Capitolo 31.

Come possiamo notare, il profeta Ezechiele, prima di esporre la visione o il messaggio rivelato da Dio, specifica anche il giorno, il mese e l’anno della deportazione, di quando ha ricevuto la profezia.  il motivo è per costatare che egli si trovava in cattività in Babilonia insieme a tuti i Giudei, quindi le profezie  che lui riceve non appartengono al periodo della cattività babilonese, ma a quella avvenuta settanta anni dopo Cristo, indicata dalla storia come Diaspora.

Mentre Ezechiele si trovava insieme a tutti i Giudei, deportati in Babilonia, ancora una volta Dio gli rivelò in similitudine la grandezza del cherubino unto come sostenitore di tutta la creazione angelica. “Il primo giorno del terzo mese dell’undecimo anno, mi fu rivolta questa parola del Signore. -Figlio dell’uomo, di’ al faraone re d’Egitto e alla moltitudine dei suoi sudditi: -A chi credi di essere simile nella tua grandezza?–“ (v.1,2). In similitudine l’Egitto, indica il Vaticano e il Faraone il papa.

La parola profetica, da parte di Dio, è indirizzata contro il cherubino (Lucifero),  che Egli stabilì su tutti gli angeli, sottoposti in forma gerarchica, come protettore (Ez.28.14). In similitudine, Dio paragona Lucifero ad un cedro del Libano, indicandolo con il nome dell’Assiria, rappresentato dall’ Impero romano come una grande estensione, simile ai rami del cedro.

“Ecco, l’Assiria era un cedro del Libano, bello di rami e folto di fronde, alto di tronco; fra le nubi era la sua cima. Le acque lo avevano nutrito, l’abisso lo aveva fatto innalzare inviando i suoi fiumi attorno al suolo dov’era piantato e mandando i suoi ruscelli anche a tutti gli alberi dei campi (altri angeli). Per questo aveva superato in altezza tutti gli alberi dei campi: i suoi rami si erano moltiplicati, le sue fronde si erano distese per l’abbondanza delle acque, durante la sua crescita. Fra i suoi rami fecero il nido tutti gli uccelli del cielo, sotto le sue fronde partorirono tutte le bestie selvatiche, alla sua ombra sedettero tutte le grandi nazioni” (v.3-6).

E’ paragonata l’altezza della cima del cedro tra le nubi, alla grandezza del cherubino; come è già stato rivelato nel capitolo  28 ,  Dio gli aveva sottoposto tutti gli altri angeli, in ordine gerarchico. La sua magnificenza si era moltiplicata, per le abbondanti acque, che rappresentavano la potenza di Dio, per cui egli prosperava con tutti agli altri angeli posti al suo servizio. Infatti, fu per la potenza e l’intelligenza che Dio gli concedeva, che egli divenne molto grande in ogni cosa, superando in sapienza tutti gli altri alberi (angeli).

Dal verso 7 al 9, viene indicato, in similitudine, che il cherubino era stato creato da Dio molto bello in ogni suo aspetto particolare e lo aveva posto sul monte santo di Dio  (Ez.28:14), ovvero sul monte Sion (Sal 48:2; 43:3). Tutti i cedri, cioè tutti gli altri cherubini, nel giardino di Dio non lo eguagliavano, come pure i cipressi (arcangeli) non gli somigliavano e neppure platani (tutti gli altri angeli) non erano paragonati neppure ad un suo ramo.

Lucifero  era ammirato da tutti nel giardino dell’Eden, ma avvenne che, per tutta la sua grandezza il suo cuore si inorgoglì e peccò.

I versi, che seguono dal 10 al 13, espongono il peccato commesso dal cherubino, unto protettore. Egli si innalzò nel suo cuore, desiderando mettersi al posto di Dio (Is.14:12) e aspirando di essere adorato, come lo è Dio, il Creatore. Fu scacciato e “Perciò dice il Signore Dio: -Poiché si era elevato in altezza e aveva messo la cima fra le nubi e il suo cuore si era inorgoglito per la sua grandezza,  io lo diedi in balìa di un principe di popoli; lo rigettai a causa della sua empietà–“ (v.10,11).

Per il peccato di Lucifero e di tutti gli angeli, che lo seguirono, Dio distrusse tutto il mondo angelico e né creò un altro, ponendovi l’uomo. Avvenne così che Dio non più agli angeli sottopose il mondo: “Difatti, non è ad angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire del quale parliamo” (Ebr.2:5; 1Cor.15:27,28), ma costituì, al posto di Lucifero, come Principe dei popoli, l’unigenito suo Figlio, Gesù “Cristo è capo della Chiesa, egli, che è il Salvatore del corpo” (Ef.5:23).

Il profeta e re Davide rivela di Gesù, che: “un popolo che non conoscevo mi è stato sottomesso” (Sal.18:43; Col.1:18).

Fino a Cristo, solo gli Ebrei conoscevano il Vero Dio, mentre i gentili ne erano esclusi, ma questo popolo, che non era conosciuto da Gesù, lo ricevette come loro Salvatore e Signore, mentre Israele, che conosceva Dio, rigettò Gesù, non riconoscendolo che era «Il Cristo di Dio» (Lc.9:20). Addirittura, i Giudei dissero che Gesù bestemmiava, “perché ha detto: “Io sono il Figlio di Dio?” (Gv.10:36). Infatti, Egli “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv.1:11).

“Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno” (1Gv.5:19), perciò viviamo in un mondo malvagio, condotto da colui che introdusse il peccato, divenuto principe dei demoni e del mondo di tenebre.

Per la sua corrotta sapienza, egli si costruì un regno ed essendo invisibile agli occhi umani, pose sul suo trono un uomo (papa); lo riempì di ricchezze e si nascose sotto ogni idolo, per essere adorato.

I versi 12 e 13 espongono la distruzione di questo regno ad opera dei dieci re (Ap.17:12,13).  La sua fine avverrà nel tempo che Dio ha stabilito (all’inizio del regno satanico, Ap.13): “Popoli stranieri, fra i più barbari, lo tagliarono e lo distesero sui monti. Per ogni valle caddero i suoi rami e su ogni pendice della terra furono spezzate le sue fronde. Tutti i popoli del paese si allontanarono dalla sua ombra e lo abbandonarono. Sui suoi resti si posano tutti gli uccelli del cielo e fra i suoi rami ogni bestia selvatica” (v.12,13).

Tutti gli angeli, che peccarono insieme a Lucifero, sono già stati giudicati. Dio toglierà loro ogni potere e nessuno più potrà sedurre o confidare in se stesso. Dio ha permesso che il peccato regnasse nel mondo, fino alla fine, ma durante i mille anni saranno tutti annientati: “Poiché tutti sono destinati alla morte, alla regione sotterranea, in mezzo ai figli dell’uomo, fra coloro che scendono nella fossa” (v.14).

Anche i demoni saranno posti nello Sceol, insieme a quelli che hanno sedotto, destinati alla morte, cioè lontani dalla presenza di Dio: “Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” (2Tes.1:9).

