Capitolo 41.
Nella città (la Gerusalemme celeste) ci sarà il santuario di Dio (Ap.11:19), che fu mostrato al profeta, con tutte le sue misure. Oltre a quelle del tabernacolo, furono presentate anche quelle del Tempio, ovvero “la città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste” (Eb 12:22). con le sue fondamenta e il muro. Le fondamenta, come indicato in Apocalisse, portano i nomi dei 12 apostoli di Cristo e nel muro vi erano le 12 porte con il nome dei figli d’Israele (Ap.21:12-14). Possiamo notare che, come Gesù disse, sarà: “Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi” (Mt.20:16), perché Israele, che fu il primo ad essere scelto da Dio, non sarà il fondamento della città, ma le mura, mentre la Grazia, che venne dopo, tramite Cristo Gesù (Pietra angolare), è il fondamento degli apostoli e profeti (Ef. 2:20), come attestato: “E il muro della città aveva dodici fondamenti e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello” (Ap.21:14). Così prima viene il fondamento cioè la Grazia, dove tutti i santi (la chiesa di Crsito) saranno portati da Gesù nel regno dei cieli (Gv. 6:44), questo avverrà all’inizio degli ultimi sette anni, poi le mura che rappresentano Israele, i giusti entreranno nel regno dei cieli, al termine degli ultimi mille anni. Avverrà quindi come Gesù rivelò, gli ultimi saranno i primi ad entrare nel regno dei cieli e per ultimi, cioè dopo (alla fine), entreranno quelli appartenenti alla Legge, insieme a tutti gli essere umani da Adamo, a tutti quelli vissuti negli ultimi mille anni.
Il profeta delinea tutta la larghezza esterna del Tempio e tutte le misure del suo interno “Poi misurò il tempio: lunghezza cento cubiti; lo spazio libero, edificio e sue mura, anch’essi cento cubiti. La larghezza della facciata del tempio con lo spazio libero, cento cubiti. Misurò ancora la larghezza dell’edificio di fronte allo spazio libero nella parte retrostante, con le gallerie di qua e di là: era cento cubiti. L’interno del santuario, il suo vestibolo, gli stipiti, le finestre a grate e le gallerie attorno a tutti e tre, a cominciare dalla soglia, erano rivestiti di tavole di legno, tutt’intorno, dal pavimento fino alle finestre, che erano velate. Dalla porta, dentro e fuori del tempio e su tutte le pareti interne ed esterne erano dipinti cherubini e palme. Fra cherubino e cherubino c’era una palma; ogni cherubino aveva due aspetti: aspetto d’uomo verso una palma e aspetto di leone verso l’altra palma, effigiati intorno a tutto il tempio. Da terra fino sopra la porta erano disposti cherubini e palme sulle pareti del santuario” (v.13-20).
I cherubini rappresentano i due aspetti del Figlio di Dio (l’Agnello), ovvero il Leone della tribù di Giuda (Ap.5:5). L’aspetto d’uomo indica il periodo della Legge dove Cristo Gesù fu precursore per noi della Grazia (Eb. 6:20) , divenuto il Leone della tribù di Giuda (Ebr. 6:20), “ riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione … ( Rm 1: 3).
“Gli stipiti del santuario erano quadrangolari. Davanti al Santo dei santi c’era come un altare di legno, alto tre cubiti, due cubiti di lunghezza e due di larghezza. Gli angoli, la base e i lati erano di legno. Mi disse: «Questa è la tavola che sta davanti al Signore». Il santuario e il Santo dei santi avevano due porte ciascuno. Ogni porta aveva due battenti e ogni battente si ripiegava in due pezzi: due per un battente e due per l’altro. Sulle porte erano dipinti cherubini e palme come sulle pareti: un portale di legno era sulla facciata dell’atrio all’esterno” (v.21-25).
Come possiamo notare ci sarà nuovamente il luogo Santissimo o Santo dei Santi (vedi anche Dn 9:24) tutto simile alla Legge, che fu data a Mosè. Il popolo di Dio insieme a tutte le nazioni offriranno sacrifici per i peccati involontari, allo stesso modo della Legge data tramite Mosè, servo di Dio.
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Capitolo 42.
Gesù mostrò al profeta l’interno del tempio e le sue stanze; inoltre il luogo dove i sacerdoti faranno gli olocausti e dove dovranno deporre le loro vesti, dopo aver compiuto il servizio degli olocausti.
