“Allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo affinché fossimo, santi e irreprensibili” (Ef.1.4)

A tutti i fedeli ed eletti (Ap.17:14), nella fede del nostro Signor Gesù Cristo, vogliamo ricordare che siamo giunti al tempo della fine.

Nella Lettera all’angelo della chiesa di Laodicea (ultimo periodo della Grazia), Gesù parla dei tempi che stiamo vivendo. Egli ci esorta a cambiare il nostro modo di pensare egoistico e di comprare da lui ciò che abbiamo bisogno: ricchezze (la Parola di Dio), vestiti bianchi (non contaminati) e collirio (lo Spirito), affinché i nostri occhi vedano la verità e non restino offuscati dalle bugie di satana.

Gesù ancora ci esorta a vegliare e a pregare per essere ritenuti degni di scampare a tutte le cose che stanno per accadere (Lc.21.36) e di comparire davanti a Cristo, il Signore, senza macchia o ruga, né alcunché di simile, ma santi e irreprensibili (Ef.5:27), “Vegliando e stando fermi nella fede, comportandoci virilmente, essendo forti” (1Cor.16:13),  per non essere trovati tiepidi e infine rigettati da Cristo (Ap.3:16)

Vi invitiamo così a prendere coscienza della verità, data a noi attraverso i profeti, Gesù e gli apostoli, considerando che una dopo l’altra le profezie si avverano sotto i nostri occhi. A noi resta che ravvederci, ritornando a quanto ci è stato insegnato dalle Scritture, mettendo in pratica tutti i comandamenti, senza tralasciare alcuna cosa degli insegnamenti apostolici, fondati sul nuovo Patto compiuto col il sangue di Gesù, versato per il perdono di molti (Mt.26.28).

Noi tutti che siamo “stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Ef.2:20; 2Ptr.3:2; Giuda 17), vivremo eternamente con Cristo e, dove Lui è, noi saremo (Gv.14:3; 2Cor.6:17).

Se anche tu ti trovi tra i pochi eletti, che hanno intrapreso la strada stretta e angusta (Mt.7:14), non ti arrendere, perché solo “chi persevererà sino alla fine, sarà salvato” (Mt.24:13).

Gli eletti e fedeli (Ap.17:14) sono quelli che sono stati lavati e imbiancati nel sangue prezioso di Cristo Gesù (1Ptr.1:19), essendo stati battezzati nel Nome di Gesù Cristo (At-2:38; 10;48; 19:5), non tornano indietro! Quelli che si sono “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo” (Ef.6:11), saranno ritenuti vincitori per poter ereditare tutte le promesse (Ap.21:7).

Prendiamo con noi l’armatura di Dio, ma se camminiamo nella carne, la troveremo pesante e ingombrante, ma se invece camminiamo nello Spirito, sarà Gesù il nostro aiuto e tutto diventa facile e leggero  “poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Mt.11:30).

Non guardiamo alle bellezze effimere del mondo, perché “il mondo passa via con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1Gv.2:17).

Sforziamoci per entrare nel regno dei cieli (Lc. 13:24). Gesù ci ammonisce che occorre sempre “osservare tutte le cose che io vi ho comandato” (Mt.28.20). Mettere in pratica la sua Parola è indispensabile, perché chi riceve la parola di Dio in un buon terreno fertile (uno spirito ben disposto a servire Dio), porterà frutto in abbondanza (Mt.13:9), alla gloria di Dio.

Per entrare nel regno dei cieli, dobbiamo lasciare ogni cosa carnale, ovvero tutti i desideri della carne e camminare nello Spirito, in fedeltà al Dio vivente e santo. L’apostolo Paolo testimonia che: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal.2:20).

Ricorda solo che chi rinuncia a se stesso e prende la sua croce, può diventare discepolo di Cristo Gesù (Mt.16:24), ciò vuol dire: “Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che cioè colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato” (1Ptr.4:1).

Come si può rinunciare a se stessi? Spogliandosi del proprio ego, divenendo come dei piccoli fanciulli (Mt.18:3) semplici, senza malizia, fedeli e ubbidienti “Perciò, deposta ogni impurità e resto di malizia, ricevete con mansuetudine la parola che è stata piantata in voi e che può salvare le anime vostre” (Gcm.1:21).

Riceviamo la Parola di Dio in un cuore semplice con gioia e metterla in pratica, in ubbidienza assoluta a Dio.