Dal verso 15 al 17, si rivela come Dio distrusse il mondo angelico con tutto quello che conteneva: “Così dice il Signore Dio: -Quando scese (l’ex Lucifero) negli inferi io feci far lutto: coprii per lui l’abisso, arrestai i suoi fiumi e le grandi acque si fermarono; per lui feci vestire il Libano a lutto e tutti gli alberi del campo si seccarono per lui. Al rumore della sua caduta feci tremare le nazioni, quando lo feci scendere negli inferi con quelli che scendono nella fossa. Si consolarono nella regione sotterranea tutti gli alberi dell’Eden, la parte più scelta e più bella del Libano, tutti quelli abbeverati dalle acque. Anch’essi con lui erano scesi negli inferi fra i trafitti di spada, quelli che in mezzo alle nazioni erano il suo braccio e dimoravano alla sua ombra” (v.15,17).

La profezia rivela che Dio rinchiuse nelle regioni sotterranee (Sceol) Lucifero e tutti gli angeli ribelli, che erano i migliori o scelti. Il Libano era il luogo, dove gli angeli operavano, mentre il luogo della residenza di Lucifero era il monte di Dio, cioè Sion (Ez.28:14). Dio ha così disposto la fine del cherubino, divenuto Satana, non perché ha perso la sua bellezza, potenza e autorità, ma perché tutto di lui è divenuto corrotto, malvagio, omicida e bugiardo (Gv.8:44).

La rivelazione dei versi dal 15, al 17, espone come avvenne la distruzione del mondo angelico. La terra, dove loro operavano, fu distrutta dalle acque. Per il peccato di Lucifero e dei suoi angeli, Dio rese “La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gen.1:2).

Tramite il profeta, Dio lo avverte della fine riservata a lui e alla moltitudine dei suoi angeli: “A chi credi di essere simile per gloria e per grandezza fra gli alberi dell’Eden? Anche tu sarai precipitato insieme con gli alberi dell’Eden nella regione sotterranea; giacerai fra i non circoncisi insieme con i trafitti di spada. Tale sarà il faraone e tutta la sua moltitudine-. Parola del Signore Dio” (v.18).

Come è scritto, avverrà. Il demone, con tutto il suo esercito di angeli, terminerà la sua esistenza malefica nello Sceol, dove Dio lo aveva destinato al principio del suo peccato. Là sarà insieme a quelli non circoncisi, cioè a quelli che hanno creduto alla sua menzogna, essendo stati sedotti dai suoi inganni.

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Capitolo 32.

Mentre il profeta si trovava in cattività, insieme a tutti i deportati in Babilonia, Dio gli ordinò di fare un lamento su tutti quelli che opereranno come dittatori nell’ultima settimana delle settanta (Dan.9:24) e, più precisamente, negli ultimi tre anni e mezzo. Infatti, l’inizio della lamentazione riguarda proprio il regno di satana, il demone che sta dirigendo l’uomo regnante, al quale gli è stato concesso un trono e un regno  (il Vaticano). In analogia, il regnante è indicato come il Faraone, re di Egitto,  paragonato come lo era il Faraone di Egitto, amante di ogni idolatria.

“Figlio dell’uomo, intona un lamento sul faraone re d’Egitto dicendo: Leone fra le genti eri considerato; ma eri come un coccodrillo nelle acque, erompevi nei tuoi fiumi e agitavi le acque con le tue zampe, intorbidandone i corsi-. Dice il Signore Dio: -Tenderò contro di te la mia rete con una grande assemblea di popoli e ti tireranno su con la mia rete–“ (v.1-3).

La profezia è contro chi ha regnato e regnerà fino a quando sarà sovvertito da Dio (Ger.50). Egli è paragonato ad un coccodrillo nelle acque (nei popoli), che  intorbidisce i fiumi, cioè tramite i suoi inganni e falsità idolatre, ha confuso tutti i popoli e nazioni, cambiando la verità in menzogne.

Dal vero 4 al verso 8, la profezia è contro tutte le nazioni, che sono state sedotte, perché ”hanno bevuto del vino dell’ira della sua fornicazione…” (Ap.18:3). Alla fine, Gesù annienterà tutte le nazioni nella Valle di Giosafat (Gioele 3:9-14), dove tutti gli eserciti, insieme ai loro due seduttori, moriranno uccisi dalla spada, alla Parola di Gesù, (Ap.19:11-21). Subito dopo, Dio distruggerà i cieli e la terra attuali (Ap.6:12-14) e né creerà dei nuovi (Is.65:17; 66:22; 2Ptr.3:13) .

Appena iniziato il regno iniquo (satanico), il dominio idolatra sarà dato da parte di Dio, nelle mani  del re di Babilonia, che in analogia, è l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, l’avversario di Dio (2Tes.2:3,4).

In quel tempo “Sgomenterò il cuore di molti popoli, quando farò giungere la notizia della tua rovina alle genti, in regioni a te sconosciute.  Per te farò stupire molti popoli e tremeranno i loro re a causa tua, quando sguainerò la spada davanti a loro. Ognuno tremerà ad ogni istante per la sua vita, nel giorno della tua rovina-.  Poiché dice il Signore Dio: -La spada del re di Babilonia ti raggiungerà” (v.9-11).

Alla vista della distruzione di questo grande regno, tutte le nazioni tremeranno, perché saranno “Spaventati dai suoi tormenti se ne staranno lontani e diranno: -Ahi! ahi! Babilonia, la grande città, la potente città! Il tuo giudizio è venuto in un momento!-” (Ap.18:10).

Così si compirà la profezia: Dio metterà nel cuore di dieci re, in analogia, indicati per la loro forza, come corna (Ap.17:13), di distruggere in un giorno questo regno, per dare tutto il suo potere alla bestia, che verrà dal mare (l’uomo che riceverà il regno, Ap.13:2).

I dieci re (capi), che saranno al servizio del regnante, compiranno il piano di Dio contro il regno idolatra, in similitudine, Egitto. Con la loro ferocia l’abbatteranno in un solo giorno (Ap.18:18) e il regnante con tutta la moltitudine del suo clero, in analogia, bestiame, cadrà. In seguito, al termine delle settanta settimane, date per il popolo di Dio, inizieranno gli ultimi mille anni, avverrà che le rive delle grandi acque (in similitudine, popoli e nazioni, Ap.17:15), non saranno più (turbati) confusi dai divulgatori di menzogne.

“Quando avrò fatto dell’Egitto una terra desolata, tutta priva di quanto contiene, quando avrò percosso tutti i suoi abitanti, allora si saprà che io sono il Signore.  Questo è un lamento e lo si canterà. Lo canteranno le figlie delle genti, lo canteranno sull’Egitto e su tutta la sua moltitudine-. Oracolo del Signore Dio-” (v.15,16).

Come è stato già esposto, al termine dell’ira di Dio, quando inizieranno gli ultimi mille anni, dove “Il frutto della giustizia sarà la pace, e l’effetto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre” (Is.32:17), le nazioni vivranno in pace e non saranno più sedotte dai demoni, come è sempre stato nel passato, infatti sarà una grande gioia per tutto il mondo “Riposa ora tranquilla tutta la terra ed erompe in grida di gioia”. -Is 14:7. Sarà finito il regno idolatra, che ha inebriato i popoli di ogni nazione con il vino delle sue prostituzioni, non esisterà più (Ap.cap.17-18).

