Salomone rivela ciò che il loro cuore macchina contro il giusto “-Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l’educazione da noi ricevuta.  Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti; ci è insopportabile solo al vederlo… Condanniamolo a una morte infame, perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà-.

La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure” (Sap.2:12-22).

Alla fine tutti saranno giudicati, “… ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Ap.20:11-15).

Confermato che gli empi: “Si presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati; le loro iniquità si alzeranno contro di essi per accusarli” (Sap.4:20), “… poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino” (Sap.3:19).

Mentre “Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto” (Sap.3:1-6).

Salomone, fu l’uomo più sapiente di qualsiasi altro uomo vissuto a quei tempi in Israele. Più grande di lui è Cristo Gesù, il quale attestò che: “La regina del mezzogiorno risusciterà nel giudizio con questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c’è uno più grande di Salomone” (Mt.12:42; 1Re 10:1-13).

 “DIO concesse a Salomone sapienza, una grandissima intelligenza e una mente vasta come la sabbia che è sulla riva del mare… Pronunciò tremila massime e i suoi inni furono millecinque. Parlò degli alberi, dal cedro del Libano all’issopo che spunta dalla muraglia; parlò pure degli animali, degli uccelli, dei rettili, dei pesci. Da tutti i popoli veniva gente per udire la saggezza di Salomone, da parte di tutti i re della terra che avevano sentito parlare della sua saggezza” (1Re 4:29-34).

Gli uomini senza conoscenza spirituale hanno giudicato non autentici le rivelazioni e gli insegnamenti di un uomo che da Dio ricevette la cosa più preziosa, ovvero sapienza e intelligenza spirituale.  Chi non ha la sapienza da parte di Dio non può distinguere le cose che procedono dallo Spirito, perciò i due libri degli scritti di Salomone, chiamati dagli uomini Sapienza e Siracide sono stati giudicati non canonici da coloro che erano e sono carnali, senza lo Spirito di Dio.