Sempre riferendosi ai Giudei, Gesù disse: “Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò” (Mt.21:33).
La vigna del Signore rappresenta Israele.
Isaia profetizzò per essa, rivelando che: “Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica” (Is.5:2).
Gesù continuò a dire che: “Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo” (Mt.21:24,36).
Già circa 600 anni prima, il profeta Geremia rivelò ciò che Gesù dichiarò in parabola “Io inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura e sempre; eppure essi non li ascoltarono e non prestarono orecchio. Resero dura la loro nuca, divennero peggiori dei loro padri” (Ger.7:25,26; 26:5).
Dopo aver parlato insistentemente, tramite i suoi profeti, Israele non volle convertirsi; così negli ultimi tempi, Dio mandò il suo proprio Figlio. Infatti, Gesù continuò sempre in parabola che: “Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero” (Mt.21:37,39).
Al compiersi del tempo stabilito dall’Eterno, “Dio mandò suo Figlio, nato di donna, nato sotto la legge” (Gal.4:4). I Giudei però non lo riconobbero e lo uccisero; così avvenne esattamente come Dio aveva annunciato, allora chiese: “…siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica?” (Is.5:3,4).
Così pure Gesù domandò ai Giudei: “Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: -Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo-. E Gesù disse loro: -Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?” (Mt 21:40–42).
Essi risposero bene, perché avvenne quello che fu profetizzato da Isaia “Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia” (Is.5:5,6).
Circa settanta anni dopo la venuta del Messia si compirono per Israele le profezie a suo riguardo circa la loro malvagità ed incredulità verso il Figlio di Dio.
Infatti, Gesù gli disse: “Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà-. Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta” (Mt.21:43,45).
Il regno di Dio passò ai gentili (popolo non Ebrei), quando gli apostoli videro che tutto Israele e Giuda rifiutavano la Grazia, allora: “Paolo e Barnaba dissero con franchezza: -Era necessario che a voi per primi si annunciasse la Parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri” (At.13:46). La Grazia passò a noi, appartenenti alle nazioni gentilii, che non conoscevamo Dio.
Così molti fino ad oggi riconoscono la verità e la seguono. Israele non riconobbe il Cristo di Dio, annunciato per prima ai Giudei e poi a tutto Israele, così fu detto che Egli è “la pietra che è stata da voi costruttori (giudei) rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare” (At.4:11). Gesù è la Pietra vivente e angolare (Mrc.12:10), che a tutti noi è raccomandato: “Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa” (1Ptr.2:4).
Chi crede in Gesù, non resterà confuso, ma per tutti gli increduli sarà: “…pietra d’inciampo e sasso di ostacolo-. Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati” (1Ptr.2:8).
Ricordiamoci che Dio ha determinato un tempo di salvezza per i gentili o stranieri, che presto terminerà, quando la Chiesa o sposa sarà portata via: quelli già trapassati risusciteranno prima, poi noi viventi verremo rapiti, “Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui… Quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore” (1Tes.4:14,17).
Credi alla Parola degli apostoli, che hanno parlato tramite lo Spirito di Dio, affermando “Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo” (1Tes.4:15,16).
Chi rimane incredulo, non entrerà nel regno di Dio e di Cristo, ma la sua “parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Ap. 21:8). Oggi è il giorno della salvezza e conviene imparare da Cristo: “esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, finché si può dire: -Oggi-, perché nessuno di voi si indurisca per inganno del peccato” (Ebr. 3:13; 2Cor.4:4).
Fai tua la Parola di verità, aprendo il tuo cuore e riconoscendo la sola verità, che procede da Dio e allora riceverai tutte le promesse “sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da un’interpretazione personale” (2Ptr.1:20).