La profezia, dai versi 17 e 18, riguarda tutti coloro che hanno seguito la falsità della grande Babilonia, essi saranno sterminati, per primi, insieme alla città idolatra, prima che inizi l’ultimo regno satanico (grande tribolazione o angoscia  (Dn 12:1). Alla fine dell’ultimo regno, anche le nazioni sedotte scenderanno “nella regione sotterranea, con quelli che scendono nella fossa”. Dio chiede al profeta di fare su di loro una canto funebre sull’Egitto (regno idolatra del Vaticano) e su tutte le nazioni potenti.

Dal verso 19 al 21, la profezia è rivolta all’ex Lucifero, divenuto per la sua malvagità come un dragone, che è Satana (Ap 20:1-3). Infatti, il profeta rivela che l’x Lucifero non perse la sua bellezza, ma essa divenne corrotta e quindi, per bocca del profeta, Dio chiede: “Di chi tu sei più bello? Scendi e giaci con i non circoncisi. Cadranno fra gli uccisi di spada; la spada è già consegnata. Colpite a morte l’Egitto e tutta la sua gente. I più potenti eroi si rivolgeranno a lui e ai suoi ausiliari e dagli inferi diranno: Vieni, giaci con i non circoncisi, con i trafitti di spada” (v.19,20). Questo attesta che, negli inferi o inferno, le anime dei defunti, riconoscono  gli spiriti satanici dai quali sono stati sedotti.

Quindi i prima ascendere negli inferi è Babilonia (Vaticano),  perché sarà distrutta per prima, all’inizio del regno satanico, mentre tutti gli altri superstiti che non moriranno con le piaghe delle coppe dell’ira di Dio (Ap. 16:1),  moriranno nella guerra in Armagheddon (Ap.16,16). Alla fine si ritroveranno insieme negli inferi e i primi diranno al grande seduttore (Satana, Ap.20:1-3): “Vieni, giaci con i non circoncisi, con i trafitti di spada”.

In breve, la spiegazione delle similitudini.

I trafitti di spada sono tutti quelli che moriranno nella guerra di Armagheddon, quando, alla Parola di Gesù o al soffio della sua bocca, si uccideranno a vicenda (Ez.38:21; Aggeo 2:22; Zac.14:13). In analogia, i non circoncisi sono quelli che non hanno accettato la Grazia e sono stati sedotti dal demone e, alla fine, prenderanno il marchio dell’uomo iniquo, il regnate (Ap.13:1-10). Essi saranno destinati alla Genna del fuoco “E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome” (Ap.14:11).

I versi, dal 22 al 25, si riferiscono alle due bestie (Ap.13):  quella che verrà dal mare (popoli e nazioni, Ap.17:15) e quella che verrà dalla terra (Israele). Il regnate, che in analogia, è indicato con il nome di Assur, rappresenta l’uomo iniquo che riceverà il regno, la potenza e l’autorità da satana o dragone, vedi Ap 13:2;  mentre con il nome di Elam è indicato il falso profeta, perché egli farà miracoli e prodigi ingannevoli per sedurre il mondo intero, obbligandoli ad adorare colui che riceverà il regno (vedi Ap.13:11-17).

Sia il regnate che il falso profeta scenderanno vivi nella fossa: “Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (Ap.19:20). Vivi, non significa che non saranno uccisi, ma che andranno direttamente nello stagno di fuoco e di zolfo, senza aspettare che passino i mille anni per essere giudicati, come pure tutti quelli che erano al suo servizio e i suoi dieci re, che saranno posti intorno a lui. Alla stessa maniera, accadrà al falso profeta, in analogia Elam.

“Là è Assur (satana) e tutta la sua gente, intorno al suo sepolcro, uccisi, tutti trafitti di spada; poiché le loro sepolture sono poste nel fondo della fossa e la sua gente è intorno alla sua tomba: uccisi, tutti, trafitti di spada, essi che seminavano il terrore nella terra dei viventi” (v.22,23).

Continua ancora, dal verso 26 al 28, la citazione verso le due bestie (Ap 13).  La bestia che verrà dal mare (dai popoli e nazioni, Ap.17:15) è indicata con il nome di Mesech, mentre la bestia, che verrà dalla Terra (Israele), sarà il falso profeta, con il nome di Tubal. Entrambi saranno sempre insieme, perché il posto a loro riservato sarà quello di stare nel profondo dell’abisso (Ez.31:18). Essi saranno il terrore di tutte le nazioni, durante i tre anni e mezzo del loro regno, che sarà il peggiore di tutti quelli passati. Infatti, “Vi sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo” (Dan.12:1).  Come indica la profezia, i due feroci capi non saranno uniti a tutti gli altri regnanti del passato, che le genti ritennero eroi. Anche gli eroi del passato scesero negli inferi, ma essi saranno giudicati. Infatti, l’attinenza con le armi di guerra, le spade sotto il loro capo e gli scudi sulle loro ossa, vuol dire che loro saranno giudicati per le loro opere malvage fatte; infatti, “ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere” (Ap.20:1,3).

Dal verso 28 e 30, riguarda di nuovo il dragone (Satana), in analogia Edom.  Questa volta è rappresentato con tutto il suo esercito di angeli, dichiarati anche loro non circoncisi, perché si ribellarono a Dio. Anche i demoni con la loro potenza seducono e sedurranno ancora fino alla fine, quando tutti scenderanno nella fossa, seduttori e sedotti,  trafitti dalla spada (Zac 14:13; Aggeo 2:22), alla Parola o soffio di Cristo Gesù (2Tes.2:8).

Facciamo attenzione a quanto segue, perché riguarda colui che ha seduto su un trono: “Il faraone li vedrà e si consolerà alla vista di tutta questa moltitudine; il faraone e tutto il suo esercito saranno trafitti di spada. Oracolo del Signore Dio.  Perché aveva sparso il terrore nella terra dei viventi, ecco giace in mezzo ai non circoncisi, con i trafitti di spada, egli il faraone e tutta la sua moltitudine-. Parola del Signore Dio” (v.31,32).

Il Faraone è simboleggiato, in similitudine, dalla donna meretrice (Ap.17), che siederà sul trono, fino a quando sarà sovvertito dal suo regno idolatra, fondato da Satana, il dragone (Ap.17). Avverrà che quando saranno negli inferi, il Faraone (papa) si consolerà, vedendo che anche la bestia, cioè l’uomo che regnerà per tre anni e mezzo (Ap.13:1-10) con tutti i suoi aiutanti, che spargeranno terrore e che annienteranno la meretrice (Ap.18), si troveranno tutti allo stesso posto.

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Capitolo 33.

Dio rivolge molti ammonimenti al profeta, per prima, perché egli rappresenta tutti quelli che sono stati costituiti  dall’Eterno come sentinella del suo popolo.

Questi avvertimenti sono molto importanti, anche per noi del periodo della Grazia; Dio ha dato tutti i suoi comandamenti e le sue leggi, tramite i profeti e gli apostoli, affinché, mettendoli in pratica, vivremo.

