“Ricordati che come argilla mi hai plasmato e in polvere mi farai tornare” (Gb.10:9). “Tu fai ritornare l’uomo in polvere e dici: -Ritornate, figli dell’uomo-” (Sal.89:3).
Anche se molti confidano negli uomini per risolvere problemi, hanno dimenticato però di essere solo polvere e incapaci di ricevere aiuto dai propri simili.
Tanti credono di poter gestire la loro vita e la morte come piace. Nessuno può negare di aver sentito politici e scienziati affermare ultimamente che con il vaccino abbiamo salvato molte vite, ma essi non riconoscono che se Dio “…richiamasse il suo spirito a sé e a sé ritraesse il suo soffio, ogni carne morirebbe all’istante e l’uomo ritornerebbe in polvere” (Gb.34:14,15).
Il mondo intero è stato ingannato dalla scienza umana, affidandosi totalmente ad essa per il benessere e il progresso civile; così l’uomo, formato dalla polvere, crede di essere salvato da un’altra polvere. Dimenticano volutamente che Dio dichiara: “Sono io che dò la morte e faccio vivere; io percuoto e io guarisco e nessuno può liberare dalla mia mano” (Deut.32:39), “…Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte; conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire” (Sap.16:13).
Anche chi si definisce cristiano evangelico (seguace del vangelo), crede che l’essere umano abbia il libero arbitrio. Infatti, credono che possono fare tutto quello che vogliono, avendo l’opportunità decisionale anche della loro vita. Essi perciò confidano totalmente nelle cure mediche, ma non sanno però che costantemente era Dio che guariva Israele e, da sempre, la sua Parola conserva coloro che credono in Lui.
Da quando fu tratto fuori dalla schiavitù degli Egiziani, il popolo di Dio fu guidato e protetto da Dio, come affermato: “Io vi ho condotti per quarant’anni nel deserto; i vostri mantelli non vi si sono logorati addosso e i vostri sandali non vi si sono logorati ai piedi” (Deut.29:4), “…Non li guarì né un’erba né un emolliente, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana” (Sap.16:12).
Perché non prendiamo esempio dal popolo israelita, sul quale noi siamo stati innestati? (Rom.11:24). Infatti, “Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi” (1Cor.10:11). Dio era con il suo popolo, li guidava di giorno con una nuvola e di notte con il fuoco, che andava davanti a loro (Eso.13:22).
Crediamo forse che Dio sia cambiato, niente affatto, perché “la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli” (Sal.102:17). Come è scritto, siamo arrivati alla fine dei tempi, perché l’apostasia si è molto sviluppata e si è diffusa ovunque, cambiando la verità di Dio in menzogna (Rom. 1:25), ”Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore” (Ger.29:9).
Facciamo attenzione: “Esaminiamo la nostra condotta e scrutiamola, ritorniamo al Signore. Innalziamo i nostri cuori al di sopra delle mani, Dio nei cieli” (Lam.3:40,41). Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati (1Cor.11:31). Ricordiamoci che Dio “…renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Rom.2:6) e soprattutto in ogni istante di essere solo polvere (Gen.3.19).