“Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni” (Mt.16:27).

Quante volte abbiamo pensato che tutto quello che sto facendo non ha alcuna importanza o senza conseguenza e non è peccato, senza considerare che noi veniamo premiati o giudicati tutti secondo le opere, che abbiamo compiuto durante la nostra vita sulla terra.

Quali sono le azioni che noi dobbiamo compiere?

Certamente quelle di fare sempre il bene con costanza, per giungere a ricevere “gloria, onore e immortalità” (Rom.2:7).

Inoltre sappiamo che Dio dà doni a coloro che riconosce come suoi figli (Ef.4:8; Ebr.12:6), ma avverrà che, alla fine, Dio chiederà conto a tutti come abbiamo usato la sua Grazia, sia nel poco che nel molto, come è confermato: “Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica” (1Cor.3:8).

Facciamo però attenzione, perché Dio ha già prestabilito per ognuno di noi le opere che dobbiamo compiere: “infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Ef.2:10). Occorre quindi impegnarsi, perché ognuno di noi deve far fruttare il dono ricevuto. Inoltre lo Spirito Santo opera diversamente in ognuno di noi: “Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito” (1Cor.12:4).

Chi ha ricevuto lo Spirito Santo non resta inoperoso, perché ogni dono è dato “…per l’edificazione della comunità” (1Cor.12:12). Tutti i figli di Dio abbondano in opere buone, visibili a tutti per la gloria di Dio “Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv.3:21), come è confermato: “Così pure, anche le opere buone sono manifeste; e quelle che non lo sono, non possono rimanere nascoste” (1Tmt.5:25).

Molti si definiscono figli di Dio, ma le loro opere sono contrarie al vangelo di Cristo, convinti “di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre” (Rom.2:19). Ebbene, “Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna” (Mt.25:46), perché  Dio “…renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Rom.2:6). Solo chi fa la volontà di Dio, entrerà nel regno dei cieli, perché Gesù conferma: “Non  chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt.7:21).

 Molte comunità, senza alcuna conoscenza spirituale, insegnano che non occorre fare opere dopo essere salvati, perché è solo per grazia, ma l’apostolo Giacomo riprende:  “Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? “ (Gcm.2:20). Amen! Infatti, abbiamo accertato che Dio ha preparato già le nostre opere, perciò dobbiamo compierle, senza alcuna giustificazione.

Gesù presentò una parabola, dove ad ognuno dei servi fu assegnato dei talenti dal padrone, secondo le proprie capacità: ad uno dieci, ad un altro cinque e all’ultimo, uno. Tutti fecero fruttare il doppio di quello ricevuto, mente quello che ne ricevette un solo talento, glielo riportò scusandosi: “per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo”. Gesù però lo rimproverò, ordinando che: “il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti” (Mt.25:25-30).

Da notare che Gesù, allo stesso modo, compì le opere che il Padre gli aveva dato da fare, come affermò: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua” (Gv.4:34). Noi dobbiamo imitare Cristo Gesù, nostro Maestro e Signore, perciò dobbiamo camminare come Egli visse in santità e in ubbidienza al Padre (1Gv.2:6), perché: “È più facile che passino cielo e terra, anziché cada un solo apice della legge” (Lc.16:17).

La Parola di Dio è la legge divina a cui noi dobbiamo ubbidire, senza alterarla secondo il nostro pensiero, ma essere fedeli in giustizia e santità, per “Non deviare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male” (Prv.4:27).

Dobbiamo prepararci ed essere pronti per il gran giorno, quando Gesù apparirà sulle nuvole per accogliere tutti i santi per “…incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore” (1Tes.4:17).

Siamo stati avvertiti “Anche voi siate pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate” (Lc.12:40).

Teniamoci pronti, vegliando e pregando in ogni istante!