Se moriamo alla carne, vivremo con Cristo: “Certa è questa parola: che se moriamo con lui, con lui anche vivremo” (2Tmt.2:1; Rom.6:8).

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: -Figlio dell’uomo, parla ai figli del tuo popolo e di’ loro: Se mando la spada contro un paese e il popolo di quella terra prende un uomo del suo territorio e lo pone quale sentinella, e questa, vedendo sopraggiungere la spada sul paese, suona la tromba e dà l’allarme al popolo:  se colui che ben sente il suono della tromba non ci bada e la spada giunge e lo sorprende, egli dovrà a se stesso la propria rovina. Aveva udito il suono della tromba, ma non ci ha badato: sarà responsabile della sua rovina; se ci avesse badato, si sarebbe salvato. Se invece la sentinella vede giunger la spada e non suona la tromba e il popolo non è avvertito e la spada giunge e sorprende qualcuno, questi sarà sorpreso per la sua iniquità: ma della sua morte domanderò conto alla sentinella. O figlio dell’uomo, io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia. Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te. Ma se tu avrai ammonito l’empio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte, egli morirà per la sua iniquità. Tu invece sarai salvo” (v..1-9).

Come il Signore Dio, riferì al profeta per il suo popolo, lo è per noi oggi, perché  anche nella Grazia, Dio ha istituito curatori, ministri e dirigenti per istruire e ammonire il suo popolo. Se essi non hanno cura del suo gregge e non lo avverte che il peccato conduce alla morte e, se non si ravvede, andrà alla punizione (morte) eterna, ma della sua morte sarà richiesto all’amministratore (pastori).

“Del resto quel che si richiede dagli amministratori, è che ciascuno sia trovato fedele” (1Cor.4:2). Molti sono gli amministratori iniqui, perché non avvertono del pericolo, ammonendo l’empio della sua ingiustizia ed avverrà che Dio, come disse al profeta, “della sua morte chiederò conto a te”.

Oggi siamo negli ultimi tempi e l’apostasia è già in atto da decenni; ognuno di noi si esamini per vedere se è nella fede (2Cor.13:5), “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati” (1Cor.11:31).

Dal verso 10 al 20, di nuovo il Signore Dio espone al profeta che gli israeliti dicono: “I nostri delitti e i nostri peccati sono sopra di noi e in essi noi ci consumiamo! In che modo potremo vivere?  Di’ loro: Com’è vero ch’io vivo – oracolo del Signore Dio – io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perché volete perire, o Israeliti?” (v.10,11).

Dio, il Signore, avvertì Israele, perché Egli aveva scelto tutto il popolo e li aveva scritti nel libro della vita, ma chi peccava, senza ravvedersi, moriva. Infatti, nessun giusto poteva salvarsi, se peccava, ma se l’empio si converte e si allontana dalla sua empietà, vivrà, perché “nessuno dei peccati che ha commessi sarà più ricordato: egli ha praticato ciò che è retto e giusto e certamente vivrà” (v.16).

Il giusto non vivrà, se pecca; cosi l’empio, se si ravvede, non morrà. Se Dio dichiara al giusto: “tu vivrai” ed egli, confidando sulla sua giustizia, pecca, morirà e nessuna delle sue azioni buone saranno ricordate.

Gesù è venuto per caricarsi dei nostri peccati, così li ha pagati morendo sulla croce, per dare a noi vita in abbondanza, cioè eterna (Gv.10:10). Per chi pecca e non si ravvede, non ci sarà perdono; l’apostolo attesta: “Di quale peggiore castigo, pensate voi, sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto con il quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?” (Ebr.10:29). Per chi, essendo avvertito, si pente con tutto il cuore “costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall’errore della sua via salverà l’anima sua dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati” (Gcm.5:20).

“Il cinque del decimo mese dell’anno decimosecondo della nostra deportazione arrivò da me un fuggiasco da Gerusalemme per dirmi: La città è presa. La sera prima dell’arrivo del fuggiasco, la mano del Signore fu su di me e al mattino, quando il fuggiasco giunse, il Signore mi aprì la bocca. La mia bocca dunque si aprì e io non fui più muto. Mi fu rivolta questa parola del Signore” (v.21-23).

Dio rese il profeta muto per un periodo, affinché non parlasse al popolo, ma quando arrivò la notizia della presa di Gerusalemme, Dio gli ridiede la parola e gli rivelò che,  Israele affermava che Abrahamo da solo abitò la terra promessa e loro erano molti, per questo essi dovevano possedere il paese. Dio rivelò al profeta tutte le iniquità d’Israele; essi mangiavano la carne col sangue e il loro sguardo era verso gli idoli vani, perciò annunciò loro ciò che avvenne nel 70 d.C.

“Annunzierai loro: Dice il Signore Dio: Com’è vero ch’io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; darò in pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste. Ridurrò il paese ad una solitudine e a un deserto e l’orgoglio della sua forza cesserà. I monti d’Israele saranno devastati, non ci passerà più nessuno. Sapranno che io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi” (v.27-29).

Molti del popolo andavano dal profeta per consultare l’Eterno, ma dopo che ascoltavano, se ne andavano, ma non mettevano in pratica i consigli.

La stessa cosa avviene tra i credenti attuali. Nessuno più pensa di istruire il popolo, secondo la Parola di Dio e vegliare che tutti mettono in pratica la giustizia, perché essi hanno lo sguardo rivolto al guadagno, al prestigio, ma “Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si son gettati nei traviamenti di Balaam, e son periti per la ribellione di Core” (Giuda 11).

Così fu per Israele, ascoltava i profeti, ma poi preferiva seguire i falsi.

“Figlio dell’uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l’un l’altro: Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal Signore. In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno. Ecco, tu sei per loro come una canzone d’amore: bella è la voce e piacevole l’accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c’è un profeta in mezzo a loro” (v.30-33).

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Capitolo 34.

La profezia è rivolta contro i falsi conduttori d’Israele: scribi, farisei e sacerdoti, che ammaestravano il popolo anche al tempo del Ministero terreno di Cristo Gesù.

Gesù li trovò tutti corrotti: “Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente, poiché né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare” (Mt.23:13).

Tutto questo fui rivelato al profeta Ezechiele molti secoli prima che avvenisse:

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: -Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura” (v.1-6).

Il popolo di Dio fu lasciato a se stesso; erano tutti guidati da gente corrotta, “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei” (Mt.23:2). Nel loro orgoglio guidavano il popolo non secondo la Legge di Mosè, ma secondo i loro desideri.

La stessa cosa avviene anche oggi, perché i pastori moderni non si attengono più alla Parola di Dio, così Gesù li riprende: “Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco…” (Ap.3:18,18).

Tanto era ed è l’orgoglio da non riconoscere il loro Salvatore, il vero Pastore e Re, Cristo Gesù, perché tutti sono divenuti tiepidi (Ap.3:15,16).

I Giudei non si resero conto che Gesù, il Messia (Gv 1:41), era venuto in mezzo a loro per curare e salvare i perduti, anzi furono invidiosi dei grandi prodigi che faceva, tanto da condannarlo a morte (Mrc.15:10).

“Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore:  Com’è vero ch’io vivo, – parla il Signore Dio – poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge – hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge -udite quindi, pastori, la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto” (v.7-10).

I Giudei prima e poi gli israeliti furono ribelli fino all’ultimo, perché non vollero convertirsi per ricevere Grazia (At.13:46). Così avvenne, a circa 40 anni dall’ascesa di Gesù al Padre (At.1:9), che Israele e Giuda furono dati nelle mani dei loro nemici (Lev.26:33). Essi furono scacciati e mandati in esilio fino a quando durerà la Grazia per il popolo dei gentili. Essi resteranno senza Dio per il periodo di 62 settimane (Dan.9:25,26), ma quando si concluderanno le 69 settimane, Dio li riprenderà, radunandoli da dove furono dispersi. Un residuo sarà salvato ed entrerà nei mille anni e ripopolerà Israele, mentre un altro residuo, per essere salvato, sarà martire (Dan.11:33-35).

Dal verso 11 al 16, il profeta espone tutto il piano di Dio per raccogliere ancora quelli che sono dispersi tra le nazioni e li riporterà nella loro Terra, ricordandosi dell’alleanza fatta con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe (Lev.26:42).

Così avverrà: “Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione.  Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d’Israele; là riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d’Israele.  Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia” (v.11-16).

Dal verso 17 al 22, la Parola fu rivolta a quelli che guidavano il popolo, rimasto senza alcuno aiuto. Sarà Dio ad intervenire per salvare quelle persone più deboli e miti; li giudicherà e farà giustizia tra di loro, perché i conduttori d’Israele non saranno più utili e perché subentrerà il vero Pastore (Cristo Gesù), che curerà, in analogia, le sue pecore una ad una.

Avverte i falsi pastori, che calpestavano la verità, introducendo menzogne: “Le mie pecore devono brucare ciò che i vostri piedi hanno calpestato e bere ciò che i vostri piedi hanno intorbidato” (v.19).

“io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda: farò giustizia fra pecora e pecora. Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato” (v.22-24). In similitudine, Davide indica Cristo Gesù, che pascolerà (condurrà) il suo popolo, perché è il Re d’Israele (Gv.1:49; 12:13). Gesù sarà il loro Pastore durante il millennio, ribadito di nuovo dal profeta Geremia: “Essi serviranno il Signore loro Dio e Davide loro re, che io susciterò loro” (Ger.30:9; Dan.7:27).

Prima che inizino gli ultimi mille anni, Dio farà con Israele una nuova alleanza (Ebr.8:8). Nessuna nazione li dominerà più; essi saranno benedetti tra tutte le nazioni della terra. Non ci saranno neppure bestie feroci, che li disturberanno e nessuno li spaventerà.

“-Farò germogliare per loro una florida vegetazione; non saranno più consumati dalla fame nel paese e non soffriranno più il disprezzo delle genti. Sapranno che io, il Signore, sono il loro Dio e loro, la gente d’Israele, sono il mio popolo. Parola del Signore Dio. Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono il vostro Dio-. Oracolo del Signore Dio” (v.29-31).

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Capitolo 35.

Di nuovo Dio rivolse la parola a Ezechiele, affinché profetizzasse contro il monte Seir (il monte di Esaù).

“Annunzierai: Dice il Signore Dio: Eccomi a te, monte Seir, anche su di te stenderò il mio braccio e farò di te una solitudine, un luogo desolato. Ridurrò le tue città in macerie, e tu diventerai un deserto; così saprai che io sono il Signore” (v.2-4) .

Il Signore Dio diede a Esaù il possesso del monte Seir (Deut.2:5). I discendenti di Esaù, chiamato Edom, odiarono Israele al punto tale che quando gli israeliti furono puniti da Dio per la loro iniquità, essi si unirono ai nemici d’Israele e li consegnarono nelle loro mani.

Dio però li vendicherà: “per questo, com’è vero ch’io vivo – dice il Signore Dio – ti abbandonerò al sangue e il sangue ti perseguiterà; tu hai odiato il sangue e il sangue ti perseguiterà. Farò del monte Seir una solitudine e un deserto e vi eliminerò chiunque su di esso va e viene. Riempirò di cadaveri i tuoi monti; sulle tue alture, per le tue pendici, in tutte le tue valli cadranno i trafitti di spada. In solitudine perenne ti ridurrò e le tue città non saranno più abitate: saprete che io sono il Signore. Poiché hai detto: Questi due popoli, questi due territori saranno miei, noi li possiederemo, anche se là è il Signore” (v.6-10).

Per questo Dio vendicherà il suo popolo, odiato anche dalla stirpe di Esaù fratello di Giacobbe, essi si rallegrarono quando Dio scacciò Israele dal suo territorio, perché pensarono di poter possedere la nazione che Dio diede al suo popolo (Israele). Tutti i popoli che hanno odiato Israele, quando Dio li castigò per aver compiuto il limite dei loro peccati, a loro volta saranno distrutti e annientati, perché Dio farà giustizia, quando si rivelerà contro di loro, allo stesso modo.

“Per questo, com’è vero ch’io vivo – oracolo del Signore Dio – saprai allora che io sono il Signore. Ho udito tutti gli insulti che tu hai proferiti contro i monti d’Israele: Sono deserti; son dati a noi perché vi pascoliamo. Contro di me avete fatto discorsi insolenti, contro di me avete moltiplicato le parole: ho udito tutto. Così dice il Signore Dio: Poiché tutto il paese ha gioito, farò di te una solitudine: poiché tu hai gioito per l’eredità della casa d’Israele che era devastata, così io tratterò te: sarai ridotto a una solitudine, o monte Seir, e tu Edom, tutto intero; si saprà che io sono il Signore” (v.12-15).

Nessuno scamperà dalla mano del Signore. Egli è giusto ed agirà secondo la sua volontà, quando dice una cosa, avverrà, “Poiché così dice l’Eterno degli eserciti: -La sua gloria mi ha mandato alle nazioni che vi hanno depredato, perché chi tocca voi tocca la pupilla del suo occhio” (Zac.2:8). Tutti quelli delle nazioni, che hanno perseguitato e ucciso gli israeliti, non resteranno impuniti.

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Capitolo 36.

Dio rivela  al profeta quello che accadrà ai popoli, che hanno disprezzato Israele durante il loro esilio tra le nazioni (Lev.26:33; Dan.9:25,26). Alla fine, quando terminerà la vita dell’empio sulla terra (Ap.19.11-21), scenderanno le grandi benedizioni, che sono state riservate al popolo di Dio (il residuo, Is.10:21,22) che entrerà nei mille anni e nessuno più li perseguiterà.

“Ora, figlio dell’uomo, profetizza ai monti d’Israele e di’: Monti d’Israele, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio: Poiché il nemico ha detto di voi: Ah! Ah! I colli eterni son diventati il nostro possesso, ebbene, profetizza e annunzia: Dice il Signore Dio: Poiché siete stati devastati e perseguitati dai vicini per renderci possesso delle altre nazioni e poiché siete stati fatti oggetto di maldicenza e d’insulto della gente, ebbene, monti d’Israele, udite la parola del Signore Dio: Dice il Signore Dio ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli, alle rovine desolate e alle città deserte che furono preda e scherno dei popoli vicini” (v.1-4).

