“Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo” (1Tes.5:23).

Il nostro spirito è il soffio di Dio.

“Dio Il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente” (Gen.2:7).

Per comprendere meglio il significato, occorre prima specificare la struttura e la composizione dell’uomo, analizzando in generale le sue parti e le sue rispettive funzioni.

L’intero nostro essere comprende tre parti principali: il corpo, composto da Dio, prese vita quando l’Eterno gli soffiò nelle narici uno spirito, così nell’uomo si formò un’anima vivente, ovvero eterna. Quindi l’uomo vive fino a quando in lui ci sarà il soffio di Dio ma: “Se egli richiamasse il suo spirito a sé e a sé ritraesse il suo soffio, ogni carne morirebbe all’istante e l’uomo ritornerebbe in polvere” (Gb.34:14,15).

L’uomo è formato dallo spirito o soffio di Dio, dall’anima che dovrà dar conto di tutto quello che ha compiuto sulla terra e dal corpo che tornerà al suo stato primitivo, cioè polvere, che il credente deve mantenere ogni parte irreprensibile (1Tes.5:23).

Ciascuna suddivisione ha la propria funzione e relazione reciproca con le altre.

ll corpo è la parte fisica, involucro esterno che è in contatto con il mondo materiale;

l’anima è la parte di noi eterna, sede della nostra personalità, dedicata alla nostra volontà, attraverso i nostri pensieri della mente, oggetto di desideri, emozioni e sentimenti;

infine lo spirito è la parte più nobile, che ci mette in relazione con lo Spirito di Dio.

Lo spirito dell’uomo non è sinonimo dell’anima e non è da confondere con lo Spirito Santo. Gli elementi caratteristici dello spirito umano sono la coscienza, rivelazione e la comunione.

La coscienza è lo strumento del discernimento, capace di distinguere il bene dal male e rimane indipendente dalle opinioni provenienti dalla carne. Lo spirito, essendo il soffio di Dio, non ha comunione con il male, così quando l’uomo fa il male, la coscienza alza la sua voce accusatrice.

La rivelazione è tutto quello che procede da Dio, che viene svelato al nostro spirito, solo se unito alla Spirito Santo, perché è capace di percepire le rivelazioni divine.

La conoscenza spirituale giunge a noi senza alcun aiuto da parte dell’intelligenza, dei sentimenti o della volontà carnale, che rimane solo una conoscenza razionale. E’ fondamentale per il cammino spirituale dei credenti riconoscere ciò che viene dallo Spirito da quello che viene dalla carne. Gesù è l’unico che ha accesso al nostro spirito, come affermò: “Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore” (Gv.10:2). Chi può invece avere l’accesso alla mente umana sono i demoni, come Gesù confermò: “In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante” (Gv.10:1). Essi però non hanno accesso al nostro spirito, che è il soffio di Dio, ma usano solo la parte materiale per sedurre la mente, attraverso la concupiscenza degli occhi, stimolando i sensi e i piaceri, soggiogando la volontà, come fu con Eva.

Più volte Gesù terminò i suoi messaggi con l’esortazione: “Chi ha orecchi per udire, oda” (Mt.11:15) a sottolineare che è mediante le rivelazioni dello Spirito di Dio, che conosciamo tutta la sua Parola per poi metterla in pratica.

La comunione è l’adorazione a Dio.

Gli organi dell’anima non sono competenti per comprendere ciò che procede dallo Spirito. Solo con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo ascoltare le rivelazioni al nostro spirito, che comunica all’anima il messaggio ricevuto dalla Parola procedente da Dio, risultandone edificata. Senza lo Spirito non si può ricevere alcuna informazione spirituale, così rimaniamo solamente con il nostro pensiero, con i nostri sentimenti o con le nostre emozioni carnali.

Prima della nuova nascita in Dio, lo spirito è separato e bloccato da ogni cosa spirituale, perché è talmente soffocato dall’anima e dalle concupiscenze del corpo, che non gli è possibile distinguere da dove procedono le emozioni, perciò avviene la confusione tra spirituale e carnale.

A tal proposito, numerosi sono quelli che sostengono di aver ricevuto da Dio, quando invece tutto procede dalla loro mente; infatti, Dio disse a Geremia: “Quei profeti profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho mandati, non ho dato loro nessun ordine, e non ho parlato loro; le profezie che vi fanno sono visioni menzognere, divinazione, vanità, imposture del proprio cuore” (Ger.14:14). Essi hanno uno spirito non rigenerato, perché ciò che è in loro è solo menzogna, che viene dal nemico. Inoltre credono che il loro pensiero sia quello di Dio e si convincono che Dio gli ha parlato e affermano con forza che quello che dicono sia verità.

Chi non ha lo Spirito Santo è morto spiritualmente (1Tes.5:23), perché egli vive in funzione della propria mente, che conduce direttamente alla morte: “infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo” (Rom.8:7), perciò chi cammina secondo la carne è nemico di Dio. I carnali non conoscono le funzioni dello spirito, perché l’hanno soffocato, escluso e ignorano che:  ”…nell’uomo c’è uno spirito, ed è il soffio dell’Onnipotente che dà loro intendimento” (Gb.32:8).

L’intendimento è l’intelligenza spirituale, che manca a tutti quelli che agiscono secondo la carne, perché il loro spirito, che serve per comunicare con Dio, è morto e occultato da tutti i desideri della carne.

Il nostro spirito riprende la sua funzione originaria, solo quando facciamo morire tutti i desideri insani del corpo e veniamo rigenerati dallo Spirito. Dopo la rigenerazione, è indispensabile per il credente far propria la Parola di Dio, perché essa è una spada a doppio taglio, capace di dividere lo spirituale dal materiale: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla…” (Ebr.4:12).

Le giunture e le midolla sono parti del corpo; Dio attraverso la Sua Parola viva ed efficace, separa: anima, spirito e corpo.

Il corpo per i santi di Dio è il suo tempio;

l’anima è immortale e viene giudicata tramite le opere compiute quando era nel corpo. Erediterà la vita eterna, se compie il bene e la condanna eterna, se opera il male; infatti, “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Rom.2:6), “Gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna” (Dan.12:2).

Non dimentichiamo che anche sotto il dominio dell’anima, lo spirito continua ad esistere come un organo del nostro essere, ma è improduttivo, come morto.

Riassumendo, Dio ha dotato l’uomo di tre elementi, che hanno una propria funzione distinta e una differente destinazione:

il corpo o la carne, ritornerà alla terra e terminerà in polvere (Gen.3:19).

L’anima che è eterna non morirà mai; infatti, in similitudine, Gesù paragona l’anima a un verme (Mrc.9:44; Is.66:24), che dovrà rendere conto a Dio (Rom.14:12), che giudicherà di ogni parola, pensiero, sentimento, decisione e opera compiuta nel tempo della vita terrena, in bene o in male (Gv.3:19; 1Tmt.5:25; Ap.22:12).

Lo spirito, che è il soffio di Dio, ritornerà a Dio, che lo ha dato: “Ma nell’uomo c’è uno spirito, ed è il soffio dell’Onnipotente che gli dà intelligenza” (Gb.32:8). La funzione del soffio di Dio (spirito) è quella di ricevere da Dio sapienza, intelligenza e conoscenza spirituale, “…perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete” (Rom.8:13).

Per tutta la durata della vita dell’uomo sulla terra, può avere contatto con Dio solo tramite lo spirito, ma quando l’uomo muore (Gb.34:14), “La polvere torni alla terra com’era prima, e lo spirito torni a Dio che l’ha dato” (Eccl.12:7; Sal.104:29).