la tomba del profeta, (l’uomo di Dio) che profetizzò l’evento compiuto dal re Giosia, non fu toccata.

Possiamo quindi dichiarare che a Dio non gradisce che qualcuno distrugga delle ossa umane.

Infatti, il re Giosia dichiarò: “-Lasciatelo stare; nessuno rimuova le sue ossa!- Così le sue ossa furono conservate con le ossa del profeta che era venuto da Samaria” (2Re 23:18).

Concludendo, Dio ordinò tramite il profeta Amos di punire chi aveva fatto bruciare le ossa del re di Edom: “Così parla il Signore: -Per tre misfatti di Moab, anzi per quattro, io non revocherò la sua punizione, perché ha bruciato le ossa del re di Edom, riducendole in calce” (Amos 2:1) e, se Dio punirà, significa che bruciare le ossa dopo la morte è contrario alla sua volontà.

Dio esige ubbidienza (1Sam.15:22).

“L’empio è travolto dalla sua stessa malvagità, ma il giusto ha speranza nella sua stessa morte” (Prv.14:32).