“Egli mi disse: -Le stanze a settentrione e quelle a mezzogiorno, di fronte allo spazio libero, sono le stanze sacre, dove i sacerdoti che si accostano al Signore mangeranno le cose santissime: ivi riporranno le cose santissime, le oblazioni e le vittime di espiazione e di riparazione, perché santo è questo luogo. Quando i sacerdoti vi saranno entrati, non usciranno dal luogo santo verso l’atrio esterno, ma deporranno là le loro vesti con le quali hanno prestato servizio, perché esse sono sante: indosseranno altre vesti e così si avvicineranno al luogo destinato al popolo” (v.13,14).
Come possiamo notare, niente è stato lasciato al caso; tutto quello che dovrà esistere, fu mostrato al profeta: “Terminato ch’egli ebbe di misurare l’interno del tempio mi condusse fuori per la porta che guarda a oriente, e misurò la cinta intorno. Misurò il lato orientale con la canna per misurare: era cinquecento canne, in canne da misura, all’intorno. Misurò il lato settentrionale: era cinquecento canne, in canne da misura, all’intorno. Misurò il lato meridionale: era cinquecento canne, con la canna da misura. Si volse al lato occidentale: misurò cinquecento canne con la canna da misura. Da quattro lati egli misurò il tempio; aveva intorno un muro lungo cinquecento canne e largo cinquecento, per separare il luogo sacro da quello profano” (v.15-20).
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Capitolo 43.
Vengono rivelate dal profeta tutte le abominazioni fatte da Israele e come, per mezzo dei loro peccati, furono separati da Dio. Dio mostrò nuovamente al profeta la Sua gloria, simile a quella già vista prima, quando fu portato dallo Spirito in Gerusalemme per distruggerla “presso il canale Chebàr. Io caddi con la faccia a terra. La gloria del Signore entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente” (v.3,4).
Dio mostrò al profeta il luogo dove abiterà con gli uomini e sarà il loro Dio per sempre (Ap.21:3).
“Lo spirito mi prese e mi condusse nell’atrio interno: ecco, la gloria del Signore riempiva il tempio. Mentre quell’uomo (Gesù Cristo) stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro il tempio mi parlava e mi diceva: -Figlio dell’uomo, questo è il luogo del mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo agli Israeliti, per sempre. E la casa d’Israele, il popolo e i suoi re, non profaneranno più il mio santo nome con le loro prostituzioni e con i cadaveri dei loro re e con le loro stele, collocando la loro soglia accanto alla mia soglia e i loro stipiti accanto ai miei stipiti, così che fra me e loro vi era solo il muro, hanno profanato il mio santo nome con tutti gli abomini che hanno commessi, perciò li ho distrutti con ira. Ma d’ora in poi essi allontaneranno da me le loro prostituzioni e i cadaveri dei loro re e io abiterò in mezzo a loro per sempre” (v.5–9).
Nella città celeste (Ebr.12:22) nulla di immondo vi entrerà (Ap.22:14,15), perché tutti saranno santi, come Dio aveva determinato dal principio: “Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo” (Lev.19:2).
Così Dio diede ordine al profeta: “Tu, figlio dell’uomo, descrivi questo tempio alla casa d’Israele, perché arrossiscano delle loro iniquità; ne misurino la pianta e, se si vergogneranno di quanto hanno fatto, manifesta loro la forma di questo tempio, la sua disposizione, le sue uscite, i suoi ingressi, tutti i suoi aspetti, tutti i suoi regolamenti, tutte le sue forme e tutte le sue leggi: mettili per iscritto davanti ai loro occhi, perché osservino tutte queste norme e tutti questi regolamenti e li mettano in pratica. Questa è la legge del tempio: alla sommità del monte, tutto il territorio che lo circonda è santissimo; ecco, questa è la legge del tempio” (v.10-12).
Dal verso 13 al 27, furono riferite al profeta tutte le misure e le leggi dell’altare, su cui si dovrà offrire in olocausto gli animali descritti, senza alcun difetto.
“Egli mi parlò: -Figlio dell’uomo, dice il Signore Dio: Queste sono le leggi dell’altare, quando verrà costruito per offrirvi sopra il sangue. Ai sacerdoti leviti della stirpe di Zadòk, che si avvicineranno a me per servirmi… – parola del Signore Dio” (v.18,19).