Dio, il Signore, punirà tutti, vicini e lontani, che avranno trattato male il suo popolo, ma con grande amore tratterà il residuo che resterà vivo (Is.4:3), così come ha dichiarato, avverrà: “In uno scoppio d’ira ti ho nascosto per un momento la mia faccia, ma con un amore eterno avrò compassione di te, dice l’Eterno, il tuo Redentore” (Is.54:8). Come tutti gli altri popoli hanno trattato Israele, così Dio farà a loro: “Poiché voi (israeliti) avete portato l’obbrobrio delle genti, ebbene, dice il Signore Dio, io alzo la mano e giuro: anche le genti che vi stanno d’intorno subiranno il loro vituperio” (v.5-7).

“E voi, monti d’Israele, mettete rami e producete frutti per il mio popolo d’Israele perché sta per tornare.  Ecco infatti a voi, a voi io mi volgo; sarete ancora lavorati e sarete seminati. Moltiplicherò sopra di voi gli uomini, tutta la gente d’Israele, e le città saranno ripopolate e le rovine ricostruite. (v.8–10).

Israele sarà benedetto; infatti, è decretato che: “Moltiplicherò su di voi gli uomini e gli armenti e cresceranno e saranno fecondi: farò sì che siate popolati come prima e vi elargirò i miei benefici più che per il passato e saprete che io sono il Signore. Ricondurrò su di voi degli uomini, il mio popolo Israele: essi vi possederanno e sarete la loro eredità e non li priverete più dei loro figli” (v.11,12).

Tutte le nazioni ubbidiranno a Israele, che non sarà mai più privato dei suoi figli e né di tutti i benedici, che l’Eterno manderà loro. Le nazioni, che li hanno insultati e odiati, li serviranno. Dio promette di ristabilirli nella Terra promessa ai loro padri e non saranno mai più sradicati.

Dal verso 15 al 20, la Parola del Signore, Dio, rivolta al profeta, presenta la Diaspora  e il motivo per cui Dio distrusse il suo Tempio e disperse il residuo superstite tra tutte le nazioni della terra, dove disonorarono il loro Dio  “perché di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese” (v.20). Alla fine, Dio avrà riguardo del suo nome Santo e lo santificherà in mezzo alle genti.

“Parola del Signore Dio – quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.  Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.  Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia” (v.23-29).

Durante l’ultima settimana delle 70 (Dan.9:24), Dio preparerà il residuo che porterà nel millennio. Essi si ricorderanno delle loro iniquità, si pentiranno e proveranno disgusto di se stessi per tutte le loro iniquità e quelle commesse dai loro padri, che uccisero il loro Re e Salvatore e faranno cordoglio per Lui come per un figlio unico (Zac.12:10-12;  Mt.24:30; Ap.1:7).

Durante gli ultimi mille anni, Israele sarà una nazione benedetta e tutte le nazioni della terra saranno anch’esse benedette in Israele. Non ci sarà più fame, perché Dio moltiplicherà i frutti degli alberi e del terreno, perché agirà non riguardo a Israele, ma per riguardo al suo nome. Tutte le città d’Israele saranno ricostruite e riabitate; le terre, che apparivano desolate agli occhi delle genti, saranno tutte ricoltivate ”e si dirà: La terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell’Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate.  I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore, l’ho detto e lo farò. Dice il Signore Dio: -Permetterò ancora che la gente d’Israele mi preghi di intervenire in suo favore. Io moltiplicherò gli uomini come greggi, come greggi consacrati, come un gregge di Gerusalemme nelle sue solennità. Allora le città rovinate saran ripiene di greggi di uomini e sapranno che io sono il Signore” (v.35-38).

Tutto questo avverrà, quando inizieranno gli ultimi mille anni; allora Dio toglierà la maledizione, che pose sulla terra, al peccato di Adamo (Gen.3:17) e metterà la benedizione su Israele. Non ci sarà niente di maledetto, perché essi “Non si affaticheranno invano, non avranno più figli per vederli morire all’improvviso; poiché saranno la discendenza dei benedetti dall’Eterno e i loro eredi staranno con essi” (Is.65:23).

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Capitolo 37.

Dio mostrò al profeta il ritorno del suo popolo, quando Egli riprenderà il residuo scelto per vivere (Is.4:3), perdonando i loro peccati e “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve” (Is.1:18). Essi si convertiranno all’inizio dell’ultima settimana delle settanta (Dan.9:24).

Dio manderà in mezzo a loro i suoi due profeti e testimoni (Ap.11). Questo sarà il residuo, che alla conclusione delle settanta settimane, entrerà nei mille anni e diventerà una grande moltitudine  (Is.60:22).

“La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.  Mi disse: -Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?-. Io risposi: -Signore Dio, tu lo sai-. Egli mi replicò: -Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore-. Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.  Egli aggiunse: -Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano-. Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato” (v.1-10).

Dal verso 11 al 14, Dio rivela al profeta il significato di quanto ha visto con i suoi occhi, come la casa d’Israele pensa che non ci sia più speranza per loro. Dio ha però disposto che un residuo tornerà a Lui (Is.10:21), come lo ha rivelato, tramite i suoi servi, i profeti: “Poiché da Gerusalemme uscirà un residuo, e dal monte di Sion usciranno degli scampati. Lo zelo dell’Eterno degli eserciti farà questo” (Is.37:32).

L’uomo senza Dio è morto; così è considerato Israele, perché furono abbandonati dal Signore Dio per tutti i loro peccati commessi fino a quando arrivarono al colmo dopo che uccisero il loro Re e Salvatore Cristo Gesù.

Oggi, il popolo israelita è come se fosse in un sepolcro, perché sono senza vita, ma quando Dio manderà su di loro il suo Spirito, essi vivranno nuovamente. Entreranno nel riposo, ovvero negli ultimi mille anni, allora “Non sarai chiamata più -Abbandonata-, la tua terra non sarà più detta -Desolazione-, ma tu sarai chiamata -La mia delizia è in lei-, e la tua terra -Sposata-, poiché l’Eterno riporrà in te il suo diletto e la tua terra avrà uno sposo” (Is.62:4).

Dio diede ordine al profeta di prendere due legni e di scrivere su di essi: Giuda e israeliti uniti; su un altro legno di scrivere Giuseppe, legno di Efraim, unita a tutta la casa d’Israele. Questo significa che nei mille anni non ci saranno più due regni in Israele, ma uno solo sarà nella mano del Signore, Dio d’Israele.

Dio ordinò anche di riferire tutto a Israele e di tenere “in mano sotto i loro occhi i legni sui quali hai scritto e di’ loro: -Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò gli Israeliti dalle genti fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nel loro paese:  farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d’Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né più saranno divisi in due regni. Non si contamineranno più con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato; li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio” (v.20-23).

Come riferito, il popolo di Dio sarà unito e senza più peccare; esso sarà un popolo consacrato al Signore, perché spariranno tutti loro idoli e non esisteranno mai più.

