L’apostolo rivela che quello che avveniva durante il tempo della legge, data tramite Mosè, era solo un ombra dei futuri beni, ovvero della Grazia, che oggi tutti noi abbiamo ricevuto.

Tutti i sacrifici per i peccati, che i sacerdoti compivano per il popolo, usando il sangue di tori e di capri, serviva solo a coprirli e non cancellarli. Infatti, il ricordo dei peccati veniva ripetuto annualmente, perché era impossibile la perfezione, che in seguito Cristo ha compiuto sulla croce.

Dio aveva stabilito ogni cosa a suo tempo,  perciò “quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge” (Gal.4:4).

“Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: – Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.  Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.  Allora ho detto: Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà. Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” (v.5-10).

Quando Dio mandò suo Figlio nel mondo, preparandogli un corpo nel seno di Maria vergine (Lc.1:32-35), lo fece affinché fosse dato in un unico sacrificio per sempre. Infatti, Dio ha tanto amato il mondo, che diede il suo unigenito Figlio, per salvare tutti quelli che credono in Lui (Gv.3:16; 1:12; Ef.1:4).

Mentre con la legge il sacerdote ogni giorno compiva il culto e offriva sacrifici per il peccato del popolo, ma senza eliminarli, “Egli (Gesù)  al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio,  aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi” (v.12,13). Gesù ha compiuto quello che la Legge non poteva completare con il sacrificio di animali, perciò con la sua morte e risurrezione ha reso perfetti per sempre, quelli che ha santificato.

Tutto questo ci viene attestato dallo Spirito Santo: “Infatti, dopo aver detto: Questa è l’alleanza che io stipulerò con loro dopo quei giorni, dice il Signore: io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente, dice: E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità. Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato” (v.16-18).

Avendo ricevuto la riconciliazione per mezzo di Cristo Gesù (2Cor.5:18), abbiamo  “piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (v.19-22).

Gesù è il nostro “gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede” (Ebr.4:14) Nessuno può uguagliare “l’apostolo e il sommo sacerdote della nostra confessione di fede, Gesù Cristo” (Ebr.3:1). Egli rimane Sacerdote in eterno, “secondo l’ordine di Melchisedek” (Ebr.5:6). È attestato che Cristo Gesù, non si prese da sé la gloria di diventare Sommo Sacerdote, ma la ricevette da Dio, “da colui che gli disse: -Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato-“ (Ebr.5:5).

Dio è fedele e le sue promesse tutte quante, sono verità.

Incoraggiamoci a vicenda nelle opere buone, non allontanandoci dai nostri fratelli nella fede, Gesù disse: “chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello, sorella e madre” (Mt.12:50). Forse qualcuno trova piacere nel separarsi dai suoi familiari? Ricordiamoci che noi siamo “dei santi e membri della famiglia di Dio” (Ef.2:19). Uniamoci nel suo Spirito, “affinché con una sola mente e una sola bocca glorifichiate Dio, che è Padre del nostro Signore Gesù Cristo” (Rom.15:6).

Il giorno del nostro incontro con Gesù è molto vicino. Non dimentichiamo  di essere pronti con le nostre lampade ripiene dell’olio (Mt.25:1-13), perché se mancasse lo Spirito Santo, come potremmo vedere la via da percorrere? (Sal.119:105).

Non ignoriamo che: “se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell’alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?” (v.16-29).

Chi rimane nella menzogna, non entrerà nel regno di Dio e di Cristo (Col.1:13; Ap.21:8), il tempo per la salvezza sta per terminare, se non saremo pronti subiremo l’ira di Dio contro tutti i disubbidienti (Tito 1:16; Rom. 2:8).

Gesù sta per tornare e ci avverte: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere” (Ap.22:12). Le opere vanno di pari passo con la fede, perché “la fede senza le opere è morta” (Gcm.2:26).

Tutti i figli di Dio sono stati e lo saranno fino alla fine perseguitati (2Tmt.3:12), ma stiamo fermi, perdoniamo e saremo perdonati; “infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente!” (v.30,31).

Dio ricompenserà tutti i suoi figli (Col. 3:24). Gesù ha promesso di stare con noi fino alla fine (Mt. 28:20), in ogni lotta, fra insulti e sofferenze, sapendo che il Signore ha provato “la morte a vantaggio di tutti” (Ebr.2:9). Un grande incoraggiamento ci viene dato, ascoltiamolo!

“Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto vivrà mediante la fede; ma se indietreggia, la mia anima non si compiace in lui.  Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima” (v.36-39).