Tutte le descrizioni fatte dovranno essere eseguite dai sacerdoti addetti; essi offriranno olocausti ogni giorno come stabilito. Queste sono le leggi rinnovate, come Dio li diede a Mosè. Nella nuova alleanza sono state date e rivelate tramite il profeta Ezechiele.
“Per sette giorni si farà l’espiazione dell’altare e lo si purificherà e consacrerà. Finiti questi giorni, dall’ottavo in poi, i sacerdoti immoleranno sopra l’altare i vostri olocausti, i vostri sacrifici di comunione e io vi sarò propizio-. Oracolo del Signore Dio” (v.26,27).
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Capitolo 44.
“Mi condusse poi alla porta esterna del santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa. Mi disse: -Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c’è passato il Signore, Dio d’Israele. Perciò resterà chiusa. Ma il principe, il principe siederà in essa per cibarsi davanti al Signore; entrerà dal vestibolo della porta e di lì uscirà–“ (v.1-3).
Il Principe è riferito al Signor Gesù, che in quel tempo (nei mille anni) come Egli afferma sarà “con il mio nome nuovo” (Ap.3:12). Nel millennio, tutto sarà cambiato; il Signor nostro, Cristo Gesù, è oggi e sarà per sempre Re su Israele (Gv.1:49; 12:13) e su tutte le nazioni. Egli riceverà un nuovo nome. In similitudine, Egli siederà davanti all’Onnipotente Dio per cibarsi di tutto quello che Dio Padre gli dirà (Parola).
“Poi mi condusse per la porta settentrionale, davanti al tempio. Guardai ed ecco la gloria del Signore riempiva il tempio. Caddi con la faccia a terra e il Signore mi disse: «Figlio dell’uomo, sta’ attento, osserva bene e ascolta quanto io ti dirò sulle prescrizioni riguardo al tempio e su tutte le sue leggi; sta’ attento a come si entra nel tempio da tutti gli accessi del santuario. Riferirai a quei ribelli, alla gente d’Israele: Così dice il Signore Dio: Troppi sono stati per voi gli abomini, o Israeliti! Avete introdotto figli stranieri, non circoncisi di cuore e non circoncisi di carne, perché stessero nel mio santuario e profanassero il mio tempio, mentre mi offrivate il mio cibo, il grasso e il sangue, rompendo così la mia alleanza con tutti i vostri abomini. Non vi siete presi voi la cura delle mie cose sante ma avete affidato loro, al vostro posto, la custodia del mio santuario. Così dice il Signore Dio: Nessuno straniero, non circonciso di cuore, non circonciso nella carne, entrerà nel mio santuario, nessuno di tutti gli stranieri che sono in mezzo agli Israeliti” (v.3-9).
Dal verso 10 al 14, il Signore Dio avverte il profeta che mentre i leviti, durante la legge di Mosè, servivano Dio come sacerdoti, non sarà più così durante i mille anni. Fino a quando fu in vigore la legge di Mosè, i leviti si diedero all’idolatria, facendo peccare anche gli israeliti, perciò non si avvicineranno più alle cose sante e santissime, ma saranno addetti alle porte e all’uccisione degli animali per i sacrifici del popolo.
“I sacerdoti leviti figli di Zadòk, che hanno osservato le prescrizioni del mio santuario quando gli Israeliti si erano allontanati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue. Parola del Signore Dio. Essi entreranno nel mio santuario e si avvicineranno alla mia tavola per servirmi e custodiranno le mie prescrizioni” (v.15,16).
Dal verso 17 al 22, viene elencato tutto il quello che i leviti di Zadòk dovranno fare: come dovranno vestire quando opereranno all’altare e come dovrà essere la loro vita santa e senza contaminazioni; inoltre: “Indicheranno al mio popolo ciò che è santo e ciò che è profano e gli insegneranno ciò che è mondo e ciò che è immondo. Nelle liti essi saranno i giudici e decideranno secondo le mie leggi. In tutte le mie feste osserveranno le mie leggi e i miei statuti e santificheranno i miei sabati. Non potranno avvicinarsi ad alcun cadavere per non rendersi immondi, possono solo avvicinarsi ad un morto se è il padre, la madre, un figlio, una figlia, un fratello o per una sorella non maritata. Ma dopo dovranno purificarsi per sette giorni, prima di rientrare nel luogo santo” (v.23-26). Come i leviti nella legge di Mosè, non ebbero alcuna eredità (Num.18:24) così sarà durante i mille anni. Dio, l’Eterno, sarà la loro eredità (Deut.18:2).
