Noi siamo “vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Rom.8:37).

Tutti quelli che saranno trovati vincenti, entreranno nel regno di Dio (Ap.3:5,12,21; 21:7).

Per ottenere la vittoria in Cristo, è necessario vincere il mondo, perché “Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio?” (1Gv.5:5). Non possiamo perciò vincere il mondo, se non crediamo nel Figlio di Dio, perché Egli ha vinto il mondo e noi vinceremo solo in Lui (Gv.16:33), quindi  ubbidiamo e: “Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza” (Col.3:12).

Forse ti sembra impossibile, ma con grande amore, Gesù consiglia: “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Mt.11:299. Se non camminiamo come Cristo camminò, saremo esclusi dalla Grazia, perché lo Spirito di Cristo non sarà in noi (1Gv.2:6; Gal 4:6).

Gesù dice all’angelo (tutti gli amministratori del vangelo, uniti in un solo Spirito) dell’ultimo periodo della chiesa di Laodicea: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap.3:15,16). Per non essere rigettati da Cristo Gesù, bisogna camminare in santità, seguendo il consiglio di Gesù, di “…osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Mt.28:20).

Chi si comporta da carnale, non vedrà la vita, perché: “…ciò che brama la carne è morte…” (Rom.8:6). Dio rigettò il suo popolo, perché non riconobbero il Cristo, il Messia, promesso sin dalla fondazione del mondo (1Ptr.1:20; Ap.13:8).  Nella sua immensa bontà, Dio ordinò a Israele: “-Nondimeno, anche adesso-, dice il Signore, -tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!-“ (Gioe 2:12). Gli israeliti furono tutti chiamati al ravvedimento, ma non ubbidirono, “…poiché  vi  ho parlato, fin dal mattino, e voi non avete dato ascolto, poiché  vi  ho  chiamati e voi non avete risposto” (Ger.7:13). Per questo motivo, Dio li abbandonò all’esilio, per un periodo di 62 settimane (Dan.9:24-27), voltando loro le spalle e non la faccia (Ger.18:17; Ez.5:12).

Per non essere rigettati anche noi, per sempre, ubbidiamo ai suoi comandamenti, credendo in colui che “reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono autore di una salvezza eterna” (Ebr.5:9). Non dimentichiamo che, “la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida, temiamo che qualcuno di voi pensi di rimanerne escluso” (Ebr.4:1), ma “essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Ef.2:20), Se il nostro fondamento è stabile, riceveremo la promessa di entrare nel riposo per le nostre anime, per vivere con Gesù in eterno (Ebr.4:1).

Attuiamo allora anche noi, quello che Dio richiese a Israele “tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti, con lamenti!” (Gioe 2:12). Non pensiamo che Dio si comporti in modo diverso con noi, che aderiamo alla Grazia. Se noi non ascoltiamo e non mettiamo in pratica la sua Parola, alla fine saremo rigettati allo stesso modo da Cristo Gesù  (Ap.3:14-16).

Israele non volle ascoltare i profeti, che Dio mandava loro, fino a perseguitarli e molti ne uccisero; infatti, Dio li riprende “…essi hanno disubbidito, si sono ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le spalle, hanno ucciso i tuoi profeti che li scongiuravano di tornare a te, e ti hanno oltraggiato gravemente” (Neemia 9:26).

Oggi tutti noi siamo avvertiti: “Non mormorate come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore” (1Cor.10:10). Torniamo a Cristo, chiedendo di rimanere ai suoi piedi, affinchè noi possiamo riconoscere e ascoltare la sua voce, per poterlo seguire fino alla fine (Gv.10:4).

Ricordiamoci che “Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio” (Ap.21:7).