Quanto segue riferisce la santità del popolo di Dio durante i mille anni, dove, in similitudine, Gesù, indicato come “Il mio servo Davide sarà su di loro e non vi sarà che un unico pastore per tutti; seguiranno i miei comandamenti, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, attraverso i secoli; Davide mio servo sarà loro re per sempre” (Gv.1:49; 12:13).

“Farò con loro un’alleanza di pace, che sarà con loro un’alleanza eterna (v.26; Ebr.8:8). Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre” (v.26; Is.60:22). “In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo (v.27; Ap.21:3). “Le genti sapranno che io sono il Signore che santifico Israele quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre” (v.28).

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Capitolo 38.

Sono rivelate le due guerre: quella di Armagheddon e quella di Gog-Magog.

Con il nome di Gog, principe di Mesech e Tubal, indica il capo dei demoni (Mt.9:34) mentre con i nomi di Mesech e Tubal si indicano la bestia e il falso profeta. Essi saranno diretti dallo spirito di Satana e insieme faranno distruzioni e devastazioni. Tutto avverrà tramite la potenza di Satana; infatti è rivelato che il falso profeta “la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri” (2Tes.2:9), farà davanti alla prima bestia (l’uomo che riceverà il regno). Con il nome di Magog sono indicati i popoli delle nazioni gentili o pagani, adoratori di idoli.

La profezia che segue rivela la prima grande guerra, al compimento della settantesima settimana per Israele (Dan.9:24). Avverrà allora che tutte le nazioni saranno disposte con i loro eserciti per combattere contro Israele, ma all’improvviso, Gesù apparirà nel cielo come un ladro di notte (2Ptr.3:10; Ap.3:3),  insieme alla sua Chiesa (esercito degli eletti e fedeli, Ap.17:14). Gesù e la sua Chiesa li vinceranno (Sal.149:6,9).

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: -Figlio dell’uomo, volgiti verso Gog nel paese di Magòg, principe capo di Mesech e Tubal, e profetizza contro di lui.

Annunzierai: Dice il Signore Dio: Eccomi contro di te Gog, principe capo di Mesech e Tubal, io ti aggirerò, ti metterò ganci alle mascelle e ti farò uscire con tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri tutti ben equipaggiati, truppa immensa con scudi grandi e piccoli, e tutti muniti di spada. La Persia, l’Etiopia e Put sono con loro, tutti con scudi ed elmi. Gomer e tutte le sue schiere, la gente di Togarmà, le estreme regioni del settentrione e tutte le loro forze, popoli numerosi sono con te” (v.1-6).

Quanto sopra profetizzato avverrà al temine del regno satanico, quando Satana dirigerà l’uomo designato a ricevere tutto il suo regno e potere (Ap.13:1-10); insieme faranno “cose che né i suoi padri né i padri dei suoi padri osarono fare…”,  aiutato dal falso profeta: “Devastazione e rovina grande!” (Ger.48:3; Dan.9:27; 2Tes.2:3-8).

Dal verso 7 al 16, la profezia evidenzia il tempo, quando Satana sarà sciolto e liberato nuovamente. Ciò avverrà “Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare” (Ap.20:7,8).

Il Signore Dio rivelò al profeta quello che Lui ha progettato sin dal principio; al tempo stabilito gli ordinerà di prepararsi, perché gli concederà di andare di nuovo contro la Gerusalemme terrena e quella celeste. Satana radunerà allora una moltitudine di popoli e nazioni che, al termine dei mille anni, li condurrà contro Israele, perché è la Terra dove scorre latte e miele (ricchezze infinite), desiderata dalle molte nazioni. Infatti, per moltissimi decenni rimase deserta, solo una parte degli israeliti tornò a possederla nel 1948 e l’altra parte tornerà nell’ultima settimana delle 70, date da Dio per Israele.

Dopo la guerra in Armagheddon, Dio farà nuovi cieli e nuova terra (Is.56:17; 66:22; 2Ptr.3:13) e un residuo di tutti gli israeliti entrerà nei mille anni per diventare una grande moltitudine (Is.60:22).

Infatti, dal verso 7 al 16, il profeta presenta l’avvenimento della guerra indicata come Gog-Magog, al termine dei mille anni. Dio comanderà allora al demone: “Sta’ pronto, fa’ i preparativi insieme con tutta la moltitudine che si è radunata intorno a te: sii a mia disposizione” (v.7).

“Dice il Signore Dio: In quel giorno ti verranno in mente dei pensieri e concepirai progetti malvagi. Tu dirai: Andrò contro una terra indifesa, assalirò genti tranquille che si tengono sicure, che abitano tutte in luoghi senza mura, che non hanno né sbarre né porte, per depredare, saccheggiare, metter la mano su rovine ora ripopolate e sopra un popolo che si è riunito dalle nazioni, dedito agli armenti e ai propri affari, che abita al centro della terra” (v.10-12).

Molti popoli saranno con lui (satana); tutti pronti a combattere per vincere e depredare le ricchezze d’Israele. Mentre il popolo di Dio starà al sicuro, arriverà Gog,( Satana) contro di loro con un grandissimo e potente esercito, indicato in analogia con il nome di Magog, come rivelato, avverrà che: “Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Sul finire dei giorni io ti manderò sulla mia terra perché le genti mi conoscano quando per mezzo tuo, o Gog, manifesterò la mia santità davanti ai loro occhi” (v.16).

Da sempre, Dio ha rivelato, tramite i suoi profeti, la sua volontà. Così Ezechiele, nello Spirito di Dio rivela le due grandi guerre, la prima è Armagheddon e l’ultima è indicata come Gog-Magog.

Dal verso 17 al 21, è indicata la prima grande Guerra, chiamata Armagheddon, “Così dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi, i profeti d’Israele, i quali, in quei tempi e per molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro? Ma, quando Gog giungerà nel paese d’Israele – parola del Signore Dio – divamperà la mia collera. Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un gran terremoto nel paese di Israele: davanti a me tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti franeranno, le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al suolo. Contro di lui, per tutti i monti d’Israele, chiamerò la spada. Parola del Signore Dio. La spada di ognuno di essi sarà contro il proprio fratello. Farò giustizia di lui con la peste e con il sangue: farò piovere su di lui e le sue schiere, sopra i popoli numerosi che sono con lui, torrenti di pioggia e grandine, fuoco e zolfo. Io mostrerò la mia potenza e la mia santità e mi rivelerò davanti a genti numerose e sapranno che io sono il Signore” (v.17-23).

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Capitolo 39.

Dal verso 1 al 5,  la profezia è rivolta contro Gog, cioè il dragone (satana), capo di Mesech e Tubal, cioè della prima e la seconda bestia (Ap.13).

Da notare che, in similitudine, con il nome di Mesech, si riferisce all’uomo che sorgerà dalle nazioni, cioè dai popoli e nazioni pagane o gentili, mentre Tubal indica il falso profeta (che imiterà il Messia), che verrà dalla terra, cioè da Israele.

“E tu, figlio dell’uomo, profetizza contro Gog e annunzia: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Gog, principe capo di Mesech e di Tubal. Io ti sospingerò e ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d’Israele.  Spezzerò l’arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce dalla tua mano destra. Tu cadrai sui monti d’Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d’ogni specie e alle bestie selvatiche. Tu sarai abbattuto in aperta campagna, perché io l’ho detto. Oracolo del Signore Dio. Manderò un fuoco su Magòg e sopra quelli che abitano tranquilli le isole: sapranno che io sono il Signore” (v.1-6).

