I figli di Dio non mendicheranno mai il pane.
“Il Signore non permette che il giusto soffra la fame, ma respinge insoddisfatta l’avidità degli empi” (Prv.10:3). A riguardo Gesù ordinò: “Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt.21-34).
Il salmista, profeta e re Davide testimoniò che “Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane” (Sal.37:25).
Se ti trovassi in difficoltà, non chiedere elemosina a destra e a sinistra, ma volgi il tuo sguardo in alto, considera e credi nel Dio Altissimo, perché “ Gli occhi dell’Eterno sono sui giusti e le sue orecchie sono attente al loro grido” (Sal.34:15). Ricorda come Dio, in tempo di carestia, nutrì il profeta Elia, tramite un corvo, assicurandogli che “Tu berrai al torrente, e io ho comandato ai corvi che là ti diano da mangiare”. Cosi avvenne: “I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente” (1Re 17:4,6).
Non temere, quando sei nella prova, perché a Dio tutto è possibile.
Egli vede le tue difficoltà e ti soccorrerà presto. Se hai confidato e creduto con fede, che Dio provvederà alla tua vita, però prima chiedi che ti dia tutto quello che viene dall’alto e allora riceverai anche quella che è qui sulla terra. Dio ti benedica!
Non pensate che Dio non farà giustizia, contro chi perseguita i Suoi figli, “Poiché sta scritto: -A me la vendetta; io darò la retribuzione-, dice il Signore” (Rom.12:19).
Quando attraversi una prova, quando sei perseguitato, quando tutti ti disprezzano, perché credi nella verità, non temere, “Perciò trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi” (1Ptr.4:4). Ricordati che Gesù, il Figlio di Dio, il Re dei re, ha pagato tutti i tuoi e i miei peccati. Egli ha subito il flagello dal popolo giudaico, dando “la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Mt.20:28). Egli subì la croce senza alcuna reazione avversa, anzi “Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto agli insulti e agli sputi” (Is.50:6).
Se consideriamo l’angoscia che Gesù provò, quando “l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca” (Is.53:6-7). Per noi subì la croce, senza aver fatto alcun male; fu abbandonato da Dio, quando sulla croce si caricò dei nostri peccati (Mt.27.46). Diede la Sua vita in sacrificio, per trarre dalla morte i molti e per dare loro una vita in abbondanza (Gv.10:10), perché – “Infatti a noi si addiceva un sacerdote come quello: santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al disopra dei cieli” (Ebr.7:26).
Consoliamoci quando ci perseguitano, perché saremo beati (Mt.5:10) e anche se “perseguitati, ma non abbandonati; atterrati, ma non uccisi” (2Cor.4:9). Sappi che “Gli occhi dell’Eterno sono sui giusti e le sue orecchie sono attente al loro grido” (Sal.34:15).
“Dio non renderà forse giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti?” (Lc.18:7). Non tarderà affatto “Poiché è cosa giusta presso Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione “ (2Tes.1:6).