Israele disubbidì a Dio e fu abbandonato. Molte volte Dio li riprendeva tramite i suoi servi, i profeti, ma loro non vollero ubbidire, così avvenne: “Io ho lasciato la mia casa, ho abbandonato la mia eredità; ho dato l’amata mia nelle mani dei suoi nemici” (Ger.12:7: Is.42:24).

Ai fedeli della Chiesa di Cristo è raccomandato: “Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebr.4:11).

Facciamo attenzione a non seguire l’esempio d’Israele, ma rafforziamoci nella fede, prendendo sempre nuove forze in Cristo  “… poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2Ptr.3:13).

Da notare che per i santi della Chiesa non è scritto che regneranno con Cristo mille anni, ma è implicito, perché essi abiteranno la nuova Gerusalemme, come Gesù attesta: “…scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio (la nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio) e il mio nuovo nome” (Ap.3:12).

“E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Ap.21:2,10). Noi vivremo durante i mille anni nella città di Dio, la Gerusalemme che scenderà dal cielo da presso Dio (Ap.21:10,11).

Anche i martiri abiteranno nella nuova Gerusalemme celeste, nel millennio.

Essi saranno quelli prima della legge, dal giusto Abele, fino a Mosè, perciò di ogni popolo e nazione e quelli durante la legge fino al profeta Zaccaria. A loro si aggiungeranno alla fine quelli Ebrei della grande tribolazione (Ap.26.9-11; 20:3,4).

Della Chiesa o sposa è profeticamente rivelato da Gesù: “Ecco, io e i figli che l’Eterno mi ha dato, siamo segni e presagi in Israele da parte dell’Eterno degli eserciti, che dimora sul monte Sion” (Is.8:18; Ebr.2:13). Noi siamo divenuti figli di Dio, tramite la fede, che abbiamo riposto in Cristo Gesù. Saremo con Gesù ovunque Egli sarà “Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà” (Gv.12:26: 14:3).

Per la Chiesa Dio ha riservato un posto, cioè il regno di Cristo; infatti, “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Col.1:13). Abbiamo la certezza di essere “…figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù” (Gal.3:26) e che presto tornerà e ci accoglierà presso di sé, per stare in eterno con Gesù (Gv.14:3).

Tutto questo accadrà, ma occorre santificarsi, perché senza santificazione nessuno vedrà il Signore (Ebr.12:14). Gesù ha dato la sua vita per riscattare una Chiesa perfetta e poi “farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile” (Ef.5:27).