Chi ama Dio, di conseguenza ama il prossimo e viceversa. Sono entrambe due qualità inseparabili.

Tramite il suo servo Mosè, Dio ordinò ad Israele: “Ama dunque il Signore, il tuo Dio, e osserva sempre quello che ti dice di osservare: le sue leggi, le sue prescrizioni e i suoi comandamenti” (Deut.11:1).

Gesù confermò che: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti” (Mt.22:40): “Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore (spirito), con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua (anima e mente sono in sintonia), e con tutta la forza tua (corpo)… Ama il tuo prossimo come te stesso” (Mrc.12:30,31). Prima di tutto si deve amare Dio, con l’anima, corpo e spirito, e in secondo luogo amare il prossimo come stabilito tutto da Dio.

Gesù confermò: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv.14:21). Se quindi mettiamo in pratica i comandamenti, amiamo Cristo Gesù e chi ama il Signore è amato da Dio, così Gesù si manifesterà, perché viene a dimorare in noi.

Tutte queste promesse di benedizione si realizzano solo quando mettiamo in pratica i comandamenti dati da Dio, come l’Eterno stabilì con Israele (Deut.11:1).

Gesù proclamò tra le beatitudini, quello di mettere in pratica la Parola di Dio: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!” (Lc.11:28; Gcm.1:21-24). Da non confondere l’amore spirituale per Dio e per il prossimo, con quello materiale tra la moglie e marito, figli, genitori ecc., l’amore per Dio è spirituale, mentre quello per gli amici e parenti è carnale.

Non esiste amore più grande di quello che Dio ha dimostrato per noi (Ef.2:4).

Concludiamo, attestando: “Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1Gv.4:11), “…Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1Gv.4:19) e  “Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” (1Gv.5:3).