La profezia è indirizzata a satana, in similitudine Gog e ai due uomini, che saranno comandati da lui. Essi verranno con i loro eserciti dal settentrione, rispetto a Israele. Dio li condurrà nella valle di Giosafat (Gioele 3:11-14), dove i due uomini, la bestia e il falso profeta, moriranno uccisi di spada, insieme ai loro sedotti.

Sempre rivolto al principe di questo mondo e, tramite il profeta, Dio rivela che i suoi due uomini, ritenuti come arco di distruzione nella sua mano, moriranno di spada e saranno dati come pasto per gli uccelli del cielo (Ap.19:17,18).

Dal verso 7 al 10, Dio fa conoscere, tramite il profeta, che mai il nome suo santo sarà profanato tra le genti, anzi, vedendo le opere che Dio compirà in mezzo al suo popolo, riconosceranno che Dio è il santo in Israele (Ap.6:16,17).

Dopo la grande guerra (Armagheddon), quando tutti gli eserciti saranno sterminati, essi lasceranno tutto quello che pensavano che servisse per la battaglia contro  Israele: carri, armi ed equipaggiamento. Israele li spoglierà delle loro attrezzature, come i popoli avevano saccheggiato Israele. Così il popolo di Dio farà fuoco con tutte le armi degli eserciti delle nazioni, non usando legna per sette anni.

Dal verso 11 al 16, viene rivelato anche il luogo della sepoltura di tutti gli eserciti, che andranno per combattere contro Israele e contro l’Agnello di Dio, Cristo Gesù e la sua Chiesa.  Le loro numerose ossa saranno raccolte e seppellite per rendere puro il terreno – “Saranno scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per seppellire con l’aiuto dei viandanti quelli che son rimasti a fior di terra, per renderla pura; cominceranno le ricerche alla fine del settimo mese” (v.14).

Anche il sepolcro di Gog (satana) sarà in Israele: “la valle di Abarìm, a oriente del mare: essa chiude il passo ai viandanti. Lì sarà sepolto Gog e tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamerà Valle della moltitudine di Gog” (v.11).

Nell’abisso o sepolcro, ci sarà satana insieme ai suoi angeli, per tutti i mille anni.

Dal verso 17 al 20, abbiamo la rivelazione del grande banchetto, che Dio ha preparato per tutti gli uccelli del cielo (Ap.19:17,18): “A te, figlio dell’uomo, dice il Signore Dio: Annunzia agli uccelli d’ogni specie e a tutte le bestie selvatiche: Radunatevi, venite; raccoglietevi da ogni parte sul sacrificio che offro a voi, sacrificio grande, sui monti d’Israele. Mangerete carne e berrete sangue;  mangerete carne d’eroi, berrete sangue di prìncipi del paese: montoni, agnelli, capri e tori grassi di Basàn, tutti. Mangerete grasso a sazietà e berrete fino all’ebbrezza il sangue del sacrificio che preparo per voi. Alla mia tavola vi sazierete di cavalli e cavalieri, di eroi e di guerrieri d’ogni razza. Parola del Signore Dio”.

Per tutto quello che Dio farà in quel tempo, Israele vedrà e riconoscerà le sue iniquità, perché giustamente Dio li aveva trattati duramente per tutte le loro nefandezze compiute. Dopo questo riconoscimento, “Secondo le loro nefandezze e i loro peccati io li trattai e nascosi loro la faccia. Perciò così dice il Signore Dio: Ora io ristabilirò la sorte di Giacobbe, avrò compassione di tutta la casa d’Israele e sarò geloso del mio santo nome” (v.24,25).

Il residuo d’Israele si convertirà, riconoscerà che i loro padri uccisero l’autore della vita, Cristo Gesù. Dio li trarrà di mezzo alle nazioni, dove li aveva dispersi e non ne lascerà fuori neppure uno. Li ricondurrà nella Terra promessa, l’abiteranno e nessuno mai più li caccerà fuori. Dio non nasconderà più il suo volto da loro, “perché diffonderò il mio spirito sulla casa d’Israele-. Parola del Signore Dio–“ (v.29).

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Capitolo 40.

Dal capitolo 40 al 48, il profeta Ezechiele descrive quello che Dio gli mostrò, quando, in spirito, lo condusse in Gerusalemme e sul monte Sion.

Gli mostrò come sarà Gerusalemme e il monte Sion nella nuova creazione, quando Dio ricreerà nuovamente i cieli e la terra attuali. Dio farà tutto nuovo,  togliendo la maledizione posta su questa terra, al peccato di Adamo (Gen.3:17).

Nella nuova creazione, il monte Sion sarà il più alto di tutte le montagne del mondo, “Al principio dell’anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là. In visione divina mi condusse nella terra d’Israele e mi pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava costruita una città, dal lato di mezzogiorno” (v.2).

Infatti, al profeta viene rivelata la descrizione della nuova Gerusalemme celeste, che scenderà dal cielo da presso Dio e si poserà sul monte Sion (Ap.3:12; 21:9,10).

“Egli mi condusse là: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per misurare. Quell’uomo mi disse: -Figlio dell’uomo: osserva e ascolta attentamente e fa’ attenzione a quanto io sto per mostrarti, perché tu sei stato condotto qui perché io te lo mostri e tu manifesti alla casa d’Israele quello che avrai visto” (v.3,4).

L’uomo, che Ezechiele vide, era Gesù. Egli gli mostrò quello che dovrà avvenire negli ultimi mille anni.

Gesù mostrò al profeta tutte le misure della città celeste, che scenderà dal cielo da presso Dio: le sue stanze, i suoi pilastri, le sue finestre e porticati. Come Ezechiele la descrive, così sarà la nuova Gerusalemme celeste, dove vivranno per mille anni, Cristo Gesù con i martiri e la sua Chiesa.

La città si poserà sul monte Sion, il monte di Dio, come il salmista e profeta rivela: “Io l’ho costituito mio sovrano sul Sion mio santo monte” (Sal.2:6). Il  Sovrano, che Dio ha costituito, è riferito al Signor nostro Gesù Cristo, Principe e Salvatore, così come è rivelato per bocca del profeta e salmista: “Inoltre, lo costituirò mio primogenito, il più eccelso dei re della terra” (Sal.89:27).

Vide anche le sue 12 porte, il suo interno ed esterno della città, senza tralasciare niente; tutte le misure di ogni particolare della città sono state rivelate.

Fu mostrato al profeta pure il luogo dove dovranno avvenire gli olocausti con gli utensili, che verranno usati e anche tutti gli strumenti, simili a quelli che Salomone fece, quando costruì il Tempio di Dio in Gerusalemme, con le palme disegnate sui pilastri. Ogni cosa venne mostrata al profeta: la bellezza di una città, dove gli israeliti andranno per fare i loro sacrifici e le loro offerte, proprio come avveniva durante il regno di Davide e di Salomone.

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(continua)