“Essi non avranno alcuna eredità. Io sarò la loro eredità: non sarà dato loro alcun possesso in Israele; io sono il loro possesso. -Saranno loro cibo le oblazioni, i sacrifici espiatori, i sacrifici di riparazione; apparterrà loro quanto è stato votato allo sterminio in Israele. La parte migliore di tutte le vostre primizie e ogni specie di offerta apparterranno ai sacerdoti: così darete al sacerdote le primizie dei vostri macinati, per far posare la benedizione sulla vostra casa. I sacerdoti non mangeranno la carne di alcun animale morto di morte naturale o sbranato, di uccelli o di altri animali” (v.28-31).
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Capitolo 45.
Dopo che il Signore Dio farà nuovi cieli e nuova terra, togliendo la maledizione posta sulla terra, per il peccato di Adamo (Gen.3:17), allora sarà fatta la divisione della Terra d’Israele per ogni Tribù e i componenti del sacerdozio saranno addetti al tempio e del suo santuario. Per il santuario è previsto una parte di terreno, che sarà sacro per tutta la sua estensione. Sempre in quella superficie ci “sarà il santuario, il Santo dei santi” (v.3) e una parte servirà per la città o luogo da abitare dei sacerdoti.
Dal verso 7 al 8, viene esposto al profeta la parte riservata del territorio assegnata al principe, cioè a Gesù. Dio esorta il popolo a non continuare più nelle loro iniquità, ma di camminare seguendo la giustizia.
Dice il Signore Dio: “Basta, prìncipi d’Israele, basta con le violenze e le rapine! Agite secondo il diritto e la giustizia; eliminate le vostre estorsioni dal mio popolo. Parola del Signore Dio. Abbiate bilance giuste, efa giusta, bat giusto” (v.9).
Dal verso 13, al 27, viene indicato in peso, tutto quello che si dovrà offrire per le oblazioni e gli animali degli olocausti, tutti senza difetto. Sono indicati anche quali animali e quanti se ne devono offrire e in che occasioni, per esempio: “Lo stesso farà il sette del mese per chi abbia peccato per errore o per ignoranza: così purificherete il tempio” (v.20).
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Capitolo 46.
Dedicato al principe.
Gesù è il Principe e Re d’Israele, come profetizzato: “Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Ecco l’ho costituito testimonio fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni” (Is.55:3,4) ed ancora: “Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo (Gesù). Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo (Gesù) sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato” (Ez.34:23,24) e come l’angelo rivelò di Gesù a Maria: “Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Lc.1:32,33).
Quando la profezia riferisce di Davide, in similitudine, riguarda Gesù, Figlio di Davide e come Davide è stato re d’Israele, Gesù è Re d’Israele eternamente (Lc 1.32:34; Gv.12:13).
Attenzione, come nel passato, fu stabilito sempre uno che conducesse il popolo di Dio, come Mosè, Davide e molti altri, così sarà nei futuri mille ultimi anni. Su Israele ci sarà un principe a guidarli nelle cose terrene. Mentre Gesù è sopra tutti, perché Egli è Re dei re e Signore dei signori (Ap.17:14).
Dal verso 1 al 18 sono elencati in numeri tutti i sacrifici offerti dal popolo e dal principe nelle solennità dei sabati e dei noviluni.
“Dice il Signore Dio: -Il portico dell’atrio interno che guarda a oriente rimarrà chiuso nei sei giorni di lavoro; sarà aperto il sabato e nei giorni del novilunio–“ (v.1).
“Quando il principe vorrà offrire volontariamente al Signore un olocausto o sacrifici di comunione, gli sarà aperto il portico che guarda ad oriente e offrirà l’olocausto e il sacrificio di comunione come li offre nei giorni di sabato; poi uscirà e il portico verrà chiuso appena sarà uscito” (v.12).
Dal verso 16 al 18, si attesta che il principe può donare del suo ai suoi figli e ai suoi servi, ma l’eredità o un dono fatto ai figli resterà a loro, mentre il dono fatto ai suoi servi, ritornerà al principe, nell’anno dell’affrancamento.
Dal verso 19 al 24, sono descritte tutte le operazioni, che i sacerdoti dovranno fare e dove devono cuocere le carni dei sacrifici.
