“Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato” (Col.1:18). Gesù ha amato la sua Chiesa, dando se stesso per lei, per renderla santa, “…per farla comparire davanti a sé una Chiesa gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef.5:26,27). Chi commette delle iniquità, non farà parte della sposa o Chiesa di Cristo, perché non è santo. Non ci illudiamo, perché come il Capo (Cristo) è santo, noi se vogliamo appartenerGli, dobbiamo essere santi, “…come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta” (1Ptr.1:15).
Dio desidera che tutti quelli che ha scelto, vivano in santità, ordinando per prima ad Israele “Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo” (Lev.19:2). Ripetuto in seguito dagli apostoli, alla chiesa acquistata con il prezioso sangue di Cristo Gesù “…poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo” (1Ptr.1:16). Essere santi, puri di cuore e irreprensibili, ordinandoci di camminare, come Cristo camminò (1Gv.2:6).
Ricordando sempre che “…se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio… essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna” (1Ptr.1:17-23).
La fede è venuta meno (Mt.24:12) per la scienza e la tecnologia mondiale. Infatti, Gesù rivelò alla chiesa del periodo di Filadelfia, quello che doveva accadere nel periodo successivo dell’attuale chiesa di Laodicea, che: “…nell’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra” (Ap.3:10). Tutto questo sta avvenendo, perché l’uomo è preso dalle molteplici comodità prodotte dalla scienza e si è abituato a non aver bisogno di Gesù.
Infatti, il Signore si interrogò se troverà la fede sulla terra, al suo ritorno? (Lc.18:8). Gesù conosceva gli ultimi tempi, che per opera dell’apostasia, la fede veniva meno nel mondo, come l’apostolo rivelò: “…apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni” (1Tmt.4:1).
Sono divenuti perciò tiepidi (Ap.3:16-18), perché si sentono ricchi spiritualmente, mentre Gesù li ritiene poveri, nudi e ciechi. Essi servono due padroni (si professano seguaci di Cristo, ma amano il mondo), “…perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona” (Mt.6:24).
È bene che ognuno di noi si esamini, per vedere se la luce, che è in noi, non sia tenebre, come Gesù consiglia “Sta’ quindi attento che la luce che è in te non sia tenebre” (Lc.11:35). Dobbiamo quindi controllare a quale luce apparteniamo: a quella falsa o a quella vera.
La luce falsa è così forte da accecare (fatta di menzogne), da far rimanere nelle tenebre, mentre la Luce vera è quella che: “…splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta” (Gv.1:5). Badiamo bene che la vera Luce sia in noi e, se essa esiste in noi, di sicuro non saremo confusi e le tenebre non possono sopraffarci.
Ricordiamoci che questo avviene solo se rimaniamo estranei a tutto quello che esiste in questo mondo di tenebre.
In quell’epoca, l’apostolo Paolo era insidiato dai Giudei, mentre noi siamo insidiati dal mondo che ci circonda, perciò “…servendo il Signore con ogni umiltà, e con lacrime, tra le prove venutemi dalle insidie dei Giudei” (At.20:19), con la forza che Dio mette in noi, supereremo le prove e vinceremo ogni battaglia.
A Dio sia la lode e la gloria!