Dio prova la nostra fede.
Dio ci ama e ci avverte, perché l’Eterno non fa alcuna cosa se prima non ci ha avvertito, con la sua Parola, tramite i suoi servi, i profeti (Amos 3:7). Infatti, l’apostolo riferisce “Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano” (1Ptr.4:12).
L’apostolo Paolo, a proposito, afferma di se stesso: “Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte” (2Cor.12:10).
Quando siamo provati, soffriamo, perciò risultiamo deboli nel corpo, ma se la nostra fede è forte in Cristo, allora supereremo ogni difficoltà.
A che cosa serve la prova?
“Perché l’Eterno corregge colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce” (Prv.3:12). Dio ci prova per correggerci, perché ci ama, proprio come un padre ama il proprio figlio.
In questi ultimi anni, pochi sono i genitori che correggono con castighi i propri figli, ma Dio ci esorta come figli, dicendoci: “<Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio” (Ebr.12:5,6).
I nostri padri, che ci hanno generato, ci hanno corretto per un breve tempo, secondo il loro pensiero, ma Dio “ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebr.12:10).
Nessuno prova allegria quando viene ripreso, anzi si è molto tristi, come afferma l’apostolo: “Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo” (Ebr.12:11). Infatti, mentre attraversiamo la prova non ci rendiamo conto della correzione e, molte volte, ci troviamo in grande tristezza nello spirito, ma sappiamo che: “La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte” (2Cor.7:10). Dobbiamo quindi riconoscere e ricordare “…che la prova della vostra fede produce costanza” (Gcm.1:3).
Se soffriamo per le cose di questo mondo, che premio né avremo? Anzi, il soffrire per il mondo, produce in noi la morte, mentre se soffriamo per Cristo, secondo il proposito di Dio, noi saremo trovati vittoriosi.
Quando noi riceveremo l’aiuto dello Spirito, solo allora potremo proseguire nella costanza e, di certo, avverrà: “Beato l’uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che l’amano” (Gcm.1:12). Molti credenti accettano la Parola, ma quando arriva la prova della loro fede, si ritirano e ritornano al mondo (Mt.13:20,21). Tutti quelli che invece amano e credono nella Verità, devono sapere che “la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo” (1Ptr.1:7).
Lo Spirito Santo viene sempre in aiuto ai figli di Dio; la prova è per dei brevi periodi della nostra vita, “Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria” (2Cor.4:17). Dio ci ama e ci considera come suoi figli “Riconosci dunque nel tuo cuore che, come un uomo corregge suo figlio, così l’Eterno, il tuo DIO, corregge te” (Deut.8:5). Se restiamo fedeli, riceveremo la corona di gloria (1Ptr.5:4).
È meglio essere ripresi e corretti da coloro che Dio mette al suo servizio, che essere lusingati dal mondo. Infatti, Salomone rivela quello che è meglio per noi: “Chi riprende qualcuno troverà poi maggior favore di chi lo adula con la lingua” (Prv.28:23).
Abrahamo superò alla grande la prova, che Dio gli diede e divenne Amico di Dio (Gcm.2:23), “Per fede Abrahamo, messo alla prova, offrì Isacco e colui che aveva ricevuto le promesse offrì il suo unigenito” (Ebr.11:17).
Non ci lasciamo abbagliare dal nemico della nostra anima, perché egli sa bene che se noi riusciamo a superare la prova, saremo beati, perciò è intorno a noi per vedere se può divorarci, usando il dubbio e insinuando che non ce la farai mai.
Rispondiamo usando la Parola di verità. Dio manda i suoi angeli in nostro soccorso, perché è scritto: “Non sono essi tutti spiriti servitori, mandati a servire per il bene di coloro che hanno da ereditare la salvezza?” (Ebr.1:14). Ricordiamo sempre che Dio “Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge” (Sir.18:13), perciò anche se la prova produce afflizione nel momento, ma alla fine risulterà “…per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria” (2Cor.4:17).
Non scoraggiamoci, ma proseguiamo avanti il cammino in santità e con fede, affidandoci sempre a Dio, così arriveremo alla vittoria in Cristo, perché “Il Signore ama il suo popolo, incorona gli umili di vittoria” (Sal.149:4).