“Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvare l’anima” (Ebr.10:39).
La nostra fede e la nostra costanza nel camminare come Cristo camminò, ci fa arrivare alla meta, “Ancora a un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà e non tarderà” (Ebr.10:37).
Quando il vangelo sarà predicato “in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine” (Mt.24:14). Molti sono gli increduli che si beffano della Parola di Dio, come rivelato dall’apostolo: “Questo anzitutto dovete sapere, che verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo le proprie passioni e diranno: -Dov’è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione-“ (2Ptr.3:3,4). Non si rendono conto del tempo stabilito da Dio per ogni cosa che ha creato, ponendo un termine.
Gesù fa un paragone: “Or dal fico imparate questa similitudine: quando i suoi rami diventano teneri e spuntano le prime foglie, voi sapete che l’estate è vicina” (Mrc.13:28). Ciò vuol dire che siamo alla fine della Grazia, quando vediamo il peccato avanzare giorno per giorno e l’uomo sostituisce la verità con la menzogna (Rom.1:25); inoltre, gli uomini lontani da Dio divengono: “egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio” (2Tmt.3:2-4). Di sicuro, la fine è molto vicina. Oggi, si è avverata la profezia di Gesù: “Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà” (Mt.4:11,12).
Molti credenti hanno iniziato nello Spirito, ma si sono completati nella carne, allontanandosi dalla verità, perché hanno preferito la menzogna. Altri si sono idealizzati un dio simile a loro (Sal 50:21), con gli stessi sentimenti umani, non comprendendo chi è Dio. Essi lo immaginano come un uomo a loro somiglianza, ma Dio si presentò a Mosè, avvertendolo che: “Dio non è un uomo da potersi smentire, non è un figlio dell’uomo da potersi pentire. Forse Egli dice e poi non fa? Promette una cosa che poi non mantiene?” (Num.23:19).
Dio è il Creatore e non la creatura; molte religioni lo presentano come una creatura, perciò sono ritenuti bugiardi (Prv.30:6) e gli increduli e i bugiardi non entreranno nel regno dei cieli (Ap.21:8). Riconosciamo che il fico ha messo le gemme, oppure che si è levato “…un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!” (Mt.25.6). Occorre prepararsi per essere trovati pronti, rivestiti e non nudi della verità, che procede dallo Spirito.
Presto tutti i figli di Dio sentiranno il comando di Gesù, al suono della tromba di Dio, così i nostri fratelli trapassati, risorgeranno “quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore” (1Tes.4:17).
Se fino ad oggi abbiamo sbagliato, immaginando un dio diverso dal Vero e unico Dio, fermiamoci a esaminare noi stessi, “Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati” (1Cor.11:31). Confrontandoci con il vangelo di Cristo Gesù, il Figlio di Dio (Mrc.1:1).
“Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque” (Ap.14:7). Occorre prepararsi per incontrare lo Sposo, non aspettiamo come le cinque vergini disavvedute l’ultimo momento, perché di certo resteremo qui (Mt.25:8-12). La nostra fiducia e la nostra speranza è riposta in Cristo Gesù, che certamente “può anche salvare appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, perché vive sempre per intercedere per loro” (Ebr.7:25).
Se ubbidiremo in ogni cosa alla Parola di Dio e, “se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati” (1Cor.11:31). Con gioia nel cuore allora, “Esaminiamo le nostre vie, scrutiamole e torniamo all’Eterno!” (Lam.3:40), perché “L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e ricco di bontà” (Sal.103:8).