“Mi condusse nell’atrio esterno e mi fece passare presso i quattro angoli dell’atrio e a ciascun angolo dell’atrio vi era un cortile; quindi ai quattro angoli dell’atrio vi erano quattro piccoli cortili lunghi quaranta cubiti e larghi trenta, tutti d’una stessa misura. Un muro girava intorno a tutt’e quattro e dei fornelli erano costruiti in basso intorno al muro. Egli mi disse: -Queste sono le cucine dove i servi del tempio cuoceranno i sacrifici del popolo-“ (v.21-24).
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Capitolo 47.
L’uomo (Gesù Cristo) che si mostrò al profeta, gli fece osservare la stessa visione, mostrata in seguito al profeta e apostolo Giovanni, che rivelò quanto visto: “Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap.22:1,2).
La stessa visione, ma più vasta, fu mostrata più di 600 anni prima al profeta Ezechiele; infatti, l’uomo gli mostrò il Tempio e il suo altare, dove vide che dal suo lato destro sgorgava una sorgente. L’acqua che scaturiva andava via via aumentando di portata fino a formare un fiume dalle acque navigabili.
Dal verso 1 al 12, viene descritta la posizione, le misure del Tempio, del suo altare e della profondità del fiume. Lungo il fiume si trovavano, nella visione del profeta, numerosissimi alberi di frutti, che portano frutto ogni mese, proprio come fu mostrato anche al profeta e apostolo Giovanni. Così sarà durante gli ultimi mille anni, come fu visto e descritto dai profeti.
“Mi disse: -Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell’Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo. Però le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate: saranno abbandonate al sale. Lungo il fiume, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina–“ (v.8-12).
“Dice il Signore Dio: -Questi saranno i confini della terra che spartirete fra le dodici tribù d’Israele, dando a Giuseppe due parti. Ognuno di voi possederà come l’altro la parte di territorio che io alzando la mano ho giurato di dare ai vostri padri: questa terra sarà in vostra eredità–“ (v.13,14).
Si compiranno così le promesse fatte ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe (Gen.28:13; Es.6:8). Di nuovo, Dio farà una alleanza con il suo popolo: “Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo” (Ebr.8:8). In quel tempo il territorio d’Israele sarà nuovamente diviso tra tutte le sue tribù.
“Ecco dunque quali saranno i confini del paese”; infatti, dal verso 15 al 20, sono indicati tutti i confini del territorio dato ai figli di Giacobbe.
“Vi spartirete questo territorio secondo le tribù d’Israele. Lo dividerete in eredità fra voi e i forestieri che abitano con voi, i quali hanno generato figli in mezzo a voi; questi saranno per voi come indigeni fra gli Israeliti e tireranno a sorte con voi la loro parte in mezzo alle tribù d’Israele. Nella tribù in cui lo straniero è stabilito, là gli darete la sua parte-. Parola del Signore Dio” (v.21-23).
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Capitolo 48.
In questo capitolo è definita la divisione del territorio israelita tra tutte le dodici tribù, con una parte sacra.
“Essa apparterrà ai sacerdoti consacrati, ai figli di Zadòk, che furono fedeli alla mia osservanza e non si traviarono nel traviamento degli Israeliti come traviarono i leviti. Sarà per loro come una parte sacra prelevata sulla parte consacrata del paese, cosa santissima, a fianco del territorio assegnato ai leviti” (v.11,12) e “Essi non ne potranno vendere né permutare, né potrà essere alienata questa parte migliore del paese, perché è sacra al Signore” (v.14).
“Le porte della città porteranno i nomi delle tribù d’Israele. Tre porte a settentrione: la porta di Ruben, una; la porta di Giuda, una; la porta di Levi, una. Sul lato orientale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Giuseppe, una; la porta di Beniamino, una; la porta di Dan, una. Sul lato meridionale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Simeone, una; la porta di Issacar, una; la porta di Zàbulon, una. Sul lato occidentale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Gad, una; la porta di Aser, una; la porta di Nèftali, una. Perimetro totale: diciottomila cubiti. La città si chiamerà da quel giorno in poi: Là è il Signore” (v.31-35).
Molti nomi sono riservati alla gloriosa Gerusalemme celeste e a quella terrena: “Dopo questo, sarai chiamata -la città della giustizia-, -la città fedele-“ (Is.1:26); quella celeste sarà -la città dell’Eterno-, -la Sion del Santo d’Israele- (Is.60:14) e ancora il popolo e la Gerusalemme terrena: “Li chiameranno -Il popolo santo-, -I redenti dell’Eterno-, e tu sarai chiamata -Ricercata-, -La città non abbandonata-” (